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Polizie Provinciali di Vicenza e Verona contro il bracconaggio

pubblicato il 20/10/2015, ultima modifica 23/10/2015

Importante operazione antibracconaggio messa in atto dalla Polizie Provinciali di Vicenza e Verona.

Denunciato all'autorità giudiziaria R.T., 57 anni, bracconiere già noto agli agenti per essere stato denunciato, lo scorso anno, per uccellagione con reti. Era stato infatti trovato in possesso di ben 600 esemplari di piccola avifauna, per lo più appartenente a specie protette. “Grazie al protocollo d'intesa sottoscritto nel 2012 con il comando veronese – sottolinea il comandante vicentino Claudio Meggiolaro – abbiamo colto in fragranza di reato questo soggetto all'interno del parco regionale della Lessinia. Nei giorni scorsi erano giunte segnalazioni ad entrambe le Polizie circa la presenza di reti abusive per la cattura di avifauna. Individuata la rete nel comune di Vestenanova, a pochi metri dal confine con la Provincia di Vicenza, il personale di entrambi i Corpi si appostava per sorprendere in flagrante il bracconiere. Alle 13,30 di ieri un cacciatore armato di fucile e proveniente dal parco si avvicinava alla rete, prelevava un esemplare di specie protetta ancora vivo ed immediatamente lo uccideva schiacciandogli la testa fra due dita”.

Al fine di evitare che tanta barbarie proseguisse, gli agenti intervenivano immediatamente e rinvenivano nel carniere del cacciatore due esemplari di fringuelli ed una pespola, tutti uccisi con sparo all'interno del parco. Gli agenti provvedevano poi a liberare e rimettere immediatamente in libertà gli esemplari ancora vivi.

Sfumata la possibilità di un “rosto” illegale, sulla graticola, ora, ci finirà proprio lui, R.T., reo di un bel po' di reati. Primo tra tutti, gravissimo, quello di essere sprovvisto di porto d'armi, essendo la sua licenza sospesa. A questo si aggiungono caccia privo di licenza regionale in area protetta in quanto parco, furto venatorio, abbattimento di specie protette e maltrattamento di animali. Uno “spiedo” mica male e che potrebbe costargli una condanna di quelle da rendergli in futuro indigesta anche solo la vista di un pennuto.

E le sorprese non sono finite: durante l'ispezione del luogo, infatti, sono state rinvenute ben 6 piante di marijuana ancora verdi, prontamente poste sotto sequestro. Scattata immediatamente la denuncia a carico di ignoti, le indagini continuano.

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