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“Giovani consapevoli” contro violenza e bullismo: un progetto per 200 studenti con il contributo della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Vicenza

pubblicato il 10/06/2021, ultima modifica 10/06/2021

Vicenza, 10 giugno 2021 - La violenza di genere si combatte con l’empatia e il rispetto reciproco. Ne è talmente convinta l’associazione Donna Chiama Donna che da vent’anni promuove nelle scuole del territorio vicentino un percorso formativo che contrasta l’uso della violenza favorendo modalità di relazione fondate sulla solidarietà e sulla risoluzione costruttiva dei conflitti.

Il progetto si chiama “Giovani consapevoli” e nell’anno scolastico che si è da poco concluso ha potuto contare sull’aiuto economico della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Vicenza, che ha donato 2.500 euro.

Questa mattina, nella sede di Donna Chiama Donna, la presidente dell’associazione Maria Zatti e la vicepresidente Laura Zanichelli, affiancate dalla responsabile di progetto Federica Cichellero, hanno presentato gli esiti del progetto al consigliere provinciale con delega alle pari opportunità Francesco Enrico Gonzo, alla presidente della Commissione Pari Opportunità Loredana Zanella e alla vicepresidente Mirta Corrà.

Nonostante il covid non abbia facilitato il progetto, i percorsi hanno interessato circa 200 bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie della provincia. “Per ogni età c’è un approccio diverso -ha spiegato la Cichellero- con i più giovani lavoriamo molto sulle emozioni, sulla capacità di comprenderle e di gestire i conflitti. Le relazioni positive e l’empatia sono l’antidoto alla violenza di genere e al bullismo.”

Altro tema su cui si lavora sono gli stereotipi di genere, anch’essi alla base non solo di rapporti “malati”, ma di una mentalità difficile da scardinare che crea diseguaglianze e discriminazioni. “Difficile ma non impossibile -ha chiarito la Zatti- i ragazzi e, ancor più, i bambini riconoscono gli stereotipi e sono predisposti ad abbatterli. Il nostro compito è guidarli in questo percorso, tenendo conto che uno stereotipo sbagliato può condizionare il loro futuro scolastico e professionale. Per questo la nostra associazione è attiva da tanti anni nelle scuole, come lo siamo stati quest’anno anche grazie alla Provincia di Vicenza e alla Commissione provinciale Pari Opportunità.”

“Abbiamo scelto di destinare il contributo a Donna Chiama Donna perché è un’associazione radicata nel territorio -ha sottolineato Gonzo- in tanti anni di attività ha dimostrato professionalità ed efficacia nel gestire temi non facili, acquisendo un’esperienza che è una risorsa preziosa per tutta la provincia”. Non è casuale, poi, che il contributo sia stato destinato ad un progetto scolastico. “Lo abbiamo esplicitamente chiesto -ha sottolineato Loredana Zanella- forti di progetti che la Commissione Pari Opportunità ha promosso negli istituti superiori. I ragazzi hanno dimostrato di essere molto più aperti di noi, con meno vincoli o limiti mentali. In passato abbiamo chiesto loro di elaborare un manifesto contro la violenza alle donne e il risultato è stato sorprendente per creatività e capacità comunicativa. Lavorare con le scuole ci aiuta ad avere fiducia nel futuro.”

“In questa sede -ha concluso la presidente Zanella- che è anche sede del centro antiviolenza di Vicenza, è doveroso rivolgere un pensiero e un ricordo a Saman Abbas, una ragazza uccisa da una mentalità prevaricatrice e dalla volontà di sottomettere una donna annullandone la personalità. Una cosa inaccettabile. Una cosa che siamo tutti chiamati a fare il possibile perché non si ripeta mai più, né qui né altrove.”

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