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Diffida a Costa: 15 giorni per rispondere, poi in Procura

pubblicato il 04/10/2011, ultima modifica 04/10/2011

Quindici giorni: tanto è il tempo che la Provincia ha dato al commissario governativo del Dal Molin Paolo Costa per rispondere alla lettera inviata nel lontano giugno del 2010. La diffida, con tanto di tempistica, è stata firmata stamattina dall’assessore Paolo Pellizzari e riprende i quesiti formulati a suo tempo raccogliendo proposte e suggerimenti non solo di una apposita commissione consiliare, ma anche del pool di massimi esperti vicentini in ambito idrico (Provincia, Arpav e Centro Idrico Novoledo) che aveva analizzato i primi dati delle acque di falda.
“Non possiamo accontentarci –ha esordito Pellizzari- dei documenti che, pur dopo lunga agonia, abbiamo ricevuto dalla Regione. Quelli contengono numeri che già stiamo analizzando, ma che possiamo interpretare solo una volta che avremo ricevuto da Costa la chiave di lettura. Solo così saremo in grado di capire il reale stato di salute dell’acqua sotto il Dal Molin e l’andamento della falda. E solo così potremo relazionare ai cittadini in maniera seria e completa.”
Sono due, in particolare, le questioni su cui si attende risposta. L’una riguarda la stratigrafia del sottosuolo, per capire l’alternanza falda-strato argilloso. L’altra riguarda i piezometri: attualmente sono attivi 10 piezometri che scendono fino a 7 metri e sono ciechi per i primi 2 metri. I 3.800 pali di costruzione vanno invece dai 14 ai 18 metri. Sarebbe importante che le analisi arrivassero alla stessa profondità dei pali, per capire l’incidenza degli stessi sull’acqua, valutando eventuali blocchi della falda. Sarebbe inoltre auspicabile riattivare anche i 18 piezometri esterni all’area di cantiere, già utilizzati in fase pre-edificatoria, per ampliare l’analisi dell’andamento della falda.
“Ad avviso nostro e dei nostri tecnici –ha precisato l’assessore- queste informazioni sono necessarie per interpretare i 3.600 dati che ci ha fornito la Regione. Se Costa non la pensa come noi, almeno ce lo faccia sapere. Dopo più di un anno di attesa riteniamo che una risposta sia ormai necessaria, positiva o negativa che sia. Ci faremo poi noi portavoce con i cittadini del risultato delle indagini, chiarendo chi ci ha aiutato ad elaborarle e chi invece ha cercato di ostacolarci.”
Passati inutilmente 15 giorni, l’assessore si rivolgerà direttamente alla Procura della Repubblica.
“Quanto al rischio idraulico collegato al Dal Molin –ha concluso Pellizzari- non fa parte dell’indagine che stiamo svolgendo. Se il Consiglio Provinciale mi darà mandato anche in tal senso, provvederemo a sviluppare anche questo filone di studio. Concordo invece con il Sindaco Variati che ha proposto di utilizzare i terreni a ridosso dell’area Dal Molin come bacino in caso di piena. Mi pare un’idea intelligente, che contribuirà a risolvere il problema e che sposo per la sua bontà e la sua concretezza.”