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Recoaro: Variati pronto alla mobilitazione

pubblicato il 01/07/2016

“Sono pronto alla mobilitazione. Siamo pronti alla mobilitazione. Recoaro, le sue terme, il suo stabilimento, i suoi marchi sono storia del nostro territorio che va difesa. Come Presidente dell’Area Vasta di Vicenza, la Casa dei Sindaci e riferimento amministrativo per tutti i Comuni, sono qui per dire alla proprietà che non assisteremo in silenzio al depauperamento dell’economia dell’area e delle famiglie dei lavoratori che rischiano il posto. Se sarà necessario i 121 Sindaci del Vicentino si metteranno la fascia tricolore e lotteranno per questa comunità”.

Un messaggio forte quello di Achille Variati, che non ha voluto far mancare la sua solidarietà diretta nella giornata in cui tutta Recoaro si è fermata per protestare contro l’ipotesi di una cessione che, così come si profila, rischia di determinare la chiusura stessa della fabbrica di imbottigliamento e la perdita del posto per 66 lavoratori.

“In particolare “regalare” i marchi, dandoli per 5 anni in produzione conto terzi alla società che acquista, significa che “Acqua Brillante” e “Gingerino” potrebbero essere prodotti ovunque. La vendita deve riguardare tutto il pacchetto, in modo da salvaguardare la presenza in loco degli impianti. Ben vengano allora i tavoli di trattativa e di confronto con parlamentari, Regione Veneto, forze sindacali, ma tutto avrà più forza e più senso se anche noi primi cittadini saremo assieme al Sindaco Giovanni Ceola”.

Per il Presidente Variati, infatti, oggi è la Recoaro, domani potrebbe trattarsi di qualche altra azienda. “Qui non si tratta più di “campanili”, ma di fare squadra e rete perché in un mondo così economicamente globalizzato, dove i grandi gruppi, industriali e finanziari, guardano alla terra vicentina come una sorta di show room dove acquistare industrie pregiate – basti pensare alle tante nostre aziende finite in mani straniere di cui la Nestlé è solo la punta dell’iceberg – il rischio che anche in altri settori si determinino queste situazioni è forte, reale. Se lasciamo sola questa porzione di territorio e i suoi amministratori apriremo una strada pericolosa, che altri potrebbero sfruttare giocando su queste divisioni. Vicenza non è diventata potenza industriale ed economica per caso, ora serve una mobilitazione di tutte le coscienze e io sono pronto a fare la mia parte. Senza paura, come sempre”.