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Arzignano: accordo con il Tribunale per l'amministrazione di sostegno

pubblicato il 09/06/2016

“E’ una bella pagina che l’Amministrazione della Giustizia e l’Amministrazione Pubblica stanno scrivendo assieme sotto il capitolo “Rispetto verso i cittadini” e soprattutto verso i cittadini più fragili”.

Achille Variati, Presidente dell’Area Vasta di Vicenza, lo sottolinea con poche parole e grande soddisfazione: il protocollo di intesa siglato con il Tribunale di Vicenza, il Comune di Arzignano e l’Ipab “S.Scalabrin” è uno di quegli atti che fanno Comunità e migliorano un po’ la vita di chi non è più autosufficiente.

L’obiettivo è la riduzione dei tempi, e a cascata anche dei costi, in tema di protezione giuridica ed amministrazione di sostegno, che stando alla stima proposta dal Presidente del Tribunale di Vicenza Alberto Rizzo passerebbero dai 7 mesi del recente passato ai 2 attuali. E senza costringere le persone a recarsi di persona dal giudice, operazione che spesso richiede l’uso di auto medicalizzate o comunque attrezzate. Oggi, grazie alla tecnologia ed in particolare a Skype ed a Lync, si può stabilire un appuntamento ed un contatto con il giudice tutelare immediato.

Per le modalità basterà informarsi allo Sportello della Casa di Riposo “S.Scalabrin” che fungerà da collettore anche per tutti gli anziani non autosufficienti della vallata. “Come Amministrazione Comunale – ricordano il Sindaco Giorgio Gentilin e la sua vice Alessia Bevilacqua – abbiamo capito ed apprezzato il senso della proposta del Presidente Rizzo attivandoci subito per superare le questioni burocratiche. Questa amministrazione è nata per dare servizi e risposte ed è quello che facciamo anche con questa iniziativa, che propone una maggiore integrazione fra esigenze del privato e risposte del pubblico”.

Una trentina le domande di sostegno ogni anno, per la maggior parte provenienti proprio dagli ospiti dell’istituto. Soddisfatto il Presidente Francesco Mastrotto, accompagnato dal direttore Alberto Anelli, per l’abbattimento sostanziale dei tempi d’attesa, di cui spesso soffrono anche le strutture che non hanno un interlocutore cui rivolgersi o perché l’anziano è solo o perché la situazione familiare è complessa.

Per il Presidente Alberto Rizzo un passo avanti di civiltà “e mi fa piacere che sempre più amministrazioni ci seguano su questa strada”.