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Villa Cordellina Lombardi

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Interno: sale e affreschi

Il Salone del Tiepolo

Il salone d’onore, detto anche “portego”, occupa due piani della villa. Il vasto spazio , pregevole invenzione del Massari, ospita – limitati da lesene giganti e dagli stucchi la cui esecuzione potrebbe essere stata affidata ad Antonio Bassi – affreschi di Giambattista Tiepolo eseguiti tra l’autunno 1743 e la primavera 1744. Il tema affrescato nel soffitto con La luce dell’Intelligenza che mette in fuga le tenebre dell’Ignoranza viene ripetuto nei medaglioni allegorici monocromi e ripreso negli ovali delle sovrapporte che rappresentano le quattro parti del mondo secondo l’Iconologia del Ripa. Si conclude con le due scene tratte dalla storia greca e dalla storia romana ove due grandi condottieri, Alessandro Magno e Scipione L’Africano, si lasciano guidare dalla ragione disprezzando il cieco istinto che esige la schiavitù dei prigionieri di guerra. Momento centrale della lunga carriera del Tiepolo, gli affreschi della Cordellina mostrano che il Maestro ha superato la fase tenebrista e piazzettesca per arrivare alla luminosità riccesca e all’armonia delle scene di Paolo Veronese.

Il pavimento in battuto alla veneziana ripropone un disegno antico.

Prima sala a sinistra

La prima sala a sinistra presenta travature a vista con dipinti originali ed un gigantesco lampadario a “ciocca” del 1956 di Archimede Seguso su disegno di Giuseppe Briati. Il mobilio purtroppo è d’acquisto perché la villa giunse al dottor Lombardi completamente spoglia. Sulla parete tra le due porte squisita Adorazione dei Magi attribuita ad Antonio Balestra. Notevoli gli stucchi barocchi – rococò di sovrapporte e finestre che racchiudono monocromi oggi in parte quasi del tutto scomparsi con paesaggi.

Il salotto intermedio

Il salotto intermedio è di dimensioni ridotte per la vicina presenza della scala che conduce al primo piano, ornata con otto stampe di Giovanni Battista Piranesi. Tra le finestre si trovano una consolle e una specchiera settecentesche provenienti da un palazzo piemontese. Le pareti ospitano La Samaritana al pozzo, quadro assai restaurato, attribuito ad Agostino Carracci e stampe del Piazzetta con teste di vecchioni.

Sala Azzurra

La sala “azzurra” presenta un elegante caminetto in marmi pregiati con motivo a conchiglia; vanta un bellissimo pavimento originale appena restaurato ai bordi e un lampadario in vetro soffiato di Murano su disegno di Giuseppe Briati. I dipinti della sala con scene della Gerusalemme liberata sono attribuibili ai piemontesi Cignaroli.

Sala degli Uccelli

La sala degli uccelli o del caminetto prende nome dagli uccelli in stucco che, insieme a motivi floreali, decorano il caminetto, le finestre e le sovrapporte. Alle pareti bellissime stampe e settecentesche specchiere. Il pavimento è originale ma assai ritoccato nei restauri. Originale l’invenzione del lampadario, una sintesi tra cineseria e soffiato di Murano.

Biblioteca

La saletta della biblioteca raccoglie importantissima mappe di Zuanne Longo relative alle proprietà montecchiane di Carlo Cordellina Molin.

Prima sala a destra

La prima sala a destra del pronao ospita un gigantesco lampadario a quattro colonne con delfini che sorreggono le candele. Negli ovali delle sovrapporte squisiti monocromi al gusto di Francesco Guardi, scoperti sotto una trentina di strati di calce. Tra le porte bellissima Adorazione dei Magi di Pompeo Batoni.

Seminterrato

Il seminterrato era destinato ai tinelli, alle cucine e ai ripostigli della villa, che pur spogliati di ogni decoro presentano ancora i pavimenti in cotto e una porta settecentesca laccata. Completamente modificata e rovinata la splendida cucina con relativo secchiaio e fornella.

 

Testi a cura di Remo Schiavo tratti da "Guida breve alla Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore".