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Provincia: il bilancio della rinascita

pubblicato il 03/04/2018

“Sono orgoglioso di presentare questo Bilancio”. Sì, sono tanti i motivi di soddisfazione per il Presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati. L’ultimo esercizio finanziario del suo quadriennio, infatti, chiude come meglio non potrebbe la lunga stagione di difficoltà ed incertezze sorta a seguito della riforma istituzionale degli enti locali del 2014. Basti pensare che, per la prima volta dopo anni, non solo si riesce a presentare il documento a Marzo (e non a Luglio) ma i tagli e i trasferimenti non costituiscono più le voci di uscita più importanti. A beneficiarne gli investimenti sicuramente, ma anche la vita stessa dell’ente intermedio che dopo anni di dimagrimento forzato per quanto riguarda gli organici, da qui al 2020 riuscirà anche ad avviare un piccolo piano per l’assunzione di almeno 10 figure, per lo più tecnici. Impensabile solo fino a un anno fa.

Lo sottolinea nella sua relazione il Consigliere Delegato al Bilancio e Sindaco di Torri di Quartesolo Ernesto Ferretto: “Siamo passati dal 60% al 33,95% del gettito di tributi da noi trasferiti allo Stato e questo grazie al grande lavoro svolto dall’UPI e dal presidente Variati appunto”. Se le spese correnti restano sostanziamente invariate, aumentano invece le spese in conto capitale ovvero gli investimenti. Trentadue milioni di euro (sui 42 milioni comprensivi anche della gestione ordinaria) saranno spesi sulle strade secondo il Piano Stradale per la pianificazione delle bitumazioni messo a punto da “Vi.Abilità” Spa, braccio operativo ed efficace della Provincia. Al riguardo Variati precisa il lavoro di analisi svolto su 420 ponti provinciali, per 80 dei quali è stato necessario procedere a sopralluoghi. “Alla fine ne sono stati individuati una ventina per i quali bisognerà procedere a verifiche sulla loro vulnerabilità sismica, per uno stanziamento complessivo di 1.250.000 euro”. Altri 28 milioni di euro (+ 11 milioni di spese correnti) andranno nella sicurezza scolastica - certificazione antincendio e antisismica – e negli interventi di sistemazione dei plessi, oltre 5 milioni di euro saranno investiti nel completamento di ciclopiste, 1 milione alle politiche sociali e 340 milioni andranno alle 2 OGD, quelle che un tempo erano Consorzi di Promozione Turistica, proprio per contribuire al rafforzamento del “Marchio Vicenza” in questo settore. Restano invariate le entrate, 61 milioni e 601.000 euro, con Rc auto (31 milioni) e Imposta di trascrizione (26,5 milioni di euro) a fare la parte del leone. Da aggiungere anche 8 milioni di euro di avanzo d’amministrazione, 25 milioni di euro di fondo pluriennale vincolato.

“Seguendo il criterio del dialogo fra i Sindaci e dell’individuazione delle priorità – ribadisce Variati – lontano da logiche di maggiornaza e minoranza che del resto non hanno ragione di essere quando si parla di un territorio”. Proprio per questo Variati ringrazia e  rimarca il lavoro e la disponibilità sia degli uffici tecnici provinciali (“sono in pochi, di frontiera”) che di Vi.Abilità (“che ha raggiunto alti livelli di efficienza”) auspicando che dalla politica non arrivino altre cannonate verso le Province che vanno invece recuperate e ancor più valorizzate nell’ottica attuale, che vede gli amministratori locali protagonisti”. Ma il Presidente non si limita solo a numeri e cifre: “Informo i Consiglieri che ho provveduto ad inviare una lettera alla Regione Veneto e all’Anas dichiarando la nostra piena disponibilità a rimettere la SP 46, da Vicenza fino ai confini con il trentino, nelle mani della società di gestione stradale nazionale. C’è una seconda variante, quella che da Costabissara arriva fino al territorio di Malo, che non potremo mai realizzare viste le nostre disponibilità. Sappiamo che Venezia è disponibile ad inserire quest’arteria nella lista di strade che invece debbono tornare al demanio statale, cheidiamo ad Anas di farsene carico. Altra cosa che vorrei avviare è quella gestione condivisa e collaborativa nei territori omogenei necessaria per dare servizi. A questo proposito auspico che da parte nostra non si perda l’idea dei servizi resi ai Comuni, penso alla Stazione Unica Appaltante per la realizzazione dei bandi di gara, o all’azione della nostra Avvocatura verso le entità locali di medie e piccole dimensioni. E altresì spero che non si torni a vecchie logiche di contrapposizione partitica”. E la risposta non si è fatta attendere al momento del voto: unimità del consiglio provinciale, minoranza compresa, e unanimità (ad eccezione del Consigliere Delegato Restello, favorevole come tale ma astenutosi in veste di Sindaco di Lonigo) nella Assemblea dei Sindaci, rappresentativa dell’82% della popolazione vicentina.