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Risarcimento e prevenzione Danni causati dalla fauna selvatica

pubblicato il 16/04/2010

 

  • Ammissibilità ai contributi
  • Tipologia dei danni ammessi a contribuzione
  • Interventi di prevenzione - difesa passiva
  • Modalità di presentazione delle domande
  • Entità delle contribuzioni per danni e prevenzione
  •  

    Ammissibilità ai contributi
    (All. A al Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Reg. d'attuazione, Capo V, Art. 16; All. alla Dgr n. 2210/2007)

  • Sono ammissibili alla contribuzione a titolo di indennizzo, i danni subiti dalle produzioni agro-silvo-pastorali arrecati dalla fauna selvatica, nonché dall'attività venatoria, compresi i prodotti dell'allevamento zootecnico, inclusi gli allevamenti di fauna selvatica, itticoltura e apicoltura;
  • Nel territorio soggetto a gestione programmata dell'attività venatoria, possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tutta la fauna selvatica, cacciabile o non cacciabile, nonché i danni derivanti da attività venatoria;(1)
  • Nelle Aziende Faunistico-venatorie, possono essere ammessi a contribuzione esclusivamente la prevenzione e i danni provocati dalla fauna selvatica non sottoposta al prelievo venatorio in base al piano di assestamento o di abbattimento; per la prevenzione e i danni da fauna selvatica sottoposta a prelievo venatorio provvede il Concessionario dell'Azienda faunistico-venatoria;(2)
  • Nelle Zone di ripopolamento e cattura, possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tutta la fauna selvatica, cacciabile o non cacciabile;(3)
  • Nelle Zone per l'allenamento, l'addestramento e le gare di cani da caccia, possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tale attività e da tutta la fauna selvatica, soggetta e non soggetta ad attività di allenamento, addestramento e a gare di cani da caccia;(4) Nel caso di affidamento della Zona a soggetto esterno, i danni e la prevenzione causati da detta attività e dalla fauna selvatica soggetta a tale attività sono a carico del soggetto affidatario della gestione.
  • Nei Fondi chiusi e nei Fondi sottratti alla gestione programmata dell'attività venatoria, non è ammessa alcuna contribuzione e i danni e la prevenzione sono a carico del proprietario o conduttore;(5)
  • (1) La contribuzione per la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica cacciabile non spetta alla
    Regione, bensì all'Ambito Territoriale di Caccia o al Comprensorio Alpino, tramite la Provincia, a decorrere dall'1 gennaio 2013 (DGR n. 2650/2010);
    (2) Negli allegati, le Aziende Faunistico-venatorie, mappa e cartine topografiche 1:25.000;
     (3) La contribuzione per la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica oggetto di ripopolamento e cattura non spetta alla Regione, bensì all'Ambito Territoriale di Caccia o al Comprensorio Alpino, tramite la Provincia, a decorrere dall1 gennaio 2013 (DGR n. 2650/2010);
    (4) La contribuzione per la prevenzione e l'indennizzo dei danni causati dalla fauna soggetta ad attività di allenamento, addestramento e a gare di cani da caccia, non spetta alla Regione, bensì alla Provincia che ha istituito la Zona.
    (5) Dgr n. 2210 del 17 luglio 2007; Regolamento di attuazione - All. A al Piano Faunistico 2007-2012; negli allegati l'elenco e l'ubicazione dei Fondi sottratti alla gestione programmata dell'attività venatoria.

    Tipologia dei danni ammessi a contribuzione
    (Regolamento d'attuazione – All.A al Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Capo V, Art. 17)

    A) colture erbacee:
    - danni a prati-pascoli;
    - danni a colture foraggere, cerealicole, industriali;
    - danni alle colture orticole;
    - danni a pascoli permanenti;
    B) colture arboree in coltivazione:
    - danni a frutteti, oliveti, vigneti, castagneti da frutto, 
       purché alla base le piante siano munite di fascette 
       protettive;
    - danni a rimboschimenti fino a tre anni dall'impianto;
    - danni ai frutti pendenti di frutteti, oliveti, vigneti e
       castagneti da frutto;
    C) allevamenti zootecnici (compresi allevamenti di fauna selvatica, attività di itticoltura e apicoltura):
    - danni agli animali in allevamento e mancate produzioni;
    D) strutture:
    - opere realizzate a sostegno dei filari delle colture
      arboree;
    - opere aziendali per la regimazione delle acque e
       l'irrigazione;
    - agli impianti di itticoltura e apicoltura;
    - ai terrazzamenti, ecc.

     

    Interventi di prevenzione/difesa passiva
    (Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Cap. 6, art. 6.2);

    La Provincia considera la prevenzione dei danni che la fauna selvatica provoca alle colture agricole quale strategia da privilegiare al fine di tutelare, oltre che il reddito e il lavoro degli agricoltori, anche l'ambiente e la salute pubblica; 
    Gli interventi possono prevedere l'adozione di vari accorgimenti di difesa passiva:
    - repellenti chimici o biologici;
    - recinzioni fisse e/o elettrificate;
    - recinzioni mobili semplici o elettrificate;
    - dissuasori acustico-vocali;
    - dissuasori visivi;
    - dissuasori animali;
    - dissuasori ad ultrasuoni e altri. 
    La Provincia, su domanda del proprietario o conduttore del fondo, fornirà l'assistenza tecnica necessaria ad individuare l'accorgimento più efficace di prevenzione, e utilizzando il finanziamento regionale, erogherà il contributo assegnato dalla Regione per far fronte alle spese effettivamente sostenute, debitamente documentate e preventivamente autorizzate.


    Modalità di presentazione delle domande
    (All.A al Piano Faunistico Venatorio 2007-2012 – Regolamento di attuazione, Art. 19);
    Per accedere ai contributi a titolo di indennizzo danni o di prevenzione/lotta passiva, il proprietario o il conduttore del fondo deve inoltrare domanda alla Provincia utilizzando il modello predisposto dalla Provincia stessa; (1)
    La domanda a titolo di indennizzo danni va presentata in tempo utile per consentire l'accertamento dei danni da parte dei tecnici della Provincia, prima del quale non dovrà essere modificato lo stato di fatto delle colture, dell'allevamento o delle opere interessate; 
    La raccolta del prodotto o la sostituzione della coltura prima dell'accertamento tecnico dei danni dichiarati comportano la non ammissibilità al contributo, salva la possibilità per i proprietario o il conduttore di fare effettuare a proprie spese una perizia giurata, redatta da un tecnico abilitato. 
    Nel caso di danni ad allevamenti zootecnici, anche di animali da cortile, di fauna selvatica, di itticoltura o di apicoltura, si deve informare entro le 24 ore la Polizia Provinciale e nel contempo, inoltrare domanda di danni alla Provincia utilizzando il modello predisposto dalla Provincia stessa; (1)
    Se la Polizia Provinciale è impossibilitata all'immediata uscita, la Provincia potrà accettare come documentazione dell'evento una relazione corredata da fotografie dalle quali risultino in modo inequivocabile il numero e la tipologia (specie, peso, ecc) dei capi abbattuti o feriti; (2)
    (1) negli allegati, i Moduli per le domande;
    (2) dal Piano Faunistico Venatorio2007-2012, Cap. 6, art. 6.1

    Entità delle contribuzioni per danni e prevenzione
    (Dgr n. 2210 del 17.7.2007)
    Non sono ammessi a contribuzione i danni stimati di importo inferiore ad euro 100,00 (All. A al Piano Faunistico 2007-2012 - Regolamento d'attuazione, Titolo V, Art. 16, comma 8);

    Scaglioni progressivi di danno accertato e le percentuali massime di contribuzione:
    - da € 100,00 a € 2.500,00 60%
    - da € 2.501,00 a € 25.000,00 45%
    - da € 25.001,00 a € 100.000,00 30%
    - sopra € 100,000,00 15%
    dando atto che nel caso in cui la quota parte del fondo regionale destinata al risarcimento risulti insufficiente per soddisfare le istanze ammissibili si provvede ad una riduzione proporzionale dei contributi calcolati sino al raggiungimento della capienza (Dgr n. 2210 del 2007);

    Percentuale massima di contribuzione in materia di prevenzione/lotta passiva: 90%
    dando atto che nel caso in cui la quota parte del fondo regionale destinata alla prevenzione risulti insufficiente per soddisfare le istanze ammissibili applicando la percentuale massima, si provvede ad una riduzione della percentuale massima sino al raggiungimento della capienza (Dgr n. 2210 del 2007);