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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 13.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/ricognizione-lungo-il-bacchiglione">
    <title>Ricognizione lungo il Bacchiglione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/ricognizione-lungo-il-bacchiglione</link>
    <description>  Effettuata dall'Assessore Paolo Pellizzari assieme al Genio Civile e al Presidente dei pescatori del bacino di pesca B, ha permesso di tracciare un quadro sulle problematiche di questo importante corso d'acqua e sulle opere previste in alcuni tratti.  </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Una ricognizione lungo il Bacchiglione per “tastare il polso” al fiume principale della pianura vicentina. Effettuata nei giorni scorsi dall'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari assieme all'Ingegnere capo del Genio Civile dottor Luigi Fietta ed al dottor Domenico Romito - presente anche Silvano Foladore, Presidente dei pescatori del bacino di pesca B – ha permesso di tracciare un quadro abbastanza articolato sulle problematiche di questo importante corso d'acqua e sulle opere previste in alcuni tratti. </span></p>
<p><span></span> <span> </span> <span><span> </span>“Grazie all'ausilio della Polizia Provinciale, e dell'agente Francesco Nassi in particolare, abbiamo risalito il fiume con una barca fino a Montegalda verificando innanzitutto lo stato dei lavori della nuova rampa per le barche a Debba di Vicenza e poi quello della scala di risalita per i pesci a Colzé in corrispondenza della centrale idroelettrica. La società che la gestisce, infatti, ha fra i suoi compiti quello di provvedere a realizzare quelle strutture di salvaguardia e protezione ittica che compensino lo sfruttamento delle acque e l'eventuale abbassamento dei loro livelli”. </span> <span> </span> <span><span> </span></span></p>
<p><span>Dopo aver preso visione degli impianti, la lancia provinciale è tornata indietro per deviare nel Tesina. “Qui ci preoccupava e continua a preoccupare la situazione delle sponde. Come denunciato in diverse occasioni anche dal Genio Civile, la presenza delle tane delle nutrie e del gambero killer mette a rischio la loro compattezza e la solidità”. </span></p>
<p><span>La ricognizione ha poi verificato anche la condizione in cui si trova il corso d'acqua e le sue golene, tra piante e rifiuti. “Grazie agli amici pescatori – conclude Pellizzari - sentinelle delle nostre vie d'acqua, abbiamo un quadro molto dettagliato della situazione, però vi è la necessità di capire “sul campo” come si potrebbe e dovrebbe intervenire per ridare vivibilità e dignità a questi preziosi ambienti acquatici così strettamente legati al nostro territorio e alla sua vita”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-09-01T11:30:02Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lo-stato-dei-fiumi-vicentini-e-in-costante-miglioramento">
    <title>Lo stato dei fiumi vicentini è in costante miglioramento</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lo-stato-dei-fiumi-vicentini-e-in-costante-miglioramento</link>
    <description> Parola di Paolo Pellizzari, Assessore Provinciale alle Risorse Idriche che questa mattina ha illustrato i risultati del primo anno di monitoraggio dei corsi d'acqua vicentini attraverso i muschi acquatici, bioindicatori della presenza di metalli e quindi di inquinamento. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><span>Lo stato dei fiumi vicentini? “Buono! In costante miglioramento”. Parola di Paolo Pellizzari, Assessore Provinciale alle Risorse Idriche. Una valutazione giunta a margine della presentazione dei risultati sull'attività di monitoraggio affidata ai muschi acquatici, sempre più sentinelle dei fiumi in qualità di bioindicatori di contaminazione da metalli pesanti. </span></span></p>
<p><span><span>Frutto di uno studio iniziato qualche anno fa, l'attività effettuata nel corso di questo periodo ha delineato lo stato di naturalità o alterazione nelle acque vicentine (est vicentino) permettendoci di apprezzare le variazioni avvenute nel tempo.</span></span></p>
<p><span><span> “Il nostro obiettivo – incalza Pellizzari – era quello di verificare lo stato di salute delle acque che finiscono in falda e di individuare, grazie anche alle segnalazioni dei Comuni o delle Associazioni di pescatori le criticità principali. Ovvio che più si va a scavare più si trova qualcosa”. </span></span></p>
<p><span><span>Ottantanove postazioni, fra permanenti o provvisorie (all'inizio furono una cinquantina) realizzate nel Brenta, nel Tesina, nel Bacchiglione, nell'Astico, al Lago di Fimon e nell'Ovest vicentino, 14 i Comuni che hanno aderito anche economicamente (Altavilla Vicentina, Caldogno, Camisano Vicentino, Chiuppano Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Monteviale, Nove, Quinto Vicentino, Romano d'Ezzelino, Torri di Quartesolo, Vicenza) all'iniziativa della Provincia. </span></span></p>
<p><span><span>“Nel 2008 e 2009 la Provincia ha voluto realizzare opere di ricarica della falda per fermare il depauperamento della risorsa sotterranea. Poichè le acque immesse in falda devono rispondere a requisiti di ottima qualità, oltre al controllo quantitativo si è contemporaneamente pensato ad un sistema di controllo qualitativo. A tal fine si è associato al classico controllo analitico (del tipo chimico-fisico che viene regolarmente effettuato dal Centro Idrico di Novoledo) anche un controllo con bioindicatori quali i muschi. Il tutto per maggiore garanzia, in quanto il vantaggio del biomonitoraggio è l'intercettazione continua di inquinamenti avvenuti nel tempo e non solo nel momento in cui si fa il campione”. </span></span></p>
<p><span><span></span></span> <span><span> Realizzata con la collaborazione dell'Università di Trieste e dell'ARPAV, l'indagine si é articolata, fra l’8 maggio 2009 e il 27 maggio 2010, in 726 visite con l'88% degli interventi andato a buon fine, fornendo materiale utile alle analisi chimiche. </span></span></p>
<p><span><span>Presso il laboratorio ARPAV di Vicenza si è misurata la concentrazione di una decina di elementi. L’applicazione sistematica dei </span></span><span><span><em>moss bags</em></span></span><span><span> e dell’indice </span></span><span><span><em>Palladio</em></span></span><span><span> nei primi 12 mesi di monitoraggio ha permesso di confermare il buono stato - per quanto concerne la presenza di metalli in traccia - di quei corsi d’acqua per cui era attesa l’assenza di alterazione ambientale, verificando la costanza di tali condizioni durante tutto l’anno, di confermare la presenza di situazioni di alterazione, fornendo un quadro dettagliato sull’evoluzione spazio-temporale dei fenomeni per ciascun metallo, di individuare la presenza di sorgenti di contaminazione sinora sconosciute, perché abusive, e risalire all’origine del fenomeno attraverso un monitoraggio d’indagine e difornire riscontri oggettivi, diretti e dettagliati su eventi di inquinamento imputabili a singoli soggetti.</span></span> <span><span>Alcune situazioni di alterazione ambientale hanno richiesto un’attenzione particolare, per estensione del fenomeno oppure pericolosità degli inquinanti in circolazione. Per alcune di esse si sono raccolte informazioni sufficienti a chiarirne l’origine, fino ad individuare il probabile responsabile. </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-07-29T13:19:27Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lago-di-fimon-sotto-osservazione">
    <title>Lago di Fimon sotto osservazione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lago-di-fimon-sotto-osservazione</link>
    <description>  L'Università di Parma chiamata a verificare le condizioni presenti e le ragioni che hanno  determinato il proliferare di alghe ed altra vegetazione acquatica, ma anche capire la cura migliore per far sì che torni ad essere frequentato da pescatori e velisti.  </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Un giro in barca, lo sguardo a scrutare l'acqua, poi una ricognizione nella zona delle fasce tampone. </span></p>
<p><span>Per il professor Pierluigi Viaroli, ricercatore dell'Università di Parma, una mattinata alla scoperta del lago di Fimon e delle sue sorprese. “La prima è che c'è un'acqua così trasparente che non c'è neppure bisogno di fare dei prelievi”. </span></p>
<p><span>Chiamato al capezzale dello specchio d'acqua alle porte di Vicenza dall'assessore alle risorse idriche Paolo Pellizzari, dovrà non solo verificare le condizioni presenti e le ragioni che hanno determinato il proliferare di alghe ed altra vegetazione acquatica – come la moria dei lucci femmine a febbraio – ma anche capire la cura migliore per far sì che torni ad essere frequentato da pescatori e velisti, oggi a riva per l'impossibilità fisica di poter esercitare le proprie passioni. </span></p>
<p><span>“Come un medico – sottolinea Viaroli – abbiamo battuto le nocche sulla schiena del malata per una prima diagnosi. Certo, a vederlo così siamo ottimisti, resta però il fatto che in questi ambienti i fattori di imprevedibilità possono essere tanti: l'elevata densità ittica, un esemplare malato che contagia gli altri, la presenza ciclica di piante diverse, un anno di un tipo l'anno successivo di un altro. Abbiamo osservato ad esempio che sul fondo c'è un bel tappeto millefoglie favorito dalla grande ossigenazione a sua volta stimolata dalla limpidezza dell'acqua. Quando la pianta muore si determina il deposito di materiale organico sul fondo e il consumo di ossigeno aumenta”. </span></p>
<p><span>Come intervenire, tenuto contro dei vincoli cui Fimon è soggetto e della situazione del fondale, sarà l'oggetto delle valutazione degli esperti universitari, impegnatisi a consegnare in tempi ristretti una dettagliata relazione.</span></p>
<p><span> “Per noi il lago di Fimon – sottolinea l'assessore Pellizzari – è un luogo importante sotto tutti i punti di vista. Al riguardo stiamo valutando di collegare, attraverso un condotto, una sorgente che si trova sulle colline vicine al lago stesso, per creare le condizioni per un ricambio dell'acqua. Oggi le trenta piazzole create per il carp fishing vengono usate come spiaggette dai bagnanti ma non è per questo che sono state realizzate. Vogliamo restituire a Fimon la sua vocazione di luogo di incontro per i vicentini ma anche per gli amanti della pesca e della pratica sportiva marinaresca”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-06-28T13:23:36Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/seicentomila-euro-per-le-sorgenti-del-bacchiglione">
    <title>Seicentomila euro per le sorgenti del Bacchiglione</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/seicentomila-euro-per-le-sorgenti-del-bacchiglione</link>
    <description>  A tanto ammonta il finanziamento dell'Unione Europea, ottenuto grazie alla sinergia tra   Assessorato Provinciale alle Risorse Idriche, Consorzio Alta Pianura Veneta, Veneto Agricoltura,   Servizio Forestale Regionale,   Comuni di Caldogno, Dueville e Villaverla.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Seicentododicimila euro. </span></p>
<p><span>A tanto ammonta il finanziamento dell'Unione Europea sul Progetto Sor.Ba., per la riqualificazione, come suggerisce l'acronimo, delle Sorgenti del fiume Bacchiglione. Riconosciuto nell'ambito del Life+, il paziente lavoro intessuto dall'Assessorato Provinciale alle Risorse Idriche e presentato dall'Assessore Paolo Pellizzari assieme a Antonio Nani, Presidente del Consorzio Alta Pianura Veneta, Marcello Vezzaro, Sindaco di Caldogno, Giuseppe Bertinazzi, Sindaco di Dueville, Egidio Bicego, Sindaco di Villaverla, Miria Righele, Dirigente del Servizio Forestale Regionale e Roberto Fiorentin, Responsabile del Centro Vivaistico di Montecchio Precalcino di Veneto Agricoltura, comincia a dare frutti concreti facendo intravedere un vero e proprio sistema di zone di pregio ambientale che sarà completato dal Parco del Tesina, dal Parco del Retrone e dal lago di Fimon. </span></p>
<p>  <span><span> </span>“La nostra azione al riguardo – sottolinea l'Assessore Provinciale paolo Pellizzari – prevede un riassetto complessivo di un'area importantissima per le risorgive che va dal Centro Idrico di Novoledo fino all'ex piscicoltura “Le Sorgenti”. Il riconoscimento europeo è il segno che stiamo procedendo nella direzione giusta”. </span></p>
<p><span>Previste tutta una serie di azioni, dall'abbattimento delle strutture esistenti e fatiscenti alla ricostruzione di un casetta per l'attività didattica e l'avanotteria, dalla sistemazione dei sentieri agli allestimenti, alla piantumazione di alberi e specie vegetali per la riqualificazione dell'habitat, dal movimento terra fino alla ricostruzione della morfologia originaria della risorgiva e del corso del Bacchiglioncello. </span></p>
<p><span></span>   <span><span> </span><span> </span>“Al riguardo – aggiunge Pellizzari – sottolineo con piacere lo sforzo dei Comuni di Dueville e Villaverla, cofinaziatori per 100mila euro in tre anni, come pure di Caldogno, amministrazione che non è direttamente interessata da queste azioni ma che pure non ha esitato a mettere a bilancio triennale 90mila euro”.<span> </span></span></p>
<p><span>Si tratta ora di acquisire dai proprietari attuali la disponibilità delle aree, al fine di<span> </span>cominciare ad avviare il progetto dal 2011, data in cui i soldi europei potranno essere impegnati. “Anche se la Commissione Europea ha stralciato qualche passaggio, la mia e nostra intenzione è quella di procedere alla realizzazione complessiva delle azioni individuate che consentiranno di rendere fruibile per la comunità vicentina un patrimonio ambientale importante”.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-06-07T14:54:46Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lago-di-fimon-via-ai-lavori-del-nuovo-imbarcadero">
    <title>Lago di Fimon: via ai lavori del nuovo imbarcadero</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/lago-di-fimon-via-ai-lavori-del-nuovo-imbarcadero</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Continua l’opera di riqualificazione del lago di Fimon. E si concentra sul tratto finale della strada che termina con un piccolo slargo da cui si accede al percorso circumlacuale riservato a pedoni e ciclisti. Un’area particolarmente frequentata proprio per la sua accessibilità e perché qui si noleggiano le barche a remi per turisti e visitatori. <br /> A breve ci sarà un motivo in più per trascorrerci il proprio tempo libero: l’Amministrazione Provinciale ha infatti individuato il nuovo affidatario dell’area che, come da progetto presentato, realizzerà un nuovo imbarcadero con l’obiettivo di riqualificare quest’area sia sotto il profilo ambientale-naturalistico che didattico-informativo che turistico-ricettivo. <br /> “Nella gara per la concessione dell’area –precisa l’Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari- abbiamo chiesto anche la realizzazione di un nuovo imbarcadero, da inserirsi in un contesto ambientale di pregio, quindi con materiali naturali e con la massima riduzione dell’impatto ambientale, e da armonizzare con le opere di riqualificazione che già abbiamo eseguito sull’intera area del lago di Fimon.” <br /> Il risultato è un intervento che comprende 3 opere essenziali: il pontile per l’approdo dei natanti, lo scivolo per alaggio e varo dei natanti e un manufatto in struttura lignea ad uso magazzino, informazioni, ristoro e wc. A presentarlo è stato Valter Tagliaro di Arcugnano, che si è distinto tra i tre progetti presentati per l’uso di materiali naturali e il risparmio energetico, l’apertura del chiosco tutti i giorni dell’anno e una speciale promozione per le scolaresche. Una vittoria ormai vecchia di un anno, ma bloccata da un ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Gozzi per conto del vecchio concessionario. Il Tribunale Amministrativo, che si è espresso giusto qualche giorno fa, ha escluso qualsiasi irregolarità da parte della Provincia, ed ha anzi sottolineato l’obiettività e la trasparenza con cui è stata gestita la gara pubblica. “Ora finalmente possono partire le opere –commenta l’Assessore Pellizzari- spiace solamente che per un anno i cittadini, e in particolare le famiglie, non abbiano potuto usufruire di un servizio che di certo andrà ad arricchire l’offerta del lago. Mi auguro che ora i lavori possano proseguire senza intoppi.” <br /> <br /> <strong>Il progetto “Tagliaro” </strong><br /> Il nuovo imbarcadero comprende 3 opere essenziali: il pontile, lo scivolo e un chiosco. <br /> Sarà aperto tutto l’anno anche durante la settimana e sarà interamente in legno. <br /> Il chiosco sarà una struttura multiuso, con servizio bar, punto informazioni e spazi a disposizione per attività didattiche e ricreative. Sarà dotato di bagni, compreso un bagno per persone diversamente abili, e docce che potranno essere utilizzate anche in modo indipendente dal chiosco. Verso il lago sarà realizzata una terrazza panoramica a forma di semiluna, anch’essa in legno, completamente sopra lo specchio d’acqua da cui poter avere la vista sul lago. <br /> Dal chiosco sarà possibile accedere alla zona adiacente al pontile tramite un percorso accessibile anche ai diversamente abili, realizzato con materiali naturali in armonia col lago. L’area di pertinenza sarà attrezzata con tavoli, sedie e cestini per poter consumare un pasto “al sacco”, oltre che opportunamente arricchita con specie arboree e floreali avendo cura di mantenere il più possibile le specie esistenti. <br /> La zona prospiciente l’imbarcadero sarà dotata di panchine e sdraio per permettere agli utenti di gustarsi il lago completamente in relax oltre che fornire un punto in cui potersi riposare e rifocillare durante la passeggiata. <br /> Il pontile avrà la forma a L, di tipo galleggiante, in legno di larice. Sarà illuminato con faretti e lampioncini e attrezzato con panchine in modo da essere utilizzato anche la sera per passeggiate romantiche. Avrà punti di attracco per natanti e sarà dotato di 20 barche a remi omologate per il noleggio. <br /> Sia per ridurre l’impatto ambientale sia per restare in armonia con il contesto lacustre e naturalistico, si utilizzeranno materiali normalmente reperibili in natura quali il legno, i sassi, la ghiaia. Inoltre c’è l’intenzione di dotare la struttura di tecnologia all’avanguardia avvalendosi di fonti di energia alternativa come i pannelli solari o fotovoltaici per riscaldare l’acqua o produrre energia elettrica. Il chiosco avrà pareti coibentate per favorire il risparmio energetico. <br /> L’imbarcadero nel suo complesso sarà accessibile alle persone con difficoltà di deambulazione, mediante la realizzazione di un apposito percorso opportunamente segnalato. Un posto opportunamente attrezzato agevolerà la salita in barca dei non deambulanti. <br /> Il nuovo concessionario propone anche una speciale promozione per le scuole: un giorno fisso alla settimana, ancora da stabilire, il noleggio delle barche sarà completamente gratuito, con possibilità di avere una guida che illustri flora, fauna e specie ittiche caratteristiche del lago. Un servizio che verrà gestito in collaborazione con le associazioni di vela e di pesca che già operano al lago. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-06-07T07:54:55Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/pozzi-bevitori-una-sperimentazione-riuscita">
    <title>Pozzi bevitori: una sperimentazione riuscita</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/pozzi-bevitori-una-sperimentazione-riuscita</link>
    <description>  I volumi idrici registrati nei due pozzi bevitori realizzati in località Tezzon a Cornedo Vicentino parlano chiaro: nei 6 mesi e mezzo di monitoraggio oltre 1 milione e 300mila metri cubi di acqua immagazzinati.      </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>I dati fanno ben sperare. </span></p>
<p><span>I volumi idrici registrati nei due pozzi bevitori realizzati in località Tezzon a Cornedo Vicentino nel maggio 2009 ma messi a regime nel giugno successivo, parlano chiaro: nei 6 mesi e mezzo di monitoraggio oltre 1 milione e trecentomila metri cubi di acqua immagazzinati<span> </span>grazie alla convenzione tra la Provincia di Vicenza e l'ex Consorzio di Bonifica Riviera Berica ora Alta Pianura Veneta ed alla successiva collaborazione con l'amministrazione comunale cornedese. </span></p>
<p><span>Un dato importante e sorprendente come conferma l'Assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari: “Avevamo stimato in 200mila metri cubi per pozzo in un anno, attestando la soglia di successo sui 500mila metri cubi. Questa sperimentazione, complementare ai classici sistemi di ricarica della falda che necessitano di ampie superfici si sta dimostrando efficace anche a fronte di un investimento davvero irrisorio calcolando che ogni impianto è costato appena 10mila euro grazie anche all'intervento del Consorzio che ci ha messo la mano d'opera”. </span> <span> </span> <span><span> </span><span> </span>Come è noto sono sufficienti piccole aree per costituire un sistema detto disperdente che si affida a strutture verticale di 2 metri di diametro e 6 metri di profondità e collegati con paratoie alla rete irrigua o appunto a rogge con acque di buona qualità”. </span></p>
<p><span>E che la Roggia dei Lecchi, derivazione dal torrente Agno, risponda a queste caratteristiche lo conferma Lorenzo Altissimo, direttore del centro idrico di Novoledo: “Noi abbiamo in essere una convenzione con la Provincia legata proprio al monitoraggio delle acque di ricarica. Dal settembre 2009 abbiamo realizzato 8 controlli ed i dati relativi all'infiltrazione in questi due pozzi sono più che confortanti. L'acqua non ha metalli né presenta sostanze organiche inquinanti, è di durezza bassa come pure basso è il residuo”.</span> <span> </span> <span><span> </span></span></p>
<p><span>Monitorate mediante bioindicatori naturali (leggi, muschi acque), le acque di infiltrazione saranno ulteriormente verificate attraverso piezometri posti a valle del percorso che valuteranno il cosiddetto materasso alluvionale (pietrisco e pietrame) di cui ogni pozzo si compone. “E soprattutto – ricorda<span> </span>il geologo Andrea Sottani – bisognerà estendere la valutazione al lungo periodo per capire il comportamento del livello della falda freatica”.<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-06-07T07:52:22Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/allarme-alghe-al-lago-di-fimon">
    <title>Allarme alghe al lago di Fimon</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/allarme-alghe-al-lago-di-fimon</link>
    <description>  A lanciarlo l'Assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari, che al riguardo non usa mezzi termini: “Il lago si sta atrofizzando". Un'intesa con l'Università di Parma per scoprirne le cause.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Lago di Fimon, allarme alghe. </span></p>
<p><span>A lanciarlo l'Assessore Provinciale Paolo Pellizzari, che al riguardo non usa mezzi termini: “Il lago si sta atrofizzando. Ovvero sta morendo. La fioritura abnorme delle alghe, la presenza di mucillagine e l'espandersi delle ninfee sta togliendo ossigeno a tutto l'ambiente e determinato la scomparsa della castagna d'acqua. Inoltre anche il canneto si sta riducendo in modo preoccupante e da qualche tempo assistiamo ad una moria preoccupante di lucci, esemplari dai 50 ai 100 centimetri e dal peso considerevole”. </span></p>
<p><span>Un vero e proprio bollettino di guerra. Basta del resto una semplice occhiata: l'antico specchio d'acqua è oramai un tappeto verde senza soluzione di continuità. Ovunque spazi lo sguardo. “Fino a qualche tempo fa – continua Pellizzari – c'era appunto il canneto, la zona delle ninfee e, verso il centro, la parte acquatica che veniva impegnata per l'attività sociale dei pescatori e della Lega Navale. Ora non è più così, le alghe hanno invaso tutto rendendo praticamente impossibile, quando<span> </span>non pericolosa, la navigazione”. </span></p>
<p><span></span> <span><span> </span><span> </span>Prova ne sia la decisione presa dal presidente della Lega Navale Piergiorgio Xodo di lasciare alla fonda tutte le imbarcazioni dopo dopo l'ultima regata di qualche settimana fa. “Non si riesce più a navigare, neppure a pagaiare, e pertanto siamo stati costretti a scendere a terra. Abbiamo sospeso tutti i corsi a cominciare da quelli promozionali per scuole e piccini”. </span></p>
<p><span>Bandiera bianca anche sul versante dei pescatori. E qui il rammarico diventa angoscia di fronte al drammatico spettacolo degli splendidi esemplari di luccio recuperati morti: “Novantasei in pochi giorni – sottolinea Silvano Foladore del Bacino zona Pesca B – e tutti di belle dimensioni. Questo lago è un patrimonio di tutti, vi sono 75 tonnellate di pesce in un'acqua che gli esami di Arpav hanno dichiarato addirittura potabile. Però la proliferazione in atto sta togliendo l'ossigeno al lago. Assistiamo a fenomeni inspiegabili, come la moria di cui sopra e la colonizzazione delle ninfee gialle a danno delle bianche, come se le prime stessero aggredendo le seconde. In più abbiamo dovuto sospendere la caccia al siluro ed al gambero killer, del quale, lo scorso anno, abbiamo catturato 3500 esemplari”.</span></p>
<p><span><span> </span>La soluzione sarebbe la più ovvia: sfalciare periodicamente questo tappeto verde e ovviamente stoccare altrove il materiale asportato. “Sì – conclude Pellizzari – ma finché non veniamo a conoscenza delle cause di questo fenomeno rischiamo solo di mettere delle toppe. Per questo abbiamo contattato l'Università di Parma e spero che a breve il tutto si concretizzi in un protocollo d'intesa e successivamente in un'indagine serrata che ci consenta di trovare le soluzioni più idonee e poi di definire un Piano di gestione”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-31T14:22:20Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/rapporto-sullacqua-nellarea-dal-molin">
    <title>Rapporto sull'acqua nell'area Dal Molin</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/rapporto-sullacqua-nellarea-dal-molin</link>
    <description>  Nessun pericolo per l’acqua nell’area dell’insediamento americano presso l’aeroporto “Dal Molin” . L’Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari ha illustrato un'esauriente relazione alle commissioni consiliari congiunte prima (problemi istituzionali) e quarta (governo del territorio).   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong></strong>Nessun pericolo per l’acqua nell’area dell’insediamento americano presso l’aeroporto “Dal Molin” . L’Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari ha illustrato alle commissioni consiliari congiunte prima (problemi istituzionali) e quarta (governo del territorio) il rapporto sulle acque superficiali e sotterranee frutto di una attenta analisi da parte dei tecnici della Provincia, di Arpav e del Centro Idrico di Novoledo sulla documentazione fornita dalla Regione Veneto relativa al sistema di monitoraggio ambientale, cioè matrice biologica, fauna acquatica e terrestre, analisi chimiche delle acque del Bacchiglione e analisi quali-quantitative della falda come previsto dalla Vinca (valutazione di incidenza). <br /> I dati sono stati integrati con sopralluoghi fatti in prima persona da Provincia e Centro Idrico di Novoledo affiancati da Comune di Vicenza, Arpav e Genio Civile. <br /> E’ stato in questo modo possibile rasserenare i consiglieri, e attraverso loro i cittadini, in merito alle preoccupazioni manifestate anche, ma non solo, attraverso un’interrogazione e un esposto alla Procura. <br /> <br /> </span></p>
<ol>
<li><span>Alterazione della qualità e della quantità dell’acqua</span> </li>
</ol>
<p><span>La falda è monitorata da piezometri per il rilievo quali-quantitativo. Non è stata rilevata alcuna alterazione. Lo scostamento della falda riscontrato è fisiologico e non desta preoccupazione. In 5 piezometri si è tuttavia riscontrata la presenza di tracce di tricloroetilene, che dovrebbe invece trovarsi nella falda profonda. La questione è allo studio e sarà oggetto di ulteriori analisi. Ulteriori analisi sono anche previste per il superamento dl limite del cloruro di vinile e del dicloropropano in alcuni pozzi: è da verificare se possono rientrare nell’episodio di inquinamento per cui è già in atto una procedura di bonifica o se sono da attribuire ad altre contaminazioni. <br /> <br /> </span></p>
<ol>
<li><span>Alterazione delle acque superficiali: ristagni di acque e scarichi del cantiere nel Bacchiglione</span> </li>
</ol>
<p><span>Il ristagno delle acque verificato in superficie è da addebitare ad un fattore meteorologico. Specifici sopralluoghi effettuati autonomamente a una decina di giorni dalle ultime precipitazioni hanno fatto rilevare terreno asciutto. L’assessore Pellizzari ha comunque garantito che i controlli continueranno. Non sono stati verificati scarichi sospetti nel Bacchiglione. <br /> <br /> </span></p>
<ol>
<li><span>fornitura dell’acqua: utilizzo di pozzi all’interno della base</span> </li>
</ol>
<p><span>La quantità di acqua utilizzata è quella oggetto di contratto: 500metri cubi al giorno con attingimento da acquedotto. I dati sono stati forniti da Aim e confermati dal Commissario Straordinario Paolo Costa. C’è un unico pozzo artesiano pre-esistente all’insediamento americano, ma non è utilizzato. L’Assessore Pellizzari chiederà che venga chiuso. <br /> <br /> </span></p>
<ol>
<li><span>depurazione delle acque reflue</span> </li>
</ol>
<p><span>c’è uno specifico progetto di Aim per il recupero di queste acque e il loro convogliamento nel depuratore di Casale <br /> <br /> I consiglieri hanno ampiamente partecipato alla discussione seguente l’illustrazione dei dati, avvenuta a cura della responsabile del servizio risorse idriche Teresa Muraro. “A significare –ha commentato Paolo Pellizzari- che l’argomento sta a cuore a tutti, a prescindere dal colore politico e a prescindere dalle idee personali in merito all’insediamento americano.” La relazione dell’Assessore sarà quindi ripetuta ogni qualvolta arriveranno dalla Regione Veneto nuovi dati in merito al monitoraggio ambientale, commentati e analizzati, come per questa prima volta, da Provincia, Arpav e Centro Idrico di Novoledo. Secondo le volontà dei consiglieri provinciali, continuerà dunque l’attività di controllo della Provincia che anzi, a detta di Pellizzari, sarà intensificata e sarà estesa all’area a nord del Dal Molin, in modo da avere parametri precisi con cui confrontare i dati provenienti dalla Regione.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-12T07:58:56Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-convegno-sul-carsismo">
    <title>Un convegno sul carsismo</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-convegno-sul-carsismo</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Acquiferi carsici ed esplorazioni speleosubacquee: questi i temi del convegno in programma mercoledì 12 maggio alle ore 20.30 a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore ed illustrati questa mattina a palazzo Nievo dall'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari, presente Romano Trevisiol, presidente del Gruppo Gritte del CAI di Vicenza intitolato a suo padre Gastone.<span> </span></span></p>
<p><span><span></span></span> <span> </span> <span><span> </span>“Il convegno – sottolinea Pellizzari – chiude la Festa dell'Acqua ed è importante sia perché vedrà la partecipazione di Luigi Casati, una sorta di “guru” per gli appassionati del settore si annuncia intere, sia perché faremo il punto sul carsismo nella nostra Provincia. Questo fenomeno, infatti, si lega strettamente alla questione delle acque di falda e delle risorgive però è necessario capirne le dinamiche, conoscere le cavità carsiche e la loro vulnerabilità, visto che troppo spesso sono state usate come discariche”. </span> <span> </span> <span><span> </span></span></p>
<p><span>Luoghi sensibili, le grotte vicentine sono per lo più grotte sifonanti. Resta tutto da capire il percorso delle acque carsiche se è vero come ricorda l'Assessore Pellizzari che la sperimentazione svolta assieme al Gruppo “Proteo” di Vicenza per comprendere la relazione fra le acque dell'Altopiano di Asiago e le Grotte di Oliero non è riuscita a dare risultati.</span></p>
<p><span> “Dopo la metà di maggio ripartiremo con altre prove, usando stavolta la Fluorescina, certo questo significa che il bacino imbrifero è vastissimo”. </span> <span> </span> <span><span> </span>Romano Trevisiol, dal canto suo, punta il dito contro lo stato di degrado in cui si trovano molti siti, e non solo dell'Altopiano. “Detto che il buco più importante ed esteso è il Buso della Rana a Monte di Malo – 27 chilometri di sviluppo con ben due bivacchi e non del tutto esplorato – ci sono cavità dove l'uomo ha buttato dentro di tutto: dalle carcasse di animali domestici, anche mucche, morti di malattia, a prodotti tossico-nocivi come Eternit, bidoni di olio esausto e di vernice. Sull'Altopiano di Asiago, al Turcio, la grotta di Busa Fonda presenta uno spessore di immondizie di 92 metri su 105 metri di sviluppo. E per non parlare della Voragine Valmarana, un tempo la regina dei Berici, trasformata in passato in vera e propria discarica dal Comune di Altavilla Vicentina”. </span></p>
<p><span>Difficile per i circa 200 appassionati degli 8 Gruppi vicentini (28 in tutto il Veneto) riuscire a bonificarli. Per i costi, proibitivi, e le difficoltà tecnico-naturali. “Lavorano come formiche – plaude Pellizzari – ma più di tanto non si riesce a fare. Però la loro collaborazione è per noi preziosa ed importante”<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-12T07:44:54Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/maracchi-e-i-segreti-della-metereologia">
    <title>Maracchi e i segreti della metereologia</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/maracchi-e-i-segreti-della-metereologia</link>
    <description> L'assessorato alle Risorse Idriche organizza venerdì 9 aprile 2010 alle 15 a Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore una conferenza dal titolo "I cambiamenti climatici: verso una nuova rivoluzione?". Relatore d'eccezione Giampiero Maracchi. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Rischi idraulici, dissesti idrogeologici, falde a rischio. </span></p>
<p><span>Quello che fino a qualche tempo fa poteva sembrare catastrofismo di maniera è oggi uno scenario purtroppo reale. A confermarlo gli studio sulle variazioni climatiche degli ultimi decenni e pure la cronaca giornalistica, che anche alle nostre latitudini (vedi la frana dello scorso anno a Recoaro Terme) non manca di registrare episodi e fenomeni preoccupanti. </span></p>
<p><span>“E' uno scenario – sottolinea l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari – con il quale dobbiamo imparare a convivere dal momento che il surriscaldamento degli Oceani, e del Mediterraneo in particolare, sta determinando conseguenze imprevedibili ma decisive, come ad esempio lo spostamento più a nord dell'anticiclone delle Azzorre con conseguente inserimento di quello libico, che porta quel caldo insopportabile,e, quando questo perde di intensità, delle correnti fredde dell'Atlantico, portatrici di piogge”.</span></p>
<p><span><span> </span></span>   <span><span> </span>Dati e studi che venerdì 9 aprile, a partire dalle ore 15, verranno illustrati a villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore da Giampiero Maracchi, ordinario della Facoltà di Agraria di Firenze, che in un convegno organizzato dalla Provincia di Vicenza ed in collaborazione con l'Accademia Olimpica spiegherà i cambiamenti climatici su scala globale e nazionale. </span></p>
<p><span>“Maracchi e non a caso – continua Pellizzari – trattandosi di uno degli esperti più preparati e rigorosi del settore. Il fulcro, però, è proprio l'argomento. I cambiamenti climatici ci toccano sempre più da vicino. La modifica nella composizione dell'atmosfera causata dall'immissione di gas che trattengono la radiazione terrestre, comporta una variazione del clima a vari livelli. Le conseguenze sono l'innalzamento delle temperature, la modifica della piovosità con siccità invernale e rovesci fortissimi, vere e proprie bombe d'acqua, anticipazione delle primavera biologica ed altro”.</span></p>
<p>  <span><span> </span>Occasione per un quadro scientifico completo, il convegno fornirà anche alcuni “consigli pratici” per evitare di ritrovarsi quanto meno al centro della cronaca. “Dal punta di vista pratico – conclude l'Assessore – dobbiamo cominciare a prendere atto che dobbiamo rapportarci con questa realtà nella costruzione di opere di contenimento, per quanto riguarda la stessa dimensione standard delle sezioni delle tubature che, pur a fronte di una riduzione dei giorni di precipitazioni, debbono sopportare un maggiore volume di acqua quando queste si verificano, nella prevenzione dei rischi ambientali – e quanto successo in Sicilia o in Calabria si è già verificato a Recoaro dove è venuta giù una montagna solo che qui non c'erano case -<span> </span>ed anche per la ricarica delle falde”. </span></p>
<p><span>Informare per prevenire, curare sarebbe già tardi.<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-04-08T12:40:51Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/seconda-festa-provinciale-dellacqua">
    <title>Seconda Festa Provinciale dell'Acqua</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/seconda-festa-provinciale-dellacqua</link>
    <description> Appuntamento domenica 28 marzo al lago di Fimon, dove associazioni ed enti che si occupano di acqua proporranno iniziative di conoscenza della grande ricchezza idrica del vicentino e intrattenimento per i più piccoli. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>Seconda festa provinciale dell'acqua. </span></p>
<p><span>Continua l'azione di sensibilizzazione sull'uso intelligente della grande ricchezza idrica vicentina da parte dell'Assessorato Provinciale alle Risorse Idriche sulla grande ricchezza idrica vicentina. Dopo piazza dei Signori a Vicenza, stavolta sarà il lago di Fimon ad ospitare, nella Domenica delle Palme, l'intera manifestazione. Non a caso, visto il grande impegno di palazzo Nievo nel recuperare e valorizzare al meglio questo sito sotto il profilo ambientale, ittico, turistico e associativo. </span></p>
<p><span>“Volevamo proporla – sottolinea l'Assessore Paolo Pellizzari – il 22 Marzo, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, invece per motivi meteorologici l'abbiamo spostata a domenica. Sarà una grande kermesse per spiegare cosa significa per noi Vicentini questo bene, quali sono le criticità, quali i comportamenti, anche privati, da adottare, e che tipo di politiche stiamo mettendo in atto per assicurarne la piena fruizione anche nel futuro. Per questo siamo debitori di un grosso grazie al comune di Arcugnano nelle persone del Sindaco Paolo Gozzi, del Vice-sindaco Federico Bedin e dell'Assessore all'ambiente Giovanni Reato per la sensibilità dimostrata e la collaborazione decisiva”. </span></p>
<p><span>Organizzata assieme ai Gestori dei Servizi Idrici Etra, AVS, Acque Vicentine, agli AATO Brenta e Bacchiglione, al Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, al gruppo speleologico Proteo ed al gruppo grotte Trevisiol, al CAI di Vicenza, a Vi.Energia, al CONI e alla Lega Navale sezione di Vicenza, la giornata vedrà la presenza attiva della municipalità arcugnanese attraverso amministratori e associazionismo, tra cui Pro Loco, Protezione Civile ed Alpini.</span></p>
<p><span> “Ad ognuno il suo compito. Per quanto riguarda la Provincia la nostra è un'esigenza di divulgazione. Su questo ognuno interverrà curando un aspetto particolare”. </span></p>
<p><span>Si va dai bicchieri d'acqua distribuiti dall'azienda di casa AIM, alla ricognizione affascinante ma per certi versi sconfortante del gruppo Proteo sulle oltre 4000 grotte naturali del Vicentino, all'impegno intelligente dei pescatori del Bacino B che mostreranno al pubblico esemplari di oltre 1,50 metri di siluro catturati nello specchio lacustre - “recentemente abbiamo tirato su qualcosa come 7 tonnellate di esemplari di questa specie” - e l'avannotteria creata in luogo del depuratore, primo caso in Italia; alla gita in barca a vela offerta dai soci della Lega Navale che coglierà l'occasione, come conferma il presidente Giorgio Xodo, per offrire anche una piccola mostra delle barche nautiche più significative: dal kayak al tridentino ad un Sandolo Veneziano interamente costruito da un associato. </span></p>
<p><span>Ancora, nei vari stand si potrà ammirare un casetta con pannelli fotovoltaici (Vi.Energia), avere gratuitamente riduttori di flusso per i rubinetti (Provincia), ammirare il modello idraulico del ciclo dell'acqua in scala (Alta Pianura Veneta). </span></p>
<p><span>I punti di ristoro sono affidati ai giovani della Pro Loco, presenti nel lato sud (torte, focacce e dolci pasquali) e alle penne nere che prepareranno panini con sopressa, forse una porchetta, e sicuramente proporranno una farmacia alpina a base de quel bon. </span></p>
<p><span>Si potrà arrivare in auto e parcheggiare, per la simbolica cifra di un euro per tutto il giorno, nei 3 parcheggi creati per l'occasione. </span></p>
<p><span>Per i bambini anche giostre gonfiabili offerte dal Cai e per tutti la possibilità di una gita panoramica sul trenino messo a disposizione gratuitamente dalla Provincia di Vicenza. </span></p>
<p><span>Saranno montati anche dei pannelli con alcuni slogan. Perché in ogni gita fuori porta non deve mancare la consapevolezza di quello che si trova e si rischia anche di perdere. Dunque tutti al lago di Fimon, per una domenica spensierata e responsabile. “E il prossimo anno – conclude l'Assessore Pellizzari – vorrei portarla nella zona delle sorgenti del Bacchiglione. C'è davvero tanto da conoscere e da vedere nella nostra bella provincia”.<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-25T15:30:48Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/la-provincia-in-difesa-della-cascata-della-val-civetta">
    <title>La Provincia in difesa della cascata della Val Civetta</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/la-provincia-in-difesa-della-cascata-della-val-civetta</link>
    <description> L'Assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari invia in Regione 19 osservazioni contro l'autorizzazione di una centrale idroelettrica sul tratto terminale del torrente Civetta che restituirebbe l'acqua sull'Astico oltre un chilometro più a valle. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>“Condivido lo scetticismo espresso dal presidente del Bacino Astico Leogra, cavaliere Mario Casalini, sul progetto per l'utilizzazione del salto della Val Civetta”. </span><span></span></p>
<p><span>Sulla richiesta di una ditta privata di realizzare una centrale idroelettrica<span> </span>da<span> </span>3.650.000<span> </span>KWh/anno, sul tratto terminale del torrente Civetta e con restituzione sul torrente Astico a circa 1.3 Km più a valle, l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari esprime più di una perplessità. </span><span>Detto che l</span><span>’</span><span>impianto è del tipo ad acqua fluente e prevede in sintesi uno sbarramento d’alveo del torrente val Civetta, un'opera<span> </span>di<span> </span>presa<span> </span>costituita<span> </span>dal<span> </span>canale<span> </span>adduttore,<span> </span>sghiaiatore<span> </span>e<span> </span>dissabbiatore, va sottolineato come ad una<span> </span>ventina<span> </span>di<span> </span>metri<span> </span>più<span> </span>a<span> </span>valle<span> </span>dell’opera<span> </span>di<span> </span>presa<span> </span>hanno<span> </span>inizio<span> </span>le cascate della Val Civetta, che verrebbero pertanto “chiuse” con conseguenze importanti, se non addirittura pesanti sotto il profilo paesaggistico ambientale. </span></p>
<p><span></span><span>“Il<span> </span>torrente<span> </span>Civetta – sottolinea Pellizzari - scende<span> </span>dall’Altopiano dei Fiorentini e confluisce nell’Astico, di cui è il principale affluente, subito a valle dell’abitato di Lastebasse, alimentandolo nei periodi di magra. La presenza di fauna ittica è significativa (trota fario, scazzone, rari esemplari di trota marmorata) e nel Civetta si attuano importanti attività ittiogeniche”. </span><span></span></p>
<p><span>Una premessa necessaria alle osservazioni, ben 19!, che motivano la riserva dell'Assessorato riguardo all'opera e alle motivazioni addotte. Nel mirino la mancanza della valutazione dell'impatto cumulativo con<span> </span>altri<span> </span>elementi<span> </span>di<span> </span>pressione<span> </span>ambientale<span> </span>già<span> </span>attivi<span> </span>sul<span> </span>territorio<span> </span>in<span> </span>oggetto (ed esempio la<span> </span>cava<span> </span>al termine della Val Civetta e la strada di fondovalle), l'inattendibilità scientifica dei dati idraulici di portata, risalenti a 10 anni fa e proposti da un privato, la mancanza dei dati di evapotraspirazione e dell'analisi circostanziata delle curve di durata che sintetizzano le disponibilità idriche presenti nel bacino. </span></p>
<p><span></span><span>“Non c'è, inoltre, una valutazione adeguata relativa all’impatto<span> </span>della<span> </span>diminuzione<span> </span>di<span> </span>portata<span> </span>sull' Astico che per giunta in periodi di<span> </span>magra resterebbe praticamente in secca per tutto questo tratto. Questo lede anche il diritto dei pescatori di esercitare la propria passione in quella sezione di fiume in pratica per tutto l'anno. Non c'è poi un'analisi costi-benefici ma solo costi, manca<span> </span>ogni<span> </span>riferimento<span> </span>ai<span> </span>fabbisogni<span> </span>energetici<span> </span>che determinano<span> </span>la<span> </span>necessità dell’impianto<span> </span>e<span> </span>la<span> </span>valutazione<span> </span>di<span> </span>alternative<span> </span>strategiche, non si tiene conto dell’impatto che il progetto può avere in primis sul corso d’acqua”. </span></p>
<p><span></span><span>Per non parlare della riduzione del valore paesaggistico dell'area, che oggi esercita un sicuro richiamo turistico come dimostrano diverse pubblicazioni. </span><span><span> </span></span><span>Le cascate della Val Civetta, tra le poche presenti in Provincia di Vicenza (altra molto frequentata cascata è la “Montagna spaccata” a Recoaro), costituiscono un sito di particolare fascino turistico, ma una cascata senza acqua è solo una parete rocciosa come tante, priva di grande interesse. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-09T15:58:00Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/domenica-ecologica-al-lago-di-fimon">
    <title>Domenica ecologica al lago di Fimon</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/domenica-ecologica-al-lago-di-fimon</link>
    <description>  Appuntamento domenica mattina 28 febbraio.   Organizzata dal Bacino di Pesca Zona B in collaborazione con la Lega Navale Italiana e con il patrocinio della Provincia di Vicenza, il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e il Comune di Arcugnano.      </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Ci saranno i volontari della Protezione Civile, dei Gruppi Alpini, degli scouts, della Pro Loco, dei donatori di sangue, dell'Aido, delle associazione Valli e Lago di Fimon e Val dei Mulini, del Gruppo Cacciatori, della Lega Navale, dell'associazione Neve e Roccia, di Bici da Trodi team, del gruppo ciclisti del Tormeno, del Moto Club Vecchie Glorie e delle realtà di S.Agostino. La Giornata Ecologica al Lago di Fimon, in calendario <strong>domenica mattina 28 febbraio</strong>, sarà l'occasione per riavvicinare un'area di pregio del territorio alla sua comunità. Organizzata dal Bacino di Pesca Zona B in collaborazione con la Lega Navale Italiana e con il patrocinio della Provincia di Vicenza, il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e il Comune di Arcugnano, la giornata sarà dedicata alla pulizia delle sponde e degli ambienti attorno allo specchio d'acqua, all'insegna dell'ambiente e della biodiversità. </span> <span><br /> <br /> “</span> <span>Sarà inoltre un momento importante di conoscenza –sottolinea l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari– delle iniziative da noi attivate per riqualificare in tutte le sue componenti – ambientali, turistiche, ittiche e archeologiche – questo antichissimo ed importante sistema che è Fimon”. Tanti gli interventi realizzati per renderlo fruibile e vivo, molti dei quali visibili anche ad occhio nudo, come le piazzole per il carp fishing o la splendida passerella per i disabili, vera e propria terrazza sulle placide onde. </span> <span><br /> <br /> “</span> <span>Ma soprattutto ci sono stati e sono in atto una serie di lavori che, oltre a definire le origini storiche, affrontano anche il problema di un futuro legato allo stato di ossigenazione delle acque e alla presenza di vegetazione e fauna intrusiva”. Pensiero e azione, dunque, dal momento che anche stavolta sarà sicuramente notevole la quantità di materiale che verrà rimosso. Al riguardo due le persone messe a disposizione dal Comune per lo smistamento dei rifiuti raccolti al fine di assicurare la raccolta differenziata e quindi uno “smaltimento intelligente”.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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      <dc:subject>Risorse idriche</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ambiente</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-26T13:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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