La Polizia Provinciale di Vicenza si rinnova: nominato il nuovo vicecomandante e arrivano i droni per la tutela del territorio
Vicenza, 30 dicembre 2025 - La Polizia Provinciale di Vicenza si prepara al nuovo anno con due novità: la nomina del nuovo vicecomandante Federico Franzoi e l’acquisto di due droni per il controllo del territorio.
I provvedimenti amministrativi sono di dicembre, il più recente è proprio di oggi: un decreto del presidente con cui Andrea Nardin definisce un avvicendamento ai vertici del Comando, per sostituire il vicecomandante Francesco Nassi che proprio oggi, dopo 38 anni in Polizia, è al suo ultimo giorno di lavoro.
Da domani, 31 dicembre, il nuovo vicecomandante è il funzionario di vigilanza Federico Franzoi, che affiancherà il comandante Gianluigi Mazzucco.
"La nomina del commissario Franzoi si inserisce in un percorso di valorizzazione delle competenze interne al nostro Corpo di Polizia Provinciale -commenta il presidente Nardin-. Desidero ringraziare sentitamente Francesco Nassi per il prezioso lavoro svolto in tanti anni, per la professionalità e la passione con cui si è dedicato all’ambiente e alla fauna selvatica, mettendo a disposizione una profonda conoscenza di un territorio vasto e articolato come quello vicentino. Al vicecomandante Franzoi auguro un proficuo lavoro, certo che saprà interpretare al meglio questo ruolo di responsabilità per la tutela del nostro territorio."
Tecnologia al servizio dell'ambiente: l'acquisto di due droni professionali
Parallelamente al rinnovo dei vertici, la Provincia ha formalizzato l'acquisto di due droni di ultima generazione per supportare le attività operative della Polizia Provinciale di Vicenza.
L'impiego di questi aeromobili a pilotaggio remoto è una risposta a esigenze concrete del territorio vicentino. In particolare, saranno utilizzati per operazioni di ricerca e soccorso, sia relativi a persone in pericolo, in particolar modo nei terreni difficili da raggiungere, sia ad animali feriti e piccoli di ungulati e mammiferi nel periodo della fienagione. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di cuccioli di capriolo che, nascosti immobili nell'erba alta per sfuggire ai predatori, rimangono vittime di operazioni di sfalcio dei terreni agricoli. I droni permettono alla polizia di individuare i cuccioli e salvarli.
I droni rappresentano un importante ausilio anche nel contrasto al bracconaggio, per individuare gli autori delle violazioni e i sistemi illeciti di cattura.
Altro utilizzo che verrà fatto dei droni è la ricerca di cinghiali (vivi o morti) per contrastare la diffusione dei focolai della Peste Suina Africana (PSA).
Il personale della Polizia è già stato formato per garantire il più efficace utilizzo dei droni. La formazione verrà estesa ad un ampio numero di agenti.
"L'acquisto di questa nuova strumentazione tecnologica rappresenta un salto di qualità fondamentale per l'operatività dei nostri agenti -sottolinea il vicepresidente provinciale con delega alla Polizia Provinciale Moreno Marsetti-. I droni ci permetteranno di intervenire con precisione in situazioni critiche, dalla prevenzione della peste suina africana alla lotta contro il bracconaggio, garantendo una tutela del patrimonio naturale e faunistico del vicentino sempre più efficace e moderna."
Francesco Nassi: passione e competenza a servizio della Polizia
Francesco Nassi è entrato a far parte della Polizia Provinciale di Vicenza il 16 febbraio 1987.
La sua dedizione per l'ambiente precede la carriera professionale: già a 18 anni operava come guardia volontaria di pesca, attività che, ha assicurato, tornerà a svolgere una volta che sarà in pensione.
Nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per il recupero della fauna, dedicandosi in particolare alla fauna ittica e coordinando numerose operazioni di salvataggio di animali in pericolo o feriti.
Ha guidato numerose operazioni sul campo, dai controlli venatori nelle valli vicentine alle indagini più complesse contro l'uccisione di specie protette, spesso collaborando con altre Forze dell'Ordine e Vigili del Fuoco.
Uno degli episodi più clamorosi che Nassi ricorda risale a circa 15 anni fa. Nel territorio di Valdagno, più precisamente a malga Rialto, un gruppo di bracconieri aveva allestito un impianto di allarme da fondovalle fino in cima alla montagna, centinaia di metri di cavo interrato sotto ai prati, con allarme sonoro che li avvisava dell’arrivo della Polizia Provinciale. Grazie ad appostamenti e allo studio dei luoghi, un gruppo di agenti provinciali, tra cui naturalmente Nassi, è riuscita ad eludere i sistemi di sicurezza e cogliere in flagrante i bracconieri, identificando sei persone e consegnandole alla giustizia.
