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Finanziaria 2010 : opportunità per i comuni di confine

pubblicato il 03/02/2010

Ci sono 100 milioni di euro nella legge Finanziaria 2010 per il sostegno allo sviluppo dei Comuni a confine con le Province autonome di Trento e Bolzano. E il raggruppamento dei Comuni di confine del Vicentino, con il sostegno della Provincia, si prepara a mettere in campo tutti gli strumenti, tecnici e amministrativi, per tradurre questa prospettiva in realtà concreta e quindi in risorse effettive a favore delle aree più svantaggiare del territorio.

Se ne è parlato sabato scorso a Enego durante la conferenza intercomunale in Municipio. Alla discussione hanno partecipato il Sindaco Igor Rodighiero, il Coordinatore Comuni di Confine Bruno Scalzeri, Gino Pante dell’Anci Regionale, Costatino Toniolo Assessore Provinciale alla Viabilità e Marino Zorzato componente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati . Presenti anche alcuni rappresentanti del raggruppamento dei Comuni bellunesi.

E’ stato un incontro importante – ha spiegato Toniolo- tra diversi livelli istituzionali che hanno convenuto sulla necessità di fare squadra e seguire da vicino l’evoluzione e gli aspetti applicativi di questa novità normativa. A pochi giorni dalla pubblicazione delle legge finanziaria, siamo già in grado di metterci in moto per tradurre i commi della legge in operatività concreta e portare parte di questi fondi nella nostra provincia”.

Presenti alla conferenza molti dei Sindaci aderenti all’associazione che comprende i Comuni di Cismon, Crespadoro, Lastebasse, Laghi, Pedemonte, Posina, Recoaro, Rotzo, Valdastico, Asiago, Valli del Pasubio, Enego insieme nel coordinamento ormai consolidato e al lavoro da tempo sui progetti per lo sviluppo economico e sociale delle aree confinanti con le regioni a statuto speciale. Aree particolarmente svantaggiate perché subiscono in negativo i “privilegi” dell’autonomia dei confinanti. Una situazione di sbilanciamento nelle opportunità di sviluppo che, in qualche modo, l’accordo tra Stato e Province di Trento e Bolzano riconosce e cerca di tamponare. Per il mantenimento dell’autonomia infatti ciascuna delle due province autonome nel 2010 dovrà versare allo stato 40 milioni di euro che , insieme ad altri 20 messi da Roma, costituiranno il fondo per i Comuni confinanti.

Così risulta dall’articolo 2 della legge. Si tratta di finanziamenti finalizzati a spese di investimento, che il raggruppamento, coordinato da Bruno Scalzeri, chiederà che siano ampliati anche alle spese correnti, in modo da poter prevedere anche la possibilità di fare funzionare le opere realizzate. Non solo, ma verrà chiesto anche circa la possibilità di essere coinvolti, insieme alla Regione, nell’ambito dei lavori che l’apposita commissione porterà avanti per la redazione degli aspetti applicativi della normativa. Questo significa avere la possibilità di sedere al tavolo insieme a chi dovrà decidere per poter meglio seguire l’iter interpretativo e applicativo della norma.

Il deputato Marino Zorzato da parte sua ha espresso la piena disponibilità a sostenere le aspettative espresse dal raggruppamento e ha preso atto del positivo allineamento esistente tra i diversi livelli del governo locale.
Il raggruppamento Comuni di Confine del Vicentino è attivo da diversi anni. E diverse sono state le leggi ed i finanziamenti, seguiti dal raggruppamento, via via messi in campo dal governo nazionale per frenare le aspirazioni secessioniste dei Comuni sofferenti a causa della vicinanza con realtà autonome. Nel 2006 l’associazione riuscì ad ottenere che il fondo di 10 milioni di euro per le province confinanti con Trento e Bolzano fossero assegnati al 40 per cento solo ai Comuni a confine, riuscendo a sostenere così 12 realtà locali effettivamente disagiate. Oggi chiede che questa percentuale venga elevata al 90 per cento. Nel 2007 ha seguito l’assegnazione di 25 milioni di euro ai 99 Comuni ai confini con regioni a statuto speciale, che si sono tradotti in circa 250 mila euro per le relative amministrazioni vicentine. Ha seguito inoltre lo stanziamento e le opportunità di finanziamento relative al triennio 2008/2011. Fino alla uscita della legge finanziaria 2010.

Spesso- ha concluso Toniolo- risulta difficoltoso, soprattutto per le singole realtà, riuscire ad attingere a fondi nazionali. In questi casi le opportunità restano solo prospettive teoriche. Il raggruppamento dei Comuni di confine propone un modello di operatività che la Provincia ha approvato con convinzione, perché consente di trarre il meglio da una rete di competenze e funzioni integrate che permette di portare opportunità concrete anche a chi ha meno strumenti a disposizione.”

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