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Patto Sociale per il Lavoro Vicentino: 5milioni di euro per la ripresa occupazionale

pubblicato il 10/09/2010, ultima modifica 10/09/2010
E' lo strumento grazie al quale si cercherà di invertire il trend negativo dell’occupazione nel territorio berico.Unisce Provincia, Comuni, Ulss, Associazioni di categoria e conta sull'apporto finanziario della Fondazione Cariverona.

Si chiama Patto Sociale per il Lavoro Vicentino ed è lo strumento grazie al quale si cercherà di invertire il trend negativo dell’occupazione nel territorio berico. Ad ufficializzarlo questa mattina, nella sede della Provincia di Vicenza, sono stati tutti coloro che l’hanno voluto, condiviso, sostenuto e che ora tradurranno le buone idee in realtà: Provincia di Vicenza, con l’Assessore al Lavoro Morena Martini, le quattro Conferenze dei Sindaci in rappresentanza di tutti i 121 Comuni vicentini, le quattro Aziende Sanitarie Ulss, cinque associazioni di categoria (Confindustria Vicenza, Associazione Artigiani, Apindustria Vicenza, Ascom e Cna), tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Diciassette organismi protagonisti della vita economica e sociale dell’intero territorio, tutti preoccupati per una crisi che sta avendo ricadute molto pesanti sui lavoratori vicentini e tutti spinti dalla volontà di porre un freno, o perlomeno un paracadute, a questa caduta libera che rischia altrimenti di ferire gravemente il territorio vicentino. Una sinergia più unica che rara, tanto da avere convinto la Fondazione Cariverona a finanziare il progetto con 3.900.000 euro. A cui vanno aggiunti 1.125.000 euro di cofinanziamento a carico dei diciassette partner, per un totale di 5.025.000 euro.

Obiettivi e strumenti
Oltre 5milioni di euro, dunque, per raggiungere due obiettivi:

  1. dare un sostegno al reddito ai cittadini-lavoratori privi di alcun sostegno economico;
  2. riuscire a reinserire nel mondo del lavoro lavoratori disoccupati e/o in mobilità attraverso la formazione interna assistita, che consiste nel collocare all’interno delle aziende i lavoratori con un abbattimento dei costi (sgravi fiscali) e con una formazione personalizzata fatta dall’azienda.

Gli strumenti a disposizione sono i voucher formativi, le borse lavoro, le misure di sostegno al costo del lavoro. E un sistema premiante per le aziende che dopo l’esperienza di inserimento ritengano di proseguire l’attività lavorativa. “Nulla di assistenziale –ha chiarito la Martini- ma sostegni a fronte di un impegno lavorativo o formativo, in modo da salvaguardare anche la dignità delle persone.”
I primi risultati saranno visibili già entro un anno, visto che proprio questa è la scadenza fissata dalla Fondazione Cariverona per l’erogazione del contributo.
Gli Enti partner hanno ipotizzato di raggiungere in un biennio numeri ambiziosi quanto realistici:

  • interventi dei Comuni su almeno 1000 soggetti svantaggiati con lavori di pubblica utilità
  • realizzazione da parte della Provincia di almeno 2.000 Patti di Servizio con relativi Piani di Azione individuali (curriculum del lavoratore per metterlo in grado di spendersi al meglio sul mercato del lavoro)
  • 1.000 segnalazioni alle aziende di profili di lavoratori con la possibilità di un inserimento o reinserimento lavorativo
  • realizzazione attraverso stage o contratti di lavoro di almeno 500 inserimenti lavorativi.


I protagonisti del Patto

“Un cammino rivoluzionario”. Con queste parole il Vicepresidente della Fondazione Cariverona, Ambrogio Dalla Rovere, ha salutato la nascita del Patto Sociale per il Lavoro Vicentino.
Una sinergia che i partner hanno concordato nel definire il primo e forse più importante risultato già raggiunto. “Abbiamo costruito una rete che ci permetterà di agire in maniera più efficace ed efficiente –ha commentato Alberto Toldo, Sindaco di Valdastico in rappresentanza dei Comuni vicentini- ormai ognuno di noi non può fare nulla se conta solo sulle sue forze. Per cui questo Patto è una grande assunzione di responsabilità che tutti noi abbiamo fatto e che vuole significare il nostro intento e la nostra seria volontà nel voler dare un sostegno concreto ai vicentini in un momento non facile.”
Un momento che i numeri del 2009 riassumono bene: oltre 10mila occupati in meno rispetto all’anno precedente, 9.138 procedure di Cigs e mobilità concluse, 12.811 lavoratori che hanno usufruito della Cig, 11.839 in Cassa Integrazione guadagno in deroga, 6.520 lavoratori inseriti in mobilità, 26.489 domande di disoccupazione ordinaria, 20.469 lavoratori che hanno manifestato la loro immediata disponibilità.
“Numeri –ha affermato Dalla Rovere- che ci hanno convinti a investire in questo progetto una cifra considerevole, tenendo anche presente che Vicenza è la provincia più colpita dalla crisi in rapporto all’area di nostra competenza (Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova).”
“E’ il momento di rimboccarsi le maniche –ha chiarito Giancarlo Pederzolli della segreteria Cisl- di lavorare assieme, ognuno per il suo ruolo e con le sue prerogative, ma in una partita che va giocata tutti assieme per portare a casa la vittoria.”
“La strada da fare è tanta –ha concluso Giorgio Xoccato, Vicepresidente di Confindustria- ma siamo pronti a percorrerla tutti assieme.”



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