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La Provincia con l'Aido vicentina

pubblicato il 03/03/2010
La Provincia di Vicenza e alcuni Comuni scendono a fianco dell'AIDO vicentina per l’applicazione integrale della legge 91 del 1999 relativa al trapianto di organi, in particolare sul silenzio-assenso informato.

La Provincia di Vicenza e alcuni Comuni scendono a fianco dell'AIDO vicentina per l’applicazione integrale della legge 91 del 1999 relativa al trapianto di organi, in particolare sul silenzio-assenso informato.

Spiega l'Assessore Provinciale al Sociale Maria Nives Stevan: “abbiamo raccolto il grido di dolore di questa associazione e del suo presidente Bruno Zamberlan e grazie all'impegno diretto del consigliere e sindaco di Monticello Conte Otto Alessandro Zoppello e di alcuni suoi colleghio lo abbiamo trasformato in un ordine del giorno votato all'unanimità che impegna l'amministrazione provinciale, tramite la mia persona, a supportare l'azione informativa dell'Aido mirata al sostegno all'iniziativa attraverso il coinvolgimento degli enti pubblici, in particolare i Comuni. Inoltre, a supportarla presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché il Ministero della Salute lo accolga emettendo il decreto di attivazione del sistema informativo dei trapianti e adotti tutti i provvedimenti utili e necessari a rendere operativa la forma del silenzio-assenso informato, previsto dalla Legge italiana per tutti i cittadini maggiorenni. Sarà mia cura anche inoltrare il documento ai tutte le municipalità del Vicentino ma anche del Veneto per sollecitare un'analoga posizione”.

Già, si fa presto a dire trapianto. Se è infatti importante il numero di tali interventi effettuati annualmente in Italia – circa 3000 – resta consistente anche la lista d'attesa dei pazienti, che supera le 9000 unità, e ciò a fronte di un consenso, dato o negato in 10 anni, da appena 105.000 italiani, lo 0,17% della popolazione. Di questi, va detto, quasi 12.700 (l'11,99%) ha riposto di No.

Zamberlan è esplicito. “Il Veneto con i suoi 192mila associati è secondo solo alla Lombardia (320mila associati ma su una popolazione di 9 milioni di abitanti). Nel Vicentino sono 56mila gli iscritti, ma negli ultimi 2 anni la situazione si è fatta preoccupante con le opposizioni che superano il 30%. E' necessario pertanto attivare il sistema informativo sollevando le famiglie dalla decisione di dare o meno l'assenso in un momento grave e lacerante della propria esistenza, lasciando la responsabilità ai singoli cittadini che sono tenuti a dichiarare la propria libera volontà in ordine alle donazioni. Sarebbe bello che si potesse fare con la carta d'identità elettronica, un documento che dovrebbe contenere anche la storia sanitaria di ogni cittadino, ma in attesa che questa si compia proponiamo che venga dato ad ognuno la possibilità di poter essere informato ed esprimere con una dichiarazione consegnatagli dal medico, in ospedale, in Comune, anche in parrocchia per chi ci va, la propria decisione al riguardo. Se dopo 30, 60 giorni non lo fa vale il silenzio assenso”.

Votato innanzitutto da Monticello Conte Otto e poi da Bassano del Grappa, Bolzano Vicentino, Costabissara, Romano d'Ezzelino e Grisignano di Zocco l'ordine del giorno è un piccolo, importantissimo passo.

“Io – racconta Eligio Munari – ho vissuto 7 anni in attesa di un rene e sottoponendomi ogni altro giorno a dialisi. Preghi che arrivi e che nel frattempo vada tutto bene, perché basta un evento sanitario per farti uscire dalla lista d'attesa. La mia vita è cambiata dopo questo dono ma io non dimentico mai di curarlo giorno dopo giorno. Perché se lo sprecassi non farei solo un torto a chi ci ha creduto ma anche a chi avrebbe potuto riceverlo al posto mio e che magari oggi è ancora in attesa. Io sono fortunato ma non li dimentico ed invito i giovani a curare la propria salute”.

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