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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 5151 to 5165.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/recupero-ittico-in-citta-per-la-polizia-provinciale">
    <title>Recupero ittico in città per la Polizia Provinciale</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/recupero-ittico-in-citta-per-la-polizia-provinciale</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Continuano gli interventi di recupero della fauna ittica da parte del Corpo di Polizia Provinciale. Lunedì 16 settembre, attorno alle 10 del mattino, tre agenti di palazzo Arnaldi, coadiuvati da 3 pescatori volontari del bacino di pesca Pabat, provvederanno a mettere in salvo almeno una quarantina di chilogrammi di pesci nel canale industriale di via Lobbia, in comune di Vicenza.</p>
<p align="JUSTIFY">“E' un intervento – sottolinea il dirigente provinciale Adriano Arzenton - richiestoci da AIM. A causa della rottura di una griglia, che ferma i detriti al termine del canale, hanno necessità di mettere in asciutta la parte finale del corso d'acqua, in totale circa 300 metri), facendo defluire l'acqua attraverso una derivazione a monte che arriva in Bacchiglione”.</p>
<p align="JUSTIFY">L'intervento sarà coordinato dall'ispettore Francesco Nassi: “A momento dello svuotamento del corso d'acqua interessato, operazione che inizierà al mattino e si protrarrà per qualche ora, i pesci che non sono riusciti a raggiungere il fiume saranno da noi recuperati. Useremo uno storditore elettrico, dopodiché li libereremo a valle, in quel tratto di Bacchiglione conosciuto come canal morto”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-09-13T12:24:28Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/polizia-provinciale/recupero-fauna-selvatica-viva-o-morta">
    <title>Recupero fauna selvatica viva o morta</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/polizia-provinciale/recupero-fauna-selvatica-viva-o-morta</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Polizia Provinciale provvede alla raccolta della fauna selvatica viva o morta. Alla fauna ferita sono prestate le cure necessarie, successivamente viene liberata in località idonea.<br /><br />Può effettuare la richiesta, per via telefonica, chiunque rinvenga fauna selvatica morta o in difficoltà (N.B. è vietata la raccolta di piccoli di capriolo). La richiesta è possibile anche per via telematica all'indirizzo indicato.<br /><br />La richiesta telefonica può essere fatta dalle 08.00 alle 18.00 - il tempo richiesto è quello necessario per raggiungere il luogo dell'intervento, mentre dalle 18.00 alle 08.00 si assicura l'intervento solo nei casi più gravi di fauna ferita, bisognosa di cure. Altrimenti si interviene il giorno successivo.</p>
<p> </p>
<p>e-mail : polizia.provinciale@provincia.vicenza.it</p>
<p><span><span class="tel-link">Tel.: 0444/908341</span></span> <span>/ 908359<br /><span class="fax-link">Fax: 0444/908396</span></span></p>
<p><b>Sala Operativa</b> 0444-908359<br /><br /><b>Numero di reperibilità</b> 348 7912700</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>elena</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2010-04-19T08:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Attivita' Servizio</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/recupero-caprioli-a-villaverla">
    <title>Recupero caprioli a Villaverla </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/recupero-caprioli-a-villaverla</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western"><i>14 novembre 2014</i> - A volte ritornano. E riconoscono le mani amiche. E' la piccola storia che arriva dalla Polizia Provinciale di palazzo Arnaldi, allertata, qualche giorno fa, dalla chiamata di un privato cittadino. “In sala operativa – sottolinea il vice-ispettore Maurizio Ferron – è arrivata come una delle tante chiamate che segnalano animali in difficoltà. Si trattava di  un capriolo, apparentemente ferito, che  camminava male ed era prigioniero in una striscia di pascolo fra un recinto e un fosso nella zona di Villaverla. Incapace di allontanarsi”. Avvisati, gli agenti del distaccamento di Thiene Paolo Slossel e Luigi Stefano Valente si sono subito recati sul posto e con l'aiuto di un cacciatore locale hanno localizzato  l’animale lungo Via Boschetto, in località Novoledo. Il capriolo, già segnalato nei giorni precedenti ma senza che nessuno potesse dare indicazioni sul luogo preciso, si rivelava una femmina adulta priva, monca della zampa anteriore sinistra. L’animale era perfettamente in grado di cavarsela ugualmente perché la ferita era rimarginata da lungo tempo e lei aveva imparato a muoversi agevolmente sulle tre zampe.</p>
<p>Ad un tratto la sorpresa. “Mentre pensavano alla strategia di cattura – continua Ferron – al fine di trasportarlo in un luogo più sicuro, con grande stupore dei presenti  il capriolo ha saltato il fosso e si è avvicinato spontaneamente agli agenti. Sorpresi, i colleghi sono rimasti fermi ad osservare che cosa stava succedendo”. Senza mostrare timore, l'ungulato ha continuato ad avvicinarsi chinandosi ogni tanto a brucare un po’ d’erba. Poi si è fatta persino accarezzare. Un piccolo miracolo, segno che con tutta probabilità l'incontro ravvicinato con gli umani era già avvenuto qualche tempo prima. “Abbiamo realizzato che doveva essere stato recuperato da piccolo, curato per un certo periodo dall’uomo e poi scappato o rimesso in libertà”. L'effetto “imprinting” ha fatto il resto: persa la naturale diffidenza verso l’uomo, la femmina si è fatta facilmente catturare dagli agenti che l’hanno subito trasportata e liberata in una zona recintata e protetta. Tutto è bene ciò che finisce bene “ma non nascondo che l'incontro è stato davvero emozionante anche per noi che dovremmo essere abituati”. Ed invece la Natura non finisce mai di stupire.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western"> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-14T12:36:03Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/recuparto-nido-di-civette-a-trissino">
    <title>Recuperato nido di civette a Brogliano</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/recuparto-nido-di-civette-a-trissino</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Nuovo intervento della Polizia Provinciale del distaccamento di Montecchio Maggiore per mettere in salvo una nidiata di civette.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">E' successo a Brogliano, dove, a seguito del rifacimento di un tetto, è stato rinvenuto un nido abitato da 5 piccoli di civetta. Spiega l'ispettore Francesco Nassi: “Siamo stati avvertiti dai proprietari ed una volta sul posto abbiamo subito interpellato Alberto Fagan, responsabile del centro recupero rapaci di Fimon, concordando la migliore soluzione possibile”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Nel caso specifico, si è stabilito di ricostruire un nuovo nido in un foro posto dall'altra parte del tetto. “Un'area che comunque non era interessata dai lavori. E per proteggere ancor di più i piccoli rapaci abbiamo posto delle tavole che impediranno loro di cadere”. Completata l'operazione, le 5 civette sono state delicatamente spostate una alla volta nella nuova sistemazione per poter completare lo svezzamento senza traumi e soprattutto senza rischi per la loro incolumità.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-13T10:24:11Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/recuperato-nella-sua-struttura-originaria-il-cimitero-militare-di-cima-neutra-arsiero-luogo-di-memoria-e-gratitudine">
    <title>Recuperato nella sua struttura originaria il cimitero militare di Cima Neutra (Arsiero):  luogo di memoria e gratitudine</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/recuperato-nella-sua-struttura-originaria-il-cimitero-militare-di-cima-neutra-arsiero-luogo-di-memoria-e-gratitudine</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="left" class="western"><i>Arsiero, 1 aprile 2023</i> - Un <b>luogo di memoria</b>, che racconta il sacrificio di tanti giovani, ma anche un <b>luogo di speranza e di gratitudine</b>, perché quelle vite ci hanno donato libertà e democrazia.</p>
<p align="left" class="western">E’ tornato alla sua forma originaria il <b>cimitero militare di Cima Neutra</b>, tra i monti Cimone e Caviojo, sulle alture sopra Arsiero, a mezz’ora di sentiero Cai dal sacrario di Tonezza. Quattro terrazzamenti sostenuti da muri a secco che al termine della Prima Guerra Mondiale contavano 200 croci in legno, steli in pietra e croci in cemento.</p>
<p align="left" class="western">Dopo un <b>primo recupero nel 2017</b>, che lo aveva riportato alla luce dopo anni di abbandono alla vegetazione selvaggia, il piccolo cimitero è stato oggetto di un <b>intervento finanziato dalla Provincia di Vicenza</b>. Grazie ad un fondo di <span>circa 20.000 euro</span> euro, è stato <b>ripristinato il muro a secco</b> che ne delimitava il terrazzamento più a sud, consolidando e mettendo in sicurezza l’intero manufatto.</p>
<p align="left" class="western"><b>Sabato 1 aprile si è tenuta la cerimonia di fine lavori</b>, che è stata anche occasione per ripercorrere la storia di uno dei luoghi  di battaglia più sanguinosi della Grande Guerra.</p>
<p align="left" class="western">Tante le persone presenti, ognuna di loro protagonista di questa bella storia di recupero della memoria. La <b>Provincia di Vicenza</b>, come detto, ha finanziato i lavori con la collaborazione del <b>Comune di Arsiero</b>. <b>Veneto Agricoltura</b> li ha realizzati. Un esercito di <span><b>oltre</b></span><b> 90 volontari </b>ha messo a disposizione 900 ore per lavori di recupero, fin dal 2017, e poi di mantenimento. Tra loro <b>alpini di Vicenza e Verona, alpini paracadutisti del 4° Reggimento, iscritti Cai, appassionati di montagna</b>. A coordinarli <b>lo storico Manuel Grotto</b>, che ha anche condotto le varie fasi della cerimonia intervallate dal <b>coro Ana El Biron</b> di San Giovanni Ilarione.</p>
<p align="left" class="western">I lavori realizzati hanno anche portato alla luce oggetti appartenenti ai caduti, che hanno aiutato a dare loro un nome e un luogo dove portare un fiore, ricostruendo anche le audaci azioni degli alpini intraprese fra il 1916 e il 1917 per respingere, dalle alture vicentine, l’offensiva austriaca e per riprendere monte Cimone.</p>
<p align="left" class="western">Tra queste la <b>targhetta nominativa di Giovanni Valtolina</b> di Monza. Nato il 24.11.1891 a Cornate d’Adda, è deceduto nel monte Cimone il 31.7.1916. Faceva parte della Compagnia di Sanità ed è stato colpito a morte con molta probabilità mentre andava a soccorrere i feriti durante il combattimento del 31 luglio. Il <b>presidente Nardin ha consegnato la targhetta al pronipote </b><span><b>Mattia</b></span><b>, </b><b>12 anni</b>, a significare l’eredità di coraggio e di valori lasciata da Valtolina e a necessità che i giovani ne siano fieri custodi.</p>
<p align="left" class="western"><span>Durante la cerimonia è stato ricordato </span><b>mons. Francesco Galloni, cappellano militare </b><b>pluridecorato, noto anche come “Angelo del Pasubio”</b>, in prima linea con le sue penne nere durante la Grande Guerra, si deve a lui il recupero di tanti caduti, su vari fronti. In suo ricordo suor Teresa ha deposto il cappello con la penna nera, conservato a Villa La Montanina - Comunità Santissima Annunziata.</p>
<p align="left" class="western">Un pensiero di gratitudine è stato riservato anche a <b>Fabio Di Giuseppe, alpino paracadutista del 4° Reggimento</b> che come volontario ha contribuito al recupero del cimitero militare di Cima Neutra. Di Giuseppe è mancato a metà marzo in un tragico incidente.</p>
<p align="left" class="western">“C’è un filo <span>resistente</span> che <span>ci unisce a chi in questo luogo ha sacrificato la propria vita -ha commentato il presidente Nardin- sono i </span><span><b>valori della pace, dell’unità, della solidarietà</b></span><span>. Ora spetta a noi difenderli dalle minacce piccole o grandi, talvolta subdole, ma che mai devono mettere in dubbio il cammino che chi prima di noi ha percorso e che ora tocca a noi proseguire. Tanti sono i </span><span><b>simboli che rinsaldano questo legame</b></span><span>, dalla targhetta del soldato Valtolina passata nelle mani del giovane Matteo al cappello di don Galloni. Tante sono anche le persone che hanno lavorato per riportare alla luce questo luogo, oltre 90 volontari, che ringrazio a nome non solo dei vicentini, ma di un Paese intero che anche grazie al sacrificio di chi qui ha perso la vita, vive nella libertà e nella democrazia.”</span></p>
<p align="left" class="western"><b>ANALISI STORICA</b></p>
<p align="left" class="western">Nel giugno del 1916, in seguito al ripiegamento degli austroungarici sul Cimone, iniziarono i tentativi di riconquista italiani, culminati con la presa della Cima il 23 luglio da parte gli alpini del battaglione Val Leogra supportati dal 154° Fanteria.</p>
<p align="left" class="western">Il possesso italiano terminò esattamente due mesi dopo, con la potente mina del 23 settembre.</p>
<p align="left" class="western">Già in seguito ai primi attacchi iniziò il recupero dei numerosi caduti italiani, che furono pietosamente tumulati dai compagni nel cimitero di Cima Neutra, conosciuto come cimitero n° 1 del Caviojo. Furono ricavati 4 terrazzamenti sostenuti da muri a secco. Targhe in pietra e croci in cemento vennero realizzate nel corso del conflitto.</p>
<p align="left" class="western">Al termine della guerra le croci in legno erano quasi 200. Molti caduti recuperati sotto i roccioni del Cimone rimasero ignoti. Verso la fine degli anni '20 tutti i piccoli Cimiteri di guerra della zona vennero dismessi, perché era impossibile assicurarne la manutenzione. Le salme furono quindi trasportate nel nuovo Cimitero Militare di Arsiero.</p>
<p align="left" class="western"><b>GLI INTERVENTI DI RECUPERO</b></p>
<p align="left" class="western">A quota 950 m slm circa, ad ovest del torrione di roccia denominato Cima Neutra, tra i Monti Cimone e Caviojo, sorge un cimitero militare italiano della Prima Guerra Mondiale che durante la guerra era conosciuto come “Caviojo 1”.</p>
<p align="left" class="western">Dopo anni di abbandono (era infatti stato completamente invaso dagli arbusti) i volontari sono riusciti a riportarlo alla luce. A realizzare gli interventi, <span>nel 2017</span>, sono stati un gruppo di circa 90 volontari coordinati dallo storico Manuel Grotto.</p>
<p align="left" class="western"><span>Nel 2018</span> sono stati inaugurat<span>i</span> questi primi lavori. Per completare l’intervento riportando il cimitero nella sua forma originaria e permetterne la conservazione era necessario un lavoro di consolidamento e ricostruzione delle parti crollate del muro a secco a valle del cimitero e una manutenzione di quelle superiori.</p>
<p align="left" class="western">La Provincia di Vicenza ha messo a disposizione del Comune di Arsiero 19.800 euro. I lavori sono stati realizzati da Veneto Agricoltura con il supporto di circa 90 volontari (alpini, Cai, appassionati).</p>
<p align="left" class="western"><b>ALTA VIA DELLA GRANDE GUERRA DELLE PREALPI VICENTINE</b></p>
<p align="left" class="western"><span><span><span><span>Il cimitero militare di Cima Neutra rientra nell’area di intervento del </span></span></span></span><span><span><span><b>progetto Alta Via della Grande Guerra delle Prealpi Vicentine, </b></span></span></span><span><span><span><span>di cui la Provincia di Vicenza è capofila. </span></span></span></span></p>
<p align="left" class="western"><span><span><span><span>U</span></span></span></span><span><span><span>n percorso di oltre 200 km che unisce gli elementi principali della memoria di guerra, ovvero i quattro sacrari militari che sono anche i simboli dello stemma della Provincia di Vicenza: Pasubio, Cimone, Asiago, Grappa e li mette in comunicazione con vari siti oggetto di intervento, come i musei all’aperto e i forti della linea italiana costruiti tra il 1910 e il 1914. </span></span></span></p>
<p align="left"><span><span><span>L’importo dei lavori ammonta a circa 1 milione di euro (947.280.000 euro per la precisione), in buona parte finanziato dalla Regione Veneto (circa 700.000 euro) e per il resto a carico di Provincia e Comuni. I lavori sono iniziati nel 2021 e sono in via di conclusione.</span></span></span></p>
<p align="left"><span><span><span>Capofila del progetto è la </span></span></span><span><span><span><b>Provincia di Vicenza</b></span></span></span><span><span><span>, con lei la </span></span></span><span><span><span><b>Regione Veneto</b></span></span></span><span><span><span> e </span></span></span><span><span><span><b>35</b></span></span></span><span><span><span> </span></span></span><span><span><span><b>Comuni</b></span></span></span><span><span><span> attraversati dal percorso. </span></span></span><span><span><span><b>Veneto Agricoltura</b></span></span></span><span><span><span> e </span></span></span><span><span><span><b>Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni</b></span></span></span><span><span><span> stanno eseguendo i lavori. La </span></span></span><span><span><span><b>Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio</b></span></span></span><span><span><span> ha supervisionato i lavori. </span></span></span><span><span><span><span>Il </span></span></span></span><span><span><span><b>4° Reggimento Alpini Paracadutisti</b></span></span></span><span><span><span><span> ha mappato il percorso. </span></span></span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2023-04-03T11:37:01Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recoaro-variati-pronto-alla-mobilitazione">
    <title>Recoaro: Variati pronto alla mobilitazione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recoaro-variati-pronto-alla-mobilitazione</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">“Sono pronto alla mobilitazione. Siamo pronti alla mobilitazione. Recoaro, le sue terme, il suo stabilimento, i suoi marchi sono storia del nostro territorio che va difesa. Come Presidente dell’Area Vasta di Vicenza, la Casa dei Sindaci e riferimento amministrativo per tutti i Comuni, sono qui per dire alla proprietà che non assisteremo in silenzio al depauperamento dell’economia dell’area e delle famiglie dei lavoratori che rischiano il posto. Se sarà necessario i 121 Sindaci del Vicentino si metteranno la fascia tricolore e lotteranno per questa comunità”.</p>
<p align="justify" class="western">Un messaggio forte quello di Achille Variati, che non ha voluto far mancare la sua solidarietà diretta nella giornata in cui tutta Recoaro si è fermata per protestare contro l’ipotesi di una cessione che, così come si profila, rischia di determinare la chiusura stessa della fabbrica di imbottigliamento e la perdita del posto per 66 lavoratori.</p>
<p align="justify" class="western">“In particolare “regalare” i marchi, dandoli per 5 anni in produzione conto terzi alla società che acquista, significa che “Acqua Brillante” e “Gingerino” potrebbero essere prodotti ovunque. La vendita deve riguardare tutto il pacchetto, in modo da salvaguardare la presenza in loco degli impianti. Ben vengano allora i tavoli di trattativa e di confronto con parlamentari, Regione Veneto, forze sindacali, ma tutto avrà più forza e più senso se anche noi primi cittadini saremo assieme al Sindaco Giovanni Ceola”.</p>
<p align="justify" class="western">Per il Presidente Variati, infatti, oggi è la Recoaro, domani potrebbe trattarsi di qualche altra azienda. “Qui non si tratta più di “campanili”, ma di fare squadra e rete perché in un mondo così economicamente globalizzato, dove i grandi gruppi, industriali e finanziari, guardano alla terra vicentina come una sorta di show room dove acquistare industrie pregiate – basti pensare alle tante nostre aziende finite in mani straniere di cui la Nestlé è solo la punta dell’iceberg – il rischio che anche in altri settori si determinino queste situazioni è forte, reale. Se lasciamo sola questa porzione di territorio e i suoi amministratori apriremo una strada pericolosa, che altri potrebbero sfruttare giocando su queste divisioni. Vicenza non è diventata potenza industriale ed economica per caso, ora serve una mobilitazione di tutte le coscienze e io sono pronto a fare la mia parte. Senza paura, come sempre”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-01T14:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recoaro-polizia-provinciale-contro-il-bracconaggio">
    <title>Recoaro: Polizia Provinciale contro il bracconaggio</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recoaro-polizia-provinciale-contro-il-bracconaggio</link>
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Momenti di paura e di tensione qualche giorno fa a Recoaro Terme. Protagonisti una pattuglia di due agenti della Polizia Provinciale e padre e figlio, bracconieri, della zona. I fatti. C.Gl. E C.N., arrivati in località Colle Colombo, a Recoaro Terme, nota località per la caccia alla beccaccia, si appostavano non sapendo che sul posto si era già nascosta una pattuglia di agenti della Polizia Provinciale. Detto che l’esercizio venatorio era consentito fino alle 16.45 e ricordato, comunque, che la caccia alla beccaccia è vietata, gli agenti decidevano di controllare le mosse dei due. A scendere dall’auto per primo un uomo di statura media, berretto e barba a pizzetto, armato di fucile da caccia. Dopo aver caricato l’arma, e piazzatosi ignaro a una decina di metri dalla postazione dei due poliziotti, l’uomo guardava in alto controllando l'eventuale passaggio del prelibato uccello. Dopo qualche minuto, dal lato di guida dell'automobile, scendeva un altro uomo, un giovane di corporatura snella, alto, con barba incolta, che decideva anch’egli di imbracciare il fucile. Affermando: “Se arriva qualcuno andiamo via”. E chiudendo diligentemente con il telecomando le portiere, per la gioia, si fa per dire, del più anziano che lo invitava a lasciare l’auto aperta.<br /><br /> Anche il giovane caricava l’arma, un fucile semiautomatico, e si poneva in attesa. Trascorsa mezz’ora il cacciatore più vicino alla pattuglia decideva di tornare verso l’auto. A quel punto i due agenti, armati di torcia, decidevano di intervenire, qualificandosi come tali e chiedendo le generalità ai due. E qui si è sfiorata la tragedia. Il bracconiere più anziano, infatti, visibilmente alterato, puntava il suo fucile verso gli agenti ad altezza uomo gridando: “Fermi là! Andé via o ve sparo. Ve via o ve sparo!”. A nulla serviva che i due poliziotti ribadissero chi erano, intimando di scaricare il fucile. Sempre con il fucile puntato l’uomo continuava a ripetere: “Andé via o ve sparo”. Indietreggiando prudentemente, i due agenti si mettevano al riparo, sentendosi pure apostrofare con un “Qua de note non gavì da esserghe”. Come se i delinquenti fossero chi fa i controlli e non i bracconieri. Comunque il bracconiere scappava a piedi chiamando per tre volte il nome di quello che successivamente sarà identificato come il possessore del veicolo ed il figlio. A quel punto veniva allertato il 112 (erano le 18.04) avvertendo i Carabinieri che i due avevano lasciato l’auto sul posto. <br /><br /> Nel frattempo la pattauglia chiamava un altro paio di colleghi a rinforzo. Dopo una mezz’oretta arrivavano i militi dell’Arma che fornivano i dati del proprietario dell’auto, residente in contrada Cappellazzi. Di qui scattava la ricerca. Giunti all’abitazione del giovane verso le 19.30, gli agenti chiedevano all'uomo che mostrasse loro le armi e se era in possesso di licenza di caccia. E QUI ALTRA SORPRESA. L’uomo riferiva che non aveva più i requisiti per detenere armi in casa a causa di precedenti provvedimenti penali per minacce e di non avere pertanto più fucili. Peccato fosse stato riconosciuto dai due agenti per la fisionomia. Tra l’alto il C.N., su richiesta precisa, informava gli agenti che aveva lasciato l’auto in panne alla mattina sempre in località Colle del Colombo, dove si era recato con il cane, e di aver chiamato l’autofficina verso le 16 per il recupero del mezzo. A smentirlo lo stesso meccanico che riferiva di essere stato contattato quando era già buio, tra le 18 e le 18.15. Alla richiesta di dove fosse suo padre, convivente, e quali fossero le sue armi, il giovane rispondeva di non sapere nulla. Come pure di non sapere dove fosse la denuncia delle armi. Alla fine, portato nella stazione dei Carabinieri di Recoaro Terme, si procedeva al controllo della denuncia delle armi riscontrando la mancanza di un fucile semiautomatico di proprietà del genitore. Fucile non trovato neppure ad un successivo sopralluogo. In tutto questo padre irreperibile e giovane lasciato solo a sbrigarsela con le forze dell’ordine. Per lui anche porto abusivo d’arma, oltre a tutte le violazioni dell’attività venatoria. Proprio un bell’esempio di amore filiale.  Per C.GL. Il reato è resistenza a pubblico ufficiale commessa con armi. Al riguardo l’uomo è stato identificato il giorno dopo dagli agenti provinciali, per fisionomia e timbro di voce, mentre si trovava nella stazione dei Carabinieri di Recoaro Terme. Contestate anche a lui le violazioni amministrative relative all’attività venatoria illecita.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-21T10:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/recoaro-1945-un-convegno-che-racconta-la-guerra-per-parlare-di-pace-sabato-20-settembre-ore">
    <title>Recoaro 1945: un convegno che racconta la guerra per parlare di pace. Sabato 20 settembre ore 9 al teatro Lux di Recoaro Terme.</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/recoaro-1945-un-convegno-che-racconta-la-guerra-per-parlare-di-pace-sabato-20-settembre-ore</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="center" class="western"><span><strong>RECOARO 1945. I TEDESCHI IN ITALIA: </strong></span><strong>LA RITIRATA, LA DISFATTA, LA RESA</strong></p>
<p align="center" class="western"><span><strong>Recoaro Terme</strong></span></p>
<p align="center" class="western"><span><strong>SABATO 20 SETTEMBRE 2025</strong></span></p>
<p align="center" class="western"><span><strong>Teatro Lux</strong></span></p>
<p align="center" class="western"><span><strong>Ore 9,00 – 12,00</strong></span></p>
<p align="center" class="western"><span><strong></strong></span><strong>CONVEGNO</strong></p>
<p align="justify" class="western"><em><span><span>Recoaro Terme (VI), 20 settembre 2025</span></span></em><span><span> – In occasione dell’</span></span><span><strong>80º anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale</strong></span><span><span>, il Comune di Recoaro Terme ospita il </span></span><span><strong>convegno storico </strong></span><strong><span><strong>“Recoaro 1945. I Tedeschi in Italia: la ritirata, la disfatta, la resa”</strong></span></strong><span><span>, un evento che ripercorre gli ultimi giorni del conflitto sul fronte italiano e il ruolo cruciale della cittadina vicentina nella resa delle forze naziste.</span></span></p>
<p class="western">L’appuntamento è fissato per <strong>sabato 20 settembre 2025</strong>, dalle <strong>ore 9 alle 12</strong>, <span>a</span>l <strong>Teatro Lux</strong> di Recoaro Terme. L’iniziativa è organizzata <span>dal Gruppo Storico Valle dell’Agno ed è </span>patrocinata dal <strong>Consiglio Regionale del Veneto</strong>, dalla <strong>Provincia di Vicenza</strong>, dall’<strong>Unione Montana Pasubio-Piccole Dolomiti</strong>.</p>
<p class="western">Dopo i saluti istituzionali sono previsti sette interventi che approfondiranno aspetti militari, geopolitici e memoriali:</p>
<ul>
<li>
<p class="western"><strong>La 	Resistenza a Recoaro</strong> (Giorgio Fin)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>Le 	missioni segrete alleate</strong> (Ferdinando Offelli)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>La 	Linea Blu e la Fortezza Alpina</strong> (Paolo Savegnago)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>Il 	bombardamento delle Fonti e la Conferenza di Recoaro</strong> (Maurizio Dal Lago)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>Le 	vie della ritirata tedesca</strong> (Franco Rasia)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>La 	ritirata nazifascista nelle valli trentine</strong> (Lorenzo Gardumi)</p>
</li>
<li>
<p class="western"><strong>Dai 	luoghi della memoria alla memoria dei luoghi</strong> (Mauro Varotto)</p>
</li>
</ul>
<p class="western">A moderare l’incontro saranno <strong>Andrea Savio</strong> e <strong>Silvano Fornasa</strong>, con le conclusioni affidate all’<strong>Assessore alla Cultura di Recoaro Terme Cristina Camposilvan</strong>.</p>
<p class="western">Il convegno intende valorizzare la <strong>memoria storica locale</strong>, con particolare attenzione agli eventi del <strong>20-23 aprile 1945</strong>, quando Recoaro fu teatro di bombardamenti alleati e di trattative segrete che portarono alla resa incondizionata delle <span>armate</span> tedesche in Italia.</p>
<p class="western">Un’occasione per riscoprire il <strong>significato profondo della pace e della libertà</strong>, attraverso la voce della storia.</p>
<p class="western"><strong>Contatti stampa:</strong> Silvano Fornasa – Gruppo Storico Valle dell’Agno</p>
<p class="western">silvano@fornasa.it</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2025-09-18T15:34:33Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2016/recall-parte-due-si-formano-i-volontari">
    <title>Recall parte due: si formano i volontari</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2016/recall-parte-due-si-formano-i-volontari</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">L'acronimo, Recall, significa Resilient European Communities Against Local Landslides, ovvero risposta delle comunità locali ai fenomeni franosi. Il progetto, di cui la Provincia di Vicenza è capofila, viene svolto assieme al Servizio Geologico della Slovenia, alla Regione Occidentale della Macedonia (Grecia), all'Università di Debrecen (Ungheria) e alla Regione di Vukovar-Srijem (Croazia) e consiste nell'elaborare attività di prevenzione del rischio da dissesti idrogeologici definendo proposte di analisi costi-benefici delle misure di prevenzione dei rischi e di confrontarle con i costi di risposta conseguenti al verificarsi degli eventi calamitosi.</p>
<p align="justify" class="western">Così, dopo le visite della delegazione slovena nei due siti pilota di Recoaro Terme, negli ultimi mesi del 2015, si è svolto a Vukovar, in Croazia, il secondo meeting dei partner, ritrovatisi per un primo step e per  programmare i passi successivi, già previsti nell'accordo. In particolare sono state discusse e messe a punto le raccomandazioni esplicitate dal Servizio Geologico della Slovenia per gli interventi di monitoraggio e rilievo a carico dei gruppi di volontari opportunamente costituiti, che in Provincia verranno affidati soprattutto ai volontari della Protezione Civile.</p>
<p align="justify" class="western">Inoltre si è potuto prendere visione degli strumenti informatici predisposti dal team ungherese per la raccolta dei dati da parte dei volontari nonché per la valutazione economica dei costi/benefici degli interventi preventivi e di monitoraggio che verranno effettuati nel corso del Progetto. Parte ora la successiva fase del Progetto, che prevede la formazione dei volontari per effettuare le attività previste e di seguito l'inizio delle attività di monitoraggio e controllo, che dureranno 1 anno.</p>
<p align="justify" class="western">“E' un progetto – sottolinea il Presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati – nel quale crediamo anche come sorta di paradigma di un più vasto ed articolato intervento a livello europeo. La tutela del territorio, come purtroppo periodicamente ci ricorda la cronaca, è un problema diffuso ed è sempre più necessario mettere insieme energie, esperienze e intelligenze”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-02-24T10:51:48Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recall-progetto-europeo-alla-conclusione">
    <title>RECALL - progetto europeo alla conclusione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/recall-progetto-europeo-alla-conclusione</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="justify" class="western">Il  progetto RECALL (Resilient European Communities Against Local  Landslides), di cui la Provincia è capofila, giunge alla sua  conclusione.</p>
<p align="justify" class="western">Nei giorni 5,6 e 7 <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT468_com_zimbra_date">aprile </span>si  è tenutao a Lubiana e Jesenice (Slovenia) la conferenza pubblica  conclusiva del progetto, il quale aveva come obiettivi l'elaborazione  di  attività di prevenzione del rischio da dissesti idrogeologici, la   definizione di proposte di analisi costi-benefici delle misure di  prevenzione dei rischi e il confronto con i costi di risposta  conseguenti al verificarsi degli eventi calamitosi all'interno di  specifiche aree pilota, nel caso di Vicenza situate in Comune di Recoaro  Terme.</p>
<p align="justify" class="western">Dopo  la programmazione delle attività delle squadre di volontari e  l'esecuzione degli interventi previsti in progetto, la conferenza è  stata l'occasione per fare il punto sulle strategie future che si  potranno mettere in campo alla conclusione del progetto. Ogni paese  coinvolto, grazie ai risultati conseguiti in due anni di lavoro, ha già  prospettato le modalità con cui intende proseguire sulla strada indicata  da RECALL, in base alle problematiche specifiche del suo territorio.</p>
<p align="justify" class="western">Per  Vicenza si è vista anche la partecipazione di un gruppo di volontari  appartenenti alla Protezione Civile di Recoaro Terme, che hanno dato il  loro contributo dal punto di vista di chi operativamente è stato  coinvolto nelle azioni di monitoraggio e di manutenzione ordinaria del  territorio.</p>
<p>Per  i mesi a venire, conclusi gli aspetti più burocratici di progetto,  parte la sfida di calare su altre parti del territorio vicentino le  metodologie e le strategie di RECALL, con sicuro successo!</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-05-12T10:52:20Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/realizzato-in-veneto-il-primo-albo-illustrato-per-anziani-grazie-alla-provincia-di-vicenza-entrera-in-tutte-le-case-di-riposo-vicentine">
    <title>Realizzato in Veneto il primo albo illustrato per anziani.  Grazie alla Provincia di Vicenza entrerà in tutte le case di riposo vicentine.</title>
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    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="western"><i>Romano d'Ezzelino, 21 aprile 2023 - </i>Il primo albo illustrato per anziani pubblicato in Italia parla <span>veneto e racconta del monte Grappa</span>.</p>
<p class="western">Si intitola <b>“Lassù è casa mia”</b> ed è stato presentato (e testato) questa mattina <span>a</span>lla Casa di Riposo San Pio X di Romano d’Ezzelino</p>
<p class="western">“Lassù è casa mia” è il risultato di un corso di design thinking tenuto da Gianmatteo Gallina e promosso d<span>a</span>lla Rete Bibliotecaria Vicentina e dal Consorzio Biblioteche Padovane Associate, <span>a cui hanno partecipato, tra gli altri, le bibliotecarie di Romano d’Ezzelino </span><span><b> Viviana Cappellaro</b></span><span> e di Isola Vicentina </span><span><b>Marta Brendolan</b></span><span>. </span></p>
<p class="western"><span>E’ loro, e delle colleghe padovane Elisa Breda e Silvia Gonella, l’idea di realizzare un </span><span><b>libro rivolto ai “grandi anziani”</b></span><span>, cioè a  tutte le persone anziane (ma non solo) che per disaffezione o per difficoltà legate allo stato di salute o al decadimento cognitivo si sono allontanate dal mondo della lettura.</span></p>
<p class="western"><span>Un’idea semplice quanto innovativa. Tanto è vero che non esiste, in Italia, un prodotto simile. E che sia una buona idea lo </span><span>hanno testimoniato stamattina gli anziani ospiti della casa di riposo, attenti e partecipi alla lettura, con la mente che ogni tanto si perdeva nei ricordi e gli occhi lucidi di emozioni.</span></p>
<p class="western"><span>Con loro, alla p</span><span>resentazione del libro, rappresentanti di vari livelli di governo, dalla </span><span><b>Regione Veneto con l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin</b></span><span> alla </span><span><b>Provincia di Vicenza con il presidente Andrea Nardin e il consigliere con delega alla cultura Marco Guzzonato</b></span><span>. E poi i </span><span><b>sindaci di Romano d’Ezzelino Simone Bontorin, </b></span><span><b>con gli assessori alla cultura Franca Meneghetti e al sociale Gianbattista Ronzani, </b></span><span><b>e di Isola Vicentina Francesco Enrico Gonzo</b></span><span>, la </span><span><b>responsabile della Rete delle Biblioteche Vicentine Lidia Zocche</b></span><span> e naturalmente le </span><span>ideatrici</span><span> del libro.</span></p>
<p class="western">Solitamente nelle case di riposo o nelle proposte degli operatori delle RSA vengono letti albi illustrati per i bambini, poiché non esistono pubblicazioni pensate e rivolte a questa categoria di utenti.<br /> <span>L</span>a <b>psicologa Elisa Calcaterra</b>, che ha collaborato al progetto, ha <span>condotto</span> dei test con gli anziani ospiti nelle RSA in cui lavora, d<span>urante i quali sono stati </span>analizzati la complessità della scrittura, i font, i colori, la dimensione delle illustrazioni, gli sfondi, lo spessore della carta e molto altro ancora.<br /> <span>Sono state così individuate</span> le caratteristiche che deve avere un albo illustrato pensato appositamente per i grandi anziani, da utilizzare sia come lettura individuale che ad alta voce per mezzo di un lettore, a beneficio di quanti non s<span>o</span>no in grado di usufruirne direttamente.</p>
<p class="western"><span><span><span>Da tutte queste considerazioni è nata la </span></span></span><span><span><span><b>versione albo del romanzo “Lassù è casa mia” dello scrittore bassanese Loris Giuriatti</b></span></span></span><span><span><span>, impreziosito dalle immagini della giovane </span></span></span><span><span><span><b>illustratrice Maddalena Pesaresi</b></span></span></span><span><span><span>, in cui testo e illustrazioni si fondono con l’intento di trasportare i lettori con la dovuta delicatezza dentro la storia. </span></span></span></p>
<p class="western"><span><span><b>Protagonista del racconto è Palma, classe 1897</b>.  Palma vive in una casa di riposo dopo una giovinezza trascorsa in  montagna, sul Grappa, tra natura e turisti. Ed è proprio sul Grappa che  vuole tornare, un’ultima volta. Ad esaudire il suo desiderio è Silvia,  la nipote, che la fa salire su un pullman e la porta lassù, dove tutto è  cambiato ma dove è rimasta la Madonnina a proteggere i caduti della  guerra e i ricordi di Palma.</span></span></p>
<p class="western">L’albo, grazie anche al contributo <span>delle reti bibliotecarie</span>, è pubblicato dalle <b>Edizioni Dapero di Piacenza,</b> una casa editrice che si rivolge principalmente agli operatori nelle RSA.</p>
<p class="western">“Questo libro testimonia l’attenzione che come istituzioni rivolgiamo agli anziani -ha sottolineato il presidente Nardin- ed è significativo che l’idea sia nata dai bibliotecari, cioè da coloro che maggiormente conoscono le esigenze dei lettori. L<span>a</span> Provincia di Vicenza, attraverso la Rete delle Biblioteche Vicentine, <b>donerà </b><b>l’albo </b><b>a </b><b>tutte le case di riposo </b><b>vicentine</b>, perché la lettura diventi un’occasione per ritrovarsi ed emozionarsi, di confrontarsi sul proprio passato e di condividere ricordi.”</p>
<p class="western">“Le case di cura sono case di vita e di socialità -ha <span>affermato</span> l’assessore Lanzarin- dove bene si inseriscono iniziative come questa. Il mio augurio è che dall’esempio di questo albo nasca una vera e propria <b>collana di libri per anziani</b>, magari ambientati in varie zone del vicentino e del veneto, in modo che ognuno possa riconoscersi nei luoghi che ha vissuto.”</p>
<p class="western">“Le <b>biblioteche si confermano presidio di comunità</b> -ha aggiunto Guzzonato- assolvendo ad uno dei compiti principali a cui sono chiamate, che va ben oltre il prestito del libro, ma che diventa promozione di cultura e di dialogo con il territorio. Un obiettivo che si può dire raggiunto solo se nessuno è escluso, come in questo caso.”</p>
<p class="western">Per volontà della Provincia di Vicenza, che coordina la Rete Bibliotecaria Vicentina, il volume verrà <b>donato a tutte le biblioteche nei cui Comuni di appartenenza si trova una casa di riposo</b> e, attraverso i bibliotecari, verrà consegnato alle case di riposo stesse, a disposizione degli ospiti.</p>
<p class="western"> </p>
<p class="western"><span style="text-decoration: underline;"><b>Note tecniche:</b></span></p>
<p class="western">“Lassù è casa mia”, albo illustrato tratto dall’omonimo romanzo di Loris Giuriatti</p>
<p class="western"><span>Ideatrici del progetto</span>: Marta Brendolan (biblioteca Isola Vicentina); Viviana Cappellaro (biblioteca Romano D'Ezzelino); Elisa Breda (Consorzio Bpa); Silvia Gonella (biblioteca Ponte San Nicolò - PD)</p>
<p class="western">Coordinamento del progetto:  Gianmatteo Gallina</p>
<p class="western">Illustratrice:  Maddalena Pesaresi</p>
<p class="western">Consulenza: Elisa Calcaterra, psicologa</p>
<p class="western">Casa Editrice: Edizioni Dapero (Piacenza)</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2023-04-21T12:53:17Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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    <title>Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche al 31/12/2024</title>
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    <dc:creator>Giulia Bizzotto</dc:creator>
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