Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

E-mail istituzionale info@provincia.vicenza.it

E-mail posta certificata provincia.vicenza@cert.ip-veneto.net

Notizie stampa

Tu sei qui: Home / Notizie stampa / Archivio news / 2010 / Quattro mediatrici culturali in aiuto al centro per l'impiego di Vicenza

Quattro mediatrici culturali in aiuto al centro per l'impiego di Vicenza

pubblicato il 11/05/2010
Il progetto, conclusosi in questi giorni, è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo. La provenienza straniera delle mediatrici ha facilitato il rapporto con i numerosi utenti stranieri del centro e ha stimolato la riorganizzazione di servizi e prestazioni.

L’Assessore Provinciale al Lavoro Morena Martini ha incontrato questa mattina le quattro mediatrici culturali che per un anno hanno affiancato il personale del centro per l’impiego di Vicenza nell’accompagnamento al lavoro di stranieri disoccupati o inoccupati.
Proprio per le specifiche caratteristiche previste, le quattro mediatrici culturali sono di origine straniera. Si tratta di: Amada Espinoza, pedagogista dal Cile, Sandra Sanchez, pedagogista dall’Ecuador, Klarita Naco, laureata in scienze dell’educazione dall’Albania, Iahqiqi Btissam, laureata in lingua e letteratura inglese dal Marocco. Le prime due, Espinoza e Sanchez, con cittadinanza italiana, mentre la Naco dovrebbe ottenerla a breve.
“La loro professionalità e i loro titoli –afferma la Martini- dovrebbero già da soli mettere a tacere chi mi ha accusata di aver favorito persone straniere in un progetto, peraltro finanziato dalla Comunità Europea, dove non sono stata io a selezionare i vincitori, ma un curriculum e una comprovata esperienza nel campo. Sarò comunque felice se il Fondo Sociale Europeo vorrà ancora sostenere il progetto e sarò ancora più felice se a portarlo avanti saranno queste quattro persone, che si sono dimostrate un utile se non indispensabile strumento per i nostri centri per l’impiego per far fronte a situazioni altrimenti difficilmente gestibili.”
La percentuale di stranieri che si presentano al centro per l’impiego di Vicenza è di circa un terzo del totale. Sono persone, spiega la responsabile del centro Patrizia Barbieri, con difficoltà linguistiche, che non conoscono la normativa né per quanto riguarda i diritti né, soprattutto, i doveri. Provengono da settori in fase di riduzione o ristrutturazione ed essendo per lo più operai semplici, senza specializzazione, sono i più esposti al rischio di disoccupazione. E’ quindi necessario orientarli verso la riqualificazione, portandoli a conoscenza degli strumenti a loro disposizione, ma illustrando loro chiaramente anche gli obblighi a cui si devono sottoporre. “In questo senso –precisa l’Assessore- la presenza di mediatrici culturali straniere o italiane provenienti da un paese straniero, ha contribuito ad instaurare un clima di empatia tra il centro per l’impiego e i suoi utenti stranieri, riuscendo a ricavare le informazioni indispensabili per permettere una adeguata formazione e il ricollocamento. Gli stessi datori di lavoro hanno ampiamente e positivamente collaborato con le mediatrici culturali, trovando in loro utile sostegno nella ricerca di personale non solo adeguato alle loro esigenze, ma adeguatamente informato e preparato.”
Grazie alla presenza delle mediatrici culturali, peraltro, è stato possibile riorganizzare servizi e prestazioni erogati dai servizi per il lavoro della Provincia, focalizzando l’attenzione sul servizio di accompagnamento al lavoro, sperimentando strumenti per potenziare l’azione di reimpiego, offrendo orientamento specialistico.
Una curiosità, per finire: tra i cittadini stranieri che si rivolgono al centro per l’impiego di Vicenza, la maggior parte sono rumeni (18,45%), poi vengono i serbi (9.79%), i marocchini (7,53%), gli albanesi (7,06%), i ghanesi (5.64%), i moldavi (5.46%). A seguire, tutte le altre nazionalità.


Nella foto, da sinistra: Klarita Naco, Amada Espinoza,Morena Martini, Iahqiqi Btissam, Patrizia Barbieri, Sandra Sanchez

archiviato sotto: