Parere
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VERBALE DELLA COMITATO TECNICO PROVINCIALE VIA
DEL 10/10/2024
L'anno 2024, il giorno 10 del mese di OTTOBRE alle ore 17:00 il Comitato Tecnico Provinciale di V.I.A si è
riunito nella sede provinciale, a seguito di regolare convocazione, per trattare il seguente argomento: Ditta:
Orti dei Berici società cooperativa agricola - Aumento capacità di trattamento di impianto depurazione per lavorazione
di prodotti agricoli – Via Ferrari n. 6/8 – Pojana Maggiore.
All'appello risultano.
SQUARCINA FILIPPO Presidente Assente
BALDISSERI ANDREA Responsabile del Servizio Presente con delega
BRADASCHIA MAURIZIO Commissario Presente
BUSATO FILIPPO Commissario Presente
CAMPAGNOLO MIRKO Commissario Presente
MENEGHINI ROBERTA Commissario Presente
MURARO TERESA Commissario Presente
PIVA MARCO Commissario Presente
SVEGLIADO GIULIA Commissario Presente
VALVASSORI RIMSKY Commissario Assente
VICENTIN ALBERTO Commissario Presente
FERRARI CARLO Commissario Presente
La Commissione viene presieduta da Andrea Baldisseri, giusta delega del Presidente prot.n. 47101 del
10/10/2024, che riconosciuta legale l’adunanza in conformità dell’art. 7 del Regolamento per il funziona-
mento del Comitato Tecnico Provincia VIA. Udita la relazione istruttoria, accertata la completezza delle in-
formazioni e preso atto della proposta progettuale contenuta nella documentazione tecnica presentata,
esprime congiuntamente al CTP VIA parere unanime, per la pratica in oggetto, nel parere sotto riportato.
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ORTI DEI BERICI SOCIETÀ COOPERATIVA AGRICOLA
PARERE N. 13/2024
Oggetto: Aumento capacità di trattamento di impianto depurazione per lavorazione di prodotti agricoli.
PROPONENTE: Orti dei Berici società cooperativa agricola
SEDE LEGALE: Via Ferrari n. 6/8 – Pojana Maggiore
SEDE INTERVENTO: Via Ferrari n. 6/8 – Pojana Maggiore
TIPOLOGIA ATTIVITÀ: Impianto di depurazione acque
PROCEDIMENTO: Verifica di assoggettabilità a VIA ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs 152/06
MOTIVAZIONE V.I.A: ALLEGATO IV alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. - 7. Progetti di
infrastrutture - v) impianti di depurazione delle acque con potenzialità
superiore a 10.000 abitanti equivalenti.
COMUNE INTERESSATO: \\\
DATA DOMANDA: 16, 18 aprile e 02 maggio 2024
DATA PUBBLICAZIONE: 08 maggio 2024
DATA INTEGRAZIONI: 05 settembre 2024
DOCUMENTAZIONE TECNICA ED ELABORATI GRAFICI PRESENTATI
TITOLO NOME FILE
Pianta e sezione impianto ODB_Pianta e sezione impianto di depurazione IO 08 21
Relazione Tecnica Relazione VanEco
Inquadramento cartografico Tavola 2 CTR
Estratto di mappa Tavola 3 Catastale
Pianta scarichi produttivi Tavola scarichi
Valutazione previsionale impatto acustico DPIA Orti dei Berici
Contratto di affitto Contratto affitto Orti
Integrazione contratto di affitto Contratto affitto Orti integrazione
Contratto Agriman Contratto Agriman sottoprodotti
Contratto La Previera Contratto La Previera sottoprodotti
PREMESSE ED UBICAZIONE
La ditta Orti dei Berici è già autorizzata per l’impianto di depurazione esistente con relativo scarico delle ac-
que depurate in fosso interpoderale che si collega poi allo scolo “Alonte” a seguito di provvedimento pro -
vinciale n. 21785 del 21/03/2014; successivamente è stata rilasciata l’A.U.A. n. 6/2015 del 22/12/2015 rilasciata
dal Comune di Pojana Maggiore con prot. n. 13788.
L’attività riguarda le lavorazioni degli ortaggi, attraverso le seguenti fasi: lavaggio in acqua, pelatura e/o cer-
nita, taglio; bagno con antiossidanti in soluzione acquosa; confezionamento in buste sotto vuoto; si tratta
prevalentemente cipolle, basilico, aglio, prezzemolo spinacio e la produzione di zuppe.
Le acque reflue prodotte sono essenzialmente costituite da acque di lavaggio dei prodotti agricoli lavorati, da
acque di lavaggio provenienti dalla pulizia dei macchinari e dei locali, cui segue la depurazione biologica.
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Il progetto riguarda l’aumento della capacità depurativa, per fronteggiare l’aumento della capacità produtti -
va, i cui scarichi confluiscono al depuratore esistente; in particolare, si prevede un aumento dagli attuali
2.300 A.E. ai previsti 16.600 A.E.. (potenzialità espressa in A.E. considerando il BOD= 60 g/A.E.).
La modifica riguarda la dismissione del sistema MBR con conseguente riutilizzo del volume come vasca di
ossidazione, la realizzazione di un nuovo sedimentatore secondario e di una vasca di stabilizzazione aerobi-
ca dei fanghi di supero, la trasformazione dell’attuale vasca di accumulo acqua antincendio in un ispessitore
statico e l’inserimento di sistema di diffusione a ossigeno puro di tipo flottante nella vasca di ossidazione 2.
L’impianto di depurazione oggetto della modifica si trova in zona omogenea “Zona di pianura: zone a bassa
densità insediativa”.
Il sito confina a Nord ed Ovest con la SP113 Strada Provinciale Mediana, a Sud con la SP125 San Feliciano,
ad Est con una zona agricola.
L’area è censita con destinazione d’uso artigianale D4 - Zona agroindustriale.
L’impianto è servito dalla viabilità comunale (via Enzo Ferrari) della Zona Agroindustriale, alla quale si ac-
cede direttamente dalla SP n. 125 che collega Noventa Vicentina con Lonigo.
Ortofoto del sito
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QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO
STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE REGIONALE, PROVINCIALE E COMUNALE
Gli strumenti di pianificazione presi in considerazione dallo studio riguardano:
• Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (P.T.R.C.) della Regione Veneto;
• Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento (P.T.C.P.) della Provincia di Vicenza;
• Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.I.) dei Comuni di Asigliano Veneto, Orgiano e Pojana Maggiore;
• Piano degli Interventi (P.I.) del Comune di Pojana Maggiore;
• Piano Regionale di Tutela delle Acque (P.T.A.);
• Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera ;
• Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali;
• Piano di Gestione dei Rischi Alluvionali;
• Rete Natura 2000.
Il Quadro Programmatico presenta un’adeguata inpiduazione ed analisi degli strumenti di pianificazione
territoriale che interessano l’area, ma si ritiene di chiedere specifici approfondimenti, considerata la necessità
di rapportare analiticamente il progetto con le sotto elencate sensibilità ambientali, coordinando le stesse,
eventualmente, con il Quadro Progettuale e/o le matrici di riferimento del Quadro Ambientale, anche al fine
di inpiduare possibili mitigazioni.
PIANO TERRITORIALE REGIONALE DI COORDINAMENTO (P.T.R.C.)
Tavola 1b - Uso del suolo / Acqua
Nello S.P.A. non viene segnalato il fatto che l’acqua depurata del depuratore viene scaricata in un fosso con
recapito finale nello scolo Alonte, che nel suo percorso, va ad interessare anche il territorio del comune di
Orgiano, che la tavola in questione inpidua come comune con falde vincolate per l’utilizzo idropotabile.
L’integrazione che verrà trasmessa per la tematica sopracitata dovrà essere inserita all’interno del Quadro
Ambientale: “Caratterizzazione dell’ambiente idrico” e “Caratterizzazione del suolo e del sottosuolo”.
PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE
Lo S.P.A. non indica il fatto che il progetto ricade direttamente o nelle immediate vicinanze delle tematiche
sotto indicate ed occorre che dette tematiche siano messe in relazione con l’impianto in questione.
L’area dell’impianto è all’interno:di un area con “Grado di vulnerabilità A: alto (Valori sintacs 50-70)” (Fig.
2.2 - “Carta delle Vulnerabilità Intrinseca della falda freatica della Pianura Veneta”).
Non viene segnalato il fatto che l’acqua depurata del depuratore viene scaricata in un fosso con recapito
finale nello scolo Alonte, che nel suo percorso, va ad interessare anche il territorio del comune di Orgiano,
facente parte dei “Comuni con acquiferi confinati pregiati da sottoporre a tutela” (Fig. 3.19 - “Carta dei
territori comunali con acquiferi confinati pregiati da sottoporre a tutela”).
L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo dovrà essere inserita all’interno del Quadro Ambientale:
“Caratterizzazione dell’ambiente idrico” e “Caratterizzazione del suolo e del sottosuolo”.
PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO (P.A.T.I.) DI ASIGLIANO VENETO, ORGIANO E POJANA
MAGGIORE
Lo S.P.A. non indica il fatto che il progetto ricade direttamente o nelle immediate vicinanze delle tematiche
sotto indicate.
TAV. 1.2 - Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale
- allevamenti zootecnici intensivi (art. 10.1)
TAV. 2.2 – Carta delle Invarianti
INVARIANTI DI NATURA PAESAGGISTICA
- Principali arginature Art. 14.2
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L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo dovrà essere inserita all’interno del Quadro Ambientale:
“Caratterizzazione delle risorse naturali ed agronomiche”, “Caratterizzazione della flora e fauna” e
“Caratterizzazione dell’impatto paesaggistico”.
INVARIANTI DI NATURA AMBIENTALE
- Corsi d'acqua principali Art. 15.3
L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo dovrà essere inserita all’interno del Quadro Ambientale:
“Caratterizzazione dell’ambiente idrico”.
TAV. 3.2 - Carta delle Fragilità
AREE SOGGETTE A DISSESTO IDROGEOLOGICO
- Aree a media vulnerabilità idrogeologica Art. 18.5
L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo dovrà essere inserita all’interno del Quadro Ambientale:
“Caratterizzazione dell’ambiente idrico” e “Caratterizzazione del suolo e del sottosuolo”.
TAV. 4a.2 - Carta della Trasformabilità - Ambiti Territoriali Omogenei
SISTEMA "P" - INSEDIATIVO E PRODUTTIVO
ATO con prevalenza dei caratteri del sistema insediativo e produttivo
- ATO P.1.7 - Area produttiva Cagnano ovest di Pojana Maggiore - Art. 27.7
AZIONI STRATEGICHE DEL SISTEMA RELAZIONALE
- Viabilità di connessione extraurbana esistente - Art. 22.1
TAV. 4b.2 - Carta della Trasformabilità - Azioni strategiche e Azioni di tutela
AZIONI STRATEGICHE DEL SISTEMA INSEDIATIVO E AMBIENTALE - PAESAGGISTICO
- Aree di urbanizzazione consolidata prevalentemente produttive - Art. 20.1
- Azioni di riqualificazione e riconversione
- 9. Allevamenti da trasferire, bloccare, eliminare oggetto di riqualificazione ambientale – art. 20.5
AZIONI DI TUTELA DI VALORIZZAZIONE E DI MITIGAZIONE DEL SISTEMA INSEDIATIVO E
AMBIENTALE - PAESAGGISTICO
- Buffer ripari potenziali Art. 19.1
- Filari arborati potenziali Art. 19.1
L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo ( AZIONI DI TUTELA DI VALORIZZAZIONE E DI MITIGAZIONE DEL
SISTEMA INSEDIATIVO E AMBIENTALE – PAESAGGISTICO) dovrà essere inserita all’interno del Quadro
Ambientale: “Caratterizzazione delle risorse naturali ed agronomiche”, “Caratterizzazione della flora e fauna” e
“Caratterizzazione dell’impatto paesaggistico”.
PIANO DEGLI INTERVENTI (P.I.) DI POJANA MAGGIORE
Lo S.P.A. non indica il fatto che il progetto ricade direttamente o nelle immediate vicinanze delle tematiche
sotto indicate ed occorre che dette tematiche siano messe in relazione con l’impianto in questione.
SISTEMA INSEDIATIVO PRODUTTIVO
- Zona D4 – Agroindustriale Art. 13
MODALITA' DI INTERVENTO
- Piano Urbanistico Attuativo Vigente Art. 53.
A riguardo nello S.P.A. dovrà essere analizzato lo S.U.A. vigente mettendolo in relazione con l’impianto.
ZONE O ELEMENTI DI TUTELA E INVARIANTI AMBIENTALI
- Corsi d'acqua principali - Buffer ripari potenziali Art. 43
L’integrazione che verrà trasmessa a riguardo ( ZONE O ELEMENTI DI TUTELA E INVARIANTI AMBIENTALI ) dovrà
essere inserita all’interno del Quadro Ambientale: “Caratterizzazione delle risorse naturali ed agronomiche”,
“Caratterizzazione della flora e fauna” e “Caratterizzazione dell’impatto paesaggistico”.
SISTEMA DEI SERVIZI
- Zona F3 - Zona attrezzata a parco, gioco, sport Art. 25.4
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Azioni di riqualificazione e riconversione
4 - Allevamenti da trasferire, bloccare o eliminare oggetto di riqualificazione ambientale Art. 23
Allevamenti zootecnici intensivi - Fasce di rispetto Art. 41
a - Distanze minime tra allevamenti e residenze civili sparse
b - Distanze minime tra allevamenti e residenze civili concentrate
c - Distanze minime reciproche degli allevamenti dai limiti della zona agricola
FASCE DI RISPETTO
- Viabilità - Fasce di rispetto Art. 36
Si fa presente che la parte sotto riportata, che viene citata nello S.P.A, non trova alcun riscontro negli estratti
del P.I. riportati nello stesso S.P.A. ed è quindi da chiarire..
"In base alla pianificazione urbanistica vigente, l’area impiantistica risulta ricadere in parte in zona D1 “zona
prevalentemente produttiva (da attuare per IED)” (capannone e piazzale anti stante), in parte in zona D2 “zona
prevalentemente produttiva (da attuare per PUA)” (piazzale di recente ampliamento verso est). Di seguito si riporta un
estratto della tavola 2C “Zonizzazione – Zone Significative” relativo all’area in esame.".
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.
VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
DESCRIZIONE DELLO STABILIMENTO E CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELL’IMPIANTO
La ditta ORTI DEI BERICI è una società operativa agricola con impianti di prima lavorazione di ortaggi
aziendali, costituiti quasi esclusivamente da cipolle, scalogno, aglio, da destinare alla vendita all’agro indu-
stria. Nello spazio attiguo opera anche la NATURELLO s.r.l., la cui attività è incentrata nella produzione di
prodotti finiti, come pesti a freddo, sughi a caldo, zuppe e passati a base di verdura, cereali, pesce/
crostacei/molluschi a caldo, destinati alla grande distribuzione e semilavorati a caldo, a freddo di verdure a
foglia e ortaggio-vegetali destinati a industrie conserviere o alimentari e vengono utilizzati quali ingredienti
in sughi, salse e ripieni o guarnizioni piatti pronti.
Le due ditte conpidono e continueranno a conpidere l’attuale impianto di trattamento biologico per la
depurazione delle acque reflue provenienti dai cicli di lavorazione dei rispettivi prodotti, oggetto di modifi-
ca, di proprietà dell’AZIENDA AGRICOLA BURATTI ed ora gestito da ORTI DEI BERICI.
Il ciclo di lavorazione viene normalmente effettuato da luglio ad aprile per quanto riguarda l’attività della
ditta ORTI DEI BERICI, mentre la NATURELLO srl sviluppa la propria attività per tutto l’anno.
Per quanto riguarda la lavorazione delle cipolle, dopo la raccolta meccanica in campo, quelle lavorate da lu-
glio a gennaio vengono stoccate in casse o in cumuli ed aerate tramite appositi impianti di ventilazione allo
scopo di evitare l’instaurarsi di fermentazioni, per quelle invece lavorate da febbraio ad aprile, esse vengono
stoccate in casse e conservate in celle frigo alla temperatura di un grado circa.
Per la conservazione non vengono utilizzati anti germoglianti.
La lavorazione si articola poi nelle seguenti fasi:
• Sgambatura a secco su crivello vibrante con sottostanti lame rotanti;
• Calibratura a secco;
• Spietratura in acqua;
• Pelatura con pelatrici a spruzzi d’acqua e con lame per taglio tunica;
• Taglio meccanico dell’apparato radicale.
Al termine del ciclo di lavorazione le cipolle per l’agroindustria vengono condizionate in fusti da 200 kg lor-
di con aggiunta fino a riempimento dei recipienti di acqua acidulata con acido citrico.
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Una piccola parte della produzione viene invece confezionata dalla Naturello s.r.l. in vassoi sottovuoto per il
mercato fresco.
Per quanto riguarda le lavorazioni degli altri ortaggi, esse si articolano in tutto o in parte nelle seguenti fasi:
• Lavaggio in acqua, pelatura e/o cernita, taglio a cubetti, fetta, ecc;
• Bagno con antiossidanti in soluzione acquosa;
• Confezionamento in buste sotto vuoto per ristorazione, ecc.
Le acque reflue prodotte sono quindi essenzialmente costituite da acque di lavaggio dei prodotti lavorati,
nonché da acque di lavaggio provenienti dalla pulizia dei macchinari e dei locali.
DESCRIZIONE DEL CICLO DI PRODUZIONE
Lo SPA non riporta alcuna descrizione adeguata del ciclo di produzione e dei flussi di input ed outoput
dell’attività, se non qualche succinta informazione di carattere generale.
Tale carenza risulta particolarmente rilevante, in considerazione dell’articolazione delle fasi di produzione
accertata durante il sopralluogo effettuato dal Comitato VIA e della necessaria definizione di dettaglio,
necessaria a caratterizzare gli impatti relativi alle singole matrici del Quadro Ambientale (es. emissioni in
atmosfera, consumo d’acqua, etc.).
Valutazione
Lo SPA risulta insufficiente per quanto riguarda il Quadro Progettuale, non riportando alcuna descrizione
adeguata dello stabilimento e delle caratteristiche strutturali dell’impianto, se non qualche succinta
informazione di carattere generale.
Tale carenza risulta particolarmente rilevate, in considerazione delle dimensioni del sito e della sua
collocazione rispetto al territorio circostante.
Al fine di consentire un’adeguata valutazione del Quadro Progettuale, risultano necessarie le seguenti
integrazioni:
a) definizione, tramite flow-chart, dei persi flussi di processo che i realizzano nello stabilimento
(cipolle, spinaci, basilico, zuppe, sughi, etc.);
b) descrizione sintetica dei macchinari e delle apparecchiature utilizzate nel processo e che possono
determinare specifici output (emissioni in atmosfera, acque reflue, rumore);
c) quantificazione dei flussi delle perse materie prime in ingresso ed utilizzate nei vari processi di
produzione, riferiti al triennio 2021/2023;
d) quantificazione dei persi prodotti generati dai vari processi di produzione dello stabilimento,
riferiti al triennio 2021/2023;
e) una relazione tecnico-descrittiva aggiornata sullo stato di progetto dell’impianto di depurazione, con
evidenza puntuale e motivata delle variazioni rispetto alla situazione di fatto.
f) raffronto tra lo stato di fatto e lo stato di progetto per i suddetti punti sia in termini di previsione
progettuale (lettere a e b) che di stima (lettere c e d).
L’estensione dell’analisi tra lo stato di fatto e lo stato di progetto, sarà inoltre prevista nell’ambito delle
specifiche matrici del Quadro Ambientale.
Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto sopra descritto alle lettere c) e d).
Le integrazioni fornite non hanno soddisfatto quanto sopra descritto.
a) Risulta inviato un lay-out con alcune indicazioni descrittive, senza procedere con il flow-chart richiesto.
b) Oltre ad una descrizione superficiale della tipologia di macchine utilizzate, non vengono forniti dati di
potenzialità lavorativa delle singole macchine, quantità delle macchine presenti e dati tecnici delle macchine.
Per quel che riguarda gli specifici output ambientali, oltre ad una descrizione sommaria, non vengono
forniti dati oggettivi per una indicazione quantitativa e qualitativa degli stessi.
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e) Il proponente da riscontro con una breve e sommaria nota attestante la coincidenza tra stato di fatto e stato
di progetto, nella quale, nel contempo, sono accennate alcune significative variazioni di processo e impianto,
in particolare riguardo le fasi di ossidazione biologica e sedimentazione.
Quanto riportato non consente di inquadrare compiutamente l’evoluzione del sistema, già attuata e/o
prevista, né di acquisire sufficienti informazioni in merito alle caratteristiche dimensionali e funzionali
dell’impianto ed alla relativa capacità qualitativa e quantitativa di trattamento depurativo.
f) Non sono stati forniti dati oggettivi (es. la definizione della capacità produttiva) per determinare il corretto
inquadramento autorizzativo e non risultano informazioni di raffronto tra lo lo stato di fatto e lo stato di
progetto, ribadendo unicamente il fatto che non sono previste modifiche.
A prescindere dall’oggetto della richiesta della presente procedura “Aumento capacità di trattamento di
impianto depurazione per lavorazione di prodotti agricoli”, non si può non rilevare come la capacità di trattamento
debba essere commisurata e coerente con il carico inquinante del refluo, che deve essere oggetto e sottoposto
alla depurazione, anche perché tale carico, attualmente, è determinato da valori in ingresso di nutrienti (es:
COD, BOD5) non supportati da una caratterizzazione qualitativa di esercizio. Per tale motivo risultava
indispensabile ottenere adeguate informazioni riguardanti il ciclo di lavorazione che produce tali reflui,
comprensivo della tipologia e della potenzialità delle tecnologie utilizzate (macchinari/apparecchiature),
oltre che delle materie prime ed ausiliarie utilizzate nel processo produttivo.
Tali informazioni risultano fornite in modo parziale e spesso solo descrittivo, cioè senza dati oggettivi di
supporto e per tale motivo, non è possibile escludere la presenza di impatti negativi e significativi derivanti
dal presente progetto, così come poi riportato puntualmente nelle successive matrici del Quadro di
Riferimento Ambientale.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consente un’adeguata valutazione relativa al reale impatto
determinato dal progetto né nella situazione di fatto né in quella di progetto e sono pertanto possibili effetti negativi e
significativi per l’ambiente.
QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE
COMPONENTI AMBIENTALI ANALIZZATE NELLO STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
CARATTERIZZAZIONE DELL'ARIA E DEL CLIMA
La documentazione presentata riporta che l’attività dell’impianto di depurazione non produce emissioni in
atmosfera convogliabili e che le uniche emissioni generate dall’attività sono riconducibili a:
• Emissioni diffuse generate dalla naturale evaporazione dell’acqua contenuta nelle vasche a cielo aperto
dovuta all’irraggiamento solare;
• Emissioni provenienti dalla combustione dei mezzi di trasporto diretti e provenienti dall’impianto per il
prelievo dei fanghi e carico del serbatoio di ossigeno.
Per ridurre le emissioni dei mezzi per l’asportazione dei fanghi, la ditta provvederà al corretto utilizzo (spe-
gnimento durante le fasi di non operatività e riduzione delle velocità di marcia) e ad una regolare manuten -
zione degli stessi.
Non sono reperibili informazioni né elaborati grafici in grado di descrivere le emissioni in atmosfera prove-
nienti dallo stabilimento produttivo e dagli impianti termici a servizio dello stesso.
Valutazione
A seguito di quanto verrà analizzato ai punti b) ed e) del Quadro Progettuale, si ritiene necessario acquisire,
a titolo integrativo, una relazione tecnico-descrittiva corredata di lay-out di reparti, impianti e punti di
emissione, tale da rappresentare compiutamente lo stato di fatto delle emissioni in atmosfera, convogliate e
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diffuse, dell’intero sito (non solo dell’impianto di depurazione), con evidenza delle eventuali variazioni
previste nello stato di progetto.
In particolare, in riferimento alle emissioni diffuse prodotte dalle vasche per evaporazione dell’acqua, si
ritiene necessaria una valutazione di un eventuale impatto odorigeno di dette emissioni.
Valutazione post integrazioni
Nelle integrazioni inviate non è stato dato riscontro puntuale ai persi aspetti sopra descritti e non sono stati
pertanto fornite le informazioni utili a consentire una valutazione oggettiva riguardante l’impatto sulla
componente atmosfera.
Al di là di una generica presentazione delle origini delle emissioni (tavola n. 5), infatti, non vi alcuna
caratterizzazione delle medesime:
né per componenti né per impatto odorigeno;
né una stima delle loro portate e delle caratteristiche dei punti di emissione convogliati (per lo meno
quelli della centrale termica e delle cappe di aspirazione);
né sulle emissioni diffuse, anche odorigene, dall'impianto di depurazione;
nello studio preliminare ambientale in revisione 1 (sezioni 4.1 e 4.2) si conclude, senza ulteriori
valutazioni, che si ritiene che l’impatto per la componente aria resterà non significativo.
Per tale motivo, non è possibile escludere la presenza di impatti negativi e significativi per la presente
matrice ambientale.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consentono un’adeguata valutazione relativa all’impatto
sull’atmosfera e sono pertanto possibili effetti negativi e significativi per l’ambiente.
CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE IDRICO
L’attività di depurazione, svolta su area interamente scoperta e dotata di vasche in calcestruzzo in parte in-
terrate ed in parte fuori terra., riguarda il trattamento biologico di acque reflue provenienti dalle linee di la-
vaggio, pelatura e lavorazione di prodotti agricoli in tubero e in foglia, prevalentemente cipolle, basilico,
aglio, prezzemolo spinacio e la produzione di zuppe.
I percolati ed i reflui generati delle acque meteoriche di dilavamento dei piazzali pavimentati del depuratore
sono raccolti nella rete dedicata e direttamente convogliati al depuratore stesso.
L’area a disposizione dell’impianto interessa una superficie complessiva pari a circa 3107 m 2. L’area occupata
delle vasche è di m2 371, ulteriori m2 43 sono occupati da tettoie per protezione pompe e quadri elettrici men-
tre i restanti m2 2693 sono costituiti da piazzale pavimentato in cls con proprie caditoie di raccolta acque pio-
vane e di dilavamento con recapito finale lo stesso depuratore.
Il processo condotto nell’impianto di depurazione è così descritto:
LINEA ACQUE LINEA FANGHI
Trattamenti Primari: •Stabilizzazione aerobica fanghi di supero;
•Vasche di intercettazione con pompe di sollevamento; •Ispessitore statico;
•Grigliatura; •Disidratazione meccanica fanghi mediante
•Dissabbiatura/disoleatura; centrifuga.
•Vasche di equalizzazione/accumulo;
Trattamenti Secondari:
•Ossidazione e nitrificazione;
•Sedimentazione Secondaria;
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Il progetto non prevede alcuna modifica dell’impianto dal punto di vista strutturale. Il progetto prevede
esclusivamente una revisione complessiva del layout di funzionamento e l’adeguamento impiantistico utiliz-
zando ulteriori vasche già esistenti ed originariamente utilizzate come accumuli temporanei di acqua di
lavaggio cipolle.
Si riportano di seguito, in estratto, gli elaborati grafici disponibili in merito alla gestione delle acque:
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In particolare il progetto prevede la dismissione del sistema MBR con conseguente riutilizzo del volume
come vasca di ossidazione a fanghi attivi, la realizzazione di un nuovo sedimentatore secondario e di una va-
sca di stabilizzazione aerobica dei fanghi di supero, la trasformazione dell’attuale vasca di accumulo acqua
antincendio in un ispessitore statico e l’inserimento di sistema di diffusione a ossigeno puro di tipo flottante
nella vasca di ossidazione 2.
Di seguito un raffronto tra stato di fatto e stato di progetto:
STATO DI FATTO STATO DI PROGETTO
• Sollevamento iniziale • Sollevamento
• Grigliatura • Grigliatura
• Dissabbiatura/disoleatura • Dissabbiatura/disoleatura
• Vasche di equalizzazione/accumulo • Vasche di equalizzazione/accumulo
• Vasca di ossidazione 1 • Vasca di ossidazione 1
• Vasca di ossidazione 2 • Vasca di ossidazione 2
• Vasca MBR • Vasca di ossidazione 3 (ex vasca MBR)
• Scarico finale • Sedimentatore secondario
• Sedimentatore secondario da utilizzare solo in • Scarico finale
caso di manutenzione membrane • Vasca di stabilizzazione aerobica dei fanghi di su-
• Ispessimento fanghi di supero pero
• Disidratazione meccanica mediante centrifuga • Ispessimento statico fanghi di supero (ex vasca di
accumulo acqua antincendio)
• Disidratazione meccanica mediante centrifuga
Di seguito i dati di input, assunti per il dimensionamento dell’impianto di depurazione nello stato di pro -
getto:
• Portata linea: 400 mc/d, scarico 6/7 giorni a settimana (2.000 A.E. considerando
200l/A.E.*d);
• Concentrazione BOD5: 2490 mg/l (16.600 A.E. considerando 60 g/A.E.*d);
• Concentrazione COD: 4980 mg/l (16.600 A.E. considerando 120 g/A.E.*d);
• Concentrazione Azoto totale/TKN: 69 mg/l (2.300 A.E. considerando 12 g/A.E.*d);
• Potenzialità in A.E: 16.600 (BOD:60 g/A.E.)
• Carico giornaliero BOD5: 996,00 Kg/d;
• Carico giornaliero COD: 1.992,00 Kg/d;
• Carico giornaliero TKN: 27,60 Kg/d;
In sede di incontro di presentazione viene riferito che:
- l’equalizzazione, dotata di sistema di miscelazione/omogeneizzazione ad aria, è dimensionata sulla
base del volume di un giorno di lavoro dello stabilimento;
- la fornitura di ossigeno alle fasi di ossidazione biologica avverrà, nello stato di progetto, mediante
dosaggio di ossigeno puro;
- non sono previste le fasi depurative di nitrificazione e denitrificazione, sulla scorta delle
caratteristiche qualitative dei carichi inquinanti in ingresso
- sono previste e/o già realizzate alcune variazioni rispetto allo stato di progetto presentato nella docu-
mentazione di S.I.A..
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Valutazione
Nella documentazione presentata non sono disponibili informazioni in merito all’approvvigionamento
idrico dello stabilimento e in sede di incontro di presentazione è stato riferita una doppia provenienza: da
acquedotto e da pozzo, si rende quindi necessario:
precisazione le modalità di approvvigionamento idrico, dettagliate per destinazione d’uso e con
stima comparativa tra stato di fatto e stato di progetto;
la definizione di un bilancio idrico complessivo dello stabilimento, sia nello stato di fatto sia nello
stato di progetto, dal quale risulti evidenza quantitativa delle previsioni di risparmio della risorsa
idrica accennate in sede di incontro di presentazione: secondo tali previsioni grazie ad accorgimenti
di riuso/ricircolo dell’acqua nei reparti produttivi, l’idroesigenza dello stabilimento e quindi il carico
idrico al depuratore ed allo scarico sono destinati a diminuire, pur a fronte di un significativo
aumento di potenzialità dell’impianto di depurazione in termini di A.E. riferiti al carico inquinante
di BOD (da 2.300 A.E. a 16.600 A.E.).
In relazione allo scarico del depuratore, il cui regime viene riferito continuo su 365 giorni/anno ed
autorizzato con A.U.A n. 6/2015 del 22/12/2015, anche al fine di definire la corretta definizione del recettore,
da considerare in termini di suolo e non di acque superficiali, si richiede:
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di definire il regime qualitativo e quantitativo dello scarico depurato, in relazione ad eventuali
stagionalità dell’attività produttiva;
di inviare copia degli esiti analitici dei controlli periodici dell’ultimo triennio;
con riferimento all’applicazione dell’art. 39 del Piano Tutela delle Acque e più in generale sulla
corretta e cautelativa gestione delle acque meteoriche di dilavamento delle superficie esterne,
compresi i piazzali e le coperture degli edifici, si ritiene necessario acquisire, a titolo integrativo, una
relazione tecnico-descrittiva sullo stato dei luoghi, sui sistemi di raccolta, convogliamento,
accumulo, trattamento e controllo, sui recapiti finali degli scarichi e sulle informazioni storiche
disponibili in merito alla qualità delle acque, con evidenza puntuale e motivata delle eventuali
variazioni previste nello stato di progetto;
di inviare una pianta scarichi completa ed aggiornata di stabilimento, con distinzione tra linee delle
acque nere assimilabili a domestiche, linee delle acque reflue di origine produttiva e linee delle
acque meteoriche (eventualmente pise tra piazzali e tetti), comprensiva di caditoie e griglie di
raccolta, condotte di convogliamento, pozzetti di ispezione, sezioni di controllo e trattamento,
scolmatori, by-pass e punti di scarico finale;
di verificare la fattibilità tecnico-economica, in accordo col gestore, di una soluzione che preveda lo
scarico in fognatura.
Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto sopra descritto solo in relazione alla richiesta di inviare una
pianta degli scarichi completa ed aggiornata dello stabilimento.
In relazione alla altre richieste si osserva che:
risulta indefinito il regime qualitativo e quantitativo dello scarico depurato, in relazione ad eventuali
stagionalità dell’attività produttiva, attestando genericamente l’assenza di stagionalità del carico
idrico;
sono state inviate copie degli esiti analitici dei controlli periodici dell’ultimo triennio, che sono
tuttavia riferiti a campionamenti istantanei e non conformi, quindi, a quanto previsto dalla
normativa;
in merito all’applicazione dell’art. 39 del Piano Tutela delle Acque, tra la documentazione
integrativa inviata non si riscontra una disamina sulla tipologia delle superfici coperte e scoperte,
pavimentate e non, con loro quantificazione e indicazione della corretta e cautelativa gestione delle
acque meteoriche incidenti;
non vi è alcuna alcuna evidenza circa la richiesta di verificare la fattibilità tecnico-economica, in
accordo col gestore, di una soluzione che preveda lo scarico in fognatura;
per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico è stata data informazione sui quantitativi relativi
alla provenienza da acquedotto e quella derivante da attingimento idrico autonomo.
Si evidenzia, infine, che:
rispetto alla situazione definita all’epoca del rilascio dell’autorizzazione vigente, attualmente la
situazione dello scarico risulta mutato ed è tale da considerarsi come scarico sul suolo, con la
necessità pertanto di una puntuale verifica dei valori limiti, al momento non verificabile visto
quanto sopra riportato in tema di autocontrollo analitico;
la possibilità di scarico sul suolo risulta quale un’eccezione prevista dalla normativa, solo quando
inevitabile, ma la ditta non ha verificato la fattibilità di uno scarico in fognatura;
la concessione per il prelievo idrico risulta scaduta.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consentono un’adeguata valutazione relativa all’impatto
sull’ambiente idrico e sono pertanto possibili effetti negativi e significativi per l’ambiente.
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CARATTERIZZAZIONE DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO
L’area interessata dal progetto di ampliamento della capacità del depurato è inserita in un territorio di
pianura modellato dalle azioni fluviali, le forme naturali sono qui costituite dalle tracce superficiali dei corsi
d’acqua estinti (paleoalvei), dalle fasce di pagazione fluviale, dai dossi della paleoidrografia e dagli argini
di contenimento delle aste d’acqua.
L'elemento geomorfologico più evidente in tutto il territorio comunale è rappresentato dal grande
paleoalveo del fiume Agno-Guà-Frassine.
Nello SPA si riporta che, per quanto riguarda l’utilizzazione del suolo, il progetto non prevede alcun
aumento di utilizzo né alcun intervento strutturale, senza alcuna contestualizzazione ambientale
adeguatamente motivata.
Vengono esclusi i rischi di contaminazione del suolo per la percolazione di sostanze inquinanti senza
un’adeguata trattazione dei potenziali impatti.
L’impianto si trova all’interno di una zona produttiva con piazzale impermeabile e rete di raccolta delle
acque meteoriche.
Valutazione post integrazioni
Si richiama quanto già espresso nella matrice relativa all’ambiente idrico, evidenziando che:
rispetto alla situazione definita all’epoca del rilascio dell’autorizzazione vigente, attualmente la
situazione dello scarico risulta mutato ed è tale da considerarsi come scarico sul suolo, con la
necessità pertanto di una puntuale verifica dei valori limiti, al momento non verificabile visto
quanto sopra riportato in tema di autocontrollo analitico;
la possibilità di scarico sul suolo risulta quale un’eccezione prevista dalla normativa, solo quando
inevitabile, ma la ditta non ha verificato la fattibilità di uno scarico in fognatura;
la concessione per il prelievo idrico risulta scaduta.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consentono un’adeguata valutazione relativa all’impatto su suolo
e sottosuolo e sono pertanto possibili effetti negativi e significativi per l’ambiente.
CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO ACUSTICO
L’azienda agricola è insediata in un contesto prettamente agricolo ed è circondata da aree verdi coltivate. I
recettori più vicini all’impianto sono costituiti da case o gruppi di case poste lungo la sp San Feliciano.
All’azienda agricola si accede dal cancello su Via Cagnano (sp San Feliciano) raggiungendo i persi
fabbricati e aree di deposito esterne.
L’attività produttiva viene svolta per cicli stagionali ed interessa generalmente il periodo diurno per quanto
riguarda le lavorazioni dei prodotti agricoli.
L’impianto di depurazione è attivo invece a ciclo continuo, anche se con modalità di funzionamento e
trattamento cicliche, interessando con le immissioni acustiche sia il periodo diurno che notturno.
Nello studio acustico sono stati considerati i recettori che possono essere interessati dalle immissioni
acustiche legate al funzionamento dell’impianto di depurazione:
R1 – unità abitativa al termine della laterale di Via Cagnano, in direzione est, a distanza di circa 290 m dal
depuratore;
R2 – unità abitativa lungo la laterale di Via Cagnano, in direzione est, a distanza di circa 300 m dal
depuratore;
R3 – unità abitativa lungo la laterale di Via Cagnano, in direzione est, a distanza di circa 310 m dal
depuratore;
R4 – unità abitativa lungo la laterale di Via Cagnano, in direzione sud est, a distanza di circa 330 m dal
depuratore;
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R5 – unità abitativa lungo Via Cagnano, in direzione sud est, a distanza di circa 345 m dal depuratore;
R6 – unità abitative ubicate lungo Via Cagnano, in direzione sud est, a distanza di circa 290 m dal depuratore
Lo stabilimento rientra in classe V mentre i recettori inpiduati ricadono in aree di classe III (aree di tipo
misto); i recettori R4 (parte), R5 ed R6 ricadono nell’ambito della fascia di 30 m di pertinenza stradale a
margine di Via Cagnano.
Le attività rumorose legate alla normale attività produttiva di Orti dei Berici S.c.a. risultano essere le
movimentazioni di materiali nelle aree esterne mentre le attività interne ai fabbricati si propagano all’esterno
in modo poco significativo. Le attività produttive e di movimentazione dei materiali sono peraltro svolte in
periodo diurno in orari compresi generalmente dalle ore 7,00 alle 18,00.
L’impianto di depurazione prevede alcune stazioni di trattamento rumorose come, ad esempio, quelle di
sollevamento (pompe idrauliche), di grigliatura, di ossidazione (soffianti), di disidratazione; dette sorgenti di
rumore sono attive in modo continuo od intermittente sia in periodo diurno che notturno.
Il clima acustico dell’area si presenta condizionato in modo particolare dalla rumorosità determinata dal
traffico veicolare presente su Via Cagnano; in aggiunta non si escludono livelli di rumore significativi in pre-
senza di attività di coltivazione delle aree agricole per periodi comunque limitati di tempi e con carattere sta-
gionale.
Da quanto riportato nella valutazione le misure sono state effettuate per valutare la rumorosità residua e le
potenze acustiche degli impianti.
Valutazione
Preliminarmente, si sottolinea come i riferimenti relativi alla matrice rumore riportati all’interno nello SPA
non corrispondono a quelli più completi e corretti presenti nella valutazione previsionale di impatto acustico
effettuata dal per. Ind. Dal Bello Mauro che, però, non riporta alcuna valutazione in merito all’installazione
di un trituratore in funzione in periodo diurno, citata nello studio preliminare ambientale.
Con riferimento alla valutazione previsionale, pur considerando che le sorgenti sonore fisse con emissioni
significative sono già presenti nello stato di fatto, le misure effettuate ( punto A di 24 h e punti 1 e 2 di 10 minuti ) non
permettono di determinare direttamente e compiutamente i contributi a ricettore delle perse sorgenti di
pertinenza nel periodo diurno e notturno, scelta che avrebbe ridotto le incertezze del calcolo modellistico.
I 2 punti di misura orientati ai ricettori critici, inoltre, hanno avuto una durata di soli 10 minuti.
Inoltre, non è noto come siano state definite le potenze sonore delle sorgenti, quale sia la collocazione, il
numero, il tempo di funzionamento soprattutto in periodo notturno ( §2.2: pompe idrauliche di sollevamento,
grigliatore, soffianti, di nuovo pompe idrauliche di sollevamento ); dai dati forniti con un semplice calcolo di
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attenuazione per la distanza si ricava un livello di pressione sonora con tutte le sorgenti attive in facciata
superiore ai 40 dBA (vedi di contro i livelli forniti in tabella 3).
Non ritenendo chiarite le modalità di calcolo, quindi, si chiede di esplicitare i conteggi che hanno portato ai
dati conclusivi delle tabelle 3 e 4, con particolare attenzione al periodo notturno in cui può effettivamente
emergere una situazione di disturbo.
Si evidenzia che all’esterno della fascia di pertinenza (ricettori R1, R2, R3) il rumore da traffico concorre alla
definizione del livello di immissione.
Valutazione post integrazioni
Nelle integrazioni inviate non è stato dato riscontro puntuale ai persi aspetti sopra descritti e non sono stati
pertanto fornite le informazioni utili a consentire una valutazione oggettiva riguardante l’impatto acustico.
Per tale motivo, non è possibile escludere la presenza di impatti negativi e significativi per la presente
matrice ambientale.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consentono un’adeguata valutazione relativa all’impatto acustico
e sono pertanto possibili effetti negativi e significativi per l’ambiente.
CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO DA AGENTI FISICI ED EFFICIENZA ENERGETICA
Nello S.P.A. si evidenzia che il sito d’indagine ricade nel tessuto urbanizzato, all’interno di un’area
caratterizzata da inquinamento da Nox tra 10 e 20 μg/mc e con possibili livelli eccedenti di Radon.
I consumi di energia elettrica sono legati al funzionamento di:
• Pompe di circolo e di rilancio;
• Sgrigliatore;
• Muletto per movimentazione di cassoni;
• Soffianti.
Le pompe e i soffianti funzionano a ciclo continuo mentre altre attrezzature funzionano solamente quando
necessario.
L’azienda intende installare un impianto fotovoltaico sulla copertura dei fabbricati esistenti per
l’approvvigionamento di elettricità da fonte rinnovabile per integrare i consumi da rete.
Tale impianto dovrebbe garantire il contenimento dell’utilizzo di risorse.
Valutazione
Vista l’esistenza dei locali cucina per la preparazione di alimenti cotti, manca la descrizione degli impianti
termici presenti all’interno dell’azienda e manca la rappresentazione planimetrica degli stessi.
Al netto di quanto affermato nello SPA manca una puntuale descrizione dei consumi attuali e previsionali,
manca, inoltre, la descrizione dell’impianto fotovoltaico che permetterebbe di evidenziare il contenimento
dell’uso delle risorse.
Nello SPA si nomina un termovalorizzatore in riferimento al riutilizzo dei rifiuti, ma non vi è riportata
alcuna descrizione a riguardo.
Per quanto riguarda l’inquinamento luminoso non si ravvisano criticità rilevate dall’ampliamento in oggetto.
Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite inviate hanno parzialmente soddisfatto quanto richiesto, in quanto non sono stati
forniti i dati richiesti in merito ai consumi.
VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
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CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO PAESAGGISTICO
L’ambito indagato ricade nel territorio pianeggiante prospiciente ai Colli Berici che distano 5 km dall’area
indagata. Essa è caratterizzata da un esistente complesso artigianale recintato e con siepe arboreo-arbustiva
lungo tutto il perimetro. Al di fuori della superficie aziendale il paesaggio è quello tipico della campagna
vicentina contraddistinto da campi coltivati a seminativo, con terreni baulati e siepi disposte lungo fossi di
scolo o confini di proprietà.
L’impianto di depurazione ricade all’interno del perimetro aziendale e non interferisce con ambiti soggetti a
vincolo paesaggistico.
Non si segnalano alterazioni derivanti dal progetto in merito alla matrice considerata.
VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO VIABILISTICO
L’impianto di depurazione è collocato all’interno della Ditta Orti dei Berici, il cui accesso avviene da Via E.
Ferrari che si diparte da Via Cagnano, strada di collegamento con i centri urbani più prossimi allo
stabilimento. L’area è ubicata in zona “periferica” ma ben collegata dal punto di vista viabilistico.
Infatti, è posta in prossimità di due strade provinciali: la “SP125” a sud e la SP113 a nord. Il casello di
Agugliaro della A31 è posto a 8 km.
Nello SPA si afferma che l’attività in progetto non comporta alcuna influenza al volume di traffico esistente
in quanto i mezzi coinvolti nell’attività sono limitati mediamente ad un solo mezzo pesante giornaliero
esclusivamente nel periodo lavorativo.
Valutazione
A fronte di un incremento considerevole della potenzialità dell’impianto, manca una dettagliata descrizione
dei flussi in entrata dello stato attuale e dello stato di progetto e l’evidenza della mancanza di interferenza
con il traffico locale.
Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.
VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
CARATTERIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI ED AGRONOMICHE
La Ditta Orti dei Berici è dislocata in un’area agricola della bassa pianura vicentina. Nelle immediate
vicinanze verso Ovest sono presenti due edifici ad uso stalla classificati come allevamenti intensivi. L’ambito
di indagine è intercluso tra due infrastrutture viarie di livello provinciale e terreni coltivati come nel più
ampio intorno.
Gli edifici produttivi sono circondati da una recinzione affiancata da una fitta siepe arboreo-arbustiva che
scherma quasi totalmente la vista dall’esterno.
L’impianto di depurazione è collocato all’interno dell’area di proprietà della Ditta totalmente
impermeabilizzata e sul lato orientale la proprietà non è recintata ed è presente un fosso di scolo con filare
alberato piuttosto denso.
L’area, pur essendo ubicata all’interno di un ambito agricolo-rurale, non presenta più gli originali connotati
di naturalità.
Il progetto di incremento della potenzialità dell’impianto di depurazione non altera la matrice considerata.
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VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
CARATTERIZZAZIONE DELLA FLORA E FAUNA E V.INC.A.
Trattasi di un’attività agroalimentare consolidata, con impianto di depurazione esistente e piazzali pavimen -
tati.
Il territorio Comunale di Pojana Maggiore non riscontra al suo interno la presenza di alcuna zona SIC o ZPS
ma ne sono presenti di più o meno vicine al territorio in questione, come si evince dalla mappa elaborata
della Rete Natura 2000. Esse sono:
- SIC IT3220037 “Colli Berici” (Orgiano);
- SIC e ZPS IT3260017 “Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco” (Lozzo Atestino);
- ZPS IT3260020 “Le Vallette” (Ospedaletto Euganeo);
Il progetto si colloca, rispetto ai Siti Natura 2000 più vicini, ad una distanza superiore a 3.5 Km, pertanto vi -
ste le caratteristiche dell’impianto e degli interventi previsti a progetto e la distanza dalle aree della Rete Na-
tura 2000, si ritiene non possa gravare negativamente sugli habitat e sulle specie oggetto di salvaguardia.
VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.
CARATTERIZZAZIONE DEGLI IMPATTI SULLA SALUTE DEI LAVORATORI E DELLE PERSONE
Non sono reperibili informazioni né elaborati grafici in grado di descrivere l’assoggettabilità agli obblighi di
controllo di prevenzione incendi da parte dei Vigili del fuoco e, ove applicabile, lo stato dell’iter autorizzati -
vo presso il competente Comando.
Si ritiene necessario acquisire, a titolo integrativo, una relazione illustrativa dell’inquadramento del sito nel
suo complesso in materia di prevenzione incendi e lo stato di conformità della relativa pratica VVF, con
evidenza puntuale e motivata delle eventuali variazioni previste nello stato di progetto.
Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite non hanno soddisfatto quanto richiesto.
Il proponente non fornisce riscontro; la documentazione inviata è totalmente corrispondente (copia) a
quanto pervenuto come osservazione da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, da cui si evince
una condizione irregolare o comunque non aggiornata della pratica autorizzativa di prevenzione incendi.
VALUTAZIONE
Il livello di informazioni fornite dalla proponente non consentono un’adeguata valutazione relativa al rischio incendi e
sono pertanto possibili effetti negativi e significativi per l’ambiente.
VALUTAZIONE FINALE D’IMPATTO
CONCLUSIONI
Il grado di approfondimento documentale, anche valutando le integrazioni prodotte, non risulta in alcun
modo adeguato e presenta la necessità di approfondimenti e ulteriori valutazioni di dettaglio, sia per quanto
riguarda il Quadro Progettuale che per quanto riguarda il Quadro Ambientale, risultando non soddisfacente
ed estremamente carente la maggior parte delle integrazioni prodotte.
Le considerazioni specifiche e le criticità rilevate che sono emerse nella fase di valutazione del Quadro
Ambientale, risultano esplicitate nelle singole matrici ambientali sopra descritte.
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Il progetto presenta numerose potenziali criticità che non risultano adeguatamente approfondite e/o
considerate, in relazione sia alla significatività degli aspetti ambientali e delle relative mitigazioni,
considerando, in particolare, il rapporto tra l’effettiva potenzialità del contesto produttivo del sito e
l’ambiente circostante, piuttosto che le caratteristiche di potenzialità impiantistica.
Rilevato la presenza di puntuali e sostanziali osservazioni pervenute dal Comando Provinciale dei Vigili del
Fuoco alle quali la proponente non ha fornito alcun riscontro, oltre alla presenza di un approvvigionamento
idrico autonomo con concessione scaduta.
Tutto ciò premesso si esprime
PARERE
di assoggettamento alla procedura di V.I.A. in considerazione delle motivazioni sotto descritte
L'impianto interferisce con le sensibilità ambientali in tema di Tutela dell’Atmosfera, Ambiente idrico, Suolo e
sottosuolo, Impatto Acustico, Salute dei Lavoratori e delle Persone, e presenta criticità che non sono adeguatamente
affrontate e/o supportate da proposte di intervento, per cui sono possibili impatti ambientali negativi e significativi.
Vicenza, 10 ottobre 2024
F.to Il Segretario F.to Il Presidente
dott.ssa Silvia Chierchia Andrea Baldisseri
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