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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 10001 to 10015.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lufficio-decentrato-polifunzionale-di-schio-cambia-sede">
    <title>L'Ufficio Decentrato Polifunzionale di Schio cambia sede</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lufficio-decentrato-polifunzionale-di-schio-cambia-sede</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cambia indirizzo l'Ufficio Decentrato Polifunzionale di Schio: dall'attuale sede in via Lago di Lugano, n. 17 si trasferirà nei prossimi giorni in via Lago di Garda, n. 24 presso i locali del Centro per L'Impiego.</p>
<p>Le operazioni di trasloco si svolgeranno dal 5 al 7 aprile prossimi; in tale periodo l’ufficio rimarrà chiuso al pubblico.  Da venerdi 8 aprile 2011 l’ufficio riprenderà il proprio servizio con l' orario di apertura invariato:</p>
<p><b> dal lunedì al venerdì  dalle 8.30 alle 12.30, il martedì e il giovedì anche il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.00. </b></p>
<p>Rimangono invariati i numeri di telefono : 0445/576161 - 577533 -e l' indirizzo e-mail sportello.schio@provincia.vicenza.it   Il fax avrà un nuovo numero: 0445/501808</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>rcaruso</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-03-28T08:31:49Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/lospedale-psichiatrico-san-felice-raccontato-in-un-libro">
    <title>L'ospedale psichiatrico San Felice raccontato in un libro</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/lospedale-psichiatrico-san-felice-raccontato-in-un-libro</link>
    <description>Presentazione nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino venerdì 20 novembre alle 18. Presenti gli autori Gianfranco Ronconi e Giuseppe Migliorini. Interventi del Presidente Variati e del Direttore Ulss 6 Angonese.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Venerdì 20 novembre alle 18 nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino (corso Palladio 98) verrà presentato il libro “La storia dell'ospedale psichiatrico provinciale San Felice di Vicenza” scritto dai professori Gianfranco Ronconi e Giuseppe Migliorini. Il libro verrà illustrato dagli stessi autori, con interventi del Presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati e del Direttore Generale dell'Ulss 6 Ermanno Angonese. L'ospedale psichiatrico, infatti, fu per oltre un secolo gestito dalla Provincia di Vicenza, prima che la Riforma Sanitaria a fine anni '70 trasferisse la competenza alle Ulss.</p>
<p class="western">L'ingresso è libero.<br /> <br /> <b>Breve introduzione al testo</b></p>
<p class="western">Per i vicentini San Felice è “la casa dei matti”. Ma per chi l'ha vissuto, l'ospedale psichiatrico di San Felice è molto di più. E' la storia della psichiatria e dell'evoluzione dello studio e della cura della mente umana. Ed è anche la storia di una città che si confronta con la sua parte debole.</p>
<p class="western">Ce lo raccontano due psichiatri vicentini,  Gianfranco Ronconi e Giuseppe Migliorini, in un testo che ripercorre la storia dell'ospedale psichiatrico San Felice dall'Ottocento fin quasi ai giorni nostri, con l'obiettivo, come spiegano, di “colmare la mancanza della storia ospedaliera psichiatrica della città e provincia, che renda nota questa grande parte della sofferenza umana e che riporti i vari tentativi fatti per cercare di lenirla”.</p>
<p class="western">Non un racconto asettico, non una semplice lettura delle cartelle cliniche, ma un viaggio in un mondo sconosciuto ai più, con la guida di due esperti che spingono il lettore alla comprensione, prima ancora che alla compassione.</p>
<p class="western">Il libro è il frutto di un lavoro di ricerca e approfondimento che gli autori hanno fatto negli archivi storici della città, in particolare in quello dell'Amministrazione Provinciale, visto che proprio questo Ente si è occupato di “mentecatti poveri” (così li aveva definiti la legge) per oltre un secolo, dal 1865 fino alla riforma sanitaria che nel 1978 ha chiuso i manicomi e ha trasferito strutture e competenze alle Ulss.</p>
<p class="western">Così la storia del manicomio di San Felice diventa anche un pezzo importante della storia della Provincia. Da Lampertico a Malesani, passando per Presidenti, Consiglieri e Assessori che si sono avvicendati alla guida della Provincia, esce il ritratto di una politica particolarmente attenta ai disagiati, come dimostrano non solo la gestione dell'istituto psichiatrico San Felice, ma anche la realizzazione di una colonia agricola a Montecchio Precalcino dove impegnare i ricoverati.</p>
<p class="western">“Se è vero – commenta il Presidente Achille Variati- che il grado di civiltà di una comunità si misura da come viene trattata la sua fascia più debole, possiamo dire con orgoglio che Vicenza si è conquistata il gradino più alto. Merito, anche, di una classe politica all'altezza del compito a cui era chiamata. Visti i tempi, è giusto ricordarlo.”</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-19T08:28:11Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/agricoltura/pubblicazioni/lolivo-e-lolio">
    <title>L'olivo e l'olio nel territorio vicentino</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/agricoltura/pubblicazioni/lolivo-e-lolio</link>
    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2010-04-15T16:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>File</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/lolio-vicentino-conquista-gli-esperti">
    <title>L'olio vicentino conquista gli esperti</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2013/lolio-vicentino-conquista-gli-esperti</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY" class="western">“I risultati ottenuti sono il premio a un lavoro decennale di miglioramento della qualità e di incremento della produzione, che ha interessato quasi tutte le zone del nostro territorio. Un ringraziamento va agli agricoltori per il lavoro svolto e anche ai tecnici della Provincia di Vicenza e delle Associazioni di Categoria per l'assistenza e l'attenzione verso il  mondo agricolo”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Così Dino Secco, Capo Gabinetto della Provincia di Vicenza, a margine dell'ennesimo, ottimo risultato ottenuto dall'olio vicentino alla decima edizione del  concorso oleario “Aipo d'Argento”. In particolare, secondo posto e Diploma d'Onore con Punzone d'Argento per il consorzio Olibea di Nanto nella categoria Extravergine d'oliva Dop fruttato leggero, e Gran Menzione per il consorzio Pedemontana del Grappa di Marostica nell'Extravergine d'oliva 100% italiano, fruttato leggero. Premi arrivati dopo 600 ore di analisi sensoriali, 11 sedute d’assaggio che hanno richiesto l’impiego di 16 assaggiatori in rappresentanza degli areali del Triveneto e, per la prima volta, dell’Asia, la compilazione e la verifica di 2.800 schede di valutazione, l’utilizzo di 2.500 bicchieri di assaggio.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">“Questi riconoscimenti – sottolinea il Dirigente del Settore Agricoltura Maurizio Bressan – sono ancor più importanti se si pensa all'importanza raggiunta dalla manifestazione. Nel 2004, quando partì, c'erano appena 13 concorrenti, oggi viaggiamo verso i 200. Inoltre confermano la bontà dell'intuizione e del lavoro della Provincia di Vicenza che ha fatto da volano a tutto il settore quando pochi ci credevano, coinvolgendo coltivatori, produttori e frantoi ma anche giovani e famiglie, realizzando persino un oliveto sperimentale nel Basso Vicentino per fare scuola di formazione sulle tecniche di potatura, il tallone d'Achille dei nostri agricoltori del settore. Un'ultima parola sui frantoiani dei Berici e della Pedemontana: hanno fatto passi avanti importanti aggiornando gli impianti e correggendo, su nostro input, le tecniche di lavorazione per migliorare la qualità del prodotto”.</p>
<p align="JUSTIFY" class="western">Un lavoro di squadra che ha letteralmente dato i suoi frutti prestigiosi. Confine dell'ulivo in Europa, per il Vicentino l'eccellenza raggiunta nel settore è sicuramente un motivo d'orgoglio e di prestigio. “Il nostro olio – conclude Sergio Carraro, esperto dell'Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “N.Strampelli” di Lonigo – non ha più nulla da invidiare ai cugini del Garda veronese e bresciano. Da parte nostra abbiamo lavorato a fianco degli olivicoltori per selezionare le produzioni migliori e creare un blend che individuasse immediatamente la provenienza. E debbo dire che ci siamo riusciti. Oggi l'olio vicentino è un marchio ed ha una identità precisa”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-10-23T08:21:28Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/litaliano-per-gli-stranieri-a-vicenza-nuovo-metodo-di-apprendimento">
    <title>L'italiano per gli stranieri: a Vicenza nuovo metodo di apprendimento</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/litaliano-per-gli-stranieri-a-vicenza-nuovo-metodo-di-apprendimento</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p>La conoscenza dell’italiano quale strumento indispensabile per integrarsi e per costruirsi un futuro. Ne è convinta l’assessore provinciale all’istruzione Morena Martini che, con Regione Veneto e Università Cà Foscari, ha sperimentato un metodo di insegnamento dell’italiano agli stranieri non come lingua principale ma come lingua straniera L2. <br />I risultati della sperimentazione, che ha interessato alcuni istituti superiori vicentini, verranno illustrati nel convegno “<strong>Ragazze e ragazzi stranieri nella scuola secondaria di secondo grado: apprendimento dell’italiano L2 come strumento di riuscita scolastica e di auto-promozione</strong>” in programma <strong>venerdì <span id="OBJ_PREFIX_DWT97_com_zimbra_date" class="Object">2 dicembre</span> alle 9 all’Università di Vicenza in Viale Margherita. </strong><br />Apriranno i lavori, con l’assessore Martini, l’assessore regionale alla Formazione Elena Donazzan e il dirigente Usp (Ufficio Scolastico Provinciale) Franco Venturella. <br />Gianni Miola, vice direttore Usr (Ufficio Scolastico Regionale) Veneto, illustrerà la situazione degli studenti stranieri nella Regione Veneto e la politica d’intervento da parte dell’Usr, mentre Maurizio Piscitelli, dirigente del ministero dell’Istruzione, parlerà di Italiano come L2: nuove frontiere nella formazione. <br />In rappresentanza dell’Università Cà Foscari ci saranno i docenti Paolo Balboni, Graziano Serragiotto e Barbara D'Annunzio, per spiegare come il progetto pilota L2 favorisca la riuscita scolastica degli studenti stranieri nella scuola secondaria di secondo grado. <br />Ampio spazio sarà poi lasciato agli insegnanti degli istituti superiori vicentini e agli esperti facilitatori che hanno concretizzato il progetto e che ne conoscono pertanto vizi e virtù. <br />“La normativa –spiega l’assessore Martini- prevede che il ragazzo straniero venga accolto nella classe scolastica corrispondente a quella del paese d’origine, adeguata alla sua età. Quindi, se arriva un ragazzo di 16 anni viene inserito in classe con suoi coetanei, senza però conoscere una parola della lingua dei suoi compagni. Un vero e proprio dramma sia per gli insegnanti, che si trovano ad interagire con un ragazzo che non comprende la loro lingua, sia per il ragazzo stesso, che, se pure capace, non può mettere a frutto i suoi talenti per l’incapacità di comprendere la lingua di insegnamento.” <br />Di qui la proposta di riservare alcune ore della settimana scolastica degli studenti stranieri alla lingua italiana. Insegnata però non secondo i metodi tradizionali, ma come lingua straniera, perché tale è per chi è appena arrivato in Italia. Un metodo che ha già dimostrato risultati positivi a livello europeo e che è noto da anni all’Università Cà Foscari di Venezia, che si interfaccia ampiamente con gli stranieri. Di qui la sinergia con l’Università e il sostegno, anche finanziario, della Regione Veneto attraverso l’assessore Donazzan. <br />“Dopo un periodo di positiva sperimentazione –conclude la Martini- siamo pronti ad “esportare” il nostro metodo nelle scuole superiori venete e, più in generale, italiane.” <br />Scuole che hanno già dimostrato interesse e che venerdì saranno in viale Margherita per “carpire” i segreti del progetto.</p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-11-30T13:07:54Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lintegrazione-dei-giovani-studenti-stranieri-passa-per-il-laboratorio-di-italiano-l2">
    <title>L'integrazione dei giovani studenti stranieri passa per il Laboratorio di Italiano L2 </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lintegrazione-dei-giovani-studenti-stranieri-passa-per-il-laboratorio-di-italiano-l2</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p></p>
<p style="text-align: justify;">Ottanta
ragazzi selezionati, di cui 70 con presenza continuativa. Il progetto
“Laboratorio di Italiano L2 per studenti neo arrivati” non registra solo numeri
importanti ma si configura come piccolo, concreto viaggio sulla strada della
integrazione e della dignità umana e personale.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi sono battuta per attivarlo
e promuoverlo – spiega l'Assessore Provinciale alla Scuola Morena Martini –
innanzitutto perché mi sono accorta di una discriminante francamente non più
accettabile, ovvero che decidevamo noi del futuro di queste persone. Quando si
presenta un ragazzo che non parla la nostra lingua, non lo si indirizza al
Liceo ma alle scuole professionali, considerate le più facili per la presenza
di tanti laboratori. Senza pensare che comunque questi potrebbero essere anche
una fonte di grande pericolo per lui, che non conoscendo l'italiano rischia di
farsi male nell'uso di macchinari e sostanze. E poi c'è una considerazione che
investe direttamente la dignità di ogni individuo. Per la legge ogni studente
va inserito nella corrispondente classe d'età. Ora, pensate a un giovane cinese
di 14 anni che arriva, si ritrova in una classe di coetanei solo e isolato,
circondato da suoni sconosciuti, perché alla fine non sapendo l'italiano tali
sono le parole degli altri. Questo finisce con il penalizzarlo e con
l'accentuare il fenomeno della dispersione scolastica”.</p>
<p>Così, per l'anno scolastico in corso
sono stati attivati 5 laboratori di italiano L2 in quattro Istituti Tecnici
Professionali della provincia: il “Da Schio” di Vicenza, il “Ceccato” di
Montecchio Maggiore”, il “Garbin” di Schio ed il leoniceno “Lonigo”. Cinque gli
insegnanti esperti di italiano e dieci referenti del progetto (2 per scuola)
coinvolti in una sperimentazione configuratasi su due diversi piani
metodoligici: 3 giorni di full immersion in laboratorio linguistico (15 ore) e
3 di inserimento graduale nelle classi, sempre più multietniche per la presenza
di ragazzi del Ghana, della Cina, dell'India, del Burkina Faso, della Serbia,
della Costa d'Avorio, della Romania, del Bangladesh, della Macedonia solo per
citare alcuni Paesi. Molto attiva la realtà scolastica montecchiana e lo
confermano la dirigente Antonella Sperotto e la referente Lucia Meggiolaro. “I
ragazzi avrebbero dovuto essere 16, ma è tanta la richiesta e la necessità che
alla fine ne abbiamo selezionati 17. L'ultimo sta arrivando dal Kosovo. E' una
intuizione importante, vincente”.</p>
<p>Fortemente voluta dall'Assessore
Martini che ringrazia “La Regione Veneto, nella persona dell'Assessore Elena
Donazzan, per il finanziamento di 198mila euro, gli istituti aderenti,
intervenuti in modo flessibile sulla loro organizzazione oraria e di
programmazione didattica, e poi il gruppo di esperti dell'Università Cà Foscari
di Venezia senza il cui lavoro tutto questo non sarebbe stato possibile”.</p>
<p>Spiegano
Graziano Serragiotto e Barbara D'Annunzio, del prestigioso ateneo veneziano:
“E' una esperienza di cui va dato atto alla Provincia di Vicenza, visto che in
tutta Italia sono pochissimi progetti così. E' stato creato un tavolo dove
ognuno ha portato le proprie abilità con l'obiettivo di creare, attraverso
l'inserimento di questi ragazzi, anche un modello adattabile e modulabile sulle
singole scuole. E questo è un altro aspetto vincente, dal momento che, creato
un modello, si permetterà ad altri di poterne seguire l'esempio senza perdite
di tempo o esitazioni didattiche-amministrative che alla fine risultano
fatali”.</p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-02-10T10:38:06Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/linguaribile-voglia-di-vivere">
    <title>L'inguaribile voglia di vivere</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/linguaribile-voglia-di-vivere</link>
    <description>  Il 3 Ottobre la città di Arzignano ospita una grande manifestazione benefica a favore della lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica,     promossa dal Comune di Arzignano e realizzata con il contributo e il patrocinio della Provincia di Vicenza e con il sostegno degli enti privati.   
  Saranno presenti   Ron, Luca Carboni, Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Francesco Grollo, Statuto   presentati da Natasha Stefanenko.  </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p><strong><span>Il 3 Ottobre la città di Arzignano ospita una grande manifestazione benefica a favore della lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica, </span></strong><span>promossa dal Comune di Arzignano e realizzata con il contributo e il patrocinio della Provincia di Vicenza e con il sostegno degli enti privati del territorio sensibili all'iniziativa.</span></p>
<p><span> La Sclerosi Laterale Amiotrofica (<strong>SLA</strong>), conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig”, “Malattia di Charcot” o “malattia dei motoneuroni”, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, ovvero le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Chi è affetto da SLA mantiene intatte le funzioni mentali, sensoriali, sessuali e sfinteriche ma perde tutte quelle legate al sistema motorio.</span></p>
<p><span>La SLA è una malattia rara, che colpisce in modo imprevedibile: le cause infatti sono ancora sconosciute, ma la si definisce ormai una malattia “multifattoriale”, ovvero determinata dal concorso di più circostanze.</span></p>
<p><span>In Italia si manifestano in media tre nuovi casi di Sclerosi Laterale Amiotrofica al giorno e si contano circa sei ammalati ogni 100.000 abitanti.</span></p>
<p><span>Al momento non esiste una terapia in grado di guarire la SLA: le cure tuttora utilizzate possono solo rallentarne il decorso o ridurne i sintomi.</span></p>
<p><span>L<strong>’AISLA</strong> (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), guidata dal Dott. Mario Melazzini, medico e malato di SLA, lavora da anni sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi da destinare alla ricerca di una cura efficace che possa finalmente aiutare i malati: oltre ad organizzare campagne benefiche e promuovere costanti azioni di supporto e consulenza rivolte ai pazienti e ai loro familiari, AISLA ha anche attivato il numero solidale <strong>45508</strong> che <strong>fino al 3 Ottobre permetterà di</strong> <strong>donare 2 euro</strong> destinati alla ricerca inviando un SMS o chiamando dal telefono fisso con Tim, Wind, Vodafone, 3, CoopVoce, Telecom Italia e Fastweb. I fondi saranno devoluti per un progetto di ricerca scientifica che verrà condotto presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano – Laboratorio di Neurobiologia Molecolare.</span></p>
<p><span> Le attività che AISLA promuove e organizza a sostegno dei malati di SLA, delle loro famiglie e della ricerca sono condivise anche da numerosi artisti, tra tutti il cantante Ron, testimonial ufficiale dell’Associazione e grande amico del Dott. Mario Melazzini.</span></p>
<p><span>In occasione della 3° Giornata Nazionale alla lotta contro la SLA il <strong>Dott. Giorgio Gentilin</strong>, <strong>Sindaco del Comune di Arzignano </strong>e <strong>Mattia Pieropan</strong>, <strong>Assessore alla Cultura e alle Politiche per i Giovani</strong>, sensibili ai motivi della campagna promossa da AISLA, sono scesi in campo proprio insieme a <strong>Ron</strong>, per organizzare una grande manifestazione benefica che ha ricevuto il sostegno della Provincia di Vicenza, nella persona dell’<strong>Assessore all’Innovazione e alle Politiche Giovanili Andrea Pellizzari</strong>.</span></p>
<p><span> </span><strong><span>Il grande evento del 3 Ottobre </span></strong><span>vedrà dunque una serie di <strong>momenti di sensibilizzazione e approfondimento</strong> rivolti al pubblico, primo fra tutti quello giovanile, convergere intorno ad un <strong>grande evento musicale </strong>che avrà luogo<strong> in Piazza Libertà a partire dalle ore 18.30.</strong></span></p>
<p><span>Il palco allestito per l’occasione nella piazza cittadina sarà calcato nel corso della serata da grandi artisti che hanno scelto di dare il loro contributo alla lotta contro la SLA. Presentati da <strong>Natasha Stefanenko </strong>si avvicenderanno sul palco <strong>Ron, Lucio Dalla, Luca Carboni, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Francesco Grollo e Statuto</strong> accompagnati dall<strong>’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso</strong>, proponendo in scaletta i brani che li hanno resi celebri, veri e propri pezzi di storia della musica italiana, ma anche canzoni in versione inedita.</span></p>
<p><span> In occasione della manifestazione saranno inoltre allestiti una serie di gazebi che fungeranno da punti informativi in cui i volontari della sezione AISLA di Vicenza distribuiranno materiali illustrativi al pubblico presente e daranno informazioni relative alla malattia e alle attività dell’Associazione.</span></p>
<p><span> </span><strong><span>La grande manifestazione di domenica 3 ottobre sarà anticipata, sabato 2 alle ore 18.30, da un incontro pubblico presso la Biblioteca di Arzignano</span></strong><span> nel corso del quale <strong>il Dott. Mario Melazzini</strong>, presidente di AISLA, <strong>e il cantante Ron si confronteranno con la cittadinanza</strong> in un momento di sensibilizzazione e approfondimento sui temi e i valori veicolati dalla Giornata Nazionale contro la SLA.</span></p>
<p><span> Grazie alla collaborazione di F.T.V. – Ferrovie Tranvie Vicentine dalle 15.00 alle 24.00 un servizio di bus navetta sarà disponibile dal parcheggio dell’azienda Marelli Spa, in via Sabbionara 1, a via Kennedy.</span></p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Politiche giovanili</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Cultura</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-09-28T18:49:27Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/multimedia_old/incontro-presidente-schneck-vescovo-pizziol/Schneck%20e%20Vescovo.JPG">
    <title>L'incontro tra il presidente Schneck e Mons. Pizziol</title>
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    <dc:date>2011-06-21T12:59:54Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/multimedia_old/incontro-presidente-schneck-vescovo-pizziol/Schneck%20e%20Vescovo%201.JPG">
    <title>L'incontro tra il Presidente Schneck e Mons. Pizziol</title>
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    <dc:date>2011-06-21T12:58:11Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/focus/lhockey-trissino-campione-ditalia-in-visita-alla-provincia">
    <title>L'Hockey Trissino campione d'Italia in visita alla Provincia</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/focus/lhockey-trissino-campione-ditalia-in-visita-alla-provincia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>La squadra al completo del Trissino Hockey, con il presidente Matteo Mastrotto    e l'allenatore Alessandro Bertolucci, ha fatto visita questa mattina  alla Provincia di Vicenza, accolta dal presidente Francesco Rucco, dal  consigliere provinciale e sindaco di Trissino Davide Faccio e dal  consigliere provinciale con delega allo sport Giulia Busato.</div>
<div></div>
<div>A  nome del vicentino, il presidente Rucco ha consegnato una targa a  ricordo di un anno sportivo davvero florido: l'Hockey Trissino è infatti  salito nel tetto d'Europa aggiudicandosi l'Eurolega e a meno di un mese  di distanza è diventato Campione d'Italia, riportando a Trissino il  tricolore dopo 44 anni.</div>
<div></div>
<div>Un'impresa  sportiva degna di atleti che non si sono mai risparmiati per tutto il  campionato e a cui la Provincia ha voluto tributare il giusto onore.</div>
<div></div>
<p>Al presidente Rucco i giocatori hanno consegnato una mazza da hockey.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Elena Pellizzari</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>FocusHome</dc:subject>
    
    <dc:date>2022-06-17T14:01:55Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/risorse-idriche/lago-di-fimon/levoluzione-paleoambientale-delle-valli-di-fimon">
    <title>L'evoluzione paleoambientale delle Valli di Fimon</title>
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    <description>L'evoluzione paleoambientale delle Valli di Fimon: 150.000 anni di storia naturale documentati nei sedimenti deposti sul fondo del lago di Fimon </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" "><b>La convenzione tra Provincia di Vicenza e C.N.R. - IDPA</b></p>
<p>Nel dicembre 2006 il Dipartimento Territorio e Ambiente della  Provincia di Vicenza e il C.N.R. - Istituto per la Dinamica dei Processi  Ambientali di Milano hanno stipulato la convenzione <i>"Indagini sulla  stratigrafia del fondo del Lago di Fimon"</i>, intesa a promuovere la  ricostruzione della storia dell'ambiente e del clima delle Valli di  Fimon attraverso lo studio della successione sedimentaria accumulatasi  sul fondo del Lago di Fimon durante l'ultimo ciclo  glaciale-interglaciale.</p>
<p class=" "><b>I carotaggi: archivi naturali della storia dell'ambiente e del clima</b></p>
<p>Nel gennaio 2007, in località "Ponte sulla Debba" nel comune di  Arcugnano, è stato eseguito un carotaggio che ha consentito il recupero  di una successione di sedimenti lunga circa 45 m, posta a diretto  contatto con il substrato roccioso (Fig. 1 e 2). Su questa carota, indicata con la sigla "Fimon  PD", sono in corso indagini che chiariranno l'età e il significato  ambientale dei sedimenti conservati al fondo del Lago di Fimon. Le  indagini comprendono:</p>
<ul>
<li>la descrizione stratigrafica dei sedimenti estratti;</li>
<li>l'analisi pollinica (studio del polline fossile, delle spore, dei  resti algali e dei microfossili contenuti nei sedimenti carotati);</li>
<li>la datazione con il metodo del radiocarbonio; </li>
<li>la misura della suscettività magnetica e analisi geochimiche  (calcolo del tenore in acqua, sostanza organica e carbonati).</li>
</ul>
<p>Sono state inoltre acquisite le descrizione stratigrafiche e la  documentazione fotografica di altri due sondaggi eseguiti  dall'Università di Berna nel settore centrale del Lago di Fimon e dal  Comune di Arcugnano nella zona del vecchio campo di calcio (fraz. Torri; Fig. 3). Ambedue questi sondaggi forniranno dati geologici e  paleobotanici a sostegno di quelli ottenuti sulla carota "Fimon PD".</p>
<p class=" "><b>Risultati preliminari degli studi in corso sulla carota Fimon -  Ponte sulla Debba</b></p>
<p><b>Il Lago di Fimon: un archivio naturale lungo oltre 150 mila  anni al margine prealpino.</b> I dati paleobotanici disponibili per  il sondaggio Fimon PD indicano che gli ultimi 130 mila anni della  storia paleoambientale delle Valli di Fimon sono rappresentati nei 27.5 m  sommitali della carota. Il primo importante risultato degli studi in  corso è quindi la conoscenza dell'estensione temporale dell'archivio  sedimentario. L'origine del Lago di Fimon è molto più antica di quanto  ritenuto in precedenza; una stima approssimativa, che tiene conto della  tipologia dei sedimenti e delle velocità con cui si sono accumulati,  suggerisce che la base della successione potrebbe avere un'età di oltre  150.000 anni. I depositi del Lago di Fimon rappresentano il più lungo  archivio naturale delle trasformazioni ambientali e dei cambiamenti  climatici mai estratto da un lago in Italia settentrionale. I grandi  laghi del nord Italia (Lago Maggiore, Lago di Como, Lago di Garda, Lago  di Iseo) contengono infatti successioni stratigrafiche di minore  estensione temporale (ultimi 15 mila anni circa): durante le maggiori  fasi glaciali del Quaternario (ultimi due milioni di anni circa) questi  laghi erano completamente ricoperti da una coltre di ghiaccio che, oltre  ad impedire la deposizione dei sedimenti, erodeva depositi antichi già  presenti sul fondo dei bacini lacustri.</p>
<p><b>L'ambiente delle Valli di Fimon tra 130 - 110 mila anni fa.</b> Questo intervallo di tempo, noto con il nome di "interglaciale  Eemiano", rappresenta l'ultima importante fase a vegetazione a  latifoglie indicative di condizioni di temperatura simili alle attuali o  addirittura più elevate. Gli studi paleobotanici in corso sulla carota  Fimon PD indicano che durante l'Eemiano le Valli di Fimon erano  rivestite da fitti boschi di nocciolo e quercia, con partecipazione di  olmo, tiglio, frassino maggiore, edera, vite, etc. Nella seconda parte  dell'interglaciale si verificò l'espansione di abete bianco e di carpino  bianco, alberi tipici di clima più oceanico. Le Fig. 4-9 mostrano l'aspetto della pianta e del polline di  alcune delle specie più significative rinvenute a Fimon. Queste conoscenze consentiranno, in una fase più avanzata del progetto,  di fornire stime sulle trasformazioni indotte dall''impatto antropico  negli ultimi 7000 anni (dal Neolitico), tramite il confronto tra la  storia recente del territorio vicentino (interglaciale attuale) e la  storia naturale che si è verificata nel precedente interglaciale, quando  l'uomo non interveniva a modificare l'ambiente.</p>
<p><b>Le pulsazioni climatiche tra 110 - 78 mila anni fa.</b> Circa 110 mila anni fa le foreste di latifoglie e abete bianco  precedentemente insediate nelle Valli di Fimon registrano una brusca  contrazione. Le foreste si riducono lasciando posto a betulle e piante  erbacee e basso-arbustive. Queste trasformazioni sono la conseguenza di  eventi climatici già registrati a scala globale, anche nelle calotte  polari. Esse indicano una diminuzione di temperatura di circa 3°C e una  sostanziale riduzione delle precipitazioni atmosferiche. Tuttavia,  l'evoluzione di queste oscillazioni è complessa, in quanto altre fasi di  espansione di foreste di latifoglie con caratteristiche simili a quelle  dell'interglaciale Eemiano si verificano tra circa 105 - 90 mila anni  fa e tra circa 87 - 78 mila anni fa.</p>
<p><b>Tra 78 - 20 mila anni fa: foreste di conifere e steppe di  clima freddo.</b> Un'importante diminuzione delle temperature,  registrata a livello globale a partire da circa 78 - 75 mila anni fa,  determinò la definitiva scomparsa di dense foreste di latifoglie  dall'area di Fimon per parecchie decine di migliaia di anni, fino  all'inizio dell'interglaciale attuale (Olocene, circa 11,5 mila anni  fa). Foreste di conifere e praterie a xerofite, graminacee e asteracee  si distribuiscono sui versanti dei Colli Berici e nelle aree adiacenti.</p>
<p><b>L'ultima importante fase di espansione dei ghiacciai:  l'Ultimo Massimo Glaciale.</b> L'intervallo di tempo più recente  nel quale i ghiacciai alpini raggiunsero il loro massimo volume è  compreso tra circa 30 - 19 mila anni fa. Lo sbarramento causato dal  conoide del Bacchiglione allo sbocco delle Valli di Fimon determinò  l'innalzamento del livello del lago, che durante questo intervallo di  tempo si attestò su livelli di massimo invaso.</p>
<p class=" "><b>Continuazione delle ricerche e prospettive di indagine</b></p>
<p>Nuovi risultati degli studi geologici e paleobotanici in corso sulla  carota Fimon PD sono attesi per la fine del mese di giugno 2008. La  notevole estensione temporale dei depositi carotati offre la possibilità  di studiare nel dettaglio eventi non registrati da nessun altro bacino  lacustre nord-italiano e di comprendere l'impatto che i cambiamenti  climatici hanno esercitato sulle trasformazioni del territorio. E'  quindi auspicabile una prosecuzione dello studio paleobotanico della  porzione profonda della carota. Sono stati inoltre avviati contatti con  l'Università di Brema, presso la quale è installato un XRF Core Scanner,  un nuovissimo strumento che consente di fare analisi geochimiche ad  alto dettaglio (cioè analizzando campioni distanti tra loro pochi  millimetri o frazioni di millimetro), utili per quantificare gli apporti  di materiale minerale e di sostanza organica all'interno del lago, per  indagare i cambiamenti nelle condizioni di ossido-riduzione nei  sedimenti, per riconoscere e analizzare livelli di ceneri vulcaniche e  di polveri eoliche.</p>
<p>Gli studi paleobotanici in corso sulla carota Fimon PD forniscono  infine informazioni circa la storia del popolamento umano delle Valli di  Fimon e le trasformazioni del territorio indotte dall'uomo. Questo tema  sarà oggetto di uno specifico approfondimento, che sarà realizzato in  concomitanza con lo scavo archeologico previsto per i prossimi mesi nei  sedimenti del Neolitico e dell'Età del Bronzo delle Valli di Fimon.</p>
<p>Testo a cura di Roberta Pini e Cesare Ravazzi C.N.R. - Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali Laboratorio di Palinologia e Paleoecologia, Milano http://palinologia.disat.unimib.it/</p>
<p id="fig1"><img height="375" src="../../../../../img/01_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 1</b> - nelle Valli di Fimon sono stati eseguiti tre  carotaggi, disposti lungo l'asse principale del riempimento lacustre tra  il centro del lago attuale (Fimon Lago 2001), il margine settentrionale  del lago (Fimon - Ponte sulla Debba) e Torri di Arcugnano (Campo  Sportivo).</p>
<p id="fig2"><img height="375" src="../../../../../img/02_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 2</b> - sequenza delle operazioni di prelievo e  sistemazione della carota durante la perforazione "Fimon - Ponte sulla  Debba" che ha raggiunto il fondo del riempimento a 43 m di profondità  (gennaio 2007).</p>
<p id="fig3"><img height="275" src="../../../../../img/03_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 3</b> - carota Fimon - Torri di Arcugnano, cassa  contenente i sedimenti lacustri estratti tra 25-30 m di profondità. E'  visibile l'alternanza tra sedimenti ricchi in sostanza organica (argille  di colore grigio scuro e torbe) e depositi limoso-argillosi grigio  chiaro.</p>
<p id="fig4"><img height="375" src="../../../../../img/04_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 4</b> - Fusti rampicanti di edera (<i>Hedera helix</i>)  con frutti e polline. L'edera è molto abbondante nei boschi di clima  temperato caldo e anche subtropicale. Nonostante produca poco polline,  si trova fossile nei sedimenti dell'antico lago di Fimon tra 127 e 115  mila anni fa. In quel periodo il clima era simile all'attuale e, in  alcune fasi, anche un po' più caldo.</p>
<p id="fig5"><img height="334" src="../../../../../img/05_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 5</b> - Rametto e polline di abete bianco (<i>Abies  alba</i>). L'abbondanza di abete bianco segnala climi oceanici piovosi.  Gli studi sulla carota del Lago di Fimon testimoniano che 115 mila anni  fa l'abete bianco formava foreste che si estendevano sia sui Colli  Berici che nella Pianura veneta e friulana.</p>
<p id="fig6"><img height="376" src="../../../../../img/06_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 6</b> - Rametti fioriti e polline di faggio (<i>Fagus  sylvatica</i>). Il faggio abbisogna di molta umidità. Era abbondante  sui Colli Berici e nei dintorni dei siti preistorici neolitici che  interessano il lago. Nel tardo Medioevo, la deforestazione e nuovi tipi  di uso dei boschi ne hanno ridotto la distribuzione.</p>
<p id="fig7"><img height="384" src="../../../../../img/07_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 7</b> - Fogliame autunnale e polline di tiglio (<i>Tilia  cordata</i>). Questo albero è da sempre un componente costante dei  boschi berici, con l'esclusione delle fasi più fredde dell'ultima  glaciazione. Tuttavia, le testimonianze fossili di Fimon e del Riparo  preistorico del Broion indicano che il tiglio sopravviveva ancora al  tempo degli ultimi neanderthaliani, intorno a 45 mila anni fa, quando  querce e faggi erano già scomparsi sui Berici.</p>
<p id="fig8"><img height="376" src="../../../../../img/08_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 8</b> - Rametto e polline di abete rosso (<i>Picea  abies o Picea excelsa</i>). L'abete rosso, oggigiorno albero della  montagna alpina, occupava i Berici soprattutto durante momenti di clima  temperato freddo, insieme a larice e pini. In queste fasi, nei sedimenti  del lago di Fimon, oltre al polline fossile, si trovano anche pezzetti  di aghi.</p>
<p id="fig9"><img height="330" src="../../../../../img/09_paleofimon.jpg" width="500" /><br /> <b>Fig. 9</b> - L'eliantemo (<i>genere Helianthemum</i>) è  una pianta legnosa nana che caratterizza i materiali ghiaiosi, privi di  suolo. Il suo caratteristico polline fossile compare nella carota di  Fimon nelle fasi fredde e aride in cui i boschi avevano lasciato spazio a  semideserti e steppe.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Guido Maurogiovanni</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2020-08-10T11:10:59Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/laula-magna-del-montagna-intitolata-a-melissa-bassi">
    <title>L'aula magna del "Montagna" intitolata a Melissa Bassi</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/laula-magna-del-montagna-intitolata-a-melissa-bassi</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>  La Provincia di Vicenza accoglie la richiesta degli studenti ed intitola l'aula magna dell'Istituto “Bartolomeo Montagna” a Melissa Bassi, la studentessa di Mesagne rimasta uccisa nell'attentato alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi. “Quando abbiamo ricevuto la proposta – sottolinea l'Assessore al Patrimonio Nereo Galvanin - ci siamo riproposti di portarla in Giunta e di votarla”. Detto, fatto. La decisione, infatti, è stata presa all'unanimità nella riunione odierna della Giunta provinciale.</p>
<p align="justify"> Soddisfazione viene espressa dagli uffici scolastici di via Mora dal dirigente Giuseppe Mauro: “E' una sorta di gemellaggio virtuale fra due scuole molto simili fra di loro ma soprattutto è un gesto di grande spessore e civiltà voluto dai ragazzi e appoggiato anche dagli organi interni, a cominciare dal Comitato dei Genitori. Ringraziamo la Provincia per la sensibilità dimostrata”.</p>
<p align="justify"> Ultimo passaggio, l'inaugurazione ufficiale con la scoperta della targa. Quando non è ancora dato di sapere: “Se saremo  noi o la farà il Commissario – sottolinea Galvanin - francamente è questione che mi interessa poco, per quanto ci riguarda era più importante dare un segnale di partecipazione e responsabilità”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-05-22T13:59:39Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/pronto-a-tornare-sulle-cime-dopo-un-mese-di-cure">
    <title>L'astore sulle cime dopo un mese di cure</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2012/pronto-a-tornare-sulle-cime-dopo-un-mese-di-cure</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p>&nbsp;Neppure il tempo di aprire la voliera e l’astore è tornato tra i suoi alberi. Pochi battiti d’ali, sufficienti a raggiungere il folto di un grande pino ed a sparire dalla vista delle persone che si erano radunate per assistere alla sua liberazione, lasciando a bocca aperti i ragazzi del distaccamento della scuola media di Asiago guidati dal professor Mario Valente ed emozionando comunque Maurizio Panozzo, Direttore della Riserva di Caccia di Roana, e Guido Carli, Presidente del Comprensorio Alpino.</p>
<p align="justify">Si è dunque conclusa nello splendido scenario dell'ex villa Brunialti ed ex colonia di Cesuna di Roana la cattività dello splendido animale recuperato il 10 dicembre 2010 non lontano dal punto in cui oggi ha spiccato il volo e consegnato dalla Polizia Provinciale nelle mani esperte di Alberto Fagan, responsabile del Centro Rapaci della Provincia di Vicenza. Costui se ne è occupato per più di un anno. </p>
<p align="justify">“Attirato da animali domestici (galline e pavoni) appollaiati nei rami di un albero, l’astore si era lanciato in picchiata verso quelle che aveva individuato come facili prede, ma si era impigliato in alcuni spaghi appesi all’albero. Rimasto in quella infelice posizione per alcune ore, l’astore si era procurato lesioni ed escoriazioni che gli hanno impedito di riprendere il volo dal momento che si erano spezzate le penne remiganti primarie ed alcune secondario, il “motore” indispensabile per poter volare. Il proprietario dell’area, notato il rapace, aveva chiamato la Polizia Provinciale che l’ha così prontamente soccorso e consegnato al nostro centro”.</p>
<p align="justify">Di qui la cura che Fagan ha studiato appositamente per il giovane astore di Cesuna, tenuto fermo in una voliera schermata con lastre in vetroresina e nutrito attraverso un tubicino, proprio per lasciarlo tranquillissimo, senza stimoli che lo inducessero a sbattere le ali. Nel giro di un anno le penne sono cresciute e anche i problemi muscolari e tendinei sono stati superati. </p>
<p align="justify">Soddisfatto l'Assessore Provinciale Marcello Spigolon, sebbene la liberazione sia potuta avvenire ben oltre l'orario stabilito a causa dell'incendio sviluppatosi sulla Provinciale del Costo che ha costretto Fagan e il suo orgoglioso passeggero a risalire sull'Altopiano passando per la SP Piovan. “E’ stato un lavoro di squadra dalle prime operazioni di soccorso prestate dagli agenti della Polizia Provinciale all’intervento di recupero al Centro Rapaci. Sapere che l’astore ora sta bene e potrà continuare a volare per tutta la sua vita è per noi la soddisfazione più grande”. </p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Clelia Stefani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-01-26T08:54:04Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lassessore-vascon-incontra-i-malghesi">
    <title>L'Assessore Vascon incontra i malghesi</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lassessore-vascon-incontra-i-malghesi</link>
    <description> La presenza dell'orso sull'Altopiano preoccupa i malghesi pronti per la stagione dell'alpeggio. L'Assessore alla Montagna e all'Agricoltura annuncia un sopralluogo. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>“Confesso di essere ancora preoccupato. Se l'orso Dino, infatti, pare emigrato nelle province limitrofe, le tracce organiche di altri plantigradi, ritrovate sull'Altopiano, di fatto costituiscono un ulteriore motivo di apprensione. Al punto che più di un malghese mi ha invitato ad effettuare un sopralluogo da loro. A breve comincia la stagione degli alpeggi, con gli animali che vengono portati a pascolare in montagna, e questo diventa un richiamo forte per un predatore”. </span></p>
<p><span></span> <span> </span> <span><span> </span>L'on. Luigino Vascon, Assessore Provinciale alla Montagna e alla Agricoltura, raccoglie il grido di allarme che arriva dalle malghe e preannuncia una visita sugli Altipiani vicentini: “A breve ci organizzeremo per raggiungere questi luoghi sia per portare la nostra solidarietà ad allevatori e addetti al pascolo ma anche per confrontarci con loro sulla situazione. Certo, tutti ci auguriamo che Dino e compagni lascino definitivamente i nostri boschi e facciano rientro nel loro habitat naturale, però credo opportuno non abbassare la guardia e verificare ogni possibile azione che eviti rischi a persone ed animali”.<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Agricoltura</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-31T14:19:04Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lassessore-spigolon-premia-giacomo-leoni-campione-di-tennis">
    <title>L'Assessore Spigolon premia Giacomo Leoni, campione di tennis  </title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2011/lassessore-spigolon-premia-giacomo-leoni-campione-di-tennis</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p align="JUSTIFY">E' un
ragazzo d'oro Giacomo Leoni, atleta molto speciale di 24 anni di
Breganze. Per quella grande passione che nutre verso lo Sport, dallo
sci in tutte le sue forme, snowboard compreso, al nuoto e pure a
dispetto delle due medaglie, d'argento nel singolo e di bronzo nel
doppio, conquistate nel tennis ai Giochi Mondiali Estivi, svoltisi ad
Atene tra il 25 giugno ed il 4 luglio scorso ed organizzati da
Special Olympics. E, facendo un ulteriore passo indietro, del secondo
posto conquistato nella 5 chilometri ai Mondiali di Sci Nordico del
2009 in Idaho (Stati Uniti). </p>
<p align="JUSTIFY"><br /></p>
<p align="JUSTIFY">	Uno
sportivo a 360° e poco importa se il primo gradino del podio per ora
resta confinato nel limbo delle speranze. A lui basta un campo in
terra rossa, una pista o una piscina per tirare fuori classe
cristallina e risorse fisiche eccezionali. Lo sa bene l'Assessore
Provinciale allo Sport Marcello Spigolon che nell'imminenza della
kermesse mondiale ha deciso di aderire alla campagna “Adotta un
Campione” per sostenerne le spese di viaggio e di trasferta in
terra greca e che oggi, a palazzo Nievo, ha voluto consegnargli in
forma solenne una targa di ringraziamento. </p>
<p align="JUSTIFY"><br /></p>
<p align="JUSTIFY">	“E' un
mio preciso dovere promuovere la diffusione dello sport supportando
anche economicamente le iniziative più qualificanti e la
partecipazione a manifestazioni internazionali da parte di società o
sportivi che rappresentano il nostro territorio e privilegiando
prioritariamente quelle società che si occupano di soggetti
svantaggiati. Nonostante le ben note ristrettezze economiche in cui
versano le casse pubbliche, siamo intervenuti per permettere a
Giacomo di gareggiare. Giacomo ci ha ripagato con un Mondiale
straordinario così oggi siamo qui per ringraziarlo a nome
dell'intera collettività provinciale. E lo faccio partendo proprio
dalla formula di giuramento di questi atleti speciali: “Che io
possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le
mie forze”. Solo una persona speciale come lui può insegnarci a
tenere fede a questo spirito”. </p>
<p align="JUSTIFY"><br /></p>
<p align="JUSTIFY">	Impiegato
alla Faresin Spa, Giacomo si allena in vasca 3 volte alla settimana e
tre ore al venerdì sui campi da tennis. Tifosissimo della Juventus e
di Del Piero, è allenato oramai da 5 anni dal maestro Gianni
Lionello, che rivela: “Ha un dritto potente e se perfeziona il
rovescio a due mani prevedo medaglie di colori più nobili”. Le
gare per lui continueranno fino a settembre e chissà che non riesca
a rappresentare l'Italia anche agli Europei di tennis del prossimo
anno: “Bisogna dare il giro a tutti – sottolinea generosamente
Giacomo – per me è già stato bellissimo ascoltare l'inno italiano
con la mano sul cuore”. Il futuro può attendere, soprattutto
quando sei campione dentro.	 </p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>rcrisafi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-07-21T11:21:09Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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