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Rendiconto 2017: investimenti per 33milioni di euro

pubblicato il 23/04/2018, ultima modifica 23/04/2018

“E’ un bilancio importante soprattutto perché ripristina la capacità di spesa dell’ente provinciale che, come è noto, si era fortemente ridotta negli anni scorsi”. Una brevissima introduzione, quella del Presidente della Provincia Achille Variati, che lascia volentieri la presentazione del bilancio consuntivo 2017 e i numeri al Consigliere Delegato al Bilancio Ernesto Ferretto e alla Vice Presidente Maria Cristina Franco.

“I numeri sono importanti e dicono che il rendiconto si chiude con un valore complessivo pari a oltre 150 milioni di euro con un aumento di 17,5 milioni di euro rispetto al 2016”. Detto che l’incremento è dovuto principalmente dalla vendita delle quote della A4, una prima tranche di 15 milioni di euro, e per circa 2 milioni di euro dalle cosiddette tasse automobilistiche, ovvero Rca e Ipt, si registra con soddisfazione anche la diminuzione dei tagli, ovvero delle quote trasferite allo Stato passate dai 31,2 milioni del 2016 ai 28,5 milioni del 2017, ai 20 milioni e poco più di euro del 2018.

“Sul fronte della parte corrente le entrate complessive ammontano a 102 milioni di euro e si registra un avanzo ordinario di circa 3,6 milioni di euro. Per quanto riguarda, inoltre, la spesa in conto capitale sono stati assunti impegni per oltre 33 milioni di euro, investimenti che sono in corso o partiranno adesso. La spesa è così ripartita: 15 milioni di euro per l’edilizia scolastica, 14,5  per la viabilità, 1,6 per la difesa del suolo, 1,9 per i trasporti”.

Detto che l’avanzo libero ammonta a oltre 18 milioni di euro, ma che la capacità di spesa in merito è solo di 7,5 milioni di euro a causa della legge sul pareggio (nome meno impattante ma ugualmente limitante del famigerato “patto di stabilità”) da sottolineare la capacità della Provincia di Vicenza di mettere in campo servizi importanti per i Comuni “come la stazione unica appaltante che nel 2017 ha visto 189 procedimenti che hanno interessato 53 Comuni e per un totale di oltre 89 milioni di euro. Da non dimenticare poi i servizi di Avvocatura e pure che siamo l’unica provincia d’Italia riconosciuta dall’Anac come soggetto unico aggregatore per gare a livello regionale”.

Il tutto a fronte anche di un dato non da poco: quello relativo al numero dei dipendenti. “Nel 2014, ovvero all’epoca della riforma cosiddetta Delrio, i dipendenti erano 361, oggi, tra mobilità e pensionamenti, si sono ridotti a 121, voce che nel bilancio vede una riduzione complessiva di spesa per il personale, rispetto al 2016, di 1,8 milioni di euro. Questo significa che gli Uffici hanno spesso operato in condizioni difficili, se non di precarietà comunque al limite, sebbene la loro professionalità non ne abbia risentito neppure nella considerazione del pubblico. Il fatto è che, in un’ottica di chiusura, questa progressiva erosione era funzionale all’obiettivo. Oggi che il referendum ha bocciato, tra le altre cose, anche la chiusura delle amministrazioni intermedie, si ricomincia a dare linfa e vigore, tanto che nel triennio sono previsti una decina di nuovi inserimenti nell’organico, soprattutto figure tecniche. E anche per questo, per la perseveranza che ha avuto nel portare avanti questa battaglia – perché è stata una battaglia – ringraziamo il Presidente della Provincia e Coordinatore dell’Upi Achille Variati per l’impegno e la determinazione dimostrati”.