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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 7611 to 7625.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino-5milioni-di-euro-per-la-ripresa-occupazionale">
    <title>Patto Sociale per il Lavoro Vicentino: 5milioni di euro per la ripresa occupazionale</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino-5milioni-di-euro-per-la-ripresa-occupazionale</link>
    <description>  E' lo strumento grazie al quale si cercherà di invertire il trend negativo dell’occupazione nel territorio berico.Unisce Provincia, Comuni, Ulss, Associazioni di categoria e conta sull'apporto finanziario della Fondazione Cariverona.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong></strong>Si chiama Patto Sociale per il Lavoro Vicentino ed è lo strumento grazie al quale si cercherà di invertire il trend negativo dell’occupazione nel territorio berico. Ad ufficializzarlo questa mattina, nella sede della Provincia di Vicenza, sono stati tutti coloro che l’hanno voluto, condiviso, sostenuto e che ora tradurranno le buone idee in realtà: Provincia di Vicenza, con l’Assessore al Lavoro Morena Martini, le quattro Conferenze dei Sindaci in rappresentanza di tutti i 121 Comuni vicentini, le quattro Aziende Sanitarie Ulss, cinque associazioni di categoria (Confindustria Vicenza, Associazione Artigiani, Apindustria Vicenza, Ascom e Cna), tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Diciassette organismi protagonisti della vita economica e sociale dell’intero territorio, tutti preoccupati per una crisi che sta avendo ricadute molto pesanti sui lavoratori vicentini e tutti spinti dalla volontà di porre un freno, o perlomeno un paracadute, a questa caduta libera che rischia altrimenti di ferire gravemente il territorio vicentino. Una sinergia più unica che rara, tanto da avere convinto la Fondazione Cariverona a finanziare il progetto con 3.900.000 euro. A cui vanno aggiunti 1.125.000 euro di cofinanziamento a carico dei diciassette partner, per un totale di 5.025.000 euro.<br /> <br /> <strong>Obiettivi e strumenti</strong><br /> Oltre 5milioni di euro, dunque, per raggiungere due obiettivi:</span></p>
<ol>
<li><span> dare un sostegno al reddito ai cittadini-lavoratori privi di alcun sostegno economico;</span> </li>
<li><span> riuscire a reinserire nel mondo del lavoro lavoratori disoccupati e/o in mobilità attraverso la formazione interna assistita, che consiste nel collocare all’interno delle aziende i lavoratori con un abbattimento dei costi (sgravi fiscali) e con una formazione personalizzata fatta dall’azienda.</span> </li>
</ol>
<p><span>Gli strumenti a disposizione sono i voucher formativi, le borse lavoro, le misure di sostegno al costo del lavoro. E un sistema premiante per le aziende che dopo l’esperienza di inserimento ritengano di proseguire l’attività lavorativa. “Nulla di assistenziale –ha chiarito la Martini- ma sostegni a fronte di un impegno lavorativo o formativo, in modo da salvaguardare anche la dignità delle persone.”<br /> I primi risultati saranno visibili già entro un anno, visto che proprio questa è la scadenza fissata dalla Fondazione Cariverona per l’erogazione del contributo.<br /> Gli Enti partner hanno ipotizzato di raggiungere in un biennio numeri ambiziosi quanto realistici: </span></p>
<ul>
<li><span> interventi dei Comuni su almeno 1000 soggetti svantaggiati con lavori di pubblica utilità</span> </li>
<li><span> realizzazione da parte della Provincia di almeno 2.000 Patti di Servizio con relativi Piani di Azione individuali (curriculum del lavoratore per metterlo in grado di spendersi al meglio sul mercato del lavoro)</span> </li>
<li><span> 1.000 segnalazioni alle aziende di profili di lavoratori con la possibilità di un inserimento o reinserimento lavorativo</span> </li>
<li><span> realizzazione attraverso stage o contratti di lavoro di almeno 500 inserimenti lavorativi.</span> </li>
</ul>
<p><span><strong><br /> I protagonisti del Patto</strong><br /> “Un cammino rivoluzionario”. Con queste parole il Vicepresidente della Fondazione Cariverona, Ambrogio Dalla Rovere, ha salutato la nascita del Patto Sociale per il Lavoro Vicentino. <br /> Una sinergia che i partner hanno concordato nel definire il primo e forse più importante risultato già raggiunto. “Abbiamo costruito una rete che ci permetterà di agire in maniera più efficace ed efficiente –ha commentato Alberto Toldo, Sindaco di Valdastico in rappresentanza dei Comuni vicentini- ormai ognuno di noi non può fare nulla se conta solo sulle sue forze. Per cui questo Patto è una grande assunzione di responsabilità che tutti noi abbiamo fatto e che vuole significare il nostro intento e la nostra seria volontà nel voler dare un sostegno concreto ai vicentini in un momento non facile.”<br /> Un momento che i numeri del 2009 riassumono bene: oltre 10mila occupati in meno rispetto all’anno precedente, 9.138 procedure di Cigs e mobilità concluse, 12.811 lavoratori che hanno usufruito della Cig, 11.839 in Cassa Integrazione guadagno in deroga, 6.520 lavoratori inseriti in mobilità, 26.489 domande di disoccupazione ordinaria, 20.469 lavoratori che hanno manifestato la loro immediata disponibilità.<br /> “Numeri –ha affermato Dalla Rovere- che ci hanno convinti a investire in questo progetto una cifra considerevole, tenendo anche presente che Vicenza è la provincia più colpita dalla crisi in rapporto all’area di nostra competenza (Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova).”<br /> “E’ il momento di rimboccarsi le maniche –ha chiarito Giancarlo Pederzolli della segreteria Cisl- di lavorare assieme, ognuno per il suo ruolo e con le sue prerogative, ma in una partita che va giocata tutti assieme per portare a casa la vittoria.”<br /> “La strada da fare è tanta –ha concluso Giorgio Xoccato, Vicepresidente di Confindustria- ma siamo pronti a percorrerla tutti assieme.”<br /> <br /> <br /> <br /> </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Lavoro e formazione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-09-10T09:36:09Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino-terza-edizione">
    <title>Patto Sociale per il Lavoro Vicentino - Terza fase</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino-terza-edizione</link>
    <description>Il Consigliere Orsi presente la terza fase del Patto Sociale per il Lavoro Vicentino</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">Dal Patto Sociale al Patto Territoriale per il Lavoro. Non è una mera questione di aggettivi, il documento presentato dal Consigliere Delegato Valter Orsi quest’oggi a Sindaci e Rappresentanti delle Ulss a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, è uno degli atti amministrativi più significativi legati al Vicentino ed al suo tessuto sociale. “E’ un accordo che parte da lontano – sottolinea Orsi – ovvero dal 2010 e che attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori, istituzionali e non, e favorendo lo sviluppo di una Rete, si propone di garantire un efficace ed economico processo di inserimento nel mondo del lavoro di persone disoccupate e in situazione di svantaggio sociale e/o lavorativo, di integrare e governare le politiche dei rispettivi partner e degli enti coinvolti, di dare un sostegno al reddito ai cittadini-lavoratori che ne sono gli privi”.</p>
<p align="justify" class="western">Fondamentale l’apporto della Fondazione Cariverona. Questa terza edizione, che si svilupperà fino al 2017, proverà a sfruttare l’onda lunga delle due fasi precedenti. “Nella prima – continua Orsi – grazie sono stati impegnati oltre 5 milioni di euro per 5.640 persone in 18 mesi, nella seconda quasi 2 milioni e mezzo per 1.422 in 14 mesi. Il risultato è stato importantissimo: oltre il 47% delle persone coinvolte ha continuato la sua esperienza lavorativa anche dopo i 6 mesi di stage formativo. A livello Veneto e Nazionale non c’è niente di analogo”.</p>
<p align="justify" class="western">Una considerazione fatta propria dai Comuni che non a caso hanno ribadito il loro appoggio al nuovo Patto ribadendo la necessità del ruolo di coordinatore della Provincia. “Il Patto si compone di un Comitato di coordinamento, che si riunisce almeno 2 volte l’anno, di una Cabina di regia composta da non più di 9 membri e di un Referente individuato tra i 4 rappresentanti dei Comuni presenti in Cabina di regia. Le attività debbono essere mirate all’inclusione  sociale delle categorie di lavoratori svantaggiati, non solo sotto il profilo psico-fisico, ma anche penalizzati dall’età. E ci sarà presto anche un tavolo con le forze sociali, economiche e sindacali. In un momento di incertezza come questo, noi vogliamo dare continuità al Patto Sociale, reperire risorse da destinare ai Comuni per sviluppare iniziative ulteriori nell’inclusione sociale razionalizzando le procedure”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2016-09-06T15:12:49Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino">
    <title>Patto Sociale per il Lavoro Vicentino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>

<p align="JUSTIFY"><span>La Giunta Provinciale lo scorso maggio ha approvato il Patto Sociale per il Lavoro Vicentino, una serie di strumenti e di politiche congiunte per fare rete con gli attori territoriali al fine di fronteggiare la grave crisi del mercato del lavoro che sta interessando, nel Veneto, in special modo il nostro territorio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span>La Provincia di Vicenza è referente per il progetto, di durata biennale. Nel settembre  2010 ha sottoscritto un Accordo di Cooperazione con gli altri soggetti proponenti, ovvero le 4 Conferenze dei Sindaci, le 4 ULSS Vicentine, le Associazioni Imprenditoriali (Assoindustria, Assoartigiani, Apindustria, ASCOM, CNA) ed il Sindacato (CGIL, CISL, UIL), oltre che con la Fondazione Cariverona che ha approvato e sostiene il progetto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>L'investimento complessivo sarà di 5.025.000,00 euro, sostenuto in parte dalla Fondazione Cariverona, </span>che sarà utilizzato a favore dei cittadini disoccupati e delle aziende che intendono accoglierli. </span></p>
<p align="JUSTIFY">Nel corso del biennio il progetto prevede:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">per i Comuni interventi<span><span> su almeno 1000 soggetti svantaggiati con lavori di pubblica utilità;</span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span>- per la Provincia realizzazione di almeno 2.000 Patti di Servizio con relativi Piani di Azione individuali; 1.000 segnalazioni alle aziende di profili di lavoratori con la possibilità di un inserimento o reinserimento lavorativo; realizzazione attraverso stage o contratti di lavoro di almeno 500 inserimenti lavorativi.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Tre sono gli obiettivi principali del progetto:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">d<span>are un sostegno al reddito </span>ai 	cittadini-lavoratori privi di introito economico;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">reintegrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori disoccupati o 	in mobilità attraverso un sistema di “formazione interna 	assistita”, che consiste nella collocazione all’interno delle 	Aziende dei lavoratori con un abbattimento dei costi (sgravi 	fiscali) e con una formazione personalizzata fatta dall’Azienda;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span>integrazione e governo 	istituzionale e operativo delle politiche dei rispettivi partner per 	gestire al meglio le risorse umane e finanziarie di tutti gli attori 	coinvolti anche al fine di evitare sovrapposizioni, ripetizioni e 	comunque diseconomie. </span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">Cinque i punti nodali del progetto:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">Sostenere le persone più deboli;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Costruire una rete tra i soggetti del territorio, coordinati dalla 	Provincia di Vicenza, che intervengono nello svantaggio sociale e 	lavorativo;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Intervenire nel sistema dei servizi al lavoro, al fine di operare in 	un sistema sinergico e coordinato;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Valorizzare tutti i partner operativi secondo i propri ruoli e 	competenze;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Definire un modello di governo del sistema delle politiche del 	lavoro, da parte dell'organismo istituzionale Provincia con la 	Commissione Provinciale per il lavoro, a cui compete.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Convogliare tramite la rete istituzionale ed operativa del progetto, 	ulteriori finanziamenti da utilizzare per le medesime problematiche.</p>
</li>
</ol>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>admin</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2010-12-30T11:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/immagini/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino">
    <title>Patto sociale per il Lavoro Vicentino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/immagini/patto-sociale-per-il-lavoro-vicentino</link>
    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-10T11:04:18Z</dc:date>
    <dc:type>Immagine</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/patto-di-amicizia-tra-la-provincia-di-vicenza-e-la-citta-di-annecy">
    <title>Patto di amicizia tra la Provincia di Vicenza e la Città di Annecy</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/patto-di-amicizia-tra-la-provincia-di-vicenza-e-la-citta-di-annecy</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">Una firma per un'Europa che sia sempre più di pace.</p>
<p align="justify" class="western">Così il Presidente della Provincia Achille Variati ha definito la sottoscrizione del Patto di Amicizia con la Municipalità di Annecy, ospitata sabato 4 novembre al Teatro Olimpico di Vicenza. Non un luogo e non una data qualsiasi, ma la volontà di inserire questa Amicizia in una serata di grande respiro umano e civile, sotto il nuovo vessillo della sezione Ana “Monte Pasubio” di Vicenza, con gli Alpini vicentini che hanno incontrato idealmente la comunità vicentina e il Presidente della Provincia Achille Variati che a sua volta, ringraziandoli per esserci sempre, ha voluto legare all’evento una firma che apre la strada ad una nuova forma di amicizia fra le comunità intermedie europee.</p>
<p align="justify" class="western">Spiega Variati: “Abbiamo sottoscritto con il Sindaco di Annecy Jean-Luc Rigaut un nuovo Patto di Amicizia per collaborare ed esplorare assieme la possibilità  che la storica amicizia tra le municipalità di Vicenza e dell’Alta Savoia coinvolga territori sempre più vasti per opportunità formative, economiche e culturali. A tal riguardo ricordo che all'inizio di quest’anno Annecy ha dato vita assieme ad altri 5 Comuni dell’area ad una “Grand Annecy”, realtà amministrativa che coinvolge circa 122.000 abitanti. Insomma c’è un mondo in evoluzione che ci chiama a nuove sfide”.</p>
<p align="justify" class="western">Il primo cittadino francese Jean-Luc Rigaut ha voluto sottolineare significativamente ed elegantemente la serata rivolgendo in italiano il proprio saluto, ricordando la necessità di una Europa forte, punto di equilibrio fra i Continenti, per affrontare il terrorismo, le sfide sociali ed ambientali.</p>
<p align="justify" class="western">Una forza che arriva appunto dalla collaborazione, da un'estensione di un'amicizia che va al di là e oltre i singoli Comuni per interessare territori più vasti, con maggiori opportunità di scambio e di partecipazione congiunta a progetti europei.</p>
<p align="justify" class="western">Tra passato, presente e futuro, il Presidente della Provincia sottolinea: “E’ stato significativo ed importante aver siglato questo documento alla presenza dei nostri Alpini, guidati con mano felice dal presidente Luciano Cherobin, del Comandante del Battaglione Vicenza tenente colonnello Fulvio Menegazzo, del consigliere nazionale dell’Ana Lorenzo Cordiglia, dei Consiglieri Delegati Provinciali Maria Cristina Franco e Francesco Gonzo, degli Assessori del Comune di Vicenza Annamaria Cordova e Antonio Marco Dalla Pozza, di autorità civili, militari e religiose. Con questo Patto di Amicizia ricercheremo la strada per collaborazioni nel campo della ricerca e dello sviluppo industriale, della meccatronica e delle tecnologie per il risparmio energetico, rafforzando gli scambi commerciali e i legami con i rispettivi sistemi scolastici, verificando le possibilità di reciproco interesse per le imprese”.</p>
<p align="justify" class="western">Alla fine simpatico scambio di omaggi: dal ponderoso libro sulle Ville Venete al crest delle penne nere consegnati al sindaco Rigaut rispettivamente dal Presidente della Provincia e dal presidente sezionale dell’Ana Cherobin, al quadro donato a Vicenza dagli amici francesi.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-11-06T13:20:09Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-del-lavoro-vicentino-la-quarta-edizione-si-chiude-con-oltre-il-40-di-assunti">
    <title>Patto del Lavoro vicentino: la quarta edizione si chiude con oltre il 40% di assunti</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-del-lavoro-vicentino-la-quarta-edizione-si-chiude-con-oltre-il-40-di-assunti</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Patto del Lavoro vicentino compie 10 anni e fa un bilancio di quanto realizzato finora nel territorio. Per la prima volta in Italia, il Patto del Lavoro ha messo in rete i soggetti che intervengono nelle politiche sociali e del lavoro con un unico obiettivo: l’occupazione lavorativa dei vicentini.</p>
<p>I numeri parlano da soli: quasi 10mila persone coinvolte, cioè coloro che si sono sottoposti a colloquio per  verificare l’idoneità ad un inserimento; 4mila persone inserite nei progetti di lavoro; 1.079 assunti alla data del termine dei progetti, pari a oltre il 36 per cento degli inseriti.</p>
<p>A dispetto delle previsioni, anche la quarta edizione del Patto, ultima in ordine di tempo, si chiude con numeri rassicuranti. In totale sono stati attivati 411 inserimenti lavorativi, 67 sono ancora in corso mentre dei 344 conclusi ben 139 si sono trasformati in assunzione, con una percentuale pari al 40,41%.</p>
<p>“Un risultato enorme -commenta il presidente della Provincia Francesco Rucco- soprattutto se si tiene conto degli anni non certo facili in cui questi inserimenti sono avvenuti e delle persone, spesso  in situazione di svantaggio, a cui si sono rivolti. Il merito è di tutti coloro che ci hanno creduto, dagli enti pubblici alle parti sociali, dalle Ulss alle associazioni di categoria passando per la Regione e la Fondazione Cariverona, che hanno saputo fare squadra per un progetto che non aveva precedenti e che ha fatto scuola.”</p>
<p>Ad illustrarlo questa mattina erano presenti, oltre a Rucco, il consigliere provinciale delegato Mattia Veronese e i rappresentanti della cabina di regia.<span> </span></p>
<p>Mattia Veronese ha raccontato il percorso del Patto. Nato nel 2010 come Patto Sociale per il Lavoro Vicentino, era il primo progetto a livello nazionale che metteva insieme tutti i protagonisti del mondo del lavoro. Alla chiamata della Provincia di Vicenza avevano infatti risposto con entusiasmo le Conferenze dei Sindaci, le Ulss, le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali. Un accordo di cooperazione che ha convinto la Fondazione Cariverona, tanto da farle investire i primi 2,5 milioni di euro.</p>
<p>Gli ottimi risultati della prima edizione, con un totale di assunti pari a circa il 40% degli inserimenti lavorativi, hanno spinto la Provincia e i Comuni a proseguire nell’impegno e a rinnovare i finanziamenti, sempre con il supporto della Fondazione Cariverona.</p>
<p>Negli anni il progetto è passato di testimone in Provincia, da Morena Martini a Valter Orsi fino a Mattia Veronese, e ha cambiato nome, diventando Patto Territoriale per il Lavoro e l’Inclusione Sociale del Territorio Vicentino. Sono cambiate le modalità di azione, mettendo da parte gli interventi assistenziali dei primi anni e privilegiando invece gli inserimenti lavorativi. Quella che non è cambiata è la sostanza, cioè un gruppo che rappresenta il mondo del lavoro vicentino e che ha come obiettivo far incrociare domanda e offerta di lavoro, dando risposta lavorativa in particolare alla parte più fragile della società. Con questa logica, poi, il Patto è diventato un moltiplicatore di opportunità, visto che parte dei fondi sono stati impiegati per cofinanziare progetti regionali dedicati alle persone in situazione di svantaggio e ai disabili.</p>
<p>I Sindacati e gli attori coinvolti nella cabina di regia hanno sottolineato la necessità di continuare con il progetto, ad una prossima edizione, ora più che mai, in questo momento così delicato.</p>
<p>“Un circolo virtuoso -lo definisce Veronese- che porta beneficio al territorio. Abbiamo abbandonato la formula dei voucher e dell’assistenza, che certo è utile per superare situazioni di difficoltà economiche momentanee, ma non porta nulla sul medio e lungo periodo. Abbiamo preferito la strada più impegnativa dell’inserimento, che prevede tempi più lunghi, con una selezione e un’adeguata formazione, ma dà risposte concrete a chi vuole lavorare.”</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Carlotta Cesaro</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2020-11-10T11:52:27Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-anticorruzione-tra-anac-e-upi">
    <title>Patto Anticorruzione tra Anac e Upi</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/patto-anticorruzione-tra-anac-e-upi</link>
    <description>Variati (Presidente Upi): "Le Province stazioni appaltanti a garanzia della corretta applicazione delle norme"</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><i>Vicenza, 1 aprile 2017 -</i><b> </b>Un  protocollo d’intesa per promuovere un’azione coordinata sui temi della  lotta alla corruzione, dell’integrità, della trasparenza e  dell’attuazione della nuova disciplina degli appalti pubblici. Ma anche  la sinergia tra ANAC e UPI per favorire le iniziative delle Province  volte a costituire Centrali di Committenza, attuando cosi in modo  coerente le disposizioni del nuovo codice degli appalti pubblici.<br /><br />Lo  hanno siglato a Vicenza il <b>Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone</b>, e il <b> Presidente dell’Upi, Achille Variati</b>, alla presenza del <b>Ministro delle  Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio</b>, nell’ambito del Festival  Vicenza Città Impresa, evento giunto alla decima edizione che pone al  centro del dibattito le questioni chiave dell’economia. <br /><br />Tra  le azioni più significative introdotte dal Protocollo - che affida  all’Upi il compito di coordinare e monitorare le Province rispetto alle  attività di prevenzione della corruzione, trasparenza e gestione degli  appalti -  c’è la sinergia tra ANAC e UPI per favorire le iniziative  delle <b>Province volte a costituire Centrali di Committenza, attuando cosi  in modo coerente le disposizioni del nuovo codice degli appalti  pubblici. </b><br />Un atto importante attraverso il quale si potrà  contribuire ad imprimere una accelerazione alla attuazione della riforma  avviata con la Legge 56/14 nella sua parte più innovativa: quella che,  attraverso i commi 88 e 90, costruisce intorno alle Province un sistema  efficiente di gestione amministrativa locale e assegna a queste  istituzioni il ruolo strategico relativo alle funzioni di  predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di  monitoraggio dei contratti di servizi. <br />Un primo impegno  sarà quello di definire un sistema di analisi del contesto esterno in  ambito provinciale, che avrà lo scopo di concorrere alle attività svolte  dalle amministrazioni in materia di analisi e valutazione del rischio  corruzione e di individuazione delle misure di prevenzione, anche  attraverso l’enucleazione di indicatori di rischio, sulla base dei dati  disponibili nell’ambito del Sistema statistico nazionale e della  conoscenza del fenomeno corruttivo maturata dall’ANAC.<br /><br />Per  consentire poi la massima divulgazione delle informazioni delle  pubbliche amministrazioni e supportare così l’attuazione della nuova  disciplina sulla trasparenza, UPI e ANAC si impegnano a valorizzare gli  strumenti digitali e gli archivi amministrativi esistenti, dando piena  attuazione alla funzione delle Province in materia di “raccolta ed  elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti  locali”. <br /><br /><b>Dichiarazione di Achille Variati:</b><br />L'etica  pubblica ha bisogno del lavoro di tanti: questo protocollo è il nostro  impegno (delle Province) ad attivare Stazioni Appaltanti che siano  garanzia di corretta applicazione delle norme, offrendo ai Comuni  quell'assistenza tecnico-amministrativa che la stessa legge 56 del 2014  ci ha affidato. Lo ribadisco in presenza del suo ideatore, la legge di  riforma delle Province ha avuto la grande intuizione di trasformare le  Province in enti cuscinetto tra Regione e Comuni, chiamando ad  amministrarle gli stessi Sindaci. E le Province, <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1008_com_zimbra_date"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1010_com_zimbra_date"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1012_com_zimbra_date">oggi</span></span></span> vere e proprie Case dei Comuni, sono pronte a dare attuazione a questo loro ruolo. Già <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1009_com_zimbra_date"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1011_com_zimbra_date"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT1013_com_zimbra_date">oggi</span></span></span> una cinquantina su 76 Province a statuto ordinario hanno attivato  stazioni appaltanti. Siamo pronti, e ne abbiamo capacità e  professionalità, a sostituire le attuali 30mila centrali di committenza.<br />Vicenza è in tal senso anche apripista, perchè accreditata come soggetto aggregatore .<br />Questa  firma è per noi un impegno serio e auspico che il Legislatore creda in  noi e nel nostro nuovo ruolo tanto quanto ci crediamo noi.<br /><br /><b>Dichiarazione di Raffaele Cantone:</b><br />Anche  l'Autorità crede in questo protocollo. Che non è un semplice atto  formale, ma un contributo concreto che le Province possono dare per la  corretta attuazione del nuovo codice degli appalti pubblici. Accolgo con  favore il concetto di Provincia quale Casa dei Comuni, perchè non si  può pensare che enti di piccole dimensioni possano gestire gare di  particolare complessità. I Comuni sono la forza del Paese, ma c'è  bisogno di fare squadra. <br /><br /><b>Graziano Delrio </b>si è definito testimone dello sposalizio.</p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
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      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2017-04-03T07:52:44Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/patto-territoriale/patto-territoriale-lavoro-ed-inclusione-sociale-del-territorio-vicentino">
    <title>Patto  territoriale lavoro ed inclusione sociale del territorio vicentino</title>
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    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
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    <title>Patto  territoriale </title>
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    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
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    <title>Patto  territoriale </title>
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    <title>Patrocini</title>
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    <title>Patrocini</title>
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    <description>CRITERI PER LA CONCESSIONE DEL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI VICENZA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>1) Il Patrocinio è un riconoscimento che la Provincia di Vicenza concede gratuitamente per iniziative di rilevante interesse pubblico, o comunque ritenute tali,in ambito sociale, culturale, artistico, scientifico, ambientale, umanitario e sportivo,nonché per la valorizzazione delle tradizioni locali e del territorio.</span></p>
<p>2) Il Patrocinio è concesso per singole iniziative, per le quali può essere rinnovato(parzialmente) qualora vi fosse una ciclicità dell’evento.</p>
<p>3) Il Patrocinio viene concesso per iniziative che non perseguano finalità di lucro. In deroga è possibile la concessione per quelle che, pur avendo finalità lucrative o comunque un marcato profilo commerciale, siano di rilevanza evidente per il Territorio sotto il profilo della sua promozione o abbiano anche finalità sociali ad esempio raccolte fondi a sostegno al territorio o a particolari situazioni civili e umane.</p>
<p>4) Il Patrocinio non potrà essere concesso per manifestazioni di propaganda partitica,per iniziative che sostengano forme di discriminazione e limitino la libertà e la dignità dei cittadini o presentino rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza. Neppure per iniziative finalizzate al proselitismo e al finanziamento dei soggetti richiedenti,siano movimento politico, categorie e forze sociali, ordini e collegi professionali.</p>
<p>5) Il Patrocinio può essere revocato quando non sussistano più i presupposti o una delle prescrizioni di cui sopra venga meno. In caso di utilizzo diverso o improprio, la Provincia di Vicenza si riserva la possibilità di tutelare i propri interessi secondo le modalità che saranno individuate dal proprio Ufficio Legale.</p>
<p>6) Il Patrocinio della Provincia di Vicenza dovrà essere ben visibile ed accompagnato dallo Stemma dell’Ente, per il quale valgono le disposizione al punto 4).</p>
<p>7) La concessione del Patrocinio non comporta oneri e neppure responsabilità diretta o indiretta della Provincia di Vicenza nell'organizzazione dell’iniziativa. Si ricorda che il beneficiario assume ogni responsabilità penale, fiscale e civile in caso di utilizzo improprio dello Stemma e di scorretta divulgazione del materiale di promozione.</p>
<p>In allegato qui sotto, la modulistica per la richiesta di patrocinio</p>]]></content:encoded>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/amministrazione-trasparente/beni-immobili-e-gestione-patrimonio/patrimonio-immobiliare">
    <title>Patrimonio immobiliare</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/amministrazione-trasparente/beni-immobili-e-gestione-patrimonio/patrimonio-immobiliare</link>
    <description>Art. 30 D.Lgs. n. 33/2013</description>
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    <dc:creator>Paola Polo</dc:creator>
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    <dc:date>2016-12-13T10:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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    <title>Patrimonio immobiliare</title>
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    <dc:creator>Paola Polo</dc:creator>
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    <dc:date>2014-03-06T09:04:03Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/patrimonio">
    <title>Patrimonio - Espropri</title>
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il servizio Patrimonio della Provincia di Vicenza si occupa della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare provinciale provvedendo, nello specifico, alle acquisizioni, alle alienazioni, agli atti di disposizione del patrimonio immobiliare, all'esercizio del diritto di prelazione su beni vincolati ai sensi del D.Lgs 42/04 e s.m.i. ed all’emanazione di provvedimenti amministrativi sul patrimonio immobiliare dell’Ente.</p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
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    <dc:date>2011-09-30T09:45:00Z</dc:date>
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