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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 11 to 13.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/la-provincia-in-difesa-della-cascata-della-val-civetta">
    <title>La Provincia in difesa della cascata della Val Civetta</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/la-provincia-in-difesa-della-cascata-della-val-civetta</link>
    <description> L'Assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari invia in Regione 19 osservazioni contro l'autorizzazione di una centrale idroelettrica sul tratto terminale del torrente Civetta che restituirebbe l'acqua sull'Astico oltre un chilometro più a valle. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>“Condivido lo scetticismo espresso dal presidente del Bacino Astico Leogra, cavaliere Mario Casalini, sul progetto per l'utilizzazione del salto della Val Civetta”. </span><span></span></p>
<p><span>Sulla richiesta di una ditta privata di realizzare una centrale idroelettrica<span> </span>da<span> </span>3.650.000<span> </span>KWh/anno, sul tratto terminale del torrente Civetta e con restituzione sul torrente Astico a circa 1.3 Km più a valle, l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari esprime più di una perplessità. </span><span>Detto che l</span><span>’</span><span>impianto è del tipo ad acqua fluente e prevede in sintesi uno sbarramento d’alveo del torrente val Civetta, un'opera<span> </span>di<span> </span>presa<span> </span>costituita<span> </span>dal<span> </span>canale<span> </span>adduttore,<span> </span>sghiaiatore<span> </span>e<span> </span>dissabbiatore, va sottolineato come ad una<span> </span>ventina<span> </span>di<span> </span>metri<span> </span>più<span> </span>a<span> </span>valle<span> </span>dell’opera<span> </span>di<span> </span>presa<span> </span>hanno<span> </span>inizio<span> </span>le cascate della Val Civetta, che verrebbero pertanto “chiuse” con conseguenze importanti, se non addirittura pesanti sotto il profilo paesaggistico ambientale. </span></p>
<p><span></span><span>“Il<span> </span>torrente<span> </span>Civetta – sottolinea Pellizzari - scende<span> </span>dall’Altopiano dei Fiorentini e confluisce nell’Astico, di cui è il principale affluente, subito a valle dell’abitato di Lastebasse, alimentandolo nei periodi di magra. La presenza di fauna ittica è significativa (trota fario, scazzone, rari esemplari di trota marmorata) e nel Civetta si attuano importanti attività ittiogeniche”. </span><span></span></p>
<p><span>Una premessa necessaria alle osservazioni, ben 19!, che motivano la riserva dell'Assessorato riguardo all'opera e alle motivazioni addotte. Nel mirino la mancanza della valutazione dell'impatto cumulativo con<span> </span>altri<span> </span>elementi<span> </span>di<span> </span>pressione<span> </span>ambientale<span> </span>già<span> </span>attivi<span> </span>sul<span> </span>territorio<span> </span>in<span> </span>oggetto (ed esempio la<span> </span>cava<span> </span>al termine della Val Civetta e la strada di fondovalle), l'inattendibilità scientifica dei dati idraulici di portata, risalenti a 10 anni fa e proposti da un privato, la mancanza dei dati di evapotraspirazione e dell'analisi circostanziata delle curve di durata che sintetizzano le disponibilità idriche presenti nel bacino. </span></p>
<p><span></span><span>“Non c'è, inoltre, una valutazione adeguata relativa all’impatto<span> </span>della<span> </span>diminuzione<span> </span>di<span> </span>portata<span> </span>sull' Astico che per giunta in periodi di<span> </span>magra resterebbe praticamente in secca per tutto questo tratto. Questo lede anche il diritto dei pescatori di esercitare la propria passione in quella sezione di fiume in pratica per tutto l'anno. Non c'è poi un'analisi costi-benefici ma solo costi, manca<span> </span>ogni<span> </span>riferimento<span> </span>ai<span> </span>fabbisogni<span> </span>energetici<span> </span>che determinano<span> </span>la<span> </span>necessità dell’impianto<span> </span>e<span> </span>la<span> </span>valutazione<span> </span>di<span> </span>alternative<span> </span>strategiche, non si tiene conto dell’impatto che il progetto può avere in primis sul corso d’acqua”. </span></p>
<p><span></span><span>Per non parlare della riduzione del valore paesaggistico dell'area, che oggi esercita un sicuro richiamo turistico come dimostrano diverse pubblicazioni. </span><span><span> </span></span><span>Le cascate della Val Civetta, tra le poche presenti in Provincia di Vicenza (altra molto frequentata cascata è la “Montagna spaccata” a Recoaro), costituiscono un sito di particolare fascino turistico, ma una cascata senza acqua è solo una parete rocciosa come tante, priva di grande interesse. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-09T15:58:00Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/domenica-ecologica-al-lago-di-fimon">
    <title>Domenica ecologica al lago di Fimon</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/domenica-ecologica-al-lago-di-fimon</link>
    <description>  Appuntamento domenica mattina 28 febbraio.   Organizzata dal Bacino di Pesca Zona B in collaborazione con la Lega Navale Italiana e con il patrocinio della Provincia di Vicenza, il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e il Comune di Arcugnano.      </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Ci saranno i volontari della Protezione Civile, dei Gruppi Alpini, degli scouts, della Pro Loco, dei donatori di sangue, dell'Aido, delle associazione Valli e Lago di Fimon e Val dei Mulini, del Gruppo Cacciatori, della Lega Navale, dell'associazione Neve e Roccia, di Bici da Trodi team, del gruppo ciclisti del Tormeno, del Moto Club Vecchie Glorie e delle realtà di S.Agostino. La Giornata Ecologica al Lago di Fimon, in calendario <strong>domenica mattina 28 febbraio</strong>, sarà l'occasione per riavvicinare un'area di pregio del territorio alla sua comunità. Organizzata dal Bacino di Pesca Zona B in collaborazione con la Lega Navale Italiana e con il patrocinio della Provincia di Vicenza, il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e il Comune di Arcugnano, la giornata sarà dedicata alla pulizia delle sponde e degli ambienti attorno allo specchio d'acqua, all'insegna dell'ambiente e della biodiversità. </span> <span><br /> <br /> “</span> <span>Sarà inoltre un momento importante di conoscenza –sottolinea l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari– delle iniziative da noi attivate per riqualificare in tutte le sue componenti – ambientali, turistiche, ittiche e archeologiche – questo antichissimo ed importante sistema che è Fimon”. Tanti gli interventi realizzati per renderlo fruibile e vivo, molti dei quali visibili anche ad occhio nudo, come le piazzole per il carp fishing o la splendida passerella per i disabili, vera e propria terrazza sulle placide onde. </span> <span><br /> <br /> “</span> <span>Ma soprattutto ci sono stati e sono in atto una serie di lavori che, oltre a definire le origini storiche, affrontano anche il problema di un futuro legato allo stato di ossigenazione delle acque e alla presenza di vegetazione e fauna intrusiva”. Pensiero e azione, dunque, dal momento che anche stavolta sarà sicuramente notevole la quantità di materiale che verrà rimosso. Al riguardo due le persone messe a disposizione dal Comune per lo smistamento dei rifiuti raccolti al fine di assicurare la raccolta differenziata e quindi uno “smaltimento intelligente”.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-26T13:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/allarme-alghe-al-lago-di-fimon">
    <title>Allarme alghe al lago di Fimon</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/allarme-alghe-al-lago-di-fimon</link>
    <description>  A lanciarlo l'Assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari, che al riguardo non usa mezzi termini: “Il lago si sta atrofizzando". Un'intesa con l'Università di Parma per scoprirne le cause.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Lago di Fimon, allarme alghe. </span></p>
<p><span>A lanciarlo l'Assessore Provinciale Paolo Pellizzari, che al riguardo non usa mezzi termini: “Il lago si sta atrofizzando. Ovvero sta morendo. La fioritura abnorme delle alghe, la presenza di mucillagine e l'espandersi delle ninfee sta togliendo ossigeno a tutto l'ambiente e determinato la scomparsa della castagna d'acqua. Inoltre anche il canneto si sta riducendo in modo preoccupante e da qualche tempo assistiamo ad una moria preoccupante di lucci, esemplari dai 50 ai 100 centimetri e dal peso considerevole”. </span></p>
<p><span>Un vero e proprio bollettino di guerra. Basta del resto una semplice occhiata: l'antico specchio d'acqua è oramai un tappeto verde senza soluzione di continuità. Ovunque spazi lo sguardo. “Fino a qualche tempo fa – continua Pellizzari – c'era appunto il canneto, la zona delle ninfee e, verso il centro, la parte acquatica che veniva impegnata per l'attività sociale dei pescatori e della Lega Navale. Ora non è più così, le alghe hanno invaso tutto rendendo praticamente impossibile, quando<span> </span>non pericolosa, la navigazione”. </span></p>
<p><span></span> <span><span> </span><span> </span>Prova ne sia la decisione presa dal presidente della Lega Navale Piergiorgio Xodo di lasciare alla fonda tutte le imbarcazioni dopo dopo l'ultima regata di qualche settimana fa. “Non si riesce più a navigare, neppure a pagaiare, e pertanto siamo stati costretti a scendere a terra. Abbiamo sospeso tutti i corsi a cominciare da quelli promozionali per scuole e piccini”. </span></p>
<p><span>Bandiera bianca anche sul versante dei pescatori. E qui il rammarico diventa angoscia di fronte al drammatico spettacolo degli splendidi esemplari di luccio recuperati morti: “Novantasei in pochi giorni – sottolinea Silvano Foladore del Bacino zona Pesca B – e tutti di belle dimensioni. Questo lago è un patrimonio di tutti, vi sono 75 tonnellate di pesce in un'acqua che gli esami di Arpav hanno dichiarato addirittura potabile. Però la proliferazione in atto sta togliendo l'ossigeno al lago. Assistiamo a fenomeni inspiegabili, come la moria di cui sopra e la colonizzazione delle ninfee gialle a danno delle bianche, come se le prime stessero aggredendo le seconde. In più abbiamo dovuto sospendere la caccia al siluro ed al gambero killer, del quale, lo scorso anno, abbiamo catturato 3500 esemplari”.</span></p>
<p><span><span> </span>La soluzione sarebbe la più ovvia: sfalciare periodicamente questo tappeto verde e ovviamente stoccare altrove il materiale asportato. “Sì – conclude Pellizzari – ma finché non veniamo a conoscenza delle cause di questo fenomeno rischiamo solo di mettere delle toppe. Per questo abbiamo contattato l'Università di Parma e spero che a breve il tutto si concretizzi in un protocollo d'intesa e successivamente in un'indagine serrata che ci consenta di trovare le soluzioni più idonee e poi di definire un Piano di gestione”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-31T14:22:20Z</dc:date>
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