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Villa Angarano Bianchi Michiel

pubblicato il 25/05/2010

 

Villa Angarano Bianchi Michiel

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Andrea Palladio disegnò il progetto per la residenza del cavaliere Giacomo Angarano al quale era legato da amicizia tanto da dedicargli i primi due libri del suo trattato I Quattro Libri d'Architettura: "vi faccio hora un dono di questi due miei primi libri, ove io tratto delle case private...".

Il corpo padronale del complesso eretto ad Angarano purtroppo venne trasformato tra la fine del Sei e l'inizio del Settecento. Fonti documentarie dimostrano come prima del rinnovamento non ci fosse già più traccia della fabbrica palladiana.

L'architetto aveva previsto un prospetto a due piani ritmato da quattro semicolonne giganti coronate dal frontone ornato di statue. Nell'inter-columnio centrale, al piano superiore, aveva aperto una finestra serliana. Utili a capire l'importanza di villa Angarano sono le parole di Donata Battilotti: "...quello che con più prepotenza emerge e che differenzia villa Angarone dalle precedenti opere è la constatazione che qui Palladio ha fatalmente portato a compimento una tappa fondamentale nell'elaborazione del nuovo tipo di residenza signorile di campagna, capace di rispondere funzionalmente e figurativamente alle nuove esigenze dell'aristocrazia, che erano insieme di autocelebrazione aristocratica e di controllo delle rendite fondiarie".

In ogni caso di Palladio sono le due barchesse con colonnato di ordine tuscanico e riferibili al 1548. Lo stesso architetto dice: "nei fianchi del cortile vi sono Cantine, Granari, luoghi da fare i vini, luoghi da Gastaldo: stalle, colombara ...".