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Rassegna della Burlina: alla Decima il riconoscimento regionale

pubblicato il 23/09/2010

Hanno sfilato sopra un pavimento ricoperto di paglia, circondati dallo sguardo attento dei loro estimatori e tenuti al laccio dagli operai della “vecchia fattoria” provinciale.

Non c'erano passerelle e fasce e le palette della giuria in realtà si alzavano non per dare i voti ma più prosaicamente per l'offerta di acquisto, eppure i corpulenti “modelli” hanno comunque suscitato l'interesse della piccola folla accorsa nel ring organizzato all'interno dell'azienda agricola sperimentale “La Decima” di Montecchio Precalcino nel corso della seconda rassegna nazionale della razza Burlina.

Mister dai 5 agli 8 quintali di peso, i 20 tori castroni di razza burlina e le due femmine di razza chianina e marchigiana battuti all'asta sono stati i veri protagonisti di una due giorni che ha saputo regalare, assieme alle sfide accese tra i compratori a colpi di rilanci, emozioni e tradizioni dal sapore antico e genuino.

“Siamo molto soddisfatti del risultato di questa iniziativa- sottolinea l'assessore provinciale all'agricoltura onorevole Luigino Vascon – che ha confermato il grande interesse non solo del mondo agricolo ma anche di quello commerciale. Nonostante il tempo non ci abbia assistito fino in fondo, la risposta di allevatori, agricoltori e macellai è stata importante. Desidero ringraziare i nostri operatori commerciali per la sensibilità che hanno saputo ancora una volta dimostrare verso il progetto di genuinità che come Provincia stiamo cercando di legare al territorio e alle stagionalità. In particolare alle macellerie vicentine sono sempre più luoghi di gusto e di tradizione, ambasciatrici convinte di un messaggio di rilancio e riqualificazione del nostro settore zootecnico che questo assessorato sta cercando di assecondare con tutte le sue forze facendosi promotore di un progetto importante sulla biodiversità”.

Macellerie come la Volpiana di Altissimo e la Costa di Vicenza, che si sono aggiudicate rispettivamente la chianina e la marchigiana, o la macelleria Dall'Armellina Silvio di Sossano per i castroni di burlina, tanto per citare qualche nome, sono esempi concreti di tanta, diffusa attenzione. Ma le giornate di Montecchio Precalcino sono state anche l'occasione per avvicinare la gente ad una realtà unica nel suo genere, grazie alla presenza delle numerose specie autoctone riportate nelle stalle dell'azienda.

Una sorta di zoo domestico di cui si rischiava di perdere la memoria e che oggi è l'avamposto per la reintroduzione di questi animali negli allevamenti provinciali.

“Accanto alla rassegna delle razze bovine presenti in azienda – Pojese, Burlina appunto, Bianca Valpadana “Bisa” - abbiamo dato agli ospiti accorsi anche la possibilità di poter conoscere attraverso una visita guidata gli ovini, come il capretto di Gambellara o le pecore Brogna e di Foza, e gli animali da cortile (gallina dorata, gallina argentata, gallina Millefiori e pollo padano cinque dita) autoctoni. E lo stupore non solo dei bambini ma anche degli adulti ci ha dato ulteriore conferma della validità di questa scelta, che è anche una scelta culturale precisa”.

Dagli occhi al palato, la manifestazione è stata anche l'occasione per assaggiare e valutare davvero sul campo la bontà e la qualità di alcune produzioni locali, in particolare formaggi, miele e sopresse. Degustazioni apprezzate e ressa attorno ai banchetti dei produttori convenuti.

“E' stata una rassegna per tutti i gusti – conclude l'assessore Vascon – che non a caso abbiamo voluto aprire con il convegno di presentazione dei risultati preliminari del progetto “BIOVI” 2007-2013, al quale hanno partecipato importanti esperti, come il professor Igino Andrighetto, direttore generale dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, la professoressa Flaviana Gottardo, del dipartimento scienze animali dell'Università di Padova, il dottor Antonio Barberio, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Vicenza, Sandro Longo, responsabile ufficio libro genealogico e registro anagrafico APA di Vicenza. Del resto proprio su questo progetto la Regione Veneto ha affidato alla Provincia di Vicenza il Piano di Sviluppo Rurale, un riconoscimento prestigioso che ci conferma di essere sulla strada giusta”.

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