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Precisazioni dell'Ass. Mondardo in merito al depuratore di Montebello

pubblicato il 12/05/2010

L’Assessore Provinciale all’ambiente Antonio Mondardo intende precisare quanto segue in merito alle dichiarazioni riportate dalla stampa locale a proposito dello stoccaggio dei fanghi da concia nell’impianto di depurazione di Montebello gestito da Medio Chiampo Spa.


E’ vero che la Provincia di Vicenza ha autorizzato lo stoccaggio dei fanghi da conceria prodotti dall’impianto di depurazione di Montebello, ma non all’interno dell’impianto, dove vengono scorrettamente stoccati, bensì in un’area attigua.
Ma partiamo dall’inizio. I fanghi prodotti dall’impianto di depurazione, qualificati come speciali non pericolosi, erano avviati a smaltimento, previa disidratazione meccanica, essiccamento termico ed insaccamento in specifici sacconi, presso la discarica di Zermeghedo, sempre di proprietà di Medio Chiampo Spa. Questo fino a luglio del 2009, quando il conferimento in discarica è stato sospeso in attesa delle necessarie autorizzazioni regionali.
Onde evitare l’interruzione del servizio di depurazione delle acque reflue industriali, su richiesta di Medio Chiampo Spa la Provincia ha autorizzato l’attivazione di un deposito preliminare, della durata massima di un anno, dedicato esclusivamente ai fanghi prodotti dall’impianto di depurazione.
Quest’area si trova nel terreno di proprietà di Medio Chiampo, ma non all’interno dell’impianto stesso, bensì in una zona attigua. E’ un sito che, secondo le prescrizioni della Provincia, è dotato dei necessari presidi ambientali: impermeabilizzazione di fondo e delle pareti laterali e presenza di opere di captazione delle acque reflue che, raccolte in un apposito pozzetto, vengono poi rilanciate mediante un’elettropompa sommergibile in testa all’impianto, per essere sottoposte a trattamento di depurazione.
Tuttavia non è solamente in quest’area che Medio Chiampo sta stoccando i fanghi industriali. Anzi. Il fatto era già stato evidenziato da specifici sopralluoghi dei tecnici provinciali e di Arpav, tanto che lo scorso 22 aprile il dirigente provinciale del settore ambiente, Angelo Macchia, ha inviato a Medio Chiampo una diffida a presentare entro 10 giorni alla Provincia e ad Arpav un cronoprogramma non solo per l’allontanamento dei rifiuti presenti all’interno dell’impianto di depurazione, ma anche per ricondurne la gestione entro i termini previsti dalla normativa, dal momento che i quantitativi rinvenuti erano decisamente superiori a quelli previsti.
Si tratta, è il caso di specificarlo, di rifiuti non pericolosi, tuttavia è necessario stoccarli nella maniera adeguata, per evitare interferenze con l’ambiente e sue contaminazioni in attesa di un corretto smaltimento.
In data 11 maggio Medio Chiampo ha risposto al provvedimento di diffida prospettando le modalità di definizione della problematica. La documentazione è attualmente al vaglio dei tecnici provinciali e di Arpav.

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