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Villa Cordellina Lombardi

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Esterno: il complesso di Villa Cordellina Lombardi

Il complesso della villa comprende la villa padronale, le due barchesse (scuderia e foresteria), le “Torrette”, i grandiosi annessi rustici, la vasta corte meridionale, la corte nobile, la corte rusticane e diverse corticelle. Ad essa si accede mediante quattro ingressi, decorati con sculture della bottega dei Bonazza di Padova.

L'ingresso a nord

L'accesso alla villa è dall’ingresso settentrionale di via Lovara, che immette direttamente nel cortile nobile. Lo spazio è delimitato da due edifici chiamati le “Torrette”, usate dalla servitù come portineria. L’originale architettura era coronata da statue che andarono disperse nell’Ottocento.

Al centro del cortile si trova una vasca alimentata dall’acquedotto del vicino Monte Nero e decorata da gruppi scultorei che rappresentano le quattro stagioni, a cui è stato aggiunto un quinto gruppo raffigurante l’Estate. Le sculture sono state tutte attribuite (senza però alcun documento probante) alla bottega dei padovani Francesco e Antonio Bonazza e ai loro numerosi collaboratori. La facciata della residenza padronale, che fa da sfondo al cortile, è stata manomessa per la sostituzione della bella scala a duplice rampa, ma presenta ancora il timpano sorretto da lesene ad ordine gigante e coronato da tre elegantissimi vasi acroteriali.

 

La facciata sud

Al gigantesco pronao ionico tetrastilo della facciata meridionale, che ricorda il progetto palladiano della villa Thiene a Cicogna, si accede mediante una scalea “alla romana”, alla cui base sono poste due Fatiche di Ercole della bottega dei Bonazza che riprendono modelli toscani cinquecenteschi. Il timpano è coronato da tre sculture e decorato al centro dal grande stemma dei Cordellina, i quali, essendo venditori di piccole corde, furono nobilitati con i fiori di lino che sbocciano da tre cuori (coer de lis). Lo stemma viene ripreso nel recente pavimento in battuto alla veneziana del pronao.

Le tre porte originali sono state manomesse, mentre intatti sono gli elegantissimi ferri battuti delle lunette delle finestre e del portale che immette nel salone.

 

Barchesse: Scuderia e Foresteria

Ai lati della villa padronale si ergono le due barchesse, progettate dal Massari nel 1742, che ospitano le scuderie e la foresteria.

Nelle scuderie un accurato restauro ha recuperato lo splendido spazio scandito da colonne di marmo rosa (purtroppo private del capitello), ora sede di prestigiose mostre. Segue la sala delle vetrate ricavata da un antico magazzino di granaglie dei Cordellina che mostra sulla parete sopra il monumentale tavolo in noce massiccio una rovinata Annunciazione attribuita ad Alessandro Maganza, proveniente dalla Cappella Pizzocaro. Un portico di archi a tutto sesto su pilastri in stile rustico dà su una corticella chiusa da un muraglione coronato di statue e vasi ornamentali.

La corticella della foresteria è racchiusa su due lati da un portico la cui struttura trabeata, sostenuta da colonne fasciate da rocchi, è di chiara ispirazione longheniana; su di essa guarda una serie di piccoli vani utilizzati fino a qualche anno fa come camere per gli ospiti.

 

Parco storico

Il cortile meridionale è illeggiadrito dalla decorazione scultorea della bottega dei Bonazza (a cui si ascrive l’intero patrimonio scultoreo dei giardini della villa) su disegni del Tiepolo. In particolare di squisita fattura sono i due gruppi di Venere e Marte, Giove e Giunone, collocati nella corte nobile, e gli otto vasi intagliati posti tra i due giardini , che sono tra i più belli del Veneto, più classici quelli di mano di Francesco e più realistici quelli di Antonio Bonazza, che a due a due descrivono le fatiche dei contadini nella quattro stagioni.

 

I rustici

Il rustico è stato recuperato dall’Amministrazione Provinciale in anni recenti, dopo l’alienazione avvenuta nel 1931, e comprende diversi spazi di servizio per le attività relative alla vita della villa. Sulla corte rusticana danno la cantina, la tinaia, il granaio, le stalle, le case dei contadini, il forno, la colombara, il fienile e, inoltre, un altro spazio chiamato negli antichi inventari “il teatro”, forse perché vi si svolgevano le rappresentazioni dei comici della commedia dell’arte.

 

Testi a cura di Remo Schiavo tratti da "Guida breve alla Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore".