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Forte: basta ritardi per i lavori post alluvione

pubblicato il 23/01/2012, ultima modifica 23/01/2012

“Lancio un appello: chiedo al legislatore o a chi ne abbia la responsabilità che dica ai sindaci cosa debbono fare. Non è possibile litigare perché non è stato ancora approvato il Piano degli Interventi dal Commissario Straordinario”. La misura è colma, l'Assessore Provinciale alla Difesa del Suolo Giovanni Forte punta il dito contro i ritardi che stanno paralizzando gli interventi di ripristino e consolidamento sul territorio vicentino nonché l'azione di programmazione degli stessi. Dopo l'acconto di 3 milioni di euro sui 22 chiesti dall'Ente Provinciale (e 40 milioni di euro dai Comuni) non solo è calata una cappa di silenzio sull'atteso provvedimento ma si è dato mandato alla Corte dei Conti di provvedere ad una valutazione preventiva della spesa, capitolo per capitolo, che di fatto ha determinato l'impasse. Con il paradosso che molte amministrazioni che hanno ricevuto i risarcimenti non possono spenderli ed il rischio che chi li ha avuti e già spesi potrebbe essere chiamato a restituirli.

Un'invasione di campo pericolosa vista la situazione idrogeologica di vaste zone del territorio. Sulla questione Forte comunque precisa. “Il lavoro da noi svolto in collaborazione con la Regione è stato enorme. Nei giorni dell'evento calamitoso e nei mesi successivi abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni e ci siamo trovati di fronte alla necessità di fornire tutte le informazioni in merito ai dissesti nel nostro territorio alla Regione e alle Autorità di Bacino, e di raccogliere le informazioni che occorrevano per procedere alla validazione delle segnalazioni. E' stato un lavoro certosino che tra l'altro ci ha convinto a definire una nuova modalità operativa. Oggi, infatti, le segnalazioni possono essere inserite dai Comuni direttamente nel Geoportale della Provincia, definendo la collocazione geografica del dissesto ed inserendo tutte le informazioni esistenti Ciò rende più efficiente la gestione delle segnalazioni”. Potenziata inoltre l'attività di monitoraggio anche sulle opere di messa in sicurezza attraverso l'utilizzo di tecniche come gli Inclinometri, i Piezometri, gli Estensimetri e pure l'Interferometria Radar satellitare, usata per monitorare gli spostamenti nel tempo di aree molto estese, nel caso specifico le località Cischele e Rovegliana di Recoaro Terme.

“E tra gli interventi effettuati o in via di definizione ci sono Marostica, località Valeri (185mila euro), Bassano del Grappa, località Baracca Oriella (118.500 euro), Valli del Pasubio, località Zao (180mila euro), Pelé (185mila euro) e Cavrega (239.650 euro), Monte di Malo, località Scarsi (115 mila euro) e Coffé Stefani (150mila euro), Torrebelvicino, località Casalena (360mila euro) e via Patrioti (365mila euro) per un totale di poco meni di 1.900.000 euro. In più, abbiamo programmati altri interventi finanziati con fondi della Provincia, variazioni di bilancio, finanziamento ai Comuni e cofinanziamento Comuni e Provincia per altre situazioni nei territori di Recoaro Terme (Cischele e passo Xon), Bassano (Soarda), Monte di Malo (Maddalena), Salcedo (Marchi Legato), Marostica (Stroppari), Pianezze (via Sandri). Ed allora, visto che parliamo di frane e dissesti, fatemi togliere un sassolino dalla scarpa: “Questi sono compiti che ci sono stati trasferiti dalla Regione e che i miei uffici, nella persona della dirigente Caterina Bazzan, del responsabile dell'Ufficio Difesa del Suolo ingegnere Giovanni Stevan e di tutto il personale addetto, hanno assolto con grande perizia e professionalità, recandosi in sopralluogo in tutti i luoghi segnalati e approntando con le amministrazioni tutte le misure da adottare. Mi chiedo e chiedo: ora che le Province spariranno, chi farà tutto ciò? E' davvero al soluzione di tutti i mali amministrativi o la nostra scomparsa aggraverà come invece penso la situazione?”.