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      VERBALE DEL COMITATO TECNICO PROVINCIALE VIA
              DEL 19/03/2026
L'anno 2026, il giorno 19 del mese di marzo alle ore 16:45 il Comitato Tecnico Provinciale di V.I.A si è riunito
nella sede provinciale, a seguito di regolare convocazione, per trattare il seguente argomento: “Spirit srl Pro-
cedura di Valutazione di Impatto Ambientale per un nuovo impianto di trattamento e recupero rifiuti di batterie.
Localizzazione – comune di Campiglia dei Berici

All'appello risultano:
SQUARCINA FILIPPO               Presidente               Assente


BALDISSERI ANDREA          Responsabile del Servizio             Presente

BRADASCHIA MAURIZIO             Commissario                Assente

BUSATO FILIPPO               Commissario                Presente

CAMPAGNOLO MIRKO              Commissario                Presente

MENEGHINI ROBERTA              Commissario                Presente

MURARO TERESA                Commissario                Presente

PIVA MARCO                 Commissario                Presente

SVEGLIADO GIULIA              Commissario                Presente

VALVASSORI RIMSKY              Commissario             Presente on line

VICENTIN ALBERTO              Commissario                Presente

FERRARI CARLO                Commissario                Presente


La Commissione viene presieduta da Andrea Baldisseri, giusta delega del Presidente prot. 13368 del
19/03/2026, che riconosciuta legale l’adunanza in conformità dell’art. 7 del Regolamento per il funzionamen-
to del Comitato Tecnico Provincia VIA, udita la relazione istruttoria, accertata la completezza delle informa-
zioni e preso atto della proposta progettuale contenuta nella documentazione tecnica presentata, esprime
congiuntamente al CTP VIA parere unanime, per la pratica in oggetto, nel parere sotto riportato.




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                       SPIRIT S.R.L.
                       PARERE N. 01/2026

Oggetto: Nuovo impianto di trattamento e recupero rifiuti di batterie.
PROPONENTE:            Spirit S.r.l.
SEDE LEGALE:           Via O. Zanon n. 6 – Quinto Vicentino
SEDE INTERVENTO:         Via U. Masotto n. 12 – Campiglia dei Berici
TIPOLOGIA ATTIVITÀ:        Nuovo impianto di trattamento e recupero rifiuti di batterie.
PROCEDIMENTO:           Valutazione di impatto ambientale ex art.27-bis del D.Lgs. 152/2006.
MOTIVAZIONE V.I.A:        ALLEGATO IV alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. - 7. Progetti di
                 infrastrutture - za) “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi,
                 mediante operazioni di cui all'allegato B, lettere D2, D8 e da D13 a D15, ed
                 all'allegato C, lettere da R2 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3
                 aprile 2006, n. 152”; e z.b) “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non
                 pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante
                 operazioni di cui all'allegato C, lettere da R1 a R9, della parte quarta del
                 decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (…)”;
COMUNE INTERESSATO:        Agugliaro
DATA DOMANDA:           14 agosto 2025
DATA PUBBLICAZIONE:        22 agosto 2025
DATA INTEGRAZIONI:        25 novembre e 05 dicembre 2025
DATA RIPUBBLICAZIONE:       27 febbraio 2026
DOCUMENTAZIONE TECNICA ED ELABORATI GRAFICI PRESENTATI
                VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

           TITOLO                            NOME FILE

Quadro Programmatico                  SIA_QUADRO_DI RIFERIMENTO_PROGRAMMATICO

Quadro Programmatico – Esame puntuale dei Piani
                        SIA_CAP_6_QR_PROGRAMMATICO_APPROFONDIMENTO
Territoriali

Quadro Progettuale                   SIA_QUADRO_DI RIFERIMENTO_PROGETTUALE

Quadro Ambientale                   SIA_QUADRO_DI RIFERIMENTO_AMBIENTALE

Quadro Ambientale – Compatibilità e Impatti      SIA_CAP_12_QR_AMBIENTALE_APPROFONDIMENTO

Sintesi Non Tecnica                  SINTESI_NON_TECNICA

                AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

           TITOLO                            NOME FILE

SCHEDE A – B – D – E                  Schede_A-B-D-E

SCHEDA C                        Scheda_C

PMC – All. E11                     Allegato_77_PMC_Campiglia_rev.0_25


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                            PROGETTO

          NOME FILE                              TITOLO

Progetto_Cap.1_Relazione_tecnico_descrittiva       Relazione tecnico descrittiva

Progetto_daCAp.2aCap.16                 Dichiarazioni – Relazione Paesaggistica

Mappa Catastale                     All.11_Mappa_Catastale_Fabbricato_Campiglia_05.02.24

Estratti Mappe                      All.11_bis_EstrattiMappe

Parere Sopraintendenza Breton              All.12-Parere-Sopraintendenza-SUAP-1519-Breton

Sudpisione Impianto in Aree/Zone            All.13-Aree impianto-Progetto RBC

Elenchi codici CER - Decisione 2000/532/UE        All.14-Elenco CER-RBC-Dec.2000-532

Nuovi codici CER - REVISIONE della Decisione
                       All.15-ElencoCER-RBC-Dec.2025-934
2000/532/UE

Veduta di insieme parte Sez.I di impianto        All.16-CMO-ASS-000-Assieme trattamenti termici

DISEGNI PARTE EDILE

Lay-out pianta Piano Terra-Stato Futuro         All.17-CAMPIGLIA REV 03-IMP 00-SF

Lay-out pianta Primo Piano-Stato Futuro         All.18-CAMPIGLIA REV 03-IMP 01-SF

Lay-out pianta Copertura-Stato Futuro          All.19-CAMPIGLIA REV 03-IMP 02-SF

Lay-out Prospetti e Sezioni-Stato Futuro         All.20-CAMPIGLIA REV 03-IMP 03-SF

Stato Attuale- Pianta Piano Terra            All.21-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 01-SA

Stato Attuale- Pianta Primo Piano            All.22-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 02-SA

Stato Attuale-Pianta Copertura              All.23-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 03-SA

Stato Attuale- Prospetti e Sezioni            All.24-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 04-SA

Stato Attuale-Pianta sottoservizi            All.25-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 05-SA

Stato Futuro-Pianta sottoservizi             All.26-CAMPIGLIA REV 03-IMP ED 06-SF

Stato Futuro-rendering esterno              All.27-Vista Aerea Esterno

DISEGNI SEZ. I-DA RIFIUTO A EoW

Torre induzione-Assonometria               All.28-ASS-02-INDUCTION TOWER BATTERY-31,03,25

Induzione-protezioni ortogonali             All.29-CMP-ASS-000 - Assieme Trattamenti Termici

Gruppo induzione-assonometria              All.30-Gruppo Induzione-Assonometria

DISEGNI SEZ.II- RAFFINAZIONE EoW

Schema P&I-Produzione NCAM da LFP-Linea 1        All.31-LSV-PEI-001-SchemaP&I-Produzione NCAM da LFP-Linea 1

Schema P&I-Impianto di evaporazione acqua di       All.32-LSV-PEI 002-Schema P&I-Impianto di evaporazione acqua di
filtrazione                       filtrazione


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Schema di Processo-Lisciviazione Acido Solforico
                         All.33-LSV-DGR-001-Rev.01-SdP-LisciviazioneAcidoSolforico PAC
PAC (LCO+NCM) Estrazione di ossidi NiCoMn e di
                         (LCO+NCM) Estrazione di ossidi NiCoMn e di Li2CO3
Li2CO3

Schema di Processo-Lisciviazione Acido Citrico PAC All.34-LSV-DGR-002-Rev.01-SdP-LisciviazioneAcidoCitrico PAC
(LCO+NCM)                     (LCO+NCM)

Schema di Processo-Lisciviazione Acido Ossalico     All.35-LSV-DGR-003-Rev.01-SdP-LisciviazioneAcidoOssalico PAC
PAC (LCO+NCM                      (LCO+NCM)

Schema di Processo – Lisciviazione Acido Ossalico    All.36-LSV-DGR-004-Rev.01-SdP-LisciviazioneAcidoOssalico PAC
PAC (LFP)                        (LFP)

Diagramma a blocchi – Lisciviazione Acido        All.37-LSV-BLK-001-Rev.0-D.a blocchi-LisciviazioneAcidoSolforico
Solforico PAC (LCO+NCM)                 PAC (LCO+NCM)

Diagramma a blocchi – Lisciviazione Acido        All.38-LSV-BLK-003-Rev.0-D.a blocchi-
Ossalico PAC (LCO+NCM)                 LisciviazioneAcidoOssalicoPAC(LCO+NCM)

Diagramma a blocchi – Lisciviazione Acido        All.39-LSV-BLK-004-Rev.0-D.a blocchi-LisciviazioneOssalicoPAC
Ossalico PAC (LFP)                   (LFP)

Diagramma a blocchi - -Produzione Li2CO3+FePO4- All.40-LSV-BLK-004-Rev.0-D.a blocchi-Produzione Li2CO3+FePO4-
LINEA 2                     LINEA 2

Rendering                        All.41-RENDER SEZ. II

PROCESSO CHIMICO-Estrazione Manganese          All.42-PROCESSO CHIMICO-Estrazione Manganese Estrazione del
Estrazione del Manganese dagli ossidi          Manganese dagli ossidi

VVF-PARERE DI CONFORMITA' Pratica VVF

Relazione Tecnica                    P_50074 VVF RT_VP_R01 / All.43

Planimetria Area Esterna, presidi antincendio e reti
                           P_50074 VVFVP_TAV01 / All.44
esterne raccolta acque

Planimetria Generale: inpiduazione fasi lavorative
                           P_50074 VVFVP_TAV02 / All.45
e layout

Planimetria sistema d'esodo: dettaglio deposito     P_50074 VVFVP_TAV03 / All.46

Controllo di fumo e calore tramite aperture di
                        P_50074 VVFVP_TAV04 / All.47
ventilazione

Prospetti e sezioni                   P_50074 VVFVP_TAV05 / All.48

Copertura-Impianto Fotovoltaico             P_50074 VVFVP_TAV06 / All.49

Gruppi elettrogeni e centrale termica da 600 Kwh    P_50074 VVFVP_TAV07 / All.50

Rete gas metano per alimentazione area produttiva    P_50074 VVFVP_TAV08 / All.51

INTEGRAZIONI PER VVF

RELAZIONE TECNICA INTEGRATIVA              All.75- RELAZIONE TECNICA INTEGRATIVA

INDAGINI AMBIENTALI

Analisi sottosuolo                   All.52-Campiglia-Indag_ambientaleDOC070124-07012024123821

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Relazione geologica                    All.53-Campiglia-Inquadramento geologico RBC

Analisi rumore-stato attuale e previsione         All.54-DPIA Spirit stabilimento Campiglia dei Berici-2024

Analisi Acque-stato attuale                All.55-RDP-A2500063-01

Analisi Acque-stato attuale                All_1.55-RDP-A2500063-01

Analisi Aria-stato attuale                 All.56_A_RPA2500932-001+002

Analisi Aria-stato attuale                 All_1.56_A_RPA2500932-001+002

Relazione della valutazione modellistica della       All.57-30141345-2513690_Relazione Modello QA_SPIRIT_signed
dispersione degli inquinanti in atmosfera         EoW

EoW

Esempio di analisi PAC(LCO+NCM)              All.58-SGS-eCertificate_24111502EE

EoW Chiampo                        All.59-ParereArpav EoW Arpav-parere

Esempio di analisi Ossidi di nichel da Ni-MH        All.60-AC021-25-P-Ni

Rapporto di Prova Rifiuto                 All.61-EsempioRifiuto CW

Esempio Analisi Molibdeno                 All.62-EsempioAnalisiMo

SCHEMI DI PROCESSO

Operazioni R12 per i rifiuti trattabili          All.63-SCHEMI A BLOCCHI R13-R12

Schema di Processo R4 per batterie ricaricabili tipo
                           All.64-SCHEMA DI PROCESSO R4-BATTERIE LI-ION
Li-Ion

Schema di Processo R4 per batterie ricaricabili tipo
                           All.65-SCHEMA DI PROCESSO R4-BATTERIE Ni-MH
Ni-MH

Schema di Processo R4 per scarti di metallo duro      All.66-SCHEMA DI PROCESSO R4-SCARTI METALLO DURO

Camini di Processo                     All.67-RIEPILOGO CAMINI DI PROCESSO

AMBIENTE E SICUREZZA

Politica Ambientale                    All.68-Politica Ambientale

Politica della Sicurezza                  All.69-Politica della Sicurezza

Elenco Sostanze                      All.70-Elenco Sostanze

Piano Controllo Ambiente Prima       stesura  da All.71-Piano Controllo Ambiente Prima stesura da implementare a
implementare a impianto realizzato            impianto realizzato

ELENCO ENTI COINVOLTI NEL PROGETTO

Elenco Enti                        All.72-Elenco Enti

RELAZIONE PAESAGGISTICA

Istanza per Relazione Paesaggistica Semplificata      All.73-Istanza xRelazione Paesaggistica Semplificata

Relazione Paesaggistica Semplificata            All.74-Relazione Paesaggistica Semplificata


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                       PREMESSE e UBICAZIONE
La Spirit S.r.l. gestisce già, nel comune di Chiampo, un impianto autorizzato per attività di trattamento e re-
cupero rifiuti costituiti da batterie, RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e scarti di me -
talli duri, con produzione di concentrati metallici.
L’azienda ha intenzione di avviare, anche nel sito produttivo di Campiglia dei Berici, un nuovo impianto di
trattamento/recupero rifiuti, similare a quello di Chiampo, per una potenzialità massima dell’impianto di
8.000 tonnellate annuali e una quantità massima giornaliera di rifiuti in ingresso stoccato di 400 tonnellate.
Le operazioni di recupero che si intendono svolgere sono R13 messa in riserva, R12 cernita, smontaggio, con-
dizionamento (ecc..) e R4 riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, presenti nelle batterie, nelle
schede e nei residui di metallo duro.
Il progetto prevede quattro nuove emissioni in atmosfera, non sono previsti scarichi idrici di processo, in
quanto l’acqua viene trattata per essere riutilizzata nel processo stesso, è previsto il recupero parziale
dell’acqua piovana.
La ditta ha inpiduato in un edificio già esistente il luogo dove destinare il suddetto nuovo impianto. Tale
costruzione è collocata nella zona industriale (D1) del territorio di Campiglia dei Berici, ed insiste, coma da
dichiarazione di destinazione urbanistica, sul foglio 7 mappale n. 186 sub 1 e sub 2 e si estende per un’area
totale di 13.715 m2.




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                          Ortofoto del sito

           QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO

STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE REGIONALE, PROVINCIALE E COMUNALE
Gli strumenti di pianificazione presi in considerazione dallo studio riguardano:
• Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (P.T.R.C.) della Regione Veneto;
• Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento (P.T.C.P.) della Provincia di Vicenza;
• Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) del Comune di Campiglia dei Berici;
• Piano degli Interventi (P.I.) del Comune di Campiglia dei Berici;
• Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali;
• Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera ;
• Piano Regionale di Tutela delle Acque (P.T.A.);
Il Quadro Programmatico non presenta un’adeguata inpiduazione ed analisi degli strumenti di
pianificazione territoriale che interessano l’area, indicando il vincolo paesaggistico sui corsi d’acqua, che è
oggetto di specifici approfondimenti, e la vicinanza (circa 300 m) ad un corridoio ecologico secondario (scolo
Frassenella). Tale vicinanza va contestualizzata nella componente ambientale “Flora, fauna e V.INC.A.”, anche
per un’eventuale proposta mitigativa.
Per quel che riguarda gli strumenti di pianificazione settoriale si chiede di specificare l’inquadramento del
sito rispetto a Rete Natura 2000, sempre contestualizzata nella componente ambientale “Flora, fauna e
V.INC.A”.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.




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             QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
DESCRIZIONE DELLO STABILIMENTO E CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELL’IMPIANTO
Il progetto, denominato dal Proponente “PROGETTO RBC: Impianto per il trattamento ed il recupero di
Batterie/Celle/Scarti di Metalli duri, con produzione di concentrati metallici, anche End of Waste”, prevede la
realizzazione di un impianto per il riciclo di metalli da:
- batterie e pile esauste (escluse pile piombo, mercurio, cadmio);




- scarti di metallo duro residui di lavorazioni meccaniche;




- RAEE (apparecchiature elettriche/elettroniche informatiche esauste categorie 3 e 4- Allegati 1A e 1B del
D.lgs 175/2005) per la parte inerente le batterie contenute/collegate (batterie portatili in utensili, PC,
telefonini, …o batterie stazionarie (es. collegate/inserite in inverter, impianti fotovoltaici).




L’inquadramento programmatico per il progetto di un impianto di recupero dei metalli da batterie esauste
(celle, moduli elettrici, batterie) e da fanghi di metallo duro (tungsteno e molibdeno) dall’industria
metallurgica è sviluppato in tre piani:
   • sviluppo dell’uso di sistemi di accumulo di energia ed uso di metalli duri in impieghi speciali per la
    mobilità;
   • necessità di riutilizzare i metalli a fine vita ed evitare dispersioni;

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  •  necessità da parte dei paesi Europei e dell’Italia, in particolare, di disporre di metalli da riciclo per il
     riuso nelle applicazioni.
I metalli, relativi ossidi di interesse e miscele a composizione nota, da concentrare e separare con i processi di
cui alla proposta progettuale, sono in particolare: cobalto, litio, nichel, tungsteno, molibdeno, ferro, rame,
alluminio, nonché i concentrati di polveri catodiche da batterie ricaricabili tipo Ni-MH e Li-Ion (Litio Nichel
Cobalto ossidi LiCoNiMnOx, Litio Ferro fosfato LiFePO4, …), grafite/carbone, litio carbonato.
La tecnologia del nuovo impianto di Campiglia sarà quella adottata ed autorizzata nell’impianto Spirit Srl di
Via dei Laghi, 67 a Chiampo (AIA 2/2025), che tratta:
  • le pile/batterie esauste, escluse quelle contenenti mercurio, cadmio (batterie Ni-Cd) e piombo (o pile
     acide). Riferimento D.lgs N°188 del 20.11.2008;
  • i fanghi e le polveri dall’industria metallica del metallo duro (tungsteno e molibdeno);
  • i RAEE (apparecchiature elettriche/elettroniche informatiche esauste categorie 3 e 4-Allegati 1A e 1B
     del D.lgs 175/2005), per l’operazione R12 atta a separare le batterie ricaricabili, tipo Ni-MH e Li-Ion,
     di ogni tipo e dimensione, ai fini del successivo R4.
La scelta del sito risponde ad alcuni requisiti necessari al Proponente per il nuovo impianto, quali:
  • Superficie di 7.000 m2 coperta;
  • Capannone già costruito e quindi non c’è nuovo consumo di suolo;
  • Zona industriale con abitazioni fuori da un raggio di 100 m;
  • Area esterna di pertinenza, con possibilità di stoccaggio su tendostruttura delle batterie (maggior
     standard di sicurezza ai fini antincendio).
La configurazione complessiva dell’impianto è descritta nel layout sottostante:




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L’impianto è sudpiso in zone, ciascuna delle quali è a sua volta sudpisa in aree:




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DESCRIZIONE DEL CICLO DI LAVORAZIONE
Impianto di produzione End of Waste
La scelta di base dei processi applicati è quella di processare lotti merceologicamente omogenei di rifiuto e
tale scelta permette di valorizzare i metalli che ciascun tipo di rifiuto contiene e per i persi lotti omogenei
di rifiuto si prevede:
   • lo stoccaggio del rifiuto in entrata (R13);
   • le operazioni di cernita-smontaggio (R12);
   • le operazioni di recupero (R4).
Nello specifico, così come riportato nella pagina precedente, le perse categorie omogenee di rifiuti gestiti
subiscono i seguenti trattamenti.
Pile/batterie esauste (ricaricabili al litio e Ni-MH)
Si procede con le operazioni di scarica elettrica/smontaggio, inertizzazione, macinazione, una o più
vagliature, trattamento termico delle polveri, separazione magnetica/gravimetrica, classificazione dei persi
metalli contenuti.
Residui da metallo duro
Il trattamento può essere preceduto da una separazione di acqua/olio affioranti, se presente nei fanghi, cui
seguono la vagliatura e, se necessario, un trattamento termico.
RAEE (categoria 3 e 4)
Si procede preliminarmente allo smontaggio, al fine di separare le batterie ricaricabili da avviare a R4 e, ove
possibile, si separano le schede elettroniche, i fili/motori elettrici, le plastiche da avviare a recupero presso
altri impianti.
Nella polvere oggetto di recupero, possono essere presenti impurità a base di Ferro, Alluminio, Rame,
Nichel, Zinco e Manganese, dovute alla macinazione delle batterie ed ai fini della loro eliminazione, hanno
tutte dimensioni maggiori degli ossidi (> di 500 micron), si procede, dopo il processo di macinazione e
vagliatura, ad una ulteriore separazione attraverso una separazione magnetica ovvero ad una separazione a
zig-zag.
Nella documentazione di S.I.A., a cui si rimanda, i processi di trattamento sono illustrati distintamente per
ogni singola famiglia omogenea di rifiuto considerato e cioè batterie ricaricabili al litio e Ni-MH, scarti di
metallo duro e RAEE.
L’obiettivo di tali cicli di recupero è quello di ottenere dei concentrati metallici, in forma di polvere,
classificabili come End of Waste, da destinare poi agli utilizzatori finali; alcune frazioni di polveri rigenerate
possono essere sottoposte ad ulteriore raffinazione attraverso trattamenti di tipo magnetico, meccanico,
chimico, in modo da aumentare il loro valore commerciale e da renderle ancor più adatte alla produzione di
nuovo materiale catodico.
Si specifica, inoltre, che nel caso dei RAEE i rifiuti saranno accettati in impianto solo ai fini dello smontaggio
di batterie e le operazioni di trattamento consisteranno essenzialmente in disimballo e separazione
meccanica e possono essere così riassunte:
   - fase di smontaggio: i cellulari saranno aperti, sarà estratta la batteria e sarà separata la porticina in
     plastica (a seconda del modello); i PC saranno aperti e dopo l’estrazione della batteria, sarà separata
     la scheda madre principale.
   - separazione di batterie da apparecchiature elettriche/elettroniche.




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Processo di recupero
batterie litio-ion




Processo di recupero
batterie al ni-mh




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Processo di recupero scarti
   di metalli duro




Impianto di raffinazione per via umida degli End of Waste
Il processo sopra descritto riguarda tutte le operazioni necessarie, a partire dalle batterie per arrivare fino
all’EoW a seguito della raffinazione fisica-meccanica della Black Mass (BM), cioè il macinato tal quale di
batterie.
In considerazione del fatto che si potranno ottenere tipi persi di Black Mass, in relazione al tipo di batterie
trattate, gli EoW possono essere destinati ad una ulteriore raffinazione per via umida al fine di una loro
maggior valorizzazione, per aumento dei titoli in metalli contenuti ed ottenere:
   • precursori per la produzione di polveri catodiche per nuove celle ricaricabili di tipo Li-Ion, dal
     recupero di celle tipo Li-Ion obsolete (Nuove LIB);
   • la valorizzazione dei metalli da recupero, producendo prodotti adatti a vari impieghi industriali.
Il risultato si può ottenere tramite lisciviazione, per via organica o inorganica, con lo scopo di solubilizzare i
metalli e disperderli in acqua sotto forma di ioni; alla solubilizzazione segue la precipitazione dei metalli di
interesse o di loro miscele, depurate dalla grafite.
                          Valutazione
A scopo di riepilogo e di efficace e leggibile rappresentazione dello stato di progetto, sia in termini di
processi sia in termini di impianti, si richiede a titolo integrativo una relazione descrittiva sommaria e
riassuntiva contenente:
   • tipologia e sequenza delle fasi di lavorazione che si prevede di svolgere nell’ambito dello
     stabilimento;
   • elenco sommario di impianti, macchine e attrezzature in dotazione per l’esecuzione delle suddette
     fasi di lavorazione;
   • principali fattori di potenziale impatto ambientale inpiduati e gestiti per ciascuna elle suddette fasi
     di lavorazione

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  •  l’inpiduazione dei parametri critici dei processi in progetto e possibili azioni correttive conseguenti
    in situazioni di criticità, di situazioni fuori dalla normale conduzione;
  • quadro complessivo degli eventuali presidi ambientali addottati (ad es. bacini di contenimento,
    impermeabilizzazioni antiacido) con specifico riferimento alle differenti fasi di lavorazione.
La relazione dovrà essere corredata di diagrammi di flusso e layout schematici, laddove non siano già
reperibili nella documentazione preesistente alla quale, in tal caso, va fatto preciso riferimento.
                      Valutazione post integrazioni
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.
Si ritiene tuttavia necessario un aggiornamento della documentazione finalizzata al rilascio del
provvedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale e, in particolare al Piano di Monitoraggio e
Controllo, sulla base di quanto richiesto da ARPAV ed integralmente allegato al presente parere ( allegato 1).

                           VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento, permane la necessità di definire puntualmente alcuni aspetti tecnico-gestionali, che dovranno essere
definite nell’ambito del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.


        111QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE
COMPONENTI AMBIENTALI ANALIZZATE NELLO STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
CARATTERIZZAZIONE DELL'ARIA E DEL CLIMA
Secondo la documentazione progettuale, l’impianto RBC non avrà influenza sul clima, in quanto le emissioni
dovute ai bruciatori a gas metano sono al pari di quelle di altre attività industriali e delle attività industriale
precedenti nel medesimo sito e inoltre lo stabile è munito di impianto solare nel tetto per cui una parte di
energia utilizzata è da fonte rinnovabile.
In data 07/02/2025 è stato fatto un campionamento in esterno al fine di verificare lo stato attuale dell’aria in
relazione ai parametri di emissione che saranno oggetto di verifica ad impianto realizzato: polveri e metalli
nelle polveri, con riferimento ai metalli presenti nei rifiuti che si intendono processare.
I punti di prelievo sono indicati nella sottostante planimetria:
  • A1- cortile fronte strada, altezza di campionamento 1,6 mt;
  • A2-cortile lato nord, altezza di campionamento 1,6 mt; tale punto è stato scelto in quanto in
     prossimità di dove saranno posizionati i camini degli abbattitori.




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In risultati del campionamento sono riassunti nella seguente tabella:




Nella seguente tabella si riepiloga lo stato di progetto dei camini previsti e delle aree in cui saranno collocati:




I due abbattitori scrubber venturi saranno posizionati a nord ( Zona 2 e Area 2.D), vengono denominati SC1 e
SC2 ed utilizzano una soluzione di soda come liquido di abbattimento.
I due filtri a maniche saranno posizionati sui lati ade est dell’edificio verso nord ( Zona 3, Area 3.A), e vengono
denominati PFA1 e PFA2.




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Di seguito si riportano gli schemi descrittivi di flusso ai camini SC1 e SC2.




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La situazione per i tre gruppi di forni ad induzione per la sezione di inertizzazione di celle tipo Li-Ion può
essere così schematizzata:
   • i gas che si generano dalle celle in fase di apertura (solvente+elettrolita) sono convogliati per ogni
     gruppo in uno scrubber venturi a potassa di primo abbattimento (nel particolare in calce: SC3 A,
     SC3 B, : SC3 C);
   • dopo abbattimento dell’acidità, passano in un post-combustore (SC3 A, SC3 B in post combustore
     PC1, SC3 C in post combustore PC2) al fine dell’abbattimento dei solventi;
   • dai post combustori i gas passeranno negli Scrubber a soda SC1 o SC 2.




Il post-combustore PC1, raccoglierà anche l’emissione proveniente dal forno rotativo BE1, mentre il post-
combustore PC2, raccoglierà anche l’emissione del post-combustore che raccoglie i gas che si generano per
trattamento del materiale nei forni statici forno 1, 2 e 3.
I parametri di controllo saranno:
-polveri totali;
-metalli nelle polveri, con particolare riferimento a nichel, cobalto, tungsteno, molibdeno, manganese, rame,
zinco e alluminio (metalli presenti nel rifiuto trattato).
-acido fluoridrico totale (il fluoro è presente nelle batterie Li-ion e viene abbattuto negli scrubber a potassa
immediatamente a valle degli induttori, prima del postcombustore e prima degli scrubber finali a soda.
Di seguito si riportano gli schemi descrittivi di flusso ai camini
   • PFA1 con filtro a maniche ed una portata massima: 10.000 m3/h;
   • PFA2 con filtro a maniche ed una portata massima: 40.000 m3/h.




A questi si aggiungono i camini relativi alle emissioni dei bruciatori a gas metano dei vari forni:
    Forni statici 2-3 in Zona 6-Area 6.B. (il forno statico 1 è di tipo elettrico);
    Tunnel di essiccazione in Zona 7- Area 7.5;
    n. 4 termoconvettori a gas per il riscaldamento ambientale, posizionati rispettivamente in Zona 4,
     area 4A.
Il fabbricato sarà inoltre dotato di una caldaia funzionante a gas metano della potenzialità di 900 kW.

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Studio previsionale di emissione/dispersione
La valutazione modellistica della dispersione degli inquinanti in atmosfera è stata riferita ai processi
realizzati ed ai parametri inquinanti ad essi collegati: polveri totali, somma metalli, carbonio organico totale
COT e acido fluoridrico; la valutazione ha considerato le 4 sorgenti convogliate (due camini scrubber e due
camini filtro a maniche), considerando la posizione dell’impianto e dei camini ed inpiduando i recettori
sensibili nel raggio di circa 6 Km dal sito. La simulazione di dispersione degli inquinanti ha riguardato due
scenari di progetto, considerando i limiti massimi sia in termini di portata che di inquinanti e partendo dalle
misure reali dal 2019 al 2024 effettuate ai camini del sito di Chiampo.
I risultati di simulazione, sia per lo scenario con valori massimi, sia per lo scenario con valori reali da sito di
Chiampo non hanno rilevato per alcun parametro monitorato il superamento dei limiti.
                          Valutazione
Si richiede a titolo integrativo:
   • una nota descrittiva sui regimi di funzionamento dei due post-combustori di progetto, in particolare
     in relazione alla possibile presenza di composti alogenati ed alle relative temperature minime di
     trattamento e ai tempi di contatto a dette temperature dell’aria da trattare;
   • relativamente ai post-combustori, inoltre, relazionare su eventuali presidi per la gestione di
     emergenze (anche in relazione ad anomalie nelle linee di lavorazione) e transitori (avvio e
     spegnimento);
   • sintesi delle tecniche di abbattimento per le emissioni in progetto, corredate dalle rispettive rese di
     abbattimento;
   • un riepilogo degli impianti termici previsti nello stato di progetto, sia ad uso produttivo (a servizio
     di processi e impianti di trattamento) sia ad uso civile (riscaldamento/climatizzazione ambienti e
     servizi), con riferimento alla potenzialità ed ai camini associati.
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.


CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE IDRICO
Il capannone si trova a ovest dello Scolo Fiumicello da cui dista circa 30 m e, nello stato attuale, si
rappresenta la seguente situazione:
   • le acque piovane provenienti dalla copertura sono raccolte e dirette alla tubazione della fognatura
     comunale, posta sulla strada di Via Masotto in posizione ovest; questa situazione non viene
     modificata dal progetto;
   • le acque di piazzale sono convogliate in tubatura fognaria sempre sulla strada di Via Masotto, lato
     ovest; una frazione di acqua piovana del piazzale ad est, è diretta oggi nel canale lato est;
- il corridoio lato sud non è impermeabilizzato.
Nello stato futuro di progetto non sono previsti scarichi idrici da processo.
La salvaguardia della falda (posizionata dai 2 a 5 metri di profondità) sarà garantita con:
impermeabilizzazione del corridoio lato sud; corretta gestione delle acque piovane o delle acque antincendio
in caso di emergenza.
A tal fine il progetto prevede il rifacimento/sistemazione di pozzetti e tubature di collettamento acqua
piovana da piazzale, con l’invio dell’acqua di prima pioggia in serbatoio da 500 mc, polmone ai fini del
controllo prima dello scarico in fognatura comunale, posta lato ovest sulla strada di Via Masotto.
Lo scarico dell’acqua di prima pioggia avverrà dopo almeno 48 h dall’evento atmosferico.


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Il serbatoio acqua di prima pioggia e la relativa rete di raccolta acque penta anche sistema di contenimento
per la raccolta di acqua antincendio o spandimenti in caso di emergenze.
La realizzazione di nuove vasche Imhoff di raccolta delle acque nere dei servizi, seguite da letto di
fitodepurazione prima dell’immissione in fognatura comunale, sempre in Via Masotto.
La linea raccolta e convogliamento acqua piovana del tetto: Non modificata.
Gli scarichi di acque previsti saranno:
SCARICO 1 - Posizione nord-ovest. Scarico in fognatura delle acque piovane di piazzale e delle acque
fognarie, dopo trattamento in apposito impianto fisico (vasca Imhoff e fitodepurazione);
SCARICO 2 - Posizione sud-ovest. Scarico in fognatura delle acque piovane del tetto.
Non sono previsti scarichi idrici e l’acqua di processo verrà trattata con due metodi, al fine del suo riutilizzo
nel processo stesso.




                           Valutazione
Si richiede a titolo integrativo:
   • specificare l’eventuale recettore delle acque meteoriche, qualora la fognatura sia una rete per le
     acque bianche con scarico in acque superficiali. Nel caso, invece, la rete fognaria convogli a linea
     dotata impianto di trattamento civile specificare/comunicare le condizioni poste dal Gestore, anche
     in riferimento alle portate di cui si autorizza al trattamento;
   • produrre una sintesi definitiva sulla gestione delle acque che permetta di risolvere le incongruenze
     riportate nella documentazione esaminata (vedi acque dei tetti che si dichiara vadano sia
     direttamente in fognatura sia al serbatoio polmone S500);
   • viste le BAT di settore, produrre una valutazione circa il riuso delle acque meteoriche di prima
     pioggia, opportunamente trattate;
   • integrare l’eventuale PMA con i monitoraggi di tutte le acque meteoriche (comprese quelle dei
     pluviali) e proporre opportune misure di mitigazione da attuare nel caso il monitoraggio sopra
     richiesto evidenzi aspetti critici;
   • relazionare circa l’efficacia e affidabilità delle procedure analitiche di valutazione pre-scarico in
     relazione ai potenziali inquinanti associati al ciclo produttivo;
   • presentare delle alternative alla proposta progettuale di gestione delle acque meteoriche; nello
     specifico, si chiede di valutare l’uso del serbatoio S500 esclusivamente per gli spanti e le acque di
     spegnimento incendi, dedicando, appositamente per le acque meteoriche, vasca/serbatoio di
     accumulo o linea per il trattamento. A tal riguardo, in alternativa alla gestione delle acque non
     conformi come rifiuto, la Ditta valuti possibili metodi per il trattamento delle acque meteoriche per
     gli inquinanti specifici del ciclo (vedi i metalli ad esempio), considerando anche potenzialmente il
     loro riuso (vedi sopra riferimento alle BAT).
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Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO
Dal punto di vista geologico, la stratigrafia naturale del terreno è inpiduata tramite sondaggi ambientali a
partire da circa 1 m nel sottosuolo ed è costituita da litotipi di deposizione: argilla e sabbia limosa (fino a 5
m).
La parte superficiale è stata interessata dall’intervento di riporto di materiale inerte: ghiaia, blocchi di
trachite, scaglia rossa, materiale edile, in fase di realizzazione del sottofondo del piazzale. Lo spessore del
riporto va da 90 a 100 cm di profondità arrivando a 150 cm in prossimità della cisterna interrata (punto
3),che fungeva da raccolta di emergenza per spandimenti legati all’olio diatermico del locale caldaia ora non
più esistente; il materiale di riporto è ricoperto per la zona a nord-est da circa 10 cm di calcestruzzo. La zona
a sud non è impermeabilizzata. A ovest si trova l’entrata con giardino.




L’indagine ambientale ha evidenziato la compatibilità della matrice suolo e sottosuolo con i riferimenti
normativi.
In relazione al progetto in esame, si prevede la sistemazione delle tubazioni di raccolta: acqua piazzale,
acque reflue servizi igienici, che coinvolgerà solo lo spessore superficiale di circa 1 m, già interessata da
materiale di riporto in fase di realizzazione delle opere.
Il progetto prevede inoltre:
- la sistemazione del piazzale, con interventi di impermeabilizzazione delle crepe e di riasfaltature ove
necessario.
- la sistemazione del cordolo al confine est, verso la pista ciclabile, per garantire l’isolamento di fuoriuscite in
caso di incidenti (es. acqua antincendio);
- la costruzione di una mura di contenimento a confine sud, rialzata rispetto al piano del sito industriale,
sempre ai fini del contenimento dell’acqua antincendio in caso di incidenti.
Per quanto riguarda gli aspetti idrogeologici, la falda risulta posta
Come previsto dal Piano Regionale, per gli impianti di trattamento rifiuti, saranno attivi in fase di esercizio
n.3 piezometri, uno a monte e due a valle dell’impianto, ai fini del monitoraggio qualitativo della matrice
acque sotterranee.
Allo stato attuale non risulta definita né la posizione né la tipologia dei piezometri di monitoraggio, che
dovranno essere posizionati sulla base della locale direzione di deflusso della falda anche in relazione alle
caratteristiche stratigrafiche sito-specifiche.

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                          Valutazione
Sulla base di quanto sopra argomentato risulta necessario determinare sperimentalmente la direzione di
deflusso sotterraneo e le relative quote freatimetriche della prima falda, anche tramite piezometri
temporanei di piccolo diametro, e sulla base dei dati sperimentali inpiduare la posizione ottimale dei
piezometri definitivi, che si ritiene sia opportuno abbiamo diametro minimo di 4 pollici al fine da fungere già
da potenziale barriere idraulica in caso di fenomeno di inquinamento.
                      Valutazione post integrazioni
La integrazioni pervenute hanno parzialmente soddisfatto quanto richiesto.
In particolare, in considerazione della mancata determinazione sperimentale della direzione di deflusso della
falda di cui alla richiesta di integrazione nr.11, si ritiene necessario prescrivere che la stessa venga
determinata a seguito della realizzazione dei piezometri da 4 pollici fino a 10 m di profondità come da
proposta di cui all’allegato 80, chiedendo l’invio di apposito report alla scrivente Provincia di Vicenza;
qualora l’ubicazione degli stessi non fosse corretta ai fini del monitoraggio della falda da monte a valle
idrogeologico, sarà necessario implementare ulteriori punti di monitoraggio della matrice acque sotterranee.

                           VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento, permane tuttavia una potenziale criticità nell’inpiduazione corretta della rete di monitoraggio, che
dovrà essere risolta prima del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.

CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO ACUSTICO
L’analisi previsionale di impatto acustico (valutazione a cui si rimanda per i dettagli) parte da dati stimati di
potenza sonora delle sorgenti e da valutazioni indicative in merito al potere fonoisolanti dei componenti
edilizi.
L’analisi del clima acustico è effettuata invece a partire da misure di breve durata e concentrate nel periodo
diurno; la situazione nel periodo notturno è stimata con ipotesi in merito al traffico.
Per quel che riguarda le emissioni di pertinenza, i calcoli tengono conto, citando la relazione, di:
   - posizionamento dei 2 scrubber dentro locale tecnico o in alternativa realizzazione di una
     pannellatura fonoisolante e assorbente alta 4 m,
   - posizionamento dei gruppi aspirofiltranti all’interno di un box o pannellature fonoisolante e
     fonoassorbente,
   - utilizzo di camini silenziati convogliati a quota 10 m.
Inoltre si prevede il posizionamento del gruppo compressori e della centrale termica in locali tecnici.
La relazione giunge dunque al calcolo dei livelli di emissione – valutati come contributi dei singoli impianti -
ai ricettori, in accordo a quanto riportato nel DPCM 14/11/1997 (art.2 c.3) che parla di spazi utilizzati da
persone e comunità.
Non viene però valutato il complesso dei contributi di rumorosità degli impianti come indicato nell’
“Indagine sulle criticità relative all’applicazione dei valori limite vigenti in materia di inquinamento acustico” allegato
alla Delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) del 07/09/2022 che
fornisce indicazioni in merito agli aspetti dubbi della normativa.
Relativamente ai limiti di emissione è scritto infatti che ‘Nel caso di attività produttiva con più sorgenti / impianti
in uso il limite di emissione si valuta considerando il complesso degli impianti afferenti all’attività produttiva quale
sorgente unica e non la singola sorgente in modo isolato’.
Su questa base i livelli complessivi risultano superiori o comunque molto prossimi al limite di emissione in
periodo notturno.




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                             Valutazione
La valutazione deve essere rivista per tenere conto di nuovi interventi di mitigazione al fine di rispettare con
un certo margine di sicurezza i limiti fissati dalla normativa; detto margine deve essere preso in
considerazione anche nella verifica del limite differenziale e del raggiungimento o meno della soglia di
applicabilità anche considerati i molteplici fattori di incertezza nella caratterizzazione delle sorgenti sonore
di pertinenza e residuali. Il grado di approfondimento sarà collegato all’effettiva criticità del progetto.
Attenzione particolare, inoltre, dovrà essere posta nello studio del periodo notturno.
Tutti gli interventi di mitigazione dovranno essere valutati nella fattibilità e descritti.
                        Valutazione post integrazioni
La richiesta di integrazioni era finalizzata al necessario e dovuto approfondimento delle emissioni in periodo
notturno in quanto risultavano al limite al ricettore R1 (la somma dei livelli riportati in tabella 3 risulta pari a 45 dB - che
corrisponde al limite di emissione per il periodo notturno- , e non 43 ) e, di fatto, non risultava presente un margine di
sicurezza come chiaramente indicato nelle valutazioni della Commissione.
Il cambio di organizzazione del lavoro (che è stato ridotto al solo periodo diurno) ha permesso ‘da solo’ la
risoluzione dei potenziali superamenti, senza il contributo del tecnico che non ha voluto comprendere le
criticità emerse nella DPIA da lui prodotta.
Si ritiene vada data espressa prescrizione sullo svolgimento dell’attività nel solo in periodo diurno.
Inoltre, dovrà essere svolto il monitoraggio post operam condotto da soggetto terzo.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO DA AGENTI FISICI ED EFFICIENZA ENERGETICA
Sulla base della documentazione di S.I.A. non emergono elementi di criticità né di impatto significativo in
tema di agenti fisici ed efficienza energetica.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO PAESAGGISTICO
In merito all’area di progetto e ad il suo intorno, si osservi che la stessa è dedicata ad attività produttive.
L’intervento è su un sito industriale esistente. Il progetto è confinato all’interno della zona produttiva e non
modifica l’attuale capannone.
Nel piazzale est, però, sarà installato il serbatoio per la gestione dell’acqua piovana e lato capannone, i filtri a
maniche ed il sistema di evaporazione. Il lato est di una parte di capannone e del piazzale è soggetto a
Vincolo Paesaggistico, così come riportato nella Carta dei Vincoli del PAT del Comune di Campiglia dei
Berici, dalla quale si estrae la sottostante figura.




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Il Vincolo paesaggistico è dovuto alla presenza lato est (dopo pista ciclabile) dello “Scolo Fiumicello” , per
una distanza di 150 m, secondo le disposizioni della parte III, Titolo I del codice dei beni culturali e del
paesaggio, così come previsto dall’Art. 7.1 del PI di Campiglia dei Berici.
Pertanto il progetto è soggetto anche ad Autorizzazione da parte della Sopraintendenza archeologica, belle
arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.
L’attività precedente aveva raccolto il parere positivo vedasi All.12-ParereSopraintendenza-Suap-1519-
Breton.
Per quanto riguarda gli interventi di mitigazione, si prevede:
    sistemazione piazzale esterno e piantumazione siepe, nei punti dove manca lungo il perimetro;
    sistemazione lato sud;
    mascheramento servizi lato nord e est del capannone.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO VIABILISTICO
Il sito è posto in Zona Industriale consolidata di Campiglia dei Berici, in Via Masotto; dalla SS 247- Riviera
Berica, in via Calliana, direzione sud-nord, sulla sinistra si trova Via Pilastri. Imboccata Via Pilastri, la prima
a sinistra è Via Masotto. La SS 247 in corrispondenza di via Calliana è vicina all’uscita Augliaro
dell’Autrostrada A 31.




Secondo la documentazione di progetto il traffico veicolare dovuto all’attività non andrà a gravare sulle
strade dei centri urbani in quanto la posizione è ben collegata all’Autostrada A31, dal cui casello di
Agugliaro dista soli 1,4 Km.
I sei mezzi pesanti stimati in transito al giorno, appaiono non significativi.




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                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI ED AGRONOMICHE
In merito all’area di progetto e ad il suo intorno, si osservi che la stessa è dedicata ad attività produttive.
L’intervento è su un sito industriale esistente. Il progetto è confinato all’interno della zona produttiva e non
modifica l’attuale capannone.
Per quanto riguarda gli interventi di mitigazione, si prevede:
    sistemazione piazzale esterno e piantumazione siepe, nei punti dove manca lungo il perimetro;
    sistemazione lato sud;
    mascheramento servizi lato nord e est del capannone.
                          Valutazione
Alla luce di quanto presentato e di quanto esposto nel paragrafo inerente alle mitigazioni, si ritiene
necessario un adeguato approfondimento relativamente al progetto del verde.
Si richiedono a titolo integrativo specifici elaborati inerenti agli aspetti carenti e precisamente:
1. valutazione dello stato di fatto con ubicazione della siepe e del giardino presente sul lato Ovest; rilievo e
valutazione di eventuali esemplari mancanti lungo lo sviluppo della siepe esistente, indicare la specie
presente;
2. tavola delle indicazioni progettuali: tenendo conto dello stato di fatto vengano indicati gli interventi
puntuali di integrazione della vegetazione esistente e, ove possibile, si indichino gli interventi di
mascheratura previsti grazie all’utilizzo di siepi lungo il confine;
3. relazione del progetto del verde con specifici approfondimenti in merito alle specie prescelte e alla loro
funzione (barriera, funzione mellifera, etc…) corredata da: documentazione fotografica dei luoghi e delle
specie presenti, sesti d’impianto e indicazioni di Piano di Manutenzione;
4. computo metrico estimativo delle nuove opere di inserimento paesaggistico, tenendo conto anche della
manutenzione per un periodo di almeno tre anni.
Le integrazioni hanno soddisfatto quanto richiesto.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.

CARATTERIZZAZIONE DELLA FLORA E FAUNA E V.INC.A.
In merito all’area di progetto e ad il suo intorno, si osservi che la stessa è dedicata ad attività produttive.
L’intervento è su un sito industriale esistente. Il progetto è confinato all’interno della zona produttiva e non
modifica l’attuale capannone.
Per quanto riguarda gli interventi di mitigazione, si prevede:
   sistemazione piazzale esterno e piantumazione siepe, nei punti dove manca lungo il perimetro;
   sistemazione lato sud;
   mascheramento servizi lato nord e est del capannone.
                          Valutazione
la documentazione presentata è carente sia di una specifica trattazione su Natura 2000 ed assente la
documentazione di cui al regolamento regionale n.4/2025.
Si dovrà inoltre approfondire il rapporto tra il progetto ed il corridoio ecologico secondario (scolo
Frassenella), ai fini di un’eventuale proposta mitigativa.
Le integrazioni hanno soddisfatto quanto richiesto.

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                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.


CARATTERIZZAZIONE DEGLI IMPATTI SULLA SALUTE DEI LAVORATORI E DELLE PERSONE
Sulla base della documentazione di S.I.A. non emergono elementi di criticità né di impatto significativo in
tema di salute dei lavoratori e delle persone, fatta salva la corretta e regolare applicazione delle misure di
prevenzione e protezione previste dalla vigente normativa in materia.
In materia di prevenzione incendi la documentazione disponibile nell’ambito dell’istruttoria di VIA riguarda
un progetto integrativo rispetto ad una precedente richiesta di valutazione del progetto al Comando dei
Vigili del Fuoco, elaborato allo scopo di relazionare specificatamene sul deposito esterno delle batterie in
accordo con il “Decreto 26 luglio 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli
stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti”.
                          Valutazione
Si ritiene necessario che venga presentata, a titolo integrativo, una relazione descrittiva dell’iter complessivo
di prevenzione incendi, comprensiva di tutte le attività soggette e dell’intero sito di progetto, aggiornando
sul relativo stato di avanzamento e in particolare su eventuali pareri e prescrizioni rilasciati dal competente
Comando VVF; in particolare si richiede che tale relazione evidenzi le misure di prevenzione e protezione
specificamente previste per:
   • monitorare lo stato dei depositi di batterie a fini di prevenzione degli incendi;
   • intervenire per lo spegnimento e/o il confinamento su eventuali principi di incendio che coinvolgano
     le batterie in deposito e in lavorazione;
   • gestire le acque di spegnimento degli incendi a fini di protezione ambientale, anche in funzione dello
     stato di disponibilità delle vasche di accumulo delle acque in caso eventi meteorici contestuali o
     appena precedenti all’evento incidentale.
Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.

                        VALUTAZIONE
Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significativi sull'ambiente determinati
dall’intervento.


             VALUTAZIONE FINALE D’IMPATTO
                         CONCLUSIONI
Il progetto in esame non si pone in contrasto ovvero in condizioni di interferenze rispetto ad altri piani,
progetti o interventi in zone limitrofe, né questi ultimi possono interagire con l’intervento oggetto del parere.
Il progetto, nella sua versione definitiva, risulta adeguato rispetto al fine che ci si propone di conseguire e
non contrasta con i vincoli territoriali vigenti.
Le osservazioni pervenute sono state contro dedotte dal proponente e le tematiche esposte sono state oggetto
dell’istruttoria del Comitato e delle conseguenti condizioni e prescrizioni.
La considerazione degli impatti, riferibili alle specifiche attività oggetto dell’istanza, porta a ritenere come
l’intervento possa comportare, in assenza delle previste ed adeguate misure mitigative, potenziali pressioni o
effetti significativi per l’ambiente, rilevando quindi la necessità di verificare, tramite monitoraggi, la bontà
delle ipotesi progettuali nella gestione degli impatti sulle componenti aria, acque ed acustica, che dovranno
essere esplicitate nell’ambito delle condizioni/prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.



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Gli elaborati esaminati, sia per quanto riguarda la V.I.A. che per ciò che concerne l’A.I.A., sono stati oggetto
di richiesta di integrazioni, con documentazione pervenuta considerata sufficiente per poter esprimere il
giudizio conclusivo sul progetto.
Quanto rilevato e prodotto è stato puntualmente valutato in relazione alle specifiche matrici ambientali,
anche ai fini del monitoraggio successivo in tema di impatti sull’aria, l’ambiente idrico ed acustico.
Tutte le modifiche progettuali proposte sono da considerarsi recepite ed incorre alla ditta l’obbligo di
attuarle.
Risultano acquisiti agli atti i pareri favorevoli del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell’Autorità di
Bacino Distretto Alpi Orientali e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di
Verona, Rovigo e Vicenza; ciò ai fini della successiva Conferenza dei Servizi.
                        Tutto ciò premesso si esprime
                         PARERE FAVOREVOLE
               all’intervento, subordinandolo alle prescrizioni di seguito citate
Preliminarmente al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale:
1. Presentazione di apposito report, in considerazione della mancata inpiduazione sperimentale della direzione di
deflusso della falda, a seguito della realizzazione dei piezometri da 4 pollici fino a 10 m di profondità come da proposta di
cui all’allegato 80; qualora l’ubicazione degli stessi non fosse corretta ai fini del monitoraggio della falda da monte a
valle idrogeologico, sarà necessario implementare ulteriori punti di monitoraggio della matrice acque sotterranee.
2. Definire in modo univoco i dati di dimensionamento/gestione del serbatoio S500, i cui dati riportati in perse sezioni
del progetto risultano parzialmente incoerenti.
3. Presentare la proposta di piano di monitoraggio del suolo, sottoscritta da un professionista abilitato, come previsto
dall’art. 29-sexies comma 6-bis del D. Lgs. 152/2006.
4. In relazione al Piano di Monitoraggio e Controllo, lo stesso dovrà essere aggiornato tenendo conto che:
a) nella Tabella 1.1.3 (Rifiuti prodotti da attività di trattamento R12/R4) non sono presenti rifiuti derivanti dalla
raffinazione per via umida ed è opportuno indicare la linea produttiva in cui si genereranno i rifiuti indicati;
b) nella Tabella 1.5.1 (Consumo di materie) nella tabella non sono inseriti i prodotti che saranno probabilmente
utilizzati nella sez. II di raffinazione per via umida;
c) la sezione 1.5.2 (End of Waste) dovrà essere rivista alla luce del parere ai sensi del c. 3 dell’art. 184-ter del D.Lgs.
152/06, in quanto riporta solamente gli End of Waste dell’attuale stabilimento di Chiampo;
d) nella sezione 2 (parte gestionale) non sono riportati né i controlli ai presidi ambientali né i controlli gestionali per
l’impiantistica della sezione 2 di raffinazione ad umido; in particolare mancano i controlli per i serbatoi delle materie
prime e delle soluzioni di trattamento e per il riciclo delle stesse;
e) inserire una procedura per la gestione delle acque di prima pioggia, in particolare la verifica delle acque ai fini dello
scarico (cfr. pag. 44 di 53 del documento di integrazione).
5. In relazione al parere ai sensi del comma 3 dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006:
a) integrare la documentazione con l'estratto del PGO contenente le procedure minime previste dalle LG SNPA 41/22 e
il facsimile della dichiarazione di conformità redatta ai sensi del DPR 445, considerato che la ditta chiede di poter
produrre i medesimi EoW autorizzati presso il sito di Chiampo, allegando il parere EoW elaborato da ARPAV nel 2023;
b) confermare quali rifiuti si intendano sottoporre alle operazioni di recupero in funzione dello specifico EoW prodotto e,
qualora il codice EER dia una descrizione sommaria sulle caratteristiche del rifiuto ( es. EER 190205* "Fanghi prodotti da
trattamenti chimico fisici contenenti sostanze pericolose" ), dovrà essere fornita una descrizione del rifiuto/processo
produttivo; ciò in riferimento all'aggiornamento della decisione 532/2000 ed a quanto inviato dall’azienda ( cfr. Allegato
15) che riporta la lista dei codici EER aggiornati secondo la decisione 943/2025 e indica i rifiuti utilizzabili per la
produzione degli specifici EoW.


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Si evidenzia che alcuni codici EER, già presenti nell'elenco EER, non sono stati valutati nel parere EoW rilasciato per
il sito di Chiampo (es. il codice EER 190205* richiesto per la produzione p-Ni ( cfr. allegato 15), non è presente
nell'elenco dei codici EER nel parere ARPAV (cfr. Allegato 59) per lo specifico prodotto.
Preliminarmente all’inizio lavori ed nella fase di cantiere
6. Dovranno essere rispettate le condizioni espresse nel parere del Comune di Campiglia dei Berici ( allegato 1).
7. Dettagliare le modalità esecutive attraverso cui realizzare il citato “bacino di contenimento”, atteso che il fronte ovest
(lato strada) dello stabilimento, risulta alla medesima quota del piano stradale.
Preliminarmente all’avvio dell’esercizio provvisorio
8. Provvedere alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.), secondo le modalità e le condizioni indicate dal
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (allegato 2).
9. Dovrà essere definita l’effettiva realizzazione della proposta progettuale relativa ad ulteriore lavorazione di alcuni End
of Waste prodotti con metodologie ancora in fase sperimentale e di cui, nella documentazione, non risulta presente un
cronoprogramma di attuazione degli interventi; qualora si preveda una realizzazione del progetto per stralci funzionali,
si propone alla ditta di inpiduare le perse configurazioni impiantistiche realizzate nel tempo e conseguentemente
aggiornare il Piano di Monitoraggio e Controllo;
10. Dovranno essere confermate le seguenti configurazioni rispetto alla documentazione integrativa pervenuta:
a) che rispetto alla configurazione esistente a Chiampo viene aggiunto un forno rotativo di essiccazione ( in area 7.5);
b) che i reattori presenti in area 7.3 sono 3 e sono presenti anche impianti ad osmosi ( 2 dagli schemi a blocchi) e un
evaporatore;
c) che gli unici recuperi ai sensi dei criteri previsti dell’art. 184-ter comma 2 del D.Lgs. 152/2006 sono solo per i metalli
rame e alluminio (cfr. pagina 12 di 75 – Cap.1- Quadro di Riferimento Progettuale);
d) le portate massime dei camini ( cfr. pagg. 77 e 78 del Cap.1 – Relazione Tecnico Descrittiva Impianto e scheda B 7.2
della documentazione AIA).
Successivamente al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale ed in sede di collaudo si dovrà
procedere con i seguenti adempimenti/obblighi (entro 180 giorni dal rilascio dell’AIA)
11. La verifica puntuale di tutti gli aspetti progettuali ed ambientali oggetto di approvazione, i cui esiti ed evidenze
dovranno essere riportati nel certificato di collaudo da presentarsi al termine del periodo di esercizio provvisorio (es.
rifiuti, scarichi, EoW, etc.).
12. L’eventuale autorizzazione finale ricomprenderà, pertanto, solo gli aspetti per i quali l’effettiva operatività avrà
consentito di attestare la coerenza/conformità con le previsioni progettuali.
13. Impatto acustico
La compatibilità acustica mediante indagine di verifica del rispetto del limite ai ricettori critici da effettuarsi in periodo
diurno con massima attività in essere , da ripetersi poi con frequenza triennale:
a) le modalità di effettuazione delle misurazioni, sia con riguardo al campionamento spaziale (scelta dei punti di
misura), sia con riguardo al campionamento temporale (scelta dei tempi di misura), saranno comunicate con congruo
preavviso ad Arpav;
b) nel caso i valori non siano rispettati, dovranno essere messi in opera i correttivi necessari, mediante una specifica
progettazione da presentarsi all’Amministrazione comunale ed ARPAV, a cui, nel frattempo, saranno stati comunicati i
risultati delle analisi;
c) l’indagine dovrà essere condotta da un soggetto qualificato terzo, rispetto all’estensore dello Studio Previsionale di
Impatto Acustico.

Vicenza, 19 marzo 2026


  F.to Il Segretario                                      F.to Il Presidente
dott.ssa Silvia Chierchia                                    Andrea Baldisseri

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                         Allegato 1 (Comune di Campiglia dei Berici)




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                  Allegato 2 (Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco)




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