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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 20091 to 20105.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/cave/linee-guida-in-materia-di-polizia-mineraria">
    <title>Linee guida in materia di polizia mineraria</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/cave/linee-guida-in-materia-di-polizia-mineraria</link>
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con Delibera n. 76/2013 l'Amministrazione provinciale ha istituito un tavolo tecnico in materia di polizia mineraria.<br />Obiettivo è proseguire l'attività di aggiornamento e informazione in materia di polizia mineraria per le aziende e gli operatori del settore e discutere le problematiche in materia, al fine della correzione delle procedure, dei comportamenti e delle modalità di gestione della sicurezza nelle attività di cava.<br /> Il risultato del lavoro è a disposizione di tutti gli interessati ( vedi allegati).</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-03T06:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Attivita' Servizio</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/la-polizia-provinciale-a-difesa-dei-rapaci">
    <title>Polizia Provinciale e Forestale a difesa dei rapaci </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/la-polizia-provinciale-a-difesa-dei-rapaci</link>
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Non toccate quei nidi! E' l'appello che Polizia Provinciale Corpo Forestale dello Stato hanno alla cittadinanza con una conferenza congiunta a Palazzo Nievo dopo l'assurdo episodio successo a Valli del Pasubio qualche settimana fa. Lo racconta Claudio Meggiolaro, comandante degli agenti provinciali, accompagnato dall'ispettore Francesco Nassi. “Riguarda la nidificazione di una coppia di aquile reali proprio alle pendici del Pasubio. Non accadeva da moltissimo tempo che questi rapaci deponessero le uova da noi. La loro popolazione è davvero esigua ed una nascita avrebbe rappresentato un evento eccezionale oltre che bellissimo per il nostro territorio. Purtroppo siamo al condizionale perché, dopo aver deposto le due uova, la coppia di uccelli ha abbandonato nido e cova. Colpa, naturalmente dell'uomo”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Non un cacciatore o un animalista, ma con tutta probabilità un fotografo che spera di ricavare dalle immagini qualche centinaio di euro. “Solo che per questo – continua Meggiolaro – ha tagliato, con la motosega, diversi carpini e la sua rumorosa invadenza, a 60-70 metri dal nido, ha fatto allontanare le aquile. Risultato: niente nascite, altro pesante danno ambientale che si aggiunge a quello della deturpazione di un luogo di interesse comunitario, inserito nella Rete 2000”. Mica finita, perché qualche giorno fa le uova abbandonate e non dischiuse sono state asportate da mani ignote, per finire sui tavoli di qualche collezionista. “Da parte nostra – sottolinea il dirigente provinciale Adriano Arzenton – abbiamo segnalato tutto in Procura e continuiamo nelle indagini per individuare questo fanatico, altra definizione non è possibile, che ha compiuto questo scempio”. Rischia una multa salata ma soprattutto una denuncia penale ed un processo per tutta una serie di reati che arrivano fino al furto aggravato ai danni dello Stato. “Non c'è una norma diretta -spiega Arzenton – che impedisca il ripetersi di questi episodi, ad esempio il divieto di recarsi vicino ai nidi in questo periodo, ma gli autori possono comunque essere perseguiti pesantemente. Tra l'altro le aquile reali sono tutelate dalla Convenzione di Washington e questo fa capire quanto sia delicata la loro salvaguardia”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Tra l'altro le indagini potrebbero essere già ad una svolta, ma nel frattempo Marina Bizzotto, commissario capo del Corpo Forestale dello Stato, palude alla collaborazione fra le due polizie del verde e precisa: “Se trovate un rapace ferito o un nidiaceo caduto non toccatelo ma chiamate i nostri centralini. E non vi avvicinate ai nidi durante la cova – penso ad esempio al gallo forcello – perché potreste provocarne l'interruzione. Tornando alle aquile ce ne sono davvero poche da noi e questo è stato un danno non da poco. Come pure rubare le loro uova, che avrebbero potuto essere oggetto di studio e di analisi”. Diurni o notturni che siano, i rapaci feriti (ma solo il 25% da cacciatori più o meno consapevoli) verranno curati dal centro di Arcugnano di Alberto Fagan o anche da un veterinario convenzionato con palazzo Nievo. “Ogni anno – sottolineano Meggiolaro e la Bizzotto – sono circa 120 gli esemplari curati – ma un caso come quello di Valli del Pasubio non si era mai verificato”. Dove osano gli stupidi è spesso una rovina per l'eco-ambiente circostante.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-30T12:02:52Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/amministrazione-trasparente/pianificazione-e-governo-del-territorio/schemi-provvedimento-allapprovazione/pat-montecchio-maggiore">
    <title>PAT Montecchio Maggiore - Ratifica</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/amministrazione-trasparente/pianificazione-e-governo-del-territorio/schemi-provvedimento-allapprovazione/pat-montecchio-maggiore</link>
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    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Paola Polo</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-28T12:27:43Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/a-caccia-di-coleotteri-per-monitorare-lambiente">
    <title>A caccia di coleotteri per monitorare l'ambiente</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/a-caccia-di-coleotteri-per-monitorare-lambiente</link>
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><br /> <i>Vicenza, <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT114_com_zimbra_date">27 maggio</span> 2014 -</i> “Ti piace passeggiare       nel bosco e osservare la natura? Partecipa al progetto europeo per       il       monitoraggio dei coleotteri!”<br /> L'invito arriva dal Corpo Forestale dello Stato e dalla       Polizia Provinciale, riuniti <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT115_com_zimbra_date">questa mattina</span> in Sala Rossa a       Palazzo Nievo, sede della       Provincia di Vicenza, per un workshop dedicato al progetto Life       Mipp       (Monitoring of insects with public participation) che ha come       obiettivo il monitoraggio di cinque insetti coleotteri facilmente       identificabili in natura anche da persone senza specifica       preparazione: il cervo volante, lo scarabeo eremita, il cerambice       della quercia, la rosalia alpina e il morimo scabroso.<br /> Se passeggiando nel       bosco ci imbattiamo in uno di questi esemplari è sufficiente       scattare una foto e inviarla con l’indicazione del luogo in cui ci       troviamo al sito <span style="text-decoration: underline;"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT116_com_zimbra_url"><a class="western" href="http://www.lifeMIPP.eu/" target="_blank">www.lifeMIPP.eu</a></span></span> . La nostra segnalazione comparirà in una mappa e andrà ad       arricchire l’archivio che indica la presenza dei coleotteri nel       nostro territorio.<br /> “E’ il primo       progetto italiano di partecipazione pubblica dei cittadini al       mondo       della scienza – sottolinea Adriano Arzenton, dirigente del       Servizio       di Polizia Provinciale di Vicenza– perché la natura è un       patrimonio di tutti e siamo certi che la sua conservazione stia a       cuore a tutti.”<br /> Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, vede protagonisti       forze dell’ordine, ricercatori, cittadini e, per la       prima volta in Europa, un cane. Si chiama Teseo, è un golden       retriever ed è addestrato per fiutare i coleotteri. Le prime prove       sono state simulate <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT117_com_zimbra_date">oggi</span> nel parco della storica villa vicentina       “La       Rotonda”, proprietà della famiglia Valmarana, in cui si trovano       gelsi secolari che probabilmente ospitano alcuni degli insetti <i>target</i> del progetto. Teseo, primo ed unico cane fiutatore di coleotteri,       avverte in particolare l’odore delle larve di scarabeo eremita,       difficili da scovare a occhio nudo e in modo non invasivo.<br /> Ma perché monitorare       la presenza di coleotteri?<br /> Perché gli insetti, e       in particolare i coleotteri, sono un indicatore dello stato di       salute       delle foreste. Le larve di questi insetti<b> </b>vivono nei       boschi       nutrendosi di legno morto e giocano un ruolo fondamentale nel       garantire la buona salute di tutto l’ecosistema forestale. Più è       elevata la loro presenza, più significa che l’ambiente è sano e       preserva le biodiversità. <br /> “Un elemento       importante di questo ecosistema sono gli alberi morti – spiega       Franco Mason, comandante del Corpo Forestale di Vicenza e       coordinatore del progetto- che garantiscono nutrimento e       protezione       per una moltitudine di insetti ma anche per molti uccelli,       pipistrelli e piccoli rettili. Inoltre le foreste vetuste       mantengono       relativamente bassa la temperatura al loro interno e l’umidità       elevata, rallentando la propagazione degli incendi. Per finire, il       legno morto intrappola anidride carbonica rallentando il processo       chiamato “effetto serra”.”<br /> Considerazioni tutte       che hanno portato ad una nuova corrente di gestione delle foreste       denominata “selvicoltura di ritenzione”, che preserva la       naturalità delle foreste evitando la rimozione del legno morto.       Nuova, in realtà, per l’Italia, perché all’estero, in       particolare nel Nord Europa, è una tecnica che già da anni ha       sostituito l’abbattimento periodico degli alberi, nella       consapevolezza che la foresta sia una comunità di esseri viventi       formata da alberi di ogni età, erbe, animali, funghi, batteri       tutti       legati tra loro per garantire equilibrio all’ecosistema.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-28T06:56:59Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/domande-contributi-pesca-domande-entro-il-30-giugno-2014">
    <title>Contributi pesca: domande entro il 30 giugno 2014</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/domande-contributi-pesca-domande-entro-il-30-giugno-2014</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: left; ">La Provincia  promuove, sostiene e coordina le associazioni sportive dilettantistiche, in particolar modo dove si opera per la tutela delle specie ittiche in pericolo di estinzione, quali la Trota marmorata, il Luccio e l’Anguilla. La Provincia sarà anche a fianco delle associazioni che promuoveranno iniziative per la promozione della pesca sportiva e per avvicinare alla pesca i disabili, oltre che per effettuare interventi od opere di miglioramento ambientale, come previsto dall’art. 35 della L.R. 19/98.<br />Si sosterranno quindi le iniziative promozionali in favore della pesca sportiva e si sosterrà la valorizzazione dell'ambiente acquatico, per le seguenti tipologie di intervento:<br />a) attività di produzione e allevamento di specie ittiche autoctone in appositi impianti;<br />b) attività formativa, divulgativa e di aggiornamento per i pescatori sportivi in genere;<br />c) acquisto materiale ed attrezzatura per interventi di protezione e sicurezza e per recuperi ittici;<br />d) manifestazioni per la promozione della pesca sportiva;<br />e) iniziative per la valorizzazione e tutela dei corsi d'acqua e dell'ambiente acquatico.</p>
<p style="text-align: left; ">Possono accedere ai contributi per le attività di produzione e allevamento di specie ittiche autoctone le associazioni sportive dilettantistiche aventi sede ed operanti nella Provincia, che possano disporre di impianti finalizzati alla produzione di specie ittiche da immettere in acque pubbliche, nel rispetto delle vigenti disposizioni veterinarie.<br />Altrettanto possono accedere ai contributi previsti per le altre iniziative le associazioni sportive dilettantistiche, regolarmente costituite ed iscritte al registro delle associazioni sportive del Coni, dai cui statuti si evincano prevalenti finalità di promozione della pesca sportiva.</p>
<p style="text-align: left; "><span class="external-link">Scadenza presentazione domande: 30 giugno 2014.</span></p>
<p style="text-align: left; "><a href="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/pesca/domande-contributi-pesca-2014" class="external-link">Delibera, criteri e modulo domanda.</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-05-27T10:18:23Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/collaborazione-tra-il-servizio-di-polizia-provinciale-di-vicenza-e-il-progetto-europeo-life-201cmipp201d">
    <title>Collaborazione tra il Servizio di Polizia Provinciale di Vicenza e il progetto europeo Life “MIPP”</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/collaborazione-tra-il-servizio-di-polizia-provinciale-di-vicenza-e-il-progetto-europeo-life-201cmipp201d</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Ricercatori         e forze dell’ordine a difesa del territorio: parte la         collaborazione tra il Servizio di Polizia Provinciale di Vicenza         e il         progetto europeo Life “MIPP”</b><br /> <br /> <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT108_com_zimbra_date"><b>M</b></span><b>artedì</b> <b><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT109_com_zimbra_date">27 maggio</span></b>, a partire dalle <b>10:30</b> <b>nel</b><b>la           Sala Rossa del palazzo della Provincia di Vicenza</b> (Contrà         Gazzolle - 1), i ricercatori del <b>Corpo Forestale dello Stato</b> incontreranno cittadini e operatori della polizia ambientale         locale         per illustrare l’innovativo <b>progetto europeo Life “MIPP”           (monitoraggio insetti protetti dalla Direttiva Comunitaria           “Habita”</b><b>)</b>.         L’incontro, gratuito e aperto a tutti, si inserisce nel quadro         della <b>nuova convenzione</b> tra <b>Corpo Forestale dello           Stato</b>,         coordinatore del “MIPP”, e <b>Servizio di Polizia Provinciale           di           Vicenza</b> che sarà attivamente coinvolto nella parte         operativa del         progetto.<br /> Obiettivo           del progetto <b>Life 11             NAT/IT/000252 “MIPP”</b> (<i>Monitoring             of insects with public participation</i>)           è sviluppare e testare nuove tecniche di monitoraggio per <b>cinque             specie di coleotteri</b> (<i>Osmoderma             eremita, Lucanus cervus, Cerambyx cerdo, Rosalia alpina e             Morimus             asper/funereus</i>)           residenti nei boschi italiani. Le larve di questi insetti           vivono           nutrendosi di legno morto e giocano un ruolo fondamentale nel           garantire la buona salute di tutto l’ecosistema forestale.           Purtroppo, soprattutto nelle aree sfruttate per la produzione           di           legname, la loro esistenza è minacciata dalla sottrazione del           legno           morto che con i suoi microhabitat sostiene la vita di circa il           30 per           cento delle specie di un ecosistema boschivo. Da qui la           necessità di           censirne le popolazioni per capire se e come intervenire per           scongiurarne la scomparsa. L’importanza di questi insetti è           tale           da esser stati inseriti nella lista delle specie da tutelare           dalla           cosiddetta “<b>Direttiva             Habitat</b>”,           una disposizione della Comunità Europea il cui scopo è           salvaguardare la biodiversità degli stati membri attraverso la           conservazione degli habitat naturali e delle specie animali e           vegetali in questi presenti. Il progetto, che vede coinvolti           il         <b>Centro             Nazionale Biodiversità Forestale di Bosco Fontana</b>,           la <b>Sapienza             Università di Roma</b>,           l’<b>Università             degli Studi Roma Tre</b>,           il <b>Ministero             dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare</b>,           la <b>Regione             Lombardia</b> e il <b>Consiglio per             la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA-ABP) di             Firenze</b>,           è anche uno dei primi esperimenti italiani di <i>citizen             science</i>.           I cittadini,           infatti, potranno aiutare i ricercatori nel censimento dei           coleotteri           segnalando ogni avvistamento tramite un’applicazione per           smartphone           e tablet scaricabile gratuitamente dal sito del progetto           (<span style="text-decoration: underline;"><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT110_com_zimbra_url"><a href="http://www.lifemipp.eu/" target="_blank">www.lifemipp.eu</a></span></span>)           o direttamente sulla pagina web del Life “MIPP”.        <br /> «Siamo         entusiasti di questa collaborazione che prelude alla         pianificazione         di una serie di iniziative che vedranno ricercatori, forze         dell’ordine e cittadini uniti nella         protezione e tutela del territorio della provincia di Vicenza         per         assicurarne la sicurezza ambientale -         ha dichiarato <b>Adriano           Arzenton</b>,<b> dirigente del Servizio</b><b> </b><b>di           Polizia Provinciale di Vicenza</b> - conoscere la distribuzione         dei coleotteri nel nostro territorio permetterà di proteggere         anche         alcune delle componenti del paesaggio più belle della provincia,         penso ai gelsi capitozzati all’interno delle cui cavità vive il         raro e bellissimo <i>Osmoderma           eremita</i>».<br /> La         collaborazione tra il Servizio di Polizia Provinciale di Vicenza         e i         ricercatori del progetto MIPP fa parte della più ampia <b>convenzione           regionale</b> stipulata a Padova lo scorso aprile tra <b>Corpo Forestale           dello Stato </b>e<b> Corpo Provinciale</b> alla presenza         del Capo del Corpo Forestale ing. Patrone, del Capo CFS         Regionale dr.         Zovi e dell’On. Le De Menech di Belluno. «L’iniziativa ha         destato immediato interesse tra il personale del servizio di         polizia         provinciale che vi ha aderito con molto entusiasmo e che         collaborerà         alla segnalazione degli insetti protetti mettendo a disposizione         la         profonda conoscenza del territorio vicentino - ha aggiunto il         <b>Comandante Meggiolaro</b> - ma contiamo anche sulla         partecipazione         dei cittadini, attori imprescindibili in tutte le azioni mirate         alla         salvaguardia dell’ambiente».</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-26T11:48:46Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/al-via-i-lavori-sulla-sp-lusianese-a-breve-l2019apertura-di-una-corsia">
    <title>Al via i lavori sulla sp Lusianese, a breve l’apertura di una corsia </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/al-via-i-lavori-sulla-sp-lusianese-a-breve-l2019apertura-di-una-corsia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><i>Vicenza, <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT77_com_zimbra_date">23 maggio</span> 2014 -</i> Pronti al via i lavori       per la riapertura della sp Lusianese, chiusa dallo scorso marzo a       causa di una frana che ha fatto cedere la sede stradale.<br /> <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT78_com_zimbra_date">Questa mattina</span> la       commissione composta da Provincia e Vi.Abilità Spa, società che       per       conto della Provincia gestisce i 1300 km di strade di competenza,       ha       chiuso la procedura di aggiudicazione dei lavori. Una procedura a       cui hanno partecipato 37 ditte sulle quali si è imposta la       Brunelli       Placido Franco Srl di Rovere Veronese (VR) con il 20,345% del       ribasso       su un totale a base d’asta di 320mila euro.<br /> <br /> Firmata già <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT79_com_zimbra_date">oggi</span> l’aggiudicazione definitiva da parte dell’amministratore unico di       Vi.Abilità Mariano Vantin, l’inizio dei lavori è imminente e       porterà in tempi celeri una risposta concreta ad un disagio che la       chiusura della strada aveva creato all’Altopiano. La Lusianese,       infatti, è l’arteria che collega l’Altopiano con la pianura,       grandemente frequentata dai residenti ma anche dai turisti che       quindi       a breve potranno percorrerla per raggiungere i paesaggi mozzafiato       delle montagne vicentine.<br /> <br /> Quanto ai lavori da       eseguire, l’ing. Fabio Zeni di Vi.Abilità spiega che la strada       verrà messa in sicurezza grazie alla realizzazione di una       berlinese,       cioè con l’inserimento di micropali e tiranti che vanno a formare       un muro di contenimento assicurando la stabilità del corpo       stradale.       Si interverrà anche nella sottostante strada comunale con una       serie       di chiodature che ne garantiranno la sicurezza.<br /> <br /> “Non appena possibile       –conclude Attilio Schneck, Commissario Straordinario della       Provincia- verrà aperta la corsia di marcia a monte per permettere       il transito a senso alternato. Questo significa che la strada sarà       transitabile ben prima della fine dei lavori, a tutto vantaggio       delle       tante persone che <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT80_com_zimbra_date">oggi</span> sono costrette a percorsi più lunghi e       tortuosi per raggiungere il lavoro o la residenza.”</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-26T07:51:56Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/piano-faunistico-venatorio-della-provincia-di-vicenza-10-e-lode-in-rispetto-dell2019ambiente">
    <title>Piano faunistico-venatorio della Provincia di Vicenza: 10 e lode in rispetto dell’ambiente</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/piano-faunistico-venatorio-della-provincia-di-vicenza-10-e-lode-in-rispetto-dell2019ambiente</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><i>Vicenza, <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT501_com_zimbra_date">23 maggio</span> 2014 -</i> Il nuovo Piano       Faunistico-Venatorio elaborato dalla Provincia di Vicenza è stato       licenziato dalla Commissione Vas (Valutazione ambientale       strategica)       della Regione a pieni voti e con i complimenti per avere saputo       armonizzare le due anime del piano, quella venatoria e quella       ambientalista.<br /> Un bel risultato per il       settore provinciale Gestione Risorse Faunistiche, guidato dal       dirigente Ferdinando Bozzo, per un lavoro iniziato nel 2011 e che       ora, passato brillantemente lo scoglio della Vas, è pronto per       l’approvazione in Giunta e Consiglio regionali prima di diventare       esecutivo.<br /> <br /> “E’ la prima volta       –spiega Bozzo- che un piano venatorio viene sottoposto al visto       della Commissione Vas. Un procedimento nuovo, che ha allungato i       tempi e richiesto maggiore completezza della documentazione, tra       cui       uno studio accurato sulle possibili incidenze negative della       pianificazione faunistico-venatoria sull’ambiente, con l’obiettivo       della salvaguardia ambientale.”<br /> Un obiettivo pienamente       condiviso dalla Provincia di Vicenza, che l’ha concretamente       tradotto in misure di tutela degli habitat, progetti di censimento       e       monitoraggio della fauna selvatica al fine di perseguire       l’equilibrio       dell’ecosistema, ripristini ambientali per garantire la vivibilità       e la riproduzione della fauna.<br /> <br /> Argomento di accesa       discussione è stato il disturbo causato dal rumore degli spari e       quindi la necessità di prevedere adeguate distanze dalle zone di       ripopolamento della fauna. Ma come calcolare questa distanza? Tra       le       diverse ipotesi avanzate dalla Regione e dalle altre Province,       tutte       basate su riferimenti teorici, Vicenza si è proposta per una prova       di validazione sperimentale. Con un perito acustico si è proceduto       ad una accurata indagine sul territorio provinciale per       individuare i       siti più rappresentativi dove poter esaminare il rumore degli       spari       in differenti condizioni ambientali e utilizzando armi di diverso       tipo. Di qui una puntuale relazione tecnica, non affidata alla       teoria       ma alla sperimentazione concreta, tanto che Vicenza ha fatto       scuola e       anche la Provincia di Treviso, per il proprio piano faunistico, si       è       avvalsa dei risultati ottenuti da Vicenza.<br /> <br /> “Il Piano –sottolinea       Bozzo- è frutto della collaborazione dei nostri uffici con gli       uffici regionali, come testimoniato anche dalla Commissione Vas.       Fondamentale anche l’apporto delle associazioni venatorie, con cui       abbiamo costantemente dialogato, e di tutti i portatori di       interesse       e dei cittadini che hanno presentato ben 96 osservazioni al Piano,       tutte attentamente valutate e accolte laddove se ne ravvisasse       l’opportunità.”<br /> Un dialogo non sempre       facile, ma ritenuto indispensabile in una provincia che conta il       maggior numero di cacciatori del Veneto, regione dalla radicata       tradizione venatoria, e che si deve confrontare con un territorio       fortemente urbanizzato, dove la presenza dell’uomo è spesso       pesante e invasiva. “Nonostante ciò –afferma Bozzo- siamo       riusciti a contemperare le esigenze del mondo venatorio con il       rispetto dell’ambiente, evitando vincoli privi di ragionevolezza       ma       pretendendo di contro un atteggiamento di responsabilità.”<br /> Il tutto, giova       ricordarlo, a costi limitatissimi per la Provincia di Vicenza che       ha       elaborato il Piano quasi esclusivamente con risorse interne, a       riprova della professionalità dei tecnici dell’ente. “A fronte       di Province –conclude con orgoglio Bozzo- che hanno speso fino a       100mila euro tra consulenti ed esperti esterni. In tempi di       spending       review un bel risparmio per i vicentini.”</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-23T11:46:56Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/poesie-sulla-porta-di-casa-tre-incontri-a-vicenza-e-montecchio-maggiore">
    <title>Poesie sulla porta di casa: tre incontri a Vicenza e Montecchio Maggiore</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/poesie-sulla-porta-di-casa-tre-incontri-a-vicenza-e-montecchio-maggiore</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><br /> <i><small><small><small><span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT226_com_zimbra_date"></span></small></small></small></i>La         poesia che racconta il territorio o, meglio, il territorio che         diventa poesia. La poesia che entra in un castello, in una         villa, in         un'officina, per riscoprire il nostro passato e le nostre         radici.         Questo è “Poesie sulla porta di casa”, un breve percorso         poetico curato da Stefano Strazzabosco e patrocinato dalla         Provincia         di Vicenza e dal Comune di Montecchio Maggiore, che invita ad         ascoltare le voci di grandi autori viventi e del passato, e         insieme a         riflettere sul significato dell’abitare e del perdere case.<br /> Case         reali, come quelle del paesaggio veneto, restituite da una         recentissima antologia di poeti dialettali veneti tra Novecento         e         Duemila, o case simboliche e immateriali come la lingua, specie         quando si tratta della lingua materna.<br /> Questo         sentimento di case abitate, perdute e ritrovate in poesia si         articola         in tre incontri in altrettanti luoghi: l’Officina d'Arte         Contemporanea a Vicenza (contra’ Carpagnon, 17), Villa         Cordellina         Lombardi e il Castello di Romeo a Montecchio Maggiore.<br /> “Non         è un caso -spiega Francesca Bressan, responsabile dell'ufficio         cultura della Provincia- che la rassegna sia inserita nel         cartellone         culturale Reteventi, dedicato quest'anno proprio al territorio e         alle         espressioni d'arte che esso riesce ad ispirare. Un tema che         ritroveremo anche nei Concerti in Villa, nella consapevolezza         che il         paesaggio vicentino sia già in sé una forma d'arte e che saperne         cogliere la bellezza sia l'unico vero antidoto alle brutture che         lo         deturpano”.<br /> Un         concetto che spiegano bene gli ideatori dell'iniziativa Stefano         Strazzabosco e Giovanni Turria: il legame dell'uomo con il         territorio         si fa quindi poesia e la poesia sublima con parole e sentimenti         un         territorio che è casa, patria, storia.<br /> <br /> <b>Il           primo incontro, venerdì <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT229_com_zimbra_date">23 maggio</span> (ore 21) </b><b>al</b><b>l’Officina arte           contemporanea di Vicenza</b>, propone una delle grandi voci         latino-americane del nostro tempo: quella del poeta e romanziere         Armando Romero (Colombia, 1948) che vive da anni negli Stati         Uniti.         Romero sarà coinvolto in una performance durante la quale verrà         eseguita una partitura per voce e sestetto di pedaline         tipografiche         dirette da Giovanni Turria. I testi che Romero leggerà sono         tratti         dalla raccolta fresca di stampa <i>Il colore dell’Egeo</i> (Sinopia, Venezia 2014). Come si evince dal titolo, la raccolta         è         dedicata alla Grecia, terra d’elezione di Romero.<br /> <br /> <b>Il           secondo incontro, venerdì <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT230_com_zimbra_date">6 giugno</span> (ore 18) nel</b><b>la </b><b>sal</b><b>a</b><b> Tiepolo di Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore</b>,         presenta una recentissima antologia della poesia dialettale         veneta         tra Novecento e Duemila: Un altro Veneto, a cura di Maurizio         Casagrande e di Matteo Vercesi (Cofine, 2014). Oltre ai         curatori,         saranno presenti anche alcuni tra i poeti antologizzati.         Patrizia         Laquidara partecipa alla serata con intermezzi per voce sola.         Villa         Cordellina è il luogo ideale per far risuonare le tante voci che         compongono il canto insieme individuale e corale della poesia         veneta         di questi ultimi trent’anni circa.<br /> <br /> <b>Il           terzo incontro, venerdì <span class="Object" id="OBJ_PREFIX_DWT231_com_zimbra_date">13 giugno</span> (ore 21) al Castello della           Villa o           di Romeo di Montecchio Maggiore </b>(in caso di pioggia nella         chiesa         parrocchiale di Sovizzo Colle), prevede la presenza di due poeti         che         scrivono sia in italiano che in dialetto. La vita li ha portati         a         risiedere in luoghi diversi rispetto a quelli di origine:         Luciano         Caniato è nato nel rodigino, ma vive da molti anni a Conegliano;         Luigi Bressan è della provincia di Padova, ma risiede a Codroipo         (UD). Anche per loro, dunque, la casa è soprattutto il dialetto         in         cui scrivono, un luogo affettivo più che materiale. Gli         interventi         musicali sono affidati al violinista e violista Michele Sguotti.         Per         l’occasione, al termine della lettura sarà possibile visitare         gratuitamente le parti restaurate del castello.<br /> <br /> L’ingresso         a tutti gli appuntamenti è libero.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-22T14:32:53Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/esami-ed-abilitazioni/calendario-per-esami-orali-_corso-per-accompagnatori-al-muflone-2014">
    <title>Calendario per esami orali _corso per accompagnatori al Muflone 2014</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/esami-ed-abilitazioni/calendario-per-esami-orali-_corso-per-accompagnatori-al-muflone-2014</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-21T07:02:28Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/polizia-provinciale-recupero-allocco">
    <title>Polizia Provinciale: recupero allocco </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/polizia-provinciale-recupero-allocco</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Salvato dalla fame e dalle auto. Recuperato questa mattina dagli agenti della Polizia Provinciale del distaccamento di Montecchio Maggiore, un nidiaceo di allocco segnalato da un ragazzo del luogo. Spiega l'ispettore Francesco Nassi. “L'intervento è avvenuto in località Ghisa ai piedi del filare di platani che costeggia la statale, proprio a ridosso del comune di Trissino”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Il piccolo rapace era affamato e debilitato, tanto che ha divorato le alette di pollo portate dagli agenti, nonché rischiava di finire investito. “In questi casi noi consigliamo di lasciarlo dove si trova perché i genitori continuino lo svezzamento, ma visto il luogo, l'estrema difficoltà di procedere all'individuazione del nido e pure il rinvenimento di un esemplare adulto morto, abbiamo ritenuto più sicuro portarlo al Centro Recupero Rapaci del lago di Fimon, dove sarà curato e cresciuto per poi essere liberato”. Tutto bene quello che finisce bene, dunque, e non sotto le ruote di qualche mezzo, come spesso succede in quella zona a molti animali.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-19T11:21:46Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/lotta-alla-pesca-di-frodo-operazione-della-polizia-provinciale-con-i-volontari-del-bacino-b">
    <title>Lotta alla pesca di frodo: operazione della Polizia Provinciale con i volontari del Bacino B</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/lotta-alla-pesca-di-frodo-operazione-della-polizia-provinciale-con-i-volontari-del-bacino-b</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>17.05.2014 - Giornata dedicata alla lotta alla pesca abusiva per la Polizia Provinciale.<br />Undici gli agenti in campo dalle 14 alle 19 che, con la preziosa collaborazione delle guardie  volontarie di pesca del Bacino B, hanno monitorato due aree: la prima in  città, lungo il Bacchiglione e il Tesina, l'altra nell'ovest e nel  basso vicentino, in particolare lungo il Liona, il Bisatto, le golene  del Bacchiglione.<br />Coordinati dai responsabili dei distaccamenti  di Vicenza (Alberto Nuciari) e Montecchio Maggiore  (Francesco Nassi),  gli agenti e le guardie volontarie hanno percorso a bordo di  un'imbarcazione il Bacchiglione dall'invaso idrico di Debba alla  Centrale Idroelettrica di Colzè in Comune di Montegalda per poi  proseguire lungo il fiume Tesina fino a Torri di Quartesolo. A supporto  dell'imbarcazione un'auto della Polizia ha seguito le operazioni da  terra, così come da terra sono stati eseguiti i controlli nell'ovest e  nel basso vicentino.<br />A fine giornata, spiegano Nassi e Nuciari,  il risultato sono 30 controlli su altrettanti pescatori trovati lungo  gli argini. Tre pescatori erano sprovvisti di autorizzazione e sono  stati quindi sanzionati per un totale di 600 euro. Un ulteriore  pescatore, con tutta probabilità abusivo, è scappato alla vista degli  agenti abbandonando l'attrezzatura che è risultata essere non a norma:  si trattava infatti di strumenti utilizzati per la pesca di professione,  non permessa a Vicenza . Sequestrate anche tre nasse abusive di grandi  dimensioni, assicurate agli argini con spesse corde armate. <br />“La  pesca abusiva è molto praticata in particolare nel Bacchiglione e nel  Tesina -sottolinea il Presidente del Bacino B Silvano Folladore-  soprattutto dagli extracomunitari e dai rumeni .  Simili operazioni  della Polizia Provinciale sono quindi importanti, anche perchè spesso  alla pesca di frodo si affianca il mancato rispetto della natura, con  utilizzo di attrezzatura illegale che altera l'equilibrio che con tanta  fatica noi pescatori cerchiamo di mantenere.”<br />Ad attirare i  pescatori la grande quantità di pesce presente nei corsi d'acqua, delle  più svariate specie, dal luccio alle carpe all'anguilla. Merito anche di  un'acqua dalla buona qualità in un'area che l'Europa tutela come Sito  di Importanza Comunitaria proprio per le sue caratteristiche ambientali.<br />Il  monitoraggio della Polizia Provinciale è stato anche occasione per  verificare lo stato degli argini, in particolare lungo il Bacchiglione e  il Tesina grazie all'utilizzo dell'imbarcazione che ha reso più agevole  l'individuazione di tane e perforamenti. Lungo il tratto navigato sono  state trovate una quindicina di tane di nutrie, perlopiù attive. Una  situazione che non desta particolare preoccupazione, a cui si aggiunge  però una fragilità causata dalle continue piene e quindi dal repentino  innalzamento e abbassamento del livello dell'acqua. In alcuni punti il  terreno è già ceduto, in altri c'è pericolo di cedimento: la Polizia  relazionerà dettagliatamente in merito al Genio Civile e al Consorzio di  Bonifica a cui è demandato il compito di intervenire.<br />Abbastanza  buona anche la situazione “rifiuti”: nel primo tratto del Bacchiglione,  a Debba, è stato individuato un frigorifero abbandonato su un argine.  Poco più avanti alcuni copertoni e poi nulla. A significare che si  tratta di singoli episodi di maleducazione in un contesto di generale  rispetto ambientale. Sugli alberi che si affacciano ai corsi d'acqua,  nella parte bassa, si vedono sporadicamente alcuni sacchetti di  plastica: sono le risulte delle piene dei mesi scorsi.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-19T06:57:24Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/notte-dei-musei-anche-nel-vicentino">
    <title>Notte dei Musei anche nel Vicentino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/notte-dei-musei-anche-nel-vicentino</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Notte dei Musei, costellazione di eventi. Domani, sabato 17 maggio, il territorio Vicentino si illuminerà di cultura e di occasioni di conoscenza. L'occasione è la decima edizione di una manifestazione, la Notte Europea dei Musei appunto, che continua, anno dopo anno, a suscitare interesse e partecipazione specie fra chi fatica, nei 365 giorni a metterci piede. In linea con la legge e con il proprio ruolo di ente di coordinamento, anche la Provincia di Vicenza parteciperà all'evento attraverso le Reti Museali dell'Alto Vicentino e dell'Agno Chiampo. Spiega la funzionaria Francesca Bressan, responsabile dell'Ufficio Cultura Provinciale: “Il nostro compito è quello di accompagnare le reti a raffrontarsi con il territorio. Operazione che diventa ancor più facile quando ti ritrovi a collaborare assieme a persone che hanno già nel loro Dna la convinzione che un museo non debba rimanere statico e passivo ma debba saper aprirsi alle comunità”. Inserita nel programma regionale di Rete Eventi, l'iniziativa offre una vasta gamma di scelta pure alle famiglie, come sottolinea la dottoressa Ivana De Toni, responsabile della rete altovicentina, 15 Comuni aderenti e 27 musei fra pubblici e privati: “Lo scorso anno abbiamo avuto una partecipazione complessiva di oltre 2.500 persone. Questo significa che la formula non solo incuriosisce ma piace davvero, anche per la ricchezza di ambienti e di proposte offerti. Basti pensare alla possibilità della visita guidata a lume di candela al Parco del Sojo, a Lusiana, ai laboratori ludico-dimostrativi sulle tematiche della vita contadina al Museo Valleogra di Malo, all'esplorazione delle grotte di Crosara di Marostica – compresa quella delle Anguane – grazie alla collaborazione del gruppo speleologico del Cai, o al Parco del Buso della Rana, alle degustazioni di vini e cibi al Museo Civico della Ceramica di Nove, alla caccia al tesoro e al bivacco col sacco a pelo al Museo Archeologico di Santorso”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">E non è finita, perché è vero che sarà necessariamente di pomeriggio, ma a Roana, dalle 14 alle 18, da Forte Corbin, si alzeranno maestosi i splendidi rapaci guidati dalle dolci correnti della Val d'Astico e accompagnati dai loro istruttori. Grande Guerra, infine, a Recoaro Terme e Valdagno e mostre, letture e conferenze tra i palazzi e i lanifici di Schio. Un salto sul sito vi chiarirà le idee. O magari vi farà desiderare l'ubiquità. Soprattutto se deciderete anche di visitare le pagine internet della rete dell'Agno-Chiampo: al museo Zannato di Montecchio Maggiore “Pane, uva, noci e nocciole”, viaggio nell'alimentazione romana favorito dalla scoperta della Necropoli di Alte di Montecchio. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti, persino per i più pigri.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-16T10:31:32Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/caprioli-sulla-brescia-padova-attenzione-in-autostrada">
    <title>Caprioli sulla Brescia-Padova: attenzione in autostrada</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2014/caprioli-sulla-brescia-padova-attenzione-in-autostrada</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">Allarme Caprioli. Sull'autostrada Brescia-Padova, tra i caselli di Vicenza Ovest e di Alte di Montecchio Maggiore, ma anche all'interno delle proprietà private. Attenzione, dunque, e segnatevi questo numero: 348-7912700. Da chiamare ad ogni avvistamento, prima che sia troppo tardi.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western"><b>OCCHIO AI CUCCIOLI!!!</b> La prima raccomandazione è per gli agricoltori e per chi possiede un appezzamento di terreno agricolo. Sono questi i giorni dedicati allo sfalcio dell'erba, operazione che spesso viene realizzata con mezzi meccanici. Questo, però, è anche il periodo della nascita dei primi cuccioli di capriolo, che vengono lasciati nella vegetazione per non cadere vittima dei predatori. Dunque, prima di procedere alle operazioni, meglio effettuare un sopralluogo a piedi. CON UNA ULTERIORE RACCOMANDAZIONE: se trovate un bambi apparentemente abbandonato lasciatelo dove si trova. La madre sarà sicuramente nei paraggi a cercare cibo per il piccolo ma non esiterà ad abbandonarlo se avvertirà su di lui l'odore dell'uomo. Dunque, NON TOCCATELO ma allontanatevi. Anche nel caso in cui si tratti di un esemplare ferito, magari proprio dalle lame delle falciatrici: segnalatelo al numero di cellulare di cui sopra, una pattuglia di agenti della polizia provinciale accorrerà assieme ad un veterinario.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western"><b>OCCHIO SULL'A4.</b> La segnalazione arriva dall'ispettore Francesco Nassi, responsabile del nucleo di Polizia Provinciale di Montecchio Maggiore, e dall'esperto agente Dorino Stocchero: “Da sabato sono almeno tre i recuperi di caprioli sull'autostrada al chilometro 3,23+600 nel tratto a ridosso del Ristorante Genziana, tra la Sp 34 del Melaro e la collina. Si tratta di esemplari maschi, pesanti fino a 30 chilogrammi, che sono riusciti a scavalcare la recinzione, in quel punto alta un paio di metri. Grazie agli ausiliari del traffico dell'autostrada e agli agenti della Polizia Stradale siamo riusciti a salvarne un paio, mentre l'ultimo è stato purtroppo investito. Il fatto che ci siano stati altri avvistamenti, come pure che un capriolo sia stato recuperato qui a Montecchio Maggiore, conferma che non si tratta di casi isolati ma di una vera e propria migrazione”. Gli animali in questione, infatti, nell'imminenza della nascita di cuccioli, dovrebbero essere stati cacciati, ed in malo modo, dal maschio dominante e sarebbero pertanto alla ricerca di territori dove insediarsi ovvero di nuove aree da colonizzare. Di qui la presenza in autostrada e strade comunali, pericolosa per la loro incolumità ma anche e soprattutto per quella di ciclisti, motociclisti ed autisti. “L'idea è quella di richiedere alla Società Autostrade di alzare la recinzione, laddove ciò si verifica, portandola da 2 a 3 metri. E' l'unico sistema, perché indietro loro non tornano”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-16T08:35:20Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/workshop-a-rovigo-la-geotermia-a-bassa-entalpia-studi-normative-applicazioni">
    <title>Workshop a Rovigo il 29/05  «La geotermia a bassa entalpia: studi, normative, applicazioni»</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/workshop-a-rovigo-la-geotermia-a-bassa-entalpia-studi-normative-applicazioni</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><br />La Provincia di Vicenza partecipa al workshop, organizzato dalla Sezione Geologia e Georisorse del Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste della Regione Veneto.<br />Quest'ultimo dall’ottobre 2012 è impegnato in un progetto di cooperazione transfrontaliera denominato «Legend» sulla geotermia a bassa entalpia. <br />L'evento si terrà a Rovigo giovedì 29 maggio 2014, presso il Museo dei Grandi Fiumi in Piazza San Bartolomeo 18 con orario 9.00 – 16.30.<br /><br />Protagonisti della giornata saranno diversi funzionari pubblici del Veneto e delle Regioni limitrofe che si dedicano a questa tematica oltre a professionisti ed esperti del settore.<br /><br />L’iscrizione  è gratuita, ma obbligatoria,  ( e-mail a geologia@regione.veneto.it con oggetto «iscrizione workshop Rovigo 29 maggio 2014»,  nome, cognome ed eventuale professione e/o ente di appartenenza.)<br /><br /></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-05-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Evento</dc:type>
  </item>




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