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Sossano capitale dell'olivicoltura

pubblicato il 03/05/2010

Sossano, è qui la svolta. Per un giorno ombelico del mondo dell'Olivicoltura, il Comune rivierasco ospiterà domenica prossima 2 maggio, un importantissimo convegno sul presente e sulle prospettive di una pratica agricola sempre più diffusa e presente nella nostra economia provinciale, e che proprio per questo ha raccolto l'adesione di autorità e produttori.

A partire dalle ore 9.30, a Villa Gazzetta, coltivatori e produttori oleari si ritroveranno per fare il punto della situazione ed ascoltare le relazioni di Giuseppe Fontanazza, già Direttore dell'Istituto per l'Olivicoltura del Cnr di Perugia, e dell'esperta Angela Canale.

Soddisfatto l'Assessore Provinciale all'Agricoltura onorevole Luigino Vascon: “Questo incontro sintetizza come meglio non potrebbe da una parte le necessità e le esigenze di un settore agricolo e produttivo vivace e sempre in espansione, dall'altra il lavoro certosino e capillare svolto al riguardo dalla Provincia di Vicenza, che ha saputo coordinare e sottolineare la crescita del comparto, oggi certificata non solo dall'aumento della produzione ma, ciò che più conta, dal miglioramento della qualità”.

Parcellizzata in tre aree – quella di Pove-Monte Grappa, la Pedemontana Marosticense ed i Colli Berici – quasi chiuse in se stesse, questa coltivazione ha visto l'Assessorato Provinciale all'Agricoltura fortemente impegnato in una campagna di informazione e soprattutto di piantumazione.

“Siamo passati dai 517 ettari del 2005 ai circa 650 ettari attuali. Stimiamo che ogni anno vengano piantate circa 10mila piante per un totale di 25 ettari. Al di là di questo, però, ciò che più conta è il fatto di aver fatto sistema tutti assieme, uscendo dalle logiche di campanile e contribuendo a sviluppare un prodotto Vicentino, sebbene nella sua diversità. Così oggi il nostro olio riscuote sempre maggiori consensi non solo a livello commerciale ma anche fra gli esperti della materia”.

Dalla nicchia alle giurie di esposizioni, l'Olio vicentino non smette infatti di sorprendere assaggiatori e semplici massaie. “Abbiamo le piantagioni più a nord di Europa. Vi sono 3 grandi cooperative, la Monte Asolone, la Pedemontana-Grappa e l'Olibea dei Colli Berici, alle quali vanno aggiunti una trentina di produttori che possono vantare una discreta quantità”. Sette i frantoi sparsi nella provincia, due dei quali consortili ed uno solo di essi tradizionale, a molazze. “Gli altri sono tutti a ciclo continuo e questo conferisce determinate proprietà organolettiche”.

Nel convegno sossanese l'accento verrà posto sull'aggiornamento e sullo l'ammodernamento dei sistemi di allevamento, con uno sguardo attento alla meccanizzazione integrale. Spiega Sergio Carraro, esperto di Olivicoltura all'Istituto “N.Strampelli” di Lonigo: “la giornata serve anche a stimolare i produttori vicentini e veneti sul fatto che se si vuole trasformare questa pratica in reddito bisogna laddove si può cambiare sistemi. Questo significa che in certi oliveti ci mandi gli uomini solo per piccole rifiniture. Tutto il resto lo fanno le macchine”. Una tipologia di intervento che ben si adatta alle coltivazioni estensive anche del nostro territorio. “Intendiamoci: nella nostra realtà molta parte è legata ad una agricoltura tradizionale che resterà tale per terreni e disponibilità idriche. C'è però una nuova categoria di produttori, che non arrivano dall'ambito rurale e agricolo, pronta ad investire su nuove superfici. E' una domanda forte che tra l'altro si coniuga con le caratteristiche morfologiche dei terreni, adatti alla meccanizzazione proprio per la presenza delle caratteristiche necessarie. E' un argomento di svolta”.

Non a caso, grazie ai buoni uffizi dell'AIPO, il convegno vedrà la presenza anche di produttori e agricoltori di fuori provincia. “Sull'olivo e l'olio – conclude Vascon – dobbiamo cominciare a far fronte comune cominciando dal Nord e Centro Italia dove sussistono le condizioni per ragionare in un'ottica di meccanizzazione spinta”.

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