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Tecnologia innovativa per monitorare le pareti fragili

pubblicato il 29/04/2010

Tecnologia avanzata per lo studio delle zone più fragili del Vicentino.

Approvato martedì dalla Giunta Provinciale il protocollo tra Provincia e Dipartimento di geoscienze dell’Università di Padova per la sperimentazione di tecniche laser scanner in pareti rocciose finalizzate alla progettazione di opere di messa in sicurezza. Tradotto in cifre, è di 27.600 euro il fondo destinato a questo programma di attività sperimentali che si svolgeranno nel giro di otto mesi.

“E' un modo assolutamente innovativo – spiega l’Assessore alla Difesa del Suolo Costantino Toniolo - per rilevare la situazione in corso e monitorare grazie a tecniche digitali i movimenti e le criticità delle zone maggiormente soggette a dissesti. Attraverso la lettura che lo scanner fa in rilievo remoto e all’elaborazione dei dati che raccoglie, è possibile avere a disposizione modelli tridimensionali che consentiranno di individuare gli interventi più idonei a scongiurare il pericolo di crollo”.

Le rilevazioni classiche delle caratteristiche delle pareti rocciose troveranno così un significativo completamento nei risultati delle misurazioni digitali realizzate grazie all’utilizzo di questa apparecchiatura. Sarà così possibile ottenere la visione spaziale di intere zone, con notevole dettaglio e con possibilità di controlli multipli che renderanno la verifica della stabilità strutturale molto più precisa e completa. I dati verranno acquisiti in 3D e restituiti in tempo reale come modelli tridimensionali completi di dati geologici.

Due le località interessate in questa fase di sperimentazione: Saccon in Comune di Cismon del Grappa e Lora Bassa in Comune di Valstagna. Entrambe selezionate per la loro criticità, per l’estensione e per una conformazione che rende particolarmente difficoltoso l’accesso diretto.

Gli Uffici della Difesa del Suolo della Provincia e il dipartimento dell’ateneo patavino lavoreranno in stretto contatto, con un continuo scambio di dati e osservazioni, mettendo insieme le rilevazioni laser scanner con i dai ricavati dalla più tradizionale rilevazione geo-meccanica, in modo da sviluppare uno studio che possa rappresentare una buona prassi esportabile per altre situazioni analoghe.

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