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Un tavolo tecnico per risolvere la questione Provincia-Aci sulla riscossione dell’Ipt

pubblicato il 01/02/2010

Atto terzo per la questione che vede protagonisti Provincia di Vicenza, Aci e la convenzione che affida all’Aci la riscossione dell’Ipt, imposta provinciale di trascrizione, uno dei principali introiti economici per l’Ente di Palazzo Nievo.

Un mese fa il Consiglio Provinciale aveva approvato la durata annuale di una convenzione che costa all’Ente Provincia 300mila euro all’anno. La settimana scorsa, su imposizione di Aci, il Consiglio aveva dovuto tornare sui suoi passi e approvare una durata di 5 anni, così come deciso da Aci a livello nazionale, e possibilità di recesso annuale.

Il terzo atto si svolge attorno ad un tavolo allestito a Palazzo Arnaldi, sede del settore Ragioneria della Provincia, dove si confrontano l’Assessore al Bilancio della Provincia Cristiano Sandonà, il Direttore Regionale Aci Alberto Ansaldi, Gaetano Cusmano direttore del Pra di Vicenza, Calogero Calì direttore della Motorizzazione Civile, Alberto Trevisan della Cassa di Risparmio del Veneto tesoriere della Provincia, ognuno accompagnato da funzionari e dirigenti per affrontare il tema sia sotto l’aspetto politico che tecnico. Presente anche Cristian Martari per l’Urpv (Unione Regionale Province Venete), perché se Vicenza dovesse trovare una soluzione alternativa all’affidamento all’Aci, le Province Venete sono pronte a copiare l’idea.

Idea tutta da studiare, ma che si propone di cercare, dentro o fuori l’Ente secondo le procedure suggerite dalla normativa, una professionalità in grado di offrire un servizio di riscossione qualitativamente elevato ad un prezzo competitivo . Inferiore, naturalmente, a 300mila euro. L’obiettivo è di arrivare ad una soluzione prima di giugno 2010, in un termine, cioè, utile a rispettare quanto stabilito dall’accordo con Aci per una eventuale recessione a partire già dal 2011. Una volontà trasversale a Palazzo Nievo, tanto da poter contare sulla collaborazione fattiva di un consigliere di maggioranza, Ornella Galleazzo, e uno di opposizione, Matteo Quero.

“Lo scoglio –spiega l’Assessore Sandonà- è diversificare una convenzione che Aci ha previsto uguale per tutta Italia. Però 300mila euro diventano sempre più pesanti in un bilancio reso sofferente dalle tante esigenze da soddisfare a fronte degli scarsi trasferimenti. L’Ipt è una delle poche imposte di cui le Province dispongono, non possiamo rischiare di gestirla in maniera superficiale o poco attenta, ma è anche nostro dovere, nei confronti dei cittadini, investire al meglio i soldi che gestiamo. L’autorevolezza di coloro che siedono al tavolo e la capacità di dialogo e di confronto mi fanno ben sperare che riusciremo a trovare una soluzione condivisa.”

Il prossimo appuntamento è in programma per lunedì 8 febbraio, quando al tavolo siederanno anche l’Avvocatura della Provincia e i responsabili dei servizi informativi degli Enti coinvolti.

“Sappiamo –concludono Galleazzo e Quero- che abbiamo i riflettori di tutta Italia puntati su di noi, perché potremmo essere esempio per le altre Province, ed è proprio questo che ci dà stimolo per fare bene.”

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