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Cavallette: controlli e prevenzione contro le future infestazioni

pubblicato il 15/10/2013, ultima modifica 15/10/2013

Presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Nanto la bozza del Progetto di Attività per il Monitoraggio e il Controllo delle Infestazioni di cavallette in provincia di Vicenza relativo al 2014. Dunque, dopo i vari incontri succedutisi durante l'estate a seguito dell'invasione, a macchia di leopardo, di Barbitistes vicentinus dapprima e Calliptamus italicus poi, ecco varata la prima sintesi. Elaborata dal Servizio Agricoltura della Provincia di Vicenza, è stata così presentata al gruppo di lavoro costituito dai sindaci Ulisse Borotto, “padrone di casa”, Antonio Mondardo (S.Germano dei Berici), Renato Ceron (Brendola, quest'ultimo assente giustificato) in rappresentanza della amministrazioni dell'Area Berica, dai rappresentanti delle categorie agricole (Coldiretti, CIA, Confagricoltura e Copagri) e dell'Ulss, e dagli esperti Luca Mazzon e Giacomo Cavalletto del Dafnae-Università di Padova.

“Il costo preventivato – sottolinea Maurizio Bressan, Dirigente Provinciale del Settore Agricoltura e coordinatore del progetto – è di 18mila euro, diecimila dei quali già stanziati dalla Provincia di Vicenza, per inciso l'unica ad aver finanziato nel Veneto un'iniziativa di questo tipo. Contiamo che anche gli altri attori facciano la loro parte - tremila euro potrebbero arrivare dai 20 Comuni interessati, qualcosa di meno dalle sigle degli agricoltori mentre l'Ulss metterebbe i tecnici – a cominciare dalla Regione Veneto che nel corso del primo incontro, proprio qui, aveva offerto la propria disponibilità ad intervenire anche sotto il profilo economico. Del resto, seppure fortunatamente in modo non omogeneo, il territorio e i coltivatori hanno subito danni pesanti”. Un impegno che verrà ricordato anche dai primi cittadini vicentini colpiti.

Nel frattempo Sergio Carraro, funzionario responsabile del progetto, spiega: “Innanzitutto gli obbiettivi: definire la diffusione reale e l'intensità territoriale del fenomeno e monitorare le specie presenti; testare sul campo le soluzioni di contrasto già monitorate in Piemonte e Emilia Romagna, e le risposte innovative, coinvolgere, attraverso le informazioni, anche i cittadini per contenere il problema entro livelli accettabili”. Con due premesse: non esistono bacchette magiche e le risposte non saranno di tipi chimico, sia perché non esistono prodotti chimici registrati per le cavallette sia per non eliminare i pochi nemici naturali di questi insetti. “Innanzitutto – continua Carraro – procederemo alla mappatura delle grillare ovvero i terreni, solitamente incolti, pietrosi ed esposti a sud, dove le larve si schiudono. Procederemo pertanto dalle zone più colpite nel 2013 e poi raccoglieremo segnalazioni dagli uffici tecnici comunali e da quelli di zona delle organizzazioni produttive. Ci vorrà pazienza e il sostegno di volontari, ricordiamo che individuare le tane è facile, si tratta di cannelli pieni di larve posti al massimo a una decina di centimetri di profondità nel terreno. Basterà rivoltare le zolle e lasciarli alla mercé degli uccelli”. In alcune aziende agricole site nelle aree più colpite verranno svolte delle prove sperimentali di lotta attraverso le lavorazioni del terreno, l'utilizzo di faraone e di insetticidi chimici ed esche avvelenate già testate. “Senza dimenticare – chiude Carraro - gli incontri con le popolazioni per sensibilizzarle sulla necessità di non abbandonare prati e terreni e per fornire tempestivamente notizie sull'intervento. Dobbiamo sentirci tutti coinvolti, perché morti purtroppo “quei 4 veci” che nettava con grande senso di responsabilità e della comunità fossi e campi, le nostre campagne spesso sono diventate talora lande abbandonate”.