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Risarcimento e prevenzione Danni causati dalla fauna selvatica

pubblicato il 09/09/2020, ultima modifica 21/09/2020

ATTENZIONE

 

A partire dal 14 settembre 2020 le istanze per danni causati da fauna selvatica alle produzioni agricole vanno presentate all’Agenzia Veneta per i Pagamenti (AVEPA), utilizzando la modulistica e con le modalità di invio disponibili alla pagina www.avepa.it/danni-da-fauna--selvatica .


Per ogni ulteriore informazione, rivolgersi allo sportello AVEPA di Vicenza, telefono 0444/837901, o ai locali Centri autorizzati di Assistenza Agricola.

 

 

  • Ammissibilità ai contributi
  • Tipologia dei danni ammessi a contribuzione
  • Interventi di prevenzione - difesa passiva
  • Modalità di presentazione delle domande
  • Metodo di accertamento danni
  • Entità delle contribuzioni per danni e prevenzione
  •  

    Ammissibilità ai contributi
    (All. A al Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Reg. d'attuazione, Capo V, Art. 16; All. alla Dgr n. 2210/2007)

  • Sono ammissibili alla contribuzione a titolo di indennizzo, i danni subiti dalle produzioni agro-silvo-pastorali arrecati dalla fauna selvatica, nonché dall'attività venatoria, compresi i prodotti dell'allevamento zootecnico, inclusi gli allevamenti di fauna selvatica, itticoltura e apicoltura; 
  • Nel territorio soggetto a gestione programmata dell'attività venatoria, possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tutta la fauna selvatica, cacciabile o non cacciabile, nonché i danni derivanti da attività venatoria; l'intervento del fondo regionale è subordinato alla preventiva effettuazione di idonei interventi di prevenzione, se possibili.
  • Nelle Aziende Faunistico-venatorie (AFV) e nelle Aziende Agro-turistico-venatorie (AATV), possono essere ammessi a contribuzione esclusivamente la prevenzione e i danni provocati dalla fauna selvatica non sottoposta al prelievo venatorio in base al piano di assestamento o di abbattimento; l'intervento del fondo regionale è subordinato alla preventiva effettuazione di idonei interventi di prevenzione, se possibili.
  • Per la prevenzione e i danni da fauna selvatica sottoposta a prelievo venatorio, nonchè i danni derivanti da attività venatoria, provvede il Concessionario dell'Azienda faunistico-venatoria o dell'Azienda agro-turistica venatoria.

  • Nelle Zone di ripopolamento e cattura (ZRC), possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tutta la fauna selvatica, cacciabile o non cacciabile; l'intervento del fondo regionale è subordinato alla preventiva effettuazione di idonei interventi di prevenzione, se possibili.
  • Nelle Zone per l'allenamento, l'addestramento e le gare di cani da caccia, possono essere ammessi a contribuzione a titolo di indennizzo e prevenzione, i danni causati da tale attività e da tutta la fauna selvatica, soggetta e non soggetta ad attività di allenamento, addestramento e a gare di cani da caccia; l'intervento del fondo regionale è subordinato alla preventiva effettuazione di idonei interventi di prevenzione, se possibili.
  • Nei Fondi chiusi e nei Fondi sottratti alla gestione programmata dell'attività venatoria, non è ammessa alcuna contribuzione e i danni e la prevenzione sono a carico del proprietario o conduttore;
  • Non possono essere ammessi a contributo i danni alle produzioni agricole vegetali o animali subiti a seguito della non ottemperanza all'azione di prevenzione, dell'inadeguato utilizzo di mezzi di prevenzione, ovvero quando il produttore, pur avendo avuto negli anni precedenti ripetuti episodi di danni arrecati dalla stessa specie o simili, non abbia provveduto in merito.
  • La preventiva effettuazione degli interventi di prevenzione non opera nei casi di coltivazioni/allevamenti che non possono essere efficacemente protetti mediante interventi di carattere ordinario e nell'esercizio nel corso del quale si verifica il primo intervento.
  • Non possono inoltre essere ammessi a contributo i danni alle produzioni agricole vegetali o animali non consentite dalle disposizioni vigenti o non autorizzati, nonchè i danni subiti in un periodo antecedente ad un evento naturale o ad un agente patogeno che possa aver influito negativamente sulla medesima produzione.
  • Tipologia dei danni ammessi a contribuzione
    (Regolamento d'attuazione – All.A al Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Capo V, Art. 17)

    A) colture erbacee:
    - danni a prati-pascoli;
    - danni a colture foraggere, cerealicole, industriali;
    - danni alle colture orticole;
    - danni a pascoli permanenti;

    B) colture arboree in coltivazione:
    - danni a frutteti, oliveti, vigneti, castagneti da frutto, purché alla base le piante siano munite di fascette protettive;
    - danni a rimboschimenti fino a tre anni dall'impianto;
    - danni ai frutti pendenti di frutteti, oliveti, vigneti e castagneti da frutto;

    C) allevamenti zootecnici (compresi allevamenti di fauna selvatica, attività di itticoltura e apicoltura):
    - danni agli animali in allevamento e mancate produzioni;

    D) strutture:
    - opere realizzate a sostegno dei filari delle colture arboree;
    - opere aziendali per la regimazione delle acque e  l'irrigazione;
    - agli impianti di itticoltura e apicoltura;
    - ai terrazzamenti, ecc.

    Interventi di prevenzione/difesa passiva
    (Piano Faunistico Venatorio 2007-2012, Cap. 6, art. 6.2);

  • La Regione considera la prevenzione dei danni che la fauna selvatica provoca alle colture agricole quale strategia da privilegiare al fine di tutelare, oltre che il reddito e il lavoro degli agricoltori, anche l'ambiente e la salute pubblica;
  • Gli interventi possono prevedere l'adozione di vari accorgimenti di difesa passiva:
  • - repellenti chimici o biologici;
    - recinzioni fisse e/o elettrificate;
    - recinzioni mobili semplici o elettrificate;
    - dissuasori acustico-vocali;
    - dissuasori visivi;
    - dissuasori animali;
    - dissuasori ad ultrasuoni e altri.