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Un convegno sul carsismo

pubblicato il 12/05/2010

Acquiferi carsici ed esplorazioni speleosubacquee: questi i temi del convegno in programma mercoledì 12 maggio alle ore 20.30 a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore ed illustrati questa mattina a palazzo Nievo dall'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari, presente Romano Trevisiol, presidente del Gruppo Gritte del CAI di Vicenza intitolato a suo padre Gastone.

“Il convegno – sottolinea Pellizzari – chiude la Festa dell'Acqua ed è importante sia perché vedrà la partecipazione di Luigi Casati, una sorta di “guru” per gli appassionati del settore si annuncia intere, sia perché faremo il punto sul carsismo nella nostra Provincia. Questo fenomeno, infatti, si lega strettamente alla questione delle acque di falda e delle risorgive però è necessario capirne le dinamiche, conoscere le cavità carsiche e la loro vulnerabilità, visto che troppo spesso sono state usate come discariche”.

Luoghi sensibili, le grotte vicentine sono per lo più grotte sifonanti. Resta tutto da capire il percorso delle acque carsiche se è vero come ricorda l'Assessore Pellizzari che la sperimentazione svolta assieme al Gruppo “Proteo” di Vicenza per comprendere la relazione fra le acque dell'Altopiano di Asiago e le Grotte di Oliero non è riuscita a dare risultati.

“Dopo la metà di maggio ripartiremo con altre prove, usando stavolta la Fluorescina, certo questo significa che il bacino imbrifero è vastissimo”. Romano Trevisiol, dal canto suo, punta il dito contro lo stato di degrado in cui si trovano molti siti, e non solo dell'Altopiano. “Detto che il buco più importante ed esteso è il Buso della Rana a Monte di Malo – 27 chilometri di sviluppo con ben due bivacchi e non del tutto esplorato – ci sono cavità dove l'uomo ha buttato dentro di tutto: dalle carcasse di animali domestici, anche mucche, morti di malattia, a prodotti tossico-nocivi come Eternit, bidoni di olio esausto e di vernice. Sull'Altopiano di Asiago, al Turcio, la grotta di Busa Fonda presenta uno spessore di immondizie di 92 metri su 105 metri di sviluppo. E per non parlare della Voragine Valmarana, un tempo la regina dei Berici, trasformata in passato in vera e propria discarica dal Comune di Altavilla Vicentina”.

Difficile per i circa 200 appassionati degli 8 Gruppi vicentini (28 in tutto il Veneto) riuscire a bonificarli. Per i costi, proibitivi, e le difficoltà tecnico-naturali. “Lavorano come formiche – plaude Pellizzari – ma più di tanto non si riesce a fare. Però la loro collaborazione è per noi preziosa ed importante”

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