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La Val Posina ricorda la Grande Guerra

pubblicato il 22/07/2016

Partirono in 3.000, tre giorni dopo l’inizio della Strafexpedition. Era il 18 maggio 1916, lasciarono le loro case, a Posina e nella Valle, in quattro e quattr’otto, guidati dall’arciprete don Francesco Lappo, cui i Carabinieri chiesero di portare in salvo le persone. Lasciarono anche gli amici di Terragnolo, il Comune con cui confinavano e facevano affari, all’improvviso diventati “nemici”. Che brutta bestia la Guerra!

Dovevano restare sfollati per poco, ritornarono, poco più della metà, tre anni e mezzo dopo. Gli altri? Qualcuno morto, tanti rimasti in pianura, a Longare, Torrebelvicino, Monte di Malo. Chi decise di riprendere possesso della sua abitazione, trovò un ammasso di rovine. Che brutta bestia la Guerra!

Cento anni dopo quei giorni e quegli eventi, tramandati nei filò dei vecchi estate dopo estate, diventano una rievocazione storica ed uno spettacolo. Tra eventi e racconti, la prima coinvolgerà a Posina un centinaio di figuranti volontari. Organizzata dalla Fondazione Valposina, nelle persone di Lucia Cervo, coordinatrice della iniziativa, e Laura Filippi, la prima si svolgerà a Posina il 31 luglio alle ore 16. La domenica successiva, invece, alle 21, sarà Laghi ad ospitare lo spettacolo “La Guerra e la Farfalla – la Grande Guerra raccontata da Piero Calamandrei”.

Il grande giurista partì da interventista e venne proprio qui, tornò pacifista e dopo aver salvato dalla fucilazione un gruppo di soldati accusato di diserzione. Le sue sono lettere d’amore, qui i fatti bellici diventano contorno, ma è proprio questa normalità, portata in scena da Fahrenheit Teatro e sottolineata dalla regista Cristina Manea, dalla sua vice Barbara Serafini e dal resto del cast formato da Erik Sortinelli e Dario Folco – con la preziosa consulenza storica di Silvia Bertolotti e fotografica di Carlo Fantelli – a colpire e dare il senso della tragedia che coinvolse anche le popolazioni.

Una disperazione esplosa con la partenza, la paura di non tornare più, di perdere il punto di riferimento della vita di una intera Comunità e di tante storie e saghe familiari. Narra la cronaca locale che appena tornati i posinati riallacciarono l’antica amicizia con quelli di Terragnolo, pace e vita che trionfano su odio e morte. Per Andrea Cecchellero, Tiziana Occhino e Angelo Lorenzato Ferrulio, Sindaci di Posina, Arsiero e Laghi, una sinergia all’insegna dei piccoli campanili. “Perché è l’immobilismo” il principale nemico delle realtà comunali. Qui, invece, anche le associazioni, pur rimanendo distinte, si fondono assieme per diventare memoria. Un esempio che la Consigliere Delegato Provinciale alla Cultura Chiara Luisetto sottolinea: “Anche se viviamo in ambiti di promozione e destinazione turistica diversi, noi Terre Vicentine, i 3 Comuni di cui sopra in Pedemontana Vicentina, abbiamo il dovere di condividere iniziative dal momento che sotto questo aspetto Vicenza ed il suo territorio sono una miniera ancora tutta da scavare”.