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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 9481 to 9495.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/libere-e-sovrane-le-21-donne-che-hanno-fatto-la-costituzione">
    <title>Libere e Sovrane: le 21 donne che hanno fatto la Costituzione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/libere-e-sovrane-le-21-donne-che-hanno-fatto-la-costituzione</link>
    <description>Una mostra organizzata dalla Commissione Pari Opportunità e allestita in Sala Consiglio. Aperta da lunedì 5 marzo a venerdì 9 marzo.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Da lunedì 5 <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1361_com_zimbra_date">Marzo </span>a venerdì <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1360_com_zimbra_date"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1362_com_zimbra_date">9 Marzo 2018</span></span> la Provincia di Vicenza ospiterà nella Sala del Consiglio Provinciale di  Palazzo Nievo la mostra <b>"Libere e Sovrane: le 21 Donne che hanno fatto  la Costituzione"</b>.</p>
<p>Realizzata dall'Anpi di Rovereto, in occasione dei 70  anni dell'estensione del diritto di voto alle donne, sarà visitabile  nelle giornate di <b>lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 14</b> e nei  giorni di <b>martedì e giovedì dalle 9.00 alle 13 e dalle 14 alle 18</b>.</p>
<p>"Abbiamo scelto di festeggiare la ricorrenza dell'8 Marzo - <b>sottolinea  la Vice Presidente della Provincia Maria Cristina Franco</b> - con una  iniziativa che da una parte ricorda il ruolo che le donne hanno avuto ed  hanno nella crescita politica e sociale della società italiana  celebrando queste vere e proprie pioniere che in un m ondo prettamente  maschile portarono intelligenza, passione e sensibilità tutte femminili  per contribuire a porre le basi della Nuova Italia, e dall'altra vuole  collegarsi al tema di quel rispetto negato che spesso, come conferma la  cronaca drammatica in queste ultime ore, si trasforma in violenza  bestiale, cieca, letale. Al riguardo un plauso va alle componenti della  Commissione Pari Opportunità ed alla Consigliera di Parità che hanno  condiviso questo percorso".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2018-03-01T13:09:48Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/liberato-un-tasso-intrappolato-in-unabitazione-a-torrebelvicino">
    <title>Liberato un tasso intrappolato in un'abitazione a Torrebelvicino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/liberato-un-tasso-intrappolato-in-unabitazione-a-torrebelvicino</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="callout"><span class="discreet"><i>28/08/2013</i></span></p>
<p>La Polizia         Provinciale ha liberato stamattina un tasso rimasto intrappolato         in         una abitazione di Torrebelvicino, località Pinerolo. A dire il         vero         il tasso non era poi così convinto di voler tornare in libertà.         Era         già qualche giorno, infatti, che il proprietario di casa ne         facilitava la fuga, ma senza risultati.<br /> <br /> L'episodio risale a         una settimana fa. Un tasso, proveniente con molta probabilità         dai         boschi di Torrebelvicino, si è avvicinato troppo all'abitazione         di         Moreno Boscoscuro, è caduto in una buca ed è rimasto prigioniero         fra il muro dell'abitazione e la mura di cemento a monte.<br /> Nel tentativo di         scappare il tasso ha scavato una tana vicino alle fondamenta         della         casa nella quale si nascondeva durante il giorno. Tana che ha         però         attirato l'attenzione di Boscoscuro, il quale, identificato         l'animale, si è subito preoccupato del suo stato di salute visto         che, essendo intrappolato, non si poteva procurare cibo. I         residenti         lo hanno quindi nutrito per alcuni giorni con pane e verdure.         Hanno         anche costruito una rampa appoggiandovi sopra una piccola scala         a         pioli, per invitare il tasso ad allontanarsi verso il bosco, ma         , a         quanto pare, al tasso non dispiaceva la nuova casa, tanto che         non         dimostrava alcuna volontà di volersene andare.<br /> <br /> Così Boscoscuro ha         chiamato l'Enpa di Zanè che, a sua volta, ha segnalato il fatto         alla         Polizia Provinciale del distaccamento di Thiene.<br /> Gli agenti hanno         fornito una trappola che, grazie all'odore del cibo, ha attirato         il         tasso fuori dalla sua tana durante la notte scorsa e ha permesso         di         catturarlo senza creargli alcun danno. Sono stati quindi il vice         commissario Claudio Lunardi e il vice ispettore Giancarlo         Ferron,         questa mattina, a “riaccompagnarlo” nel suo habitat naturale, il         bosco di         Torrebelvicino, non senza aver prima accertato le buone         condizioni         fisiche del tasso.<br /> <br /> <i>Nella foto: Claudio Lunardi e Moreno Boscoscuro con il tasso       prima della liberazione</i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-08-29T07:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/liberato-biancone-curato-dal-centro-recupero-rapaci">
    <title>Liberato biancone curato dal Centro Recupero Rapaci </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/liberato-biancone-curato-dal-centro-recupero-rapaci</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Piumaggio         bianco e occhi gialli: il biancone Salomone torna a solcare il         cielo sopra i Berici </b><br /> <br /> Piumaggio bianco e occhi gialli che sembrano sfidarti: se       passeggiando sui Berici avvistate un rapace che corrisponde a       questa       descrizione state ammirando un raro esemplare di biancone.<br /> Si tratta infatti dell’unico rapace subsahariano attualmente       ospitato in terra vicentina, soprannominato Salomone per la sua       imponenza e la       sua prestanza. E’ stato liberato <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1254_com_zimbra_date">questa mattina</span> nei pressi del       lago di Fimon,       alle spalle dei Berici e soprattutto a pochi passi dal Centro       Recupero Rapaci       della Provincia di Vicenza dove il biancone è stato assistito       nell’ultimo mese.<br /> “Ai primi di maggio –racconta il responsabile del centro       Alberto Fagan- sono stato contattato da un residente di Albettone       che a pochi       passi da casa sua aveva trovato a terra questo splendido esemplare       di giovane       biancone. Probabilmente stordito per avere sbattuto contro       qualcosa, il rapace       non era in grado di volare, anche se non risultava alcuna       frattura. Quindi ho       provveduto a rimetterlo in forma, nutrendolo adeguatamente e       aspettando che       tornasse autonomo.”<br /> <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1255_com_zimbra_date">Oggi</span> il grande giorno. Le cure sono state davvero efficaci e       hanno restituito alla natura un giovane rapace che pesa 1,6 kg e       ha un’apertura       alare di circa 2 metri. Uscito dalla portantina, chiuso nella       morsa delle       braccia di Fagan, ha allargato le ali e si è lasciato fotografare       fissando i       presenti dritto negli occhi. Lasciato libero, si è alzato in volo       puntando       dapprima verso il lago, poi verso i colli.<br /> “Probabilmente rimarrà qui finchè la temperatura lo permette       –spiega Fagan- a sud dei Berici l’habitat è ideale, è più secco e       ci sono tanti       rettili di cui si può cibare. In autunno si dirigerà verso il       deserto       dell’Africa, la sua terra madre.”<br /> Salomone è soltanto uno dei circa 150 rapaci che ogni anno       vengono curati nel Centro di Recupero Rapaci di Arcugnano. Voluto       nell’82 dalla       Provincia di Vicenza, il centro è un punto di riferimento in       Italia e       all’estero per la professionalità con cui è guidato dal falconiere       Alberto       Fagan.<br /> Qui trovano rifugio sicuro tutti i rapaci che a causa di       incidenti stradali o bracconaggio non riescono a volare e nutrirsi       autonomamente. Aquile, pojane, falchi, avvoltoi gufi, gheppi,       astori, allocchi,       cornacchie, alcuni comuni altri rari, alcuni tipici dei colli e       delle montagne       vicentine altri migratori di passaggio: dal 1982 Fagan ha dato       assistenza a oltre       3500 rapaci, metà dei quali sono tornati in libertà.<br /> “Questo centro dà valore alla biodiversità –afferma       Ferdinando Bozzo, dirigente provinciale del settore Gestione       Faunistica- ed è       la risposta della Provincia alla tutela e alla salvaguardia       dell’ambiente.”<br /> E’ gestito in collaborazione con l’Ambito Sud ed è un       riferimento anche per il Corpo Forestale. Fondamentale la       collaborazione con la       Polizia Provinciale, sentinella del territorio a cui sono affidati       gli       interventi di recupero della fauna selvatica.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-05T15:02:26Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/liberato-a-valdimolino-un-raro-nibbio-bruno">
    <title>Liberato a Valdimolino un raro nibbio bruno </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/liberato-a-valdimolino-un-raro-nibbio-bruno</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Si sono ritrovati in aria, letteralmente in cielo, dopo quasi venti giorni di lontananza forzata. Scene da fotoromanzo a due passi dal Paradiso, questa mattina a Valdimolino, frazione agreste di Montecchio Maggiore. Lui, un bellissimo esemplare di nibbio bruno, liberato dopo quasi tre settimane di cure, lei, probabilmente la sua compagna, apparsa all'improvviso dopo che il maschio aveva elegantemente omaggiato la piccola compagnia umana accorsa per la sua liberazione giocando con le correnti d'aria ascensionali. Due giri sulle teste del personale della polizia provinciale, dei giornalisti, dei veri protagonisti di un salvataggio da “Libro Cuore” e pure di un paio di fortunati bambini che hanno potuto ammirare il nibbio da due passi, in tutta la sua bellezza. Davvero emozionante, anche perché, a far quasi da paggi, sono poi apparsi una poiana ed un pecchiaiolo, rendendo quell'angolo di azzurro una sorta di enciclopedia sui rapaci.  Potenza della Natura, capace di regalare meraviglia quando meno te lo aspetti.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Stavolta, però, a dare un contributo decisivo sono stati anche gli uomini. Come i signori Pellattiero, papà Italo e la figlia Deborah, che il Romeo pennuto lo hanno raccolto svenuto nel giardino della loro casa per poi portarlo dapprima da un veterinario e poi al Centro Rapaci di Fimon, a ventidue chilometri di distanza. “Abbiamo fatto un po' di strada – sorridono – ma ne valeva la pena. Abbiamo visto l'uccello cadere da un albero e abbiamo subito pensato a soccorrerlo e salvarlo”. Non nuovi ad incontri ravvicinati del terzo tipo con gli animali del bosco, i Pellattiero si erano pure presi cura, anni fa, di alcuni barbagianni, ai quali tanta ospitalità era così piaciuta da rimanere sul tetto della loro casa per altro tre giorni.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">E poi ci sono le mani esperte di Alberto Fagan, responsabile del Centro Recupero Rapaci di Fimon, che di vite ne ha salvate a centinaia. “Me l'hanno portato che era sul dorso, respirava pochissimo e aveva le ali leggermente aperte. I pettorali erano sviluppati, segno che non era denutrito. Ho immaginato che fosse un'intossicazione, il nibbio bruno e quello reale sono rapaci spazzini, cacciano e e mangiano anche nelle discariche. L'ho curato per quello, inserendo nell'esofago un antidoto e ho aspettato. Pensavo di trovarlo morto invece il giorno dopo era bello che arzillo. L'ho tenuto ancora un po' da me in via precauzionale ed ora siamo qui”. Come se fosse la cosa più semplice del mondo. E difatti il nibbio, che come tutti gli animali qualcosa che rassomiglia ad un'anima ce l'ha ben forte, ha pazientemente sopportato la curiosità mostrando un po'  i muscoli, anzi il becco aperto e la lingua minacciosa, più per dovere che per paura. Poi il volo ed il cielo. Verso il nido di Sant'Agostino, intanto, poi, quando l'estate sarà terminata, si riparte per l'Africa ed il Sahara. Perché, favola nella favola, un nibbio bruno alle nostre latitudini è una rarità. E da questa mattina anche un pizzico di nostalgia.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western"> </p>
<p align="JUSTIFY" class="western"> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-08-25T07:06:15Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/liberato-a-monte-berico-un-falco-pellegrino">
    <title>Liberato a Monte Berico un falco pellegrino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/liberato-a-monte-berico-un-falco-pellegrino</link>
    <description>Salvato dalla piccola Nina che l'ha consegnato al Centro Rapaci della Provincia. Torna a volare dopo 4 mesi di cure.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Mattinata indimenticabile per i tanti cittadini accorsi al piazzale della Vittoria di Monte Berico e per la piccola Nina. In programma la liberazione di un esemplare maschio, adulto, d<span>i falco pellegrino (<i>Falco peregrinus),</i> che lo scorso 3 luglio era precipitato in un giardino di C</span>reazzo con una vasta ferita ad un'ala, probabilmente a causa dell'impatto con un cavo. Oltre alla lacerazione della parte interna dell'ala, era stata rilevata una microfrattura, con interessamento articolare. Trovato da Nina, una piccola principessa Sissi con gli occhi azzurri e i capelli biondi, che subito avvertiva i nonni, i signori Modolo, di quell'imprevisto e bellissimo incontro. Il falco è stato affidato alla Polizia Provinciale e da questi consegnato nelle abili mani di Alberto Fagan, responsabile del Centro Rapaci della Provincia di Vicenza.</p>
<p align="justify" class="western">Non poteva essere un intervento di routine, considerate le condizioni critiche in cui versava il volatile, ma Fagan ha saputo curarlo con la perizia e la passione che lo contraddistinguono. Perfettamente guarito, il piccolo ma bellissimo rapace è stato lasciato libero dal balcone naturale di Monte Berico, subito dopo la liberazione di due poiane curate nel centro del lago di Fimon. Un breve volteggio poi dritta verso l'albero più alto della zona, da dove godere di una veduta giroscopica, più che panoramica. Da lì, grazie alla sua vista acutissima, il falco potrà controllare tutta l'area ed individuare le possibili prede, tortore e piccioni.</p>
<p align="justify" class="western">Accompagnato dai dirigenti provinciali Ferdinando Bozzo e Adriano Arzenton, dal funzionario Adriano Bertoletti e da due agenti della Polizia Provinciale, il Presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati non ha voluto perdersi l'evento, complimentandosi con Fagan e sottolineando alla fine due aspetti.</p>
<p align="justify" class="western">“Il primo è la grande sensibilità delle persone, sempre più attente nel segnalarci questi ritrovamenti. Il fatto che sia stata una bambina testimonia della sicura attenzione sociale e naturalistica della sua famiglia, nonni compresi. E' importante che la gente collabori, è un valore aggiunto decisivo. Il secondo punto degno di attenzione è il lavoro svolto da Fagan e dalla nostra Polizia. Senza di loro non ci sarà nessuno che provvederà anche a questi interventi di recupero e cura, per i quali ci vogliono professionalità e passione. Mi sono battuto e continuo a farlo perché il Governo non prosegua sulla strada degli ulteriori tagli per 500 milioni di euro, questo significherebbe chiudere le Province. E di conseguenza chiudere anche questi servizi che oggi hanno portato qui tanti cittadini amanti della natura”.</p>
<p align="justify" class="western">Lui, Alberto Fagan, di rapaci ne ha curati e salvati più di un migliaio in questi anni. Numeri importanti, ma ancor più importante è quell'amore che ha permesso e permette di ridare il volo e la piena efficienza a tanti ospiti pennuti. “Per i rapaci come il falco pellegrino, specialisti delle picchiate, è indispensabile che la guarigione sia completa e che la funzionalità dell'ala sia recuperata appieno, altrimenti l'azione di caccia viene compromessa e il soggetto non riesce a catturare le sue prede”. La differenza tra la vita e la morte è un orizzonte sottile. Il falco Nino, in onore della piccola benefattrice, tornerà così a dominare il proprio territorio, un territorio urbano, come avviene sempre più spesso per i rapaci, che trovano proprio in città le loro prede (tortore e piccioni). È in atto un interessante fenomeno di ripopolamento spontaneo delle città da parte di varie specie di fauna selvatica: faine, gufi, allocchi, falchi. Sono tutti predatori che vivono dove possono trovare facilmente le loro prede e che non si lasciano intimidire dai rumori o dal movimento frenetico che caratterizza i nostri centri abitati.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-06T13:25:15Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/liberata-oggi-una-giovane-aquila-curata-al-centro-di-recupero-rapaci-di-fimon-veronese-201cun-presidio-di-salvaguardia-della-fauna-selvatica201d">
    <title>Liberata oggi una giovane aquila curata al Centro di Recupero Rapaci di Fimon.  Veronese: “Un presidio di salvaguardia della fauna selvatica”   </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/liberata-oggi-una-giovane-aquila-curata-al-centro-di-recupero-rapaci-di-fimon-veronese-201cun-presidio-di-salvaguardia-della-fauna-selvatica201d</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: left; "><i>Cogollo del Cengio, 10.02.22</i> - E' tornata sui suoi monti <strong>l'aquila liberata oggi a Cogollo del Cengio</strong> dopo essere stata curata al Centro di Recupero Rapaci di Fimon.</p>
<p><span><span><span><span><span> Ad organizzare l’evento il Consiglio Regionale del Veneto (</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span>al</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span> link </span></span></span></span></span><span><span style="text-decoration: underline;"><span><a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F3rF4tMz%3Ffbclid%3DIwAR3mMSt-pIKgO0_DzNIASvl4OMM1XF8P--cdaLLbz2-RvIZ23m8e9wgZMGg&amp;h=AT1BUNWklYmM1Sicsw8W_7LC0MH1l-IkFss4Ml0bYwlFVq-3yGCLIZwo_h_bPLehx7eRV4kU_wbeuV_p-QLj6qA7uI5Hr3BbyxzXS5v2aU4LzI6Q6jodRC7ArZtFo1X-cg&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT3IUGvgm1EPMTMGGwSKLXQYaVGGX0wOxmJ28J2-AstvZd-wKjNxQEivelBnGpBZHKbD5Sf1F4ZWXOucvzk-w1kmOH0aDYtl5d9WwtsxL4bYUnzmwsAbg2TRW9zSPAMbZJvJvw4Las-LtCp4QiZaE06t16jaKMH2LM5LVIIqAhTirtA" target="_blank">bit.ly/3rF4tMz</a></span></span></span> <span><span><span><span><span> com</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span>unicato stampa e video</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span>).</span></span></span></span></span></p>
<p align="left">Presente il <strong>consigliere provinciale con delega alla Polizia Provinciale Mattia Veronese</strong> affiancato dal <strong>comandante Claudio Meggiolaro</strong>. La Provincia di Vicenza gestisce il <strong>Centro Recupero Rapaci</strong> dove l’aquila è stata curata con passione e competenza da <strong>Alberto Fagan</strong>. “Il Centro di Fimon è attivo dal 1983 -ha sottolineato <strong>Veronese</strong>- e rappresenta un presidio di <strong>salvaguardia del patrimonio faunistico vicentino</strong>. Fagan è uno dei più grandi esperti di cura dei rapaci a livello internazionale, a lui vengono affidati rapaci debilitati o feriti che grazie a lui possono tornare in salute ad abitare il nostro territorio.”</p>
<p align="left"><span>L'aquila liberata oggi è entrata nel Centro di Fagan lo scorso agosto. Pesava 3,3 kg e dalle analisi fatte in collaborazione con il dottor De Logu dell'Università di Bologna è emerso un leggero saturnismo. Ora l'animale pesa 4,5 kg, è in forma fisica perfetta ed è pronto a tornare nei suoi monti, dotato di una trasmittente che consentirà di seguirne gli spostamenti. </span></p>
<p align="left">Nel Vicentino ci sono <strong>5/6 coppie di aquile</strong>, alcune nidificanti. Le zone principalmente frequentate da questi rapaci sono Pasubio, Carega, Altopiano, Valsugana, Grappa. Solitamente il loro territorio è stimato in un raggio di 6 km dal nido.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2022-02-10T16:47:44Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2015/liberata-laquila-reale">
    <title>Liberata l'aquila reale recuperata a Conco</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2015/liberata-laquila-reale</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">Tutto bene ciò che finisce bene. Se poi di mezzo c'è uno specialista appassionato come Alberto Fagan ecco che possono finire anche meglio. <a href="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2015/polizia-provinciale-recupero-di-unaquila-reale-a-conco" class="internal-link">Ricordate l'esemplare di aquila reale recuperato all'inizio del mese dagli agenti della Polizia Provinciale a Conco?</a> Bene, tornerà a solcare i cieli dell'Altopiano di Asiago dopo Pasqua, più bello e maestoso di prima. Una vicenda nata dall'attenzione e dall'amore per la Natura di 3 appassionati del Cai, incuriositi e preoccupati dall'incontro con l'animale, stranamente a terra e ieraticamente in piedi, a poche centinaia di metri dal paese.</p>
<p align="justify" class="western">Segnalato alla sala operativa di Vicenza, il giovane rapace, maschio e di un anno, era stato alla fine catturato, dopo un paio di ore di sforzi laboriosi, dagli agenti Emanuele Pernechele e Dario Cappellaro del distaccamento di Bassano del Grappa, che lo trasferivano immediatamente al centro di recupero di Fimon. Viste le condizioni della mucosa, il sospetto è che fosse stato avvelenato da qualche boccone ingerito. Di qui la decisione di un ulteriore consulto. Diagnosi confermata dal dipartimento patologia aviare dell'università di Bologna, diretto dal professor Mauro Delogu, dove l'animale era stato portato dallo stesso Fagan.</p>
<p align="justify" class="western">Ritornato a Fimon, l'aquila era stata subito sottoposta alle cure del caso. Con esiti così soddisfacenti che dopo neppure un mese potrà ritornare nel suo habitat naturale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-03-30T13:07:33Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/liberata-a-recoaro-un2019aquila-curata-al-centro-rapaci-della-provincia">
    <title>Liberata a Recoaro un’aquila curata al Centro Rapaci della Provincia </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/liberata-a-recoaro-un2019aquila-curata-al-centro-rapaci-della-provincia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p><em>Recoaro Mille, 28 aprile 2011</em><br />
      Un improvviso vento freddo sulle penne,
      pochi colpi d’ali e in un istante è scomparsa dalla vista
      dell’uomo. Una cerimonia tanto veloce quanto emozionante, che ha
      avuto come protagonista un’aquila reale tornata questa mattina a
      volteggiare sui monti di Recoaro dopo un periodo di riabilitazione
      al
      Centro Recupero Rapaci di Arcugnano.
      <br />
      Una protagonista schiva per un evento
      eccezionale, tanto da attirare a Recoaro un nutrito numero di
      turisti, telecamere e macchine fotografiche alla mano, nonostante
      la
      leggera pioggia quasi ghiacciata, un freddo e un vento invernali.
      Condizioni climatiche che non hanno scoraggiato la Polizia
      Provinciale, guidata dall’Assessore Marcello Spigolon, agenti del
      Corpo Forestale dello Stato con il comandante Davide Simeoni, il
      Presidente del Comprensorio Alpino Ivano Cornale, il Sindaco di
      Recoaro Franco Perlotto, Alberto Fagan responsabile del Centro
      Rapaci
      e tanti giornalisti. Tutti desiderosi di prendere parte ad una
      storia
      che non ha molti precedenti. <br />
      <br />
      Una storia iniziata il 1° marzo
      scorso, quando nel centro abitato di Recoaro Terme un passante ha
      avvistato una giovane aquila in evidente difficoltà: svolazzava,
      ma
      non riusciva a prendere quota e si era appollaiata sul parapetto
      del
      torrente Agno. <br />
      “Non è raro vedere le aquile ad alta
      quota –precisa Simeoni- visto che i nostri monti sono un habitat
      ottimale per loro, ma mai era capitato di vederne una in città.
      Nel
      primo anno di vita è alta la mortalità di questi rapaci e capita,
      sulle cime, di recuperare piccoli corpi.” La nostra aquila invece
      è
      scesa in città a cercare aiuto. E l’ha trovato nel Corpo Forestale
      dello Stato, che l’ha catturata per affidarla al Centro
      Riabilitazione Rapaci gestito dalla Provincia di Vicenza e
      dall’ATC
      Vicenza SUD, in particolare alle cure di Alberto Fagan,
      riconosciuto
      come il maggiore esperto di rapaci a livello nazionale.
      <br />
      <br />
      “L’aquilotto pesava 2,7 kg –ricorda
      Fagan- aveva meno di un anno di vita e presentava le “barre di
      fame” sulle penne, ossia un piumaggio non perfetto a causa della
      denutrizione patita ancora nel nido. L’ho fatto visitare da un
      veterinario specialista in rapaci, Massimo Vinelli, e l’ho
      sottoposto ad esami e accertamenti alla clinica veterinaria
      dell’Università di Bologna, diretta dal professore Mauro Delogu,
      per escludere parassitosi, infezioni e altre gravi patologie”.
      <br />
      Fagan si è preso cura dell’aquila,
      l’ha alimentata stimolandone l’appetito, fino a farle raggiungere
      i 3,75 kg di peso, e soprattutto le ha fatto fare riabilitazione,
      facendola volare tra le colline di Arcugnano in preparazione al
      grande volo nel cuore delle Dolomiti.
      <br />
      <br />
      Dopo due mesi, oggi, è arrivato il
      grande giorno del ritorno a casa. Come tutte le star, l’aquila si
      è
      fatta precedere da due gheppi e una pojana, anch’essi curati nei
      mesi scorsi al Centro Rapaci. Aperte le gabbie, i tre volatili si
      sono sgranchiti le ali e sono volati via. Dando tempo agli
      spettatori
      di capire la probabile traiettoria di volo dell’aquila.
      <br />
      L’Assessore Spigolon, affiancato
      dagli agenti della Polizia Provinciale e dal Sindaco Perlotto, ha
      aperto quindi la gabbia più grande. Appena il tempo di essere
      sfiorata dal vento freddo e l’aquila reale, imponente nella sua
      apertura alare, si è diretta fiera e decisa verso il cielo più
      alto.
      “La terremo sotto controllo con un
      radiotrasmettitore –spiega Fagan- ma sono certo che non avrà più
      bisogno di noi.”
      <br />
      <br />
      Per i prossimi cinque anni si sposterà
      molto, afferma Cornale, percorrendo distanze che arrivano anche a
      qualche migliaio di chilometri. Ma tornerà a nidificare e a
      riprodursi sui monti di Recoaro, dove è nata e dove trascorrerà la
      maggior parte della vita.
      <br />
      “Un epilogo felice –conclude
      Spigolon- possibile grazie al Centro Rapaci, gestito dalla
      Provincia
      e sostenuto con i proventi delle licenze di caccia. Ci prendiamo
      cura
      di animali feriti, debilitati, denutriti, con l’obiettivo di
      restituirli in forza al loro habitat. Anche questo è rispetto per
      l’ambiente.” </p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-05-02T07:56:29Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/liberalizzare-le-societa-pubbliche-un-convegno-in-cordellina">
    <title>Liberalizzare le società pubbliche: un convegno in Cordellina</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/liberalizzare-le-societa-pubbliche-un-convegno-in-cordellina</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ iniziata una nuova era per le società a partecipazione pubblica. <br />A tracciare il quadro, e a prospettarne lo sviluppo, un convegno organizzato da Provincia e VenetoIus che stamattina ha portato a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore un numeroso pubblico di amministratori, assessori ai lavori pubblici, tecnici di enti locali e avvocati. <br />Negli anni passati, ha esordito l’avvocato Vittorio Domenichelli, le società in house si sono moltiplicate a dismisura, gestendo qualsiasi servizio in nome e per conto degli enti pubblici: dai rifiuti all’acqua al trasporto pubblico passando per la mensa scolastica e la vendita dei lumini del cimitero. Un coacervo di società non sottoposte alla severa normativa della pubblica amministrazione, in particolare in tema di contabilità, contratti e personale, e per questo tanto amate dai pubblici amministratori. <br />Ma il Governo ha detto basta. Il giro di boa è iniziato già nel 2006 ma più di recente è stato il premier Monti a chiarire la nuova linea. La parola d’ordine è liberalizzazione: di fronte ad un servizio da offrire l’ente pubblico non deve costituire una società, ma chiedersi se sul mercato c’è già chi è in grado di gestirlo e a quali condizioni. Certo rimane la possibilità per il pubblico di regolamentare il servizio, attraverso autorizzazioni o concessioni, con particolare attenzione agli ambiti più delicati, ma il mercato deve essere libero e deve prevalere la concorrenza. Con l’obiettivo, non secondario, dell’economicità. <br />Che ne sarà delle società pubbliche esistenti? Concretamente, il primo passo è la privatizzazione per almeno il 40% del capitale, condizione essenziale per mantenere gli affidamenti in corso. Ma la regola vale solo per i prossimi 3 anni, dopodiché le società dovranno diventare interamente private. <br />Il cambiamento avrà ripercussioni importanti per gli enti locali, Comuni in primis, e a cascata per i cittadini. Per questo c’è grande attenzione da parte degli amministratori e volontà di approfondire una normativa complessa. A far luce ci hanno pensato stamattina, oltre a Domenichelli, gli avvocati Dario Meneguzzo, Stefano Bigolaro, Enrico Gaz e Gianluca Romagnoli. Ognuno si è occupato di uno specifico aspetto, dal personale alla contabilità passando per le dismissioni delle partecipazioni. A Giorgio Roberti, direttore dell’azienda Ulss9 di Treviso, il compito di analizzare lo stretto legame tra le società in house e il mondo della sanità veneta. <br />“Ci ritroveremo ancora per affrontare il tema delle società pubbliche –ha concluso Angelo Macchia, direttore generale della Provincia di Vicenza e organizzatore della giornata di studio- che interessa da vicino la Provincia, pensiamo a Ftv, ma anche tanti Comuni vicentini. L’obiettivo è non perdere le professionalità e l’esperienza acquisite, garantendo ai cittadini servizi di qualità a prezzi concorrenziali.”</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-06-18T11:57:27Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


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    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>admin</dc:creator>
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    <dc:date>2023-02-07T08:25:21Z</dc:date>
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    <title>LG_22_004_All_E_00_bis.pdf</title>
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