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  <title>Provincia di Vicenza</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/visita-del-prefetto-fallica-al-presidente-schneck">
    <title>Visita del Prefetto Fallica al Presidente Schneck</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/visita-del-prefetto-fallica-al-presidente-schneck</link>
    <description>  Attilio Schneck ha salutato questa mattina, nel suo ufficio di palazzo Nievo, il nuovo Prefetto di Vicenza Melchiorre Fallica. Un incontro molto cordiale, che al di là dell'ufficialità e dell'etichetta, ha messo di fronte due persone abituate a lasciar parlare i fatti più che le parole.     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>“Benvenuto a Vicenza. Spero si trovi bene qui da noi”. </span></p>
<p><span>Un augurio sincero seguito da una vigorosa stretta di mano: così il Presidente della Provincia Attilio Schneck ha salutato questa mattina, nel suo ufficio di palazzo Nievo, il nuovo Prefetto di Vicenza Melchiorre Fallica. </span></p>
<p><span>Un incontro molto cordiale, che al di là dell'ufficialità e dell'etichetta, ha messo di fronte due persone abituate a lasciar parlare i fatti più che le parole.<span> </span></span> <span> </span> <span><span> </span><span> </span></span></p>
<p><span>“Vicenza ed il Veneto – sottolinea il Presidente Schneck – sono terre di concretezza ed operosità, in grado di rimboccarsi le mani anche in periodi delicati e sempre pronte a fare la loro parte in qualsiasi situazione. Se l'azione del Governo sembra tenere sempre più in conto le nostre peculiarità e le nostre esigenze, consapevole che lo sviluppo della Nazione è passato, passa e passerà ancora a Nord-Est, di contro è importante che lo Stato, inteso nella sua accezione di Comunità, ne abbia la migliore percezione possibile. Sono convinto che, nel rispetto delle proprie prerogative istituzionali e politiche, la collaborazione con il dottor Fallica sarà proficua ed importante”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-01-12T14:53:08Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/vicenza-e-treviso-armonizzano-gli-indennizzi-per-gli-espropri-della-pedemontana">
    <title>Vicenza e Treviso armonizzano gli indennizzi per gli espropri della Pedemontana</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/vicenza-e-treviso-armonizzano-gli-indennizzi-per-gli-espropri-della-pedemontana</link>
    <description>  Riunione congiunta questa  mattina a Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, per le Commissioni Provinciali Espropri di Vicenza e Treviso. Obiettivo: armonizzare i parametri di valutazione per assicurare un trattamento equo ai cittadini che subiscono il disagio di un esproprio.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong></strong>Riunione congiunta questa mattina a Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, per le Commissioni Provinciali Espropri di Vicenza e Treviso. All'ordine del giorno la volontà di armonizzare i parametri di valutazione per assicurare uniformità di trattamento ai cittadini interessati al passaggio della Pedemontana Veneta.<br /> Il tracciato della superstrada, infatti, interessa per il 60% territori vicentini e per il 40% territori che ricadono in provincia di Treviso. Avendo le due province tabelle di riferimento diverse, accade che proprietari di terreni al confine vedono riconosciuto un diverso importo di indennizzo. <br /> Di qui l'esigenza, fatta propria dal Consiglio Provinciale di Treviso e, a breve, anche da quello di Vicenza, di armonizzare i parametri di valutazione, con l'obiettivo di assicurare un trattamento equo ai cittadini che subiscono il disagio di un esproprio. Proposta avanzata alla Regione Veneto e a cui già il Commissario Straordinario Silvano Vernizzi ha dato parere positivo.<br /> “Prevediamo -afferma l'Assessore Nereo Galvanin, Presidente della Commissione Espropri di Vicenza- che i contenziosi non saranno molti. Recentemente, con la Valdastico Sud, non sono stati più del 5% del totale, anche perchè a chi accetta subito è riconosciuto un bonus. Tuttavia vogliamo essere pronti e stabilire fin d'ora una linea d'azione comune e concordata, in modo da poter poi decidere in maniera celere.”<br /> Il verbale della Commissione di stamattina verrà inviato al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al Commissario Vernizzi. <br /> Al Presidente Zaia verrà a breve chiesto anche un ulteriore incontro a cui possano partecipare le sette Commissioni Espropri del Veneto. Constatato, infatti, che i parametri di valutazione dei terreni subiscono modifiche da una provincia all'altra, si ritiene doveroso intervenire per stabilire criteri e valori omogenei, nel rispetto, naturalmente, delle tipicità e delle caratteristiche di ogni area. “Nel 2011 -spiega Galvanin- verranno riformulate le tabelle e in quell'occasione chiederemo non solo un tavolo comune tra le province, ma anche la previsione di tipologie particolari di colture, che necessitano di una valutazione a parte. Penso, solo per fare un esempio, alle colture biologiche: spostare una coltivazione di questo tipo necessita di procedure complesse, visto che per “purificare” un terreno da adibire a biologico servono 7-8 anni. E' doveroso che l'indennizzo dell'esproprio ne tenga conto.”<br /> Nel frattempo, prima del 2011, le Commissioni Provinciali Espropri verranno rinnovate, visto che, essendo di nomina regionale, hanno la stessa durata del mandato regionale. Sono composte da rappresentanti della Regione, della Provincia, dell'Agenzia delle Entrate, dell'Agenzia del Territorio, dell'Ater, delle associaioni di agricoltori e coltivatori.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Viabilità</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-06-28T13:35:22Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-tavolo-tecnico-per-risolvere-la-questione-provincia-aci-sulla-riscossione-dell2019ipt">
    <title>Un tavolo tecnico per risolvere la questione Provincia-Aci sulla riscossione dell’Ipt</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-tavolo-tecnico-per-risolvere-la-questione-provincia-aci-sulla-riscossione-dell2019ipt</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong></strong>Atto terzo per la questione che vede protagonisti Provincia di Vicenza, Aci e la convenzione che affida all’Aci la riscossione dell’Ipt, imposta provinciale di trascrizione, uno dei principali introiti economici per l’Ente di Palazzo Nievo. </span></p>
<p><span>Un mese fa il Consiglio Provinciale aveva approvato la durata annuale di una convenzione che costa all’Ente Provincia 300mila euro all’anno. La settimana scorsa, su imposizione di Aci, il Consiglio aveva dovuto tornare sui suoi passi e approvare una durata di 5 anni, così come deciso da Aci a livello nazionale, e possibilità di recesso annuale. </span></p>
<p><span>Il terzo atto si svolge attorno ad un tavolo allestito a Palazzo Arnaldi, sede del settore Ragioneria della Provincia, dove si confrontano l’Assessore al Bilancio della Provincia Cristiano Sandonà, il Direttore Regionale Aci Alberto Ansaldi, Gaetano Cusmano direttore del Pra di Vicenza, Calogero Calì direttore della Motorizzazione Civile, Alberto Trevisan della Cassa di Risparmio del Veneto tesoriere della Provincia, ognuno accompagnato da funzionari e dirigenti per affrontare il tema sia sotto l’aspetto politico che tecnico. Presente anche Cristian Martari per l’Urpv (Unione Regionale Province Venete), perché se Vicenza dovesse trovare una soluzione alternativa all’affidamento all’Aci, le Province Venete sono pronte a copiare l’idea. </span></p>
<p><span>Idea tutta da studiare, ma che si propone di cercare, dentro o fuori l’Ente secondo le procedure suggerite dalla normativa, una professionalità in grado di offrire un servizio di riscossione qualitativamente elevato ad un prezzo competitivo . Inferiore, naturalmente, a 300mila euro. L’obiettivo è di arrivare ad una soluzione prima di giugno 2010, in un termine, cioè, utile a rispettare quanto stabilito dall’accordo con Aci per una eventuale recessione a partire già dal 2011. Una volontà trasversale a Palazzo Nievo, tanto da poter contare sulla collaborazione fattiva di un consigliere di maggioranza, Ornella Galleazzo, e uno di opposizione, Matteo Quero. </span></p>
<p><span>“Lo scoglio –spiega l’Assessore Sandonà- è diversificare una convenzione che Aci ha previsto uguale per tutta Italia. Però 300mila euro diventano sempre più pesanti in un bilancio reso sofferente dalle tante esigenze da soddisfare a fronte degli scarsi trasferimenti. L’Ipt è una delle poche imposte di cui le Province dispongono, non possiamo rischiare di gestirla in maniera superficiale o poco attenta, ma è anche nostro dovere, nei confronti dei cittadini, investire al meglio i soldi che gestiamo. L’autorevolezza di coloro che siedono al tavolo e la capacità di dialogo e di confronto mi fanno ben sperare che riusciremo a trovare una soluzione condivisa.” </span></p>
<p><span>Il prossimo appuntamento è in programma per lunedì 8 febbraio, quando al tavolo siederanno anche l’Avvocatura della Provincia e i responsabili dei servizi informativi degli Enti coinvolti. </span></p>
<p><span>“Sappiamo –concludono Galleazzo e Quero- che abbiamo i riflettori di tutta Italia puntati su di noi, perché potremmo essere esempio per le altre Province, ed è proprio questo che ci dà stimolo per fare bene.”</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-01T11:33:18Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-convegno-sul-ruolo-delle-province-nel-federalismo-fiscale">
    <title>Un convegno sul ruolo delle Province nel federalismo fiscale</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-convegno-sul-ruolo-delle-province-nel-federalismo-fiscale</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>“Il ruolo della Provincia nel federalismo fiscale: opportunità e limiti”. </span> <span> </span> <span><span> </span><span> </span></span></p>
<p><span>In calendario domani, <strong>Sabato 6 Marzo a partire dalle ore 9.30, a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore</strong>, il seminario di studi organizzato dalla Provincia di Vicenza si inserisce a pieno titolo nel vasto dibattito nazionale su presente e futuro di un Ente in realtà fondamentale per la vita amministrativa, posizionato com'è tra le piccole comunità locali, che non sarebbero in grado di sostenere i costi di una pianta organica adeguata alle loro necessità e a cui fornisce supporto di professionalità e competenze, e la Regione, della quale attua le competenze. </span></p>
<p><span></span> <span> </span> <span><span> </span>Aperto dal Presidente <strong>Attilio Schneck</strong> e dal Segretario-Direttore Generale dottor <strong>Angelo Macchia,</strong> presenti il Ministro per la semplificazione normativa <strong>Roberto Calderoli</strong>, il vice-presidente vicario dell'Upi <strong>Dario Galli</strong>, <strong>Marcello Fracanzani</strong>, professore ordinario di diritto pubblico alla facoltà di Giurispudenza di Udine, l'incontro proporrà dunque una radiografia completa della situazione anche in vista della riforma fiscale in senso federalista e della ventilata creazione di nuove realtà territoriali, ben 21, che potrebbero aggiungersi a breve alle 110 (107 più le tre autonome) già esistenti.</span></p>
<p><span> </span> <span><span> </span><span> </span>“Sarà un dibattito ampio ed importante – promette il Presidente Schneck – dal momento che l'argomento non è solo di stretta attualità come confermato dall'odierna inchiesta del quotidiano “la Repubblica”, ma propone risvolti molto delicato sia alla luce del decreto “taglia-poltrone” proposto dal Ministro Calderoli sia in riferimento ai costi e alle entrate”. </span></p>
<p><span>Ancora poco conosciute ma benemerite, le Province costano oggi 14 miliardi di euro annui, 160 euro per cittadino, e la spesa è solo parzialmente compensata dalle entrate tributarie: 3.748.020 di euro tra Rc auto, tassa di trascrizione e addizionale energia. Oltre 61.000 i dipendenti, 4207 gli amministratori tra presidenti, vice, assessori e consiglieri. Sette Province sono nate negli ultimi anni, 19 sono quelle con meno di 200mila abitanti (il 17% del totale). Numeri sui cui il confronto sarà serrato.</span></p>
<p><span> </span> <span><span> </span><span> </span>“E sono ancora in pochi a sapere – conclude Schneck – che la Provincia organizza e gestisce corsi di formazione professionale, sovraintende ai Centri per l'Impiego, gestisce il trasporto pubblico extraurbano e promuove il territorio. E' importante che amministratori ed operatori dell'informazione partecipino ai lavori di Villa Cordellina, c'è in gioco anche il futuro del Vicentino”.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-05T10:40:25Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-anno-di-sportello-mutui">
    <title>Un anno di Sportello Mutui</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/un-anno-di-sportello-mutui</link>
    <description>  Sono state 1908 le persone che si sono presentate dal gennaio 2009 ai tre sportelli di Vicenza, Schio e Bassano, per un totale di 1029 contratti accesi, 806 acquisti di nuove case e 223 surroghe.  </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> <span>“I numeri fino a qui maturati dimostrano la lungimiranza non solo nostra ma anche degli istituti di credito e dei notai vicentini che hanno aderito alla nostra iniziativa. La sinergia porta sempre a risultati importanti, ma in questo caso si è dimostrata concretamente utile per i nostri concittadini”. </span></p>
<p><span>P</span><span>resentato questa mattina a palazzo Nievo dall'Assessore al Bilancio Cristiano Sandonà e da<span> </span>Enrico Mele, Presidente del Consiglio Notarile Riunito di Vicenza e Bassano del Grappa, il consuntivo dell'attività dell'Ufficio Mutui provinciale offre cifre e spunti di riflessione importanti. </span></p>
<p><span></span><span>“Sono state 1908 le persone che si sono presentate dal gennaio 2009 ai tre sportelli di Vicenza, Schio e Bassano, per un totale di 1029 contratti accesi, 806 acquisti di nuove case e 223 surroghe. Un interesse che è via via aumentato maggiori erano le informazioni e la conoscenza e ciò è tanto più vero se si pensa che dal dicembre dello scorso anno al 10 febbraio scorso sono stati 427 i vicentini che ci hanno contattati. In un periodo di crisi vuol dire che la casa è una necessità ancora sentita, un nervo scoperto, e che il prodotto da noi offerto è positivo”. </span></p>
<p><span></span><span>Più di 123 milioni di euro il controvalore dei mutui e 205 milioni di euro quello degli immobili, altro dato che la dice lunga sulla natura virtuosa di un'iniziativa che ad oggi non ha eguali in Italia, se si esclude l'esperienza di Treviso, virtualmente chiusa. </span></p>
<p><span></span><span>“Non c'è un insoluto – continua Sandonà – e questo significa che ad ognuno è stato prospettata la miglior tipologia di mutuo. Vorrei anche sottolineare che la funzione di garanzia è valsa anche per chi non ha stipulato un contratto, che spesso non era nella situazione migliore per potervi accedere e che pertanto non andrà incontro a conseguenze drammatiche in caso di difficoltà o insolvenza”. </span><span></span></p>
<p><span>Detto che gli uffici di Bassano del Grappa e Schio sono aperti rispettivamente il martedì ed il giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17,<span> </span>Sandonà ringrazia gli enti locali che hanno collaborato (“come il comune di Vicenza che saggiamente ha evitato di aprire un proprio ufficio appoggiando il nostro sportello”) ma invita tutte le amministrazioni a dotarsi del materiale illustrativo messo a disposizione gratuitamente dalla Provincia e a distribuirlo ai loro amministrati. “Una squadra vince se ha tanti buoni giocatori. Uno da solo non basta”. </span><span></span></p>
<p><span>Chiamato in causa, il dottor Enrico Mele plaude all'iniziativa e ricorda nel contempo anche la consulenza gratuita offerta dall'ordine ogni giovedì mattina. “Il risultato è stato superiore alle aspettative segno anche delle difficoltà della situazione attuale alla quale è importante che siano gli enti locali territoriali a prevedere risposte efficaci”.<span> </span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-12T09:05:26Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/trentacinque-sindaci-italo-brasiliani-in-visita-alla-provincia">
    <title>Trentacinque sindaci italo-brasiliani in visita alla Provincia</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/trentacinque-sindaci-italo-brasiliani-in-visita-alla-provincia</link>
    <description>   Ad accoglierla  l'Assessore alla cultura e all'identità veneta Martino Bonotto, che si è fatto ben capire parlando esclusivamente in dialetto veneto, tenuto presente che tutti i Sindaci sono di origine veneta o addirittura vicentina.    </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><span>Una nutrita delegazione di 35 Sindaci del sud del Brasile ha fatto visita stamattina alla Provincia di Vicenza. Ad accoglierla l'Assessore alla cultura e all'identità veneta Martino Bonotto, che si è fatto ben capire parlando esclusivamente in dialetto veneto, tenuto presente che tutti i Sindaci sono di origine veneta o addirittura vicentina. </span><br /> </span> <span><span>I Sindaci fanno parte dell’associazione Amesne, che raggruppa le Municipalità dello Stato del Rio Grande do Sul, con cui la Provincia ha stretto una collaborazione già nel 2003. L'accordo prevedeva, tra le altre forme di collaborazione, la realizzazione della cosidetta “Strada do emigrante”, ovvero un percorso culturale e turistico che attraversa la regione Brasiliana. A guidare i Sindaci, il Presidente di Amesne Antonio Prado e Pietro Fanton, Presidente dell'Associazione Veneti nel Mondo.</span><br /> “</span> <span><span>L'incontro – ha commentato Bonotto- rientra nel programma di scambio di informazioni finalizzato all’incremento delle relazioni delle comunità italo-brasiliane con la madrepatria. Quest'anno ricorre il 135esimo anniversario dell'immigrazione italiana nello stato di Rio Grande do Sul: sono convinto che sia un dovere e un orgoglio ricordare i tanti italiani, veneti e vicentini in particolare, che al di là dell'Oceano si sono fatti onore, contribuendo allo sviluppo economico e sociale di uno Stato straniero ma mantenendo anche un legame con la patria, con i valori e la cultura di cui erano, e sono, rappresentanti.”</span><br /> </span><span><span>Un legame che si trova nei nomi delle città (Nova Bassano, Nova Vicenza, Monte Belo do Sul), nella tradizione culinaria, in una lingua, il <em>Talian</em>, che è un misto di italiano-veneto-portoghese, con parole del dialetto veneto che risalgono a decine di anni fa e che ormai in Veneto si sono estinte.</span><br /> </span><span><span>La popolazione del Rio Grande do Sul, pari a circa 11milioni di abitanti, è per un terzo composta da discendenti di immigrati italiani.</span><br /> </span><span><span>Amministratori brasiliani e amministratori vicentini assisteranno assieme, domenica sera, alla finale dei Campionati Mondiali di Calcio. “Avremmo preferito che fossero Italia e Brasile a disputarsi il primo e il secondo posto -ha concluso Bonotto- ma almeno così siamo sicuri di non litigare”.</span></span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-07-13T09:18:01Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/schneck-offre-a-zaia-la-provincia-di-vicenza-quale-laboratorio-di-federalismo">
    <title>Schneck offre a Zaia la Provincia di Vicenza quale laboratorio di federalismo</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/schneck-offre-a-zaia-la-provincia-di-vicenza-quale-laboratorio-di-federalismo</link>
    <description>  Attilio Schneck: "Costituiamo un tavolo tecnico che analizzi quanti e quali procedimenti amministrativi possono essere rivisti e aggiornati per accelerarne i tempi. Nell’attesa che il federalismo arrivi da Roma non possiamo rimanere inerti, ma dobbiamo intervenire concretamente in tutti quegli ambiti di competenza regionale in cui già possiamo incidere in maniera importante”  </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il Presidente Attilio Schneck offre al collega di partito Luca Zaia la Provincia di Vicenza quale laboratorio di sperimentazione del federalismo. <br /> “Se non riformiamo il modo di amministrare degli enti pubblici –spiega Schneck- non solo non usciremo mai dalla crisi economica, ma non potremo neanche confrontarci con i nostri imprenditori e i nostri cittadini, i quali vivono ad una velocità doppia o anche tripla rispetto a noi.” <br /> Da Sindaco, prima, e da Presidente di Provincia ora, Schneck ha sempre combattuto contro le lungaggini dei procedimenti amministrativi, tanto da arrivare qualche giorno fa ad avallare la scelta del suo direttore generale, Angelo Macchia, di firmare un atto illegittimo in quanto non rispettoso del lungo iter amministrativo a cui una legge nazionale del 1933 e una regionale del 1991 lo sottopongono. <br /> <br /> “Al di là del caso specifico –dichiara Schneck- abbiamo voluto provocare lo Stato e la Regione e stimolarli ad intervenire per modificare normative che impongono tempi lunghi e passaggi burocratici macchinosi. Ho poca fiducia che lo Stato risponda al nostro appello, ma sono certo che invece la Regione Veneto parli la nostra stessa lingua. Il Veneto, e Vicenza, hanno un’opportunità, che è anche un dovere nei confronti dei nostri elettori. Ci hanno votati perché vogliono che le cose cambino, e noi dobbiamo farle cambiare. Per cui mi rivolgo all’amico Zaia e gli propongo di costituire un tavolo tecnico che analizzi quanti e quali procedimenti amministrativi possono essere rivisti e aggiornati per accelerarne i tempi. Non possiamo permetterci di aspettare che il federalismo arrivi da Roma, perché potremmo dover aspettare a lungo. Nell’attesa non rimaniamo inerti, ma interveniamo concretamente in tutti quegli ambiti di competenza regionale in cui già possiamo incidere in maniera importante”. <br /> <br /> La Provincia di Vicenza sta già facendo un censimento di tutti i procedimenti amministrativi di cui si occupa. In qualità di ente che deve applicare la normativa e deve confrontarsi e dare risposte ai cittadini, la Provincia è in grado di segnalare le problematiche e di proporre soluzioni migliorative. Ma spetta poi alla Regione, quale ente legiferante, intervenire concretamente sulle normative, abrogando quelle non più utili e modificando le altre ove sia necessario. Di qui la necessità di un tavolo tecnico di confronto, a cui far sedere Regione, Provincia e tutti gli enti che applicano normative regionali, come il Genio Civile, i Comuni, Arpav, a seconda dei procedimenti da esaminare. Un tavolo aperto anche alle associazioni di categoria, i destinatari di tante procedure autorizzative, perché grazie ai loro suggerimenti si può intervenire in maniera più efficace e precisa. <br /> <br /> “Sia chiaro –conclude Schneck- aggiornare la normativa non vuol dire renderla meno attenta o togliere tutele e garanzie a difesa dell’ambiente, dei diritti dei cittadini, della nostra salute e della nostra qualità della vita. Sono anzi sicuro che significhi rafforzarle, perché è più facile rispettare regole chiare e tempi certi.”</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-21T12:09:20Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/sanita-veneta-e-americana-a-confronto-in-provincia-il-via-ai-preparativi">
    <title>Sanità veneta e americana a confronto: in Provincia il via ai preparativi</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/sanita-veneta-e-americana-a-confronto-in-provincia-il-via-ai-preparativi</link>
    <description>  E’ il tema del convegno che Provincia di Vicenza, Usa Setaf e Associazione Culturale “11 settembre” stanno organizzando per analizzare gli aspetti che caratterizzano in particolare il modello sanitario proposto dal Presidente Obama e cercarne le somiglianze con quello veneto, per uno scambio esperienziale e per probabili collaborazioni.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong> </strong>Sanità veneta e americana a confronto. E’ il tema del convegno che Provincia di Vicenza, Usa Setaf e Associazione Culturale “11 settembre” stanno organizzando per analizzare gli aspetti che caratterizzano in particolare il modello sanitario proposto dal Presidente Obama e cercarne le somiglianze con quello veneto, per uno scambio esperienziale e per probabili collaborazioni. <br /> Questa mattina nella Sala Giunta della Provincia di Vicenza il Presidente Attilio Schneck, accompagnato dal direttore generale Angelo Macchia e dalla coordinatrice provinciale dello svantaggio sociale Patrizia Barbieri, ha accolto il Console americano per gli Affari politico-economici Benjamin Wolhauer, il Console per la stampa e la cultura Jack Hillmeyer, il responsabile dell’ospedale Ederle di Vicenza Anna Ciccotti e rappresentanti dell’Associazione “11 settembre”, Mario Giulianati, Ubaldo Alifuoco, Gian Ferruccio Dal Corno, Matteo Serra, Carlo Libondi e Chiara Rebellato. <br /> “In un tema delicato come la sanità –spiega il Presidente Schneck- l’obiettivo è di mettere a confronto il modello veneto, caratterizzato da equità, universalità dell’accesso, ma anche da efficacia ed efficienza, e quello dell’America di Obama, che mira alle stesse qualità. Con il fine ultimo, naturalmente, di un utile scambio di informazioni e l’avvio di una collaborazione strutturata fra i due Paesi”. <br /> “Il convegno –dichiara Giulianati- avvia l’attività della nostra associazione. Abbiamo scelto di affrontare la tematica sanitaria perché negli Usa è in atto una grande trasformazione nella direzione di un accesso universale alle cure. Un passaggio epocale, che certo può trovare spunti interessanti in un sistema come quello veneto che può e deve essere considerato di eccellenza.” <br /> Tanto più che anche la sanità italiana vive un momento di trasformazione, con gli ospedali sempre più dedicati ai bisogni dei malati acuti e l’esigenza, quindi, di rafforzare i servizi sul territorio stringendo il legame tra gli operatori sanitari degli ospedali e dei distretti socio-sanitari e i medici di medicina generale. <br /> Il convegno prevede una mattinata di conferenza aperta al pubblico con l’illustrazione dei caratteri generali dei due sistemi sanitari. Nel pomeriggio si terrà invece un seminario specialistico incentrato sull’organizzazione delle cure primarie. <br /> L’obiettivo finale è di avviare momenti concreti di collaborazione tra la struttura sanitaria vicentina e quella della Caserma Ederle. Collaborazione che può riguardare la ricerca, lo scambio di esperienze e le opportunità di formazione di personale ad ogni livello.</span></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-24T15:47:57Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/interviste/le-province-essenziali-per-garantire-gli-interessi-diffusi-del-territorio">
    <title>Le Province: essenziali per garantire gli interessi diffusi del territorio</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/interviste/le-province-essenziali-per-garantire-gli-interessi-diffusi-del-territorio</link>
    <description> Intervista al Presidente della Provincia Attilio Schneck sul ruolo delle Province e la funzione dell'ente intermedio fra Comuni e Regioni. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p><span><span>Il 30 gennaio scorso la Provincia di Vicenza ha aderito alla proposta dell’UPI per una Giornata di valorizzazione delle Province.</span></span></p>
<p><span>L’ordine del giorno proposto dall’UPI è stato approvato per ribadire l'infondatezza delle argomentazioni usate contro le Province, sottolineare la necessità di proseguire nel cammino delle vere riforme, dal federalismo fiscale al codice delle autonomie. Le riforme dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla chiara definizione delle funzioni di ciascuna Istituzione, all'eliminazione degli enti strumentali e alla semplificazione dell'intero sistema della PA. Il Presidente della Provincia interviene su questi temi .</span></p>
<ul>
<li>
<p><span><span><strong>Presidente Schneck, la Provincia di Vicenza ha aderito alla Giornata di mobilitazione per l'istituzione Provincia promossa dall’Unione Province del Veneto. Ma perché oggi questo attacco a un ente intermedio ?</strong></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span>“ <span><span>In Italia il 52 per cento del Pil è assorbito dalla spesa pubblica. E questa è la realtà che vedono tutti, più che in ogni altro Paese Europeo. Questo va affrontato. Non tutti però sanno che il costo istituzionale del servizio Provincia in Italia è di 100 milioni di euro contro un Parlamento la cui voce in uscita è di 2 miliardi e 500 milioni per 945 persone . Per qualcuno allora la soluzione sarebbe “eliminiamo le Province”. Ma che cosa avremmo risolto con 100 milioni di euro ? Gli sprechi sono altrove. E’ tutto il sistema amministrativo che va revisionato, mettendo in campo una seria caccia agli sprechi che non penalizzi però servizi e opere per il cittadino</span></span><span> “</span></span></p>
<ul>
<li>
<p><span><span><strong>In base al principio del decentramento, le Province in realtà sono da anni destinatarie di una serie di deleghe regionali in vari settori . Il federalismo dovrebbe ulteriormente valorizzare questo ruolo? </strong></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span>“<span><span>Certamente. La Regione non riesce a gestire efficacemente le realtà composite del proprio territorio, che comprende ben 581 Comuni. Per questo la tendenza è a delegare in materie importanti come la viabilità, il lavoro, l’urbanistica. Anche perché il livello provinciale consente una programmazione strategica e una mediazione degli interessi in campo che a livello comunale non è fattibile. E questo ancor più appunto in ambiti di interessi collettivi essenziali ma trasversali come le strade, la protezione civile , la pianificazione urbanistica. “</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p><span><span><strong>E’ cruciale il tema delle risorse..</strong></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span><span><span>La Provincia di Vicenza vive per il 78 per cento di entrate proprie che vengono dall’addizionale sull’energia elettrica e sull’immatricolazione auto. Quindi è fra quegli enti che operano nella cosiddetta “autonomia fiscale” ovvero tramite la capacità di amministrare denaro prodotto internamente. E di dare risposte dirette al territorio. Oggi, ancor più in un momento di forte crisi , nell’ambito dell’impiego, dell’occupazione , anche laddove i piccoli Comuni non hanno sufficiente forza per arrivare, sia in termini di supporto e consulenza, sia in termini di risorse economiche la visione programmatica globale e il supporto operativo può darli solo un ente sovracomunale come la Provincia. Senza coordinamento non c’è rete o razionalizzazione delle risorse che regga . </span></span></span></p>
<p><span><span><span>Ma il punto vero è : se queste funzioni non le svolge la Provincia, chi dà risposte, a che prezzo e come lo può fare ? Oggi nessuno può dimostrare che si possa rispondere a una cifra minore rispetto al costo istituzionale delle amministrazioni provinciali. Servirebbe 10 volte quella stessa cifra e senza il valore aggiunto di un contatto diretto e consolidato con il proprio territorio. Nessuno può sostituirsi alla Provincia senza aumentare i costi lasciando invariati i parametri di efficacia, efficienza ed economicità, condizioni cui l’amministratore deve puntare nello svolgere le proprie funzioni. “</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p><span><span><strong>Quale pensa che sia la strada da percorrere ?</strong></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span>“<span><span>Innanzitutto il federalismo. E’ il non -federalismo che produce i costi della pubblica amministrazione. Il governo centrale deve recuperare il suo ruolo per dare parametri per il bilancio, regole uguali per tutti , valutazioni con indicatori omogenei. E laddove si sfora o non si risponde ai criteri, la responsabilità dovrebbe essere realmente in capo all’amministratore. Senza eccezioni. E, come dicevo, poi una revisione globale dei livelli di amministrazione e di governo. Oggi serve coraggio perché il nostro Paese non è competitivo rispetto ai Paesi Europei e perché la delicata congiuntura economica sta togliendo il velo alle tante contraddizioni che affliggono il sistema Italia. E non vorrei che questo attacco alle Province, enti vicini al territorio, fosse un modo per sviare l’attenzione dal vero scompenso che affligge oggi la sfera pubblica italiana.” </span></span></span></p>
<p><span><span><span>(Per vedere la seconda parte del video vai alla sezione audiovideo)</span></span></span></p><p><a href="http://213.92.13.130:8080/vicenza/resolveuid/6b0df466f3cef3a6cfdab26a64c8294e" title="Guarda il video">Guarda il video</a>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2009-02-05T09:59:07Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-veneto-e-vicenza-siano-laboratorio-di-sperimentazione-del-federalismo-fiscale">
    <title>Il Veneto e Vicenza siano laboratorio di sperimentazione del federalismo fiscale</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-veneto-e-vicenza-siano-laboratorio-di-sperimentazione-del-federalismo-fiscale</link>
    <description>  Il primo “assaggio” di federalismo fiscale sarà, già a partire dal giugno del 2010, il federalismo demaniale, grazie al quale tanti beni oggi proprietà dello Stato saranno trasferiti a livelli di governo inferiore, in modo da essere utilizzati e valorizzati al meglio. Per la vera e propria riforma fiscale bisognerà invece attendere fino al 2011.     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>“Per dirla alla romana, le riforme sono come la signora Maria, tutti le vogliono ma nessuno le pija (piglia)”. Esordisce così il Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli nel suo intervento al convegno organizzato stamattina in Villa Cordellina Lombardi dalla Provincia di Vicenza e dedicato al ruolo della Provincia nel federalismo fiscale. <br /> <br /> “Tutti concordiamo su quali siano le esigenze del Paese –precisa Calderoli- ma quando è il momento di prendere provvedimenti concreti i voti a favore sono pochi.” Così l’apparato burocratico nazionale e locale continua a sopravvivere con la sua proverbiale lentezza e con logiche troppo lontane da quelle che invece segnano la vita di cittadini e imprese. <br /> Di qui la necessità del federalismo fiscale, per permettere agli enti più vicini e quindi più a conoscenza delle esigenze del territorio di investire in opere e servizi utili. Ma necessario anche per responsabilizzare gli amministratori e rendere più trasparente il loro rapporto con i cittadini. “I quali –sottolinea il Ministro- devono sapere quanto pagano e a chi lo pagano. Se non sono soddisfatti di come è stato impiegato il loro denaro, si esprimono attraverso il voto. E’ giusto premiare chi governa bene e mandare a casa chi invece spreca denaro pubblico. “ <br /> Il primo “assaggio” di federalismo fiscale sarà, già a partire dal giugno del 2010, il federalismo demaniale, grazie al quale tanti beni oggi proprietà dello Stato saranno trasferiti a livelli di governo inferiore, in modo da essere utilizzati e valorizzati al meglio. Per la vera e propria riforma fiscale bisognerà invece attendere fino al 2011. <br /> <br /> Detto che storicamente la spesa pubblica è sempre più alta e che il taglio dei costi è ormai un metodo che si va esaurendo, da dove passa il risanamento delle casse statali? “Di certo non dall’abolizione delle Province –dichiara Calderoli- che rappresentano un necessario ente di coordinamento degli 8104 Comuni italiani. Siamo il Paese dei campanili e questo è un dato di fatto, ma ci sono funzioni che i Comuni, per le loro dimensioni ridotte, non possono gestire. Le Province anzi vanno valorizzate, delegando a loro tutte quelle competenze oggi affidate a Consorzi, Ato ed altri enti che neppure la nostra Costituzione menziona. Interventi sui numeri sono poi necessari per quanto riguarda Assessori e Consiglieri: 120mila consiglieri e 35mila assessori comunali sono davvero troppi.” <br /> <br /> Affermazioni accolte con favore dai presenti al convegno. E fatte proprie dai relatori Marcello Fracanzan, professore ordinario di diritto pubblico alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Udine, e Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese oltre che Vicepresidente dell’Unione Province Italiane. “Siamo pronti a tagliare le poltrone –commenta il Presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck- e ci mettiamo a disposizione perché sia il Veneto la Regione che fa da laboratorio di sperimentazione per la riforma del federalismo fiscale. Da parte nostra, Vicenza è già pronta. “<br /> <br /> <br /> <em>Nella foto, da sinistra: Roberto Calderoli, Attilio Schneck, Angelo Macchia (moderatore e organizzatore del convegno)</em><br /> </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-08T12:45:33Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-ministro-calderoli-illustra-la-riforma-del-federalismo-fiscale">
    <title>Il Ministro Calderoli illustra la riforma del federalismo fiscale</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-ministro-calderoli-illustra-la-riforma-del-federalismo-fiscale</link>
    <description>  La Provincia di Vicenza organizza un seminario di studi dedicato al ruolo dell’ente Provincia nel federalismo fiscale. L’appuntamento è sabato 6 marzo alle 9.30 in Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><strong></strong>La Provincia di Vicenza organizza un seminario di studi dedicato al ruolo dell’ente Provincia nel federalismo fiscale. L’appuntamento è sabato 6 marzo alle 9.30 in Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore. Dopo l’introduzione a cura del segretario e direttore generale della Provincia Angelo Macchia, sarà il Presidente Attilio Schneck ad aprire i lavori illustrando le aspettative e la riforma verso il federalismo fiscale. La relazione tecnica sarà invece curata da Marcello Fracanzani, professore ordinario di diritto pubblico alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Udine, che parlerà de “La burocrazia pubblica dalla parte della riforma: essere una risorsa”. Dopo la testimonianza di Dario Galli, Vicepresidente Vicario dell’Unione Province Italiane oltre che Presidente della Provincia di Varese, sarà l’onorevole Roberto Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa, a chiudere i lavori. <br /> <br /> “La riforma in senso federalista del Ministro Calderoli –commenta Attilio Schneck- è e deve essere una grande occasione per abbattere la burocrazia e per porre un freno alle spese delle Pubbliche Amministrazioni. Tornare a reimpostare la spesa pubblica con criteri di maggiore efficienza e congruità è la sfida di tutti gli amministratori pubblici, in rispetto anche delle modalità di spesa delle famiglie e delle imprese che predispongono i loro bilanci in modo attento e rigoroso, per affrontare sia i momenti contingenti sia investimenti per il futuro. Così ha fatto anche la Provincia di Vicenza: a metà del 2009 abbiamo modificato l’intervento di spesa e siamo riusciti a riassestare il bilancio in modo da saldare entro l’anno i nostri creditori. Il federalismo fiscale, prima ancora di essere autonomia impositiva, deve essere responsabilità di spesa e standardizzazione dei costi delle strutture e dei servizi erogati. Altrimenti gli enti virtuosi si trovano a dover sopportare gli effetti della mala gestione di altri. Qual è, allora, il ruolo della Provincia in questo processo di riforma? Non certo quello di essere un moltiplicatore di poltrone. Anzi, ben venga il “dimagrimento” del numero di assessori e consiglieri, è una proposta che condivido e che da sempre sostengo. Piuttosto, la Provincia deve fare proprio il ruolo di ente di coordinamento degli enti locali minori, di tanti Comuni (121 solo nel vicentino) che non hanno risorse né umane né strumentali per far fronte alle tante incombenze loro affidate. Ci sono competenze proprie della Provincia, dalle strade agli istituti superiori alla salvaguardia dell’ambiente solo per citarne alcune. Competenze importanti per la promozione e lo sviluppo di un intero territorio provinciale. Ma c’è un altro ruolo, lo sottolineo, che sempre più la Provincia deve imparare ad interpretare: il coordinamento. Per garantire uno sviluppo omogeneo al territorio, per assicurare a tutti i cittadini, anche quelli che abitano piccoli paesi di montagna, gli stessi servizi e le stesse opportunità. Questo significa federalismo fiscale.”</span></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-03-09T15:08:32Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-direttore-generale-firma-un-atto-illegittimo-un-segnale-contro-le-lungaggini-della-burocrazia">
    <title>Il direttore generale firma un atto illegittimo: ''Un segnale contro le lungaggini della burocrazia''</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/il-direttore-generale-firma-un-atto-illegittimo-un-segnale-contro-le-lungaggini-della-burocrazia</link>
    <description>  Lo fa, in qualità di dirigente del settore risorse energetiche, per accelerare i tempi di una procedura amministrativa dai tempi biblici, ma anche per dare un segnale della necessità di svecchiare normative datate che non tengono minimamente conto dei tempi e delle esigenze di cittadini e imprese.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il direttore generale della Provincia di Vicenza, Angelo Macchia, firma un atto illegittimo. <br /> Lo fa, in qualità di dirigente del settore risorse energetiche, per accelerare i tempi di una procedura amministrativa dai tempi biblici, ma anche per dare un segnale della necessità di svecchiare normative datate che non tengono minimamente conto dei tempi e delle esigenze di cittadini e imprese. <br /> Nel dettaglio, il caso specifico riguarda lo spostamento di una linea elettrica, un semplice palo dell’Enel che sta nel mezzo di un terreno privato. Sfortunatamente per il cittadino proprietario dell’area, la procedura per spostare un palo è identica a quella per costruire una cabina o mettere in funzione un traliccio, purchè si tratti di linee elettriche di tensione inferiore ai 150mila volt. <br /> A dettare le regole sono una legge nazionale del 1933 e una regionale del 1991. <br /> Il cittadino si rivolge a Enel, si fa fare un preventivo per lo spostamento, concorda le condizione e da qui parte il lungo iter verso la realizzazione dei lavori. <br /> Enel presenta infatti istanza a Provincia, Ministero dello Sviluppo Economico ispettorato territoriale, Ministero dello Sviluppo Economico dipartimento Energia, Sovrintendenza ai Beni Architettonici, Sovrintendenza ai Beni Archeologici, Agenzia del Demanio, Arpav, Comune di competenza. Otto enti che devono esprimere il loro parere in merito, che non arriva prima di 60 giorni. Ottenute tutte le autorizzazioni, Enel si ripresenta in Provincia con un atto di accettazione, con cui dichiara che rispetterà tutte le condizioni prescritte dagli enti per l’esecuzione dei lavori. Quindi la Provincia convoca la Commissione Provinciale Elettrodotti e, sulla base del parere da questa espresso, il dirigente competente emette apposita autorizzazione. <br /> Questa, secondo la legge, è la procedura breve. Quella che riguarda gli impianti di dimensioni ridotte e che non interessa territori particolari, altrimenti entrano in ballo anche il nulla osta paesaggistico, la procedura di esproprio ecc ecc. <br /> “Mi chiedo–dichiara il Presidente della Provincia Attilio Schneck- cosa può pensare un cittadino comune della pubblica amministrazione e di una burocrazia che moltiplica gli enti e le carte. Non è possibile dovere aspettare un anno per spostare un palo, due anni per costruire casa, sei anni per una rotatoria. Non sono questi i tempi che ci condurranno alla ripresa economica, e non sono neppure i tempi che ci permettono di confrontarci con gli stati con cui intratteniamo rapporti commerciali. Non sarò certo io ad incoraggiare i dirigenti della Provincia ad agire in maniera illegittima e contro la normativa, ma è nostro dovere ricordare che le istituzioni sono a servizio dei cittadini, non il contrario. Questo va compreso a tutti i livelli, e se serve qualche stimolo allo Stato o alla Regione siamo pronti a muoverci. Sempre più convinti che le riforme federaliste, in tal senso, siano una necessità non più procrastinabile.” <br /> Risultato: il dirigente Angelo Macchia, con l’avallo del Presidente, ha firmato un’autorizzazione in assenza dell’atto di accettazione di Enel e in assenza del parere della Commissione Provinciale Elettrodotti. “L’augurio –conclude Macchia- è che ora Enel faccia la sua parte: ne va della credibilità degli enti.”</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-17T14:47:04Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/giunta-e-consiglio-provinciale-di-vicenza-rivendicano-la-sede-del-consorzio-alta-pianura-veneta">
    <title>Giunta e Consiglio Provinciale di Vicenza rivendicano la sede del Consorzio Alta Pianura Veneta</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/giunta-e-consiglio-provinciale-di-vicenza-rivendicano-la-sede-del-consorzio-alta-pianura-veneta</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>La Giunta Provinciale di Vicenza unitamente ai 9 capigruppo consiliari ha sottoscritto oggi un documento in cui chiede che la sede legale del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Padana rimanga nel territorio vicentino.</span><span> <br /> </span><span>Il nuovo Consorzio nasce dall’accorpamento degli originari comprensori dei Consorzi di Bonifica Riviera Berica, Zerpano Adige Guà e Medio Astico Bacchiglione. Interessa Comuni appartenenti a tre Province, Vicenza Verona e Padova, ma mentre per Verona e Padova si tratta di una presenza marginale, la gran parte dell’intero territorio di Vicenza ricade nel nuovo Consorzio, tanto che il Presidente è il vicentino Antonio Nani, ex Presidente del Consorzio Riviera Berica.</span><span> <br /> </span><span>Nonostante ciò, la nuova sede legale è stata individuata a San Bonifacio (VR), nella sede dell’ex Consorzio Zerpano Adige Guà. </span> <span><br /> “</span><span>Rimangono le tre sedi operative –sottolinea il Vicepresidente della Provincia Dino Secco- che rappresentano pur sempre un punto di riferimento per i cittadini, ma è per noi importante che un Consorzio che raggruppa quasi per intero il territorio vicentino mantenga in questo territorio anche la sede legale. Non è questione di campanilismo o di provincialismo, ma i numeri parlano chiaro: i Comuni vicentini ricadenti nel Consorzio Alta Pianura Veneta sono non solo numericamente superiori ai Comuni veronesi e padovani, ma la stessa estensione territoriale è di gran lunga superiore. Non chiediamo pertanto nulla che non ci spetti.”</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-05-31T14:26:05Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/finanziaria-2010-opportunita-per-i-comuni-di-confine">
    <title>Finanziaria 2010 : opportunità per i comuni di confine</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/finanziaria-2010-opportunita-per-i-comuni-di-confine</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Ci sono 100 milioni di euro nella legge Finanziaria 2010 per il sostegno allo sviluppo dei Comuni a confine con le Province autonome di Trento e Bolzano. E il raggruppamento dei Comuni di confine del Vicentino, con il sostegno della Provincia, si prepara a mettere in campo tutti gli strumenti, tecnici e amministrativi, per tradurre questa prospettiva in realtà concreta e quindi in risorse effettive a favore delle aree più svantaggiare del territorio. <br /> <br /> </span> <span>Se ne è parlato sabato scorso a Enego durante la conferenza intercomunale in Municipio. Alla discussione hanno partecipato il Sindaco Igor Rodighiero, il Coordinatore Comuni di Confine Bruno Scalzeri, Gino Pante dell’Anci Regionale, Costatino Toniolo Assessore Provinciale alla Viabilità e Marino Zorzato componente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati . Presenti anche alcuni rappresentanti del raggruppamento dei Comuni bellunesi. <br /> <br /> “<em>E’ stato un incontro importante – ha spiegato Toniolo- tra diversi livelli istituzionali che hanno convenuto sulla necessità di fare squadra e seguire da vicino l’evoluzione e gli aspetti applicativi di questa novità normativa. A pochi giorni dalla pubblicazione delle legge finanziaria, siamo già in grado di metterci in moto per tradurre i commi della legge in operatività concreta e portare parte di questi fondi nella nostra provincia”. </em><br /> <br /> </span> <span>Presenti alla conferenza molti dei Sindaci aderenti all’associazione che comprende i Comuni di Cismon, Crespadoro, Lastebasse, Laghi, Pedemonte, Posina, Recoaro, Rotzo, Valdastico, Asiago, Valli del Pasubio, Enego insieme nel coordinamento ormai consolidato e al lavoro da tempo sui progetti per lo sviluppo economico e sociale delle aree confinanti con le regioni a statuto speciale. Aree particolarmente svantaggiate perché subiscono in negativo i “privilegi” dell’autonomia dei confinanti. Una situazione di sbilanciamento nelle opportunità di sviluppo che, in qualche modo, l’accordo tra Stato e Province di Trento e Bolzano riconosce e cerca di tamponare. Per il mantenimento dell’autonomia infatti ciascuna delle due province autonome nel 2010 dovrà versare allo stato 40 milioni di euro che , insieme ad altri 20 messi da Roma, costituiranno il fondo per i Comuni confinanti. <br /> <br /> </span> <span>Così risulta dall’articolo 2 della legge. Si tratta di finanziamenti finalizzati a spese di investimento, che il raggruppamento, coordinato da Bruno Scalzeri, chiederà che siano ampliati anche alle spese correnti, in modo da poter prevedere anche la possibilità di fare funzionare le opere realizzate. Non solo, ma verrà chiesto anche circa la possibilità di essere coinvolti, insieme alla Regione, nell’ambito dei lavori che l’apposita commissione porterà avanti per la redazione degli aspetti applicativi della normativa. Questo significa avere la possibilità di sedere al tavolo insieme a chi dovrà decidere per poter meglio seguire l’iter interpretativo e applicativo della norma. <br /> <br /> </span> <span>Il deputato Marino Zorzato da parte sua ha espresso la piena disponibilità a sostenere le aspettative espresse dal raggruppamento e ha preso atto del positivo allineamento esistente tra i diversi livelli del governo locale. <br /> </span> <span>Il raggruppamento Comuni di Confine del Vicentino è attivo da diversi anni. E diverse sono state le leggi ed i finanziamenti, seguiti dal raggruppamento, via via messi in campo dal governo nazionale per frenare le aspirazioni secessioniste dei Comuni sofferenti a causa della vicinanza con realtà autonome. Nel 2006 l’associazione riuscì ad ottenere che il fondo di 10 milioni di euro per le province confinanti con Trento e Bolzano fossero assegnati al 40 per cento solo ai Comuni a confine, riuscendo a sostenere così 12 realtà locali effettivamente disagiate. Oggi chiede che questa percentuale venga elevata al 90 per cento. Nel 2007 ha seguito l’assegnazione di 25 milioni di euro ai 99 Comuni ai confini con regioni a statuto speciale, che si sono tradotti in circa 250 mila euro per le relative amministrazioni vicentine. Ha seguito inoltre lo stanziamento e le opportunità di finanziamento relative al triennio 2008/2011. Fino alla uscita della legge finanziaria 2010. </span></p>
<p><span>“</span><em><span>Spesso- ha concluso Toniolo- risulta difficoltoso, soprattutto per le singole realtà, riuscire ad attingere a fondi nazionali. In questi casi le opportunità restano solo prospettive teoriche. Il raggruppamento dei Comuni di confine propone un modello di operatività che la Provincia ha approvato con convinzione, perché consente di trarre il meglio da una rete di competenze e funzioni integrate che permette di portare opportunità concrete anche a chi ha meno strumenti a disposizione.”</span> </em></p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-02-03T15:34:48Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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  <item rdf:about="https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/confronto-sullo-statuto-veneto">
    <title>Confronto sullo Statuto Veneto</title>
    <link>https://www.provincia.vicenza.it/stampa/archivio/2010/confronto-sullo-statuto-veneto</link>
    <description>  La Commissione Statuto della Regione, guidata dal  Presidente Carlo Alberto Tesserin, è tornata a palazzo Nievo  sette anni dopo la prima visita. Ad accoglierla rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro e del sociale.   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“<span>In questo momento i Veneti sono cittadini di serie B. Chiediamo alla Commissione che intervenga nello Statuto Regionale per mettere la parola fine a questo stato di cose. Chiedo che sia riconosciuta la specialità e l'autonomia del Veneto al pari di altre Regioni. E se questo avrà ripercussioni sulla Costituzione chiederemo al Parlamento di cambiarla, la Costituzione. A quel punto vuol dire che chi non ci starà non è veneto”. Parole forti, dure, quelle del Presidente Attilio Schneck. Pronunciate nel corso dell'incontro con la Commissione Statuto della Regione, guidata dal Presidente Carlo Alberto Tesserin e tornata a palazzo Nievo  sette anni la prima visita, hanno riassunto le attese politiche dell'amministrazione provinciale vicentina. “Io non voglio togliere nulla a nessuno ma bisogna estendere queste opportunità al resto del territorio altrimenti diventano privilegi non più accettabili. O tutti o nessuno”. </span></p>
<p><span>Angelo Macchia, Segretario Generale della Provincia, ha posto da tecnico l'accento sulle esigenze amministrative, che andrebbero precisate nel documento che la Commissione si appresta a dare alla luce, dopo la conclusione delle consultazioni territoriali. “Persa l'occasione degli anni '90, quando gli Statuti sono stati fatti in fotocopia, ora dobbiamo avere la forza di ristabilire gli ambiti di manovra delle Province che hanno un ruolo di pianificazione, coordinamento e sussidiarietà. Scuola, formazione, lavoro, come pure ambiente, difesa del suolo, viabilità, polizia locale, gestione delle risorse idriche sono compiti che spettano all'Ente”. </span></p>
<p><span>Tre le parole d'ordine per l'Assessore Provinciale alla Scuola e Lavoro Morena Martini: rappresentatività, indipendenza e inclusione. “I cittadini Veneti sono quelli che vivono e lavorano. Anche coloro che pur non essendolo d'origine hanno deciso di venire qui per lavorare e per portare una visione diversa nel rispetto però della Costituzione”. Per l'Assessore poi resta centrale la questione del personale scolastico e di una scelta che non può più essere lasciata allo Stato centrale ma attribuita alle Province, che della situazione hanno polso e visione. </span></p>
<p><span>Per Maurizio Colman, consigliere provinciale del Carroccio e sindaco di Piovene Rocchette, “deve essere un documento condiviso dalla nostra gente e non calato dall'alto” mentre per il consigliere provinciale forzista Luciano Lago “più che uno Statuto dovrà essere la Costituzione del Veneto”. </span></p>
<p><span>Insomma, anche da Vicenza si alza il grido di dolore per una situazione che al di là degli aspetti formali descrive un panorama economico e sociale complicato. Consigli importanti anche dal versante sanitario come quello di trasformare la spesa storica in spesa standard. “Ma dobbiamo fare presto – ha concluso il Presidente Attilio Schneck – sono già passati troppi anni senza essere riusciti a produrre un documento così importante per la nostra vita”. </span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Istituzione</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-07-07T13:01:33Z</dc:date>
    <dc:type>Comunicato stampa</dc:type>
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