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Sul Costo più controlli aumentano la sicurezza

pubblicato il 29/07/2013

Fine settimana di traffico intenso ma senza incidenti sulla SP Del Costo. Lungo i 18 chilometri ed i 10 tornanti che da Caltrano portano a Tresché Conca una fila interminabile di auto, in fuga dal caldo torrido della pianura, moto ma non tante quante si è abituati a vederne nei week-end, qualche indisciplinato al volante, ma nessun sinistro, neppure di lieve entità. Potenza, più che fascino, della divisa, nella fattispecie quella verdone della Polizia Provinciale di Vicenza. Annunciata sulla stampa, la presenza degli agenti si è così rivelata un ottimo deterrente per qualche emulo nostrano di Rossi e Melandri, che di fatto ha preferito cambiare “circuito” o adeguarsi all'andatura più che turistica del lungo serpentone di auto in trasferta sull'Altopiano dei Sette Comuni.

Soddisfatto il vice-comandante Giancarlo Faccin: “Il Costo è una bellissima strada ma può diventare un problema quando qualcuno la scambia per una pista. Detto questo i nostri uomini hanno svolto un controllo discreto ma attento nell due giornate più delicate procedendo sabato ad un centinaio di controlli e a 12 contravvenzioni e a una ventina di controlli e due verbali il giorno dopo”. Non traggano in inganno le cifre, perché soprattutto nella giornata di domenica, in concomitanza proprio con i picchi del termometro, il flusso veicolare è stato intensissimo “al punto che fermare gli autisti diventava inutile dal momento che di conseguenza le velocità erano contenute. Alla fine abbiamo effettuato una ventina di controlli ed elevato due contravvenzioni”. A far scattare la sanzione, alcune fra le infrazioni più tipiche dell'automobilista medio italiano: mancanza di cinture e sorpasso con superamento della striscia bianca continua. Un paio anche per il superamento dei limiti di velocità, ma considerando che il servizio era stato annunciato proprio per queste finalità e per arginare l'esuberanza di tanti centauri inebriati dal percorso, il bilancio resta senza dubbio positivo. E apre il campo ad una considerazione.

“Gli agenti – sottolinea il Dirigente del Corpo Adriano Arzenton – mi hanno riferito che i motociclisti erano pochi. Mi chiedo allora con una punta di amarezza perché bisogna arrivare alla minaccia di repressione perché si prenda autocoscienza. Se tanti motociclisti si sono dirottati su altre strade significa che avevano paura dei controlli e magari proprio perché sanno come guidano e come sfrecciano”.

Soddisfatto anche il Presidente della Provincia Attilio Schneck: “Abbiamo voluto lanciare un messaggio comunque di collaborazione verso tutti, dal momento che le pattuglie impiegate erano ben visibili e non in agguato. Il nostro obiettivo non era quello di fare cassa ma di far riflettere, reprimendo naturalmente i comportamenti pericolosi. L'augurio che ci facciamo ed estendiamo a tutti i Vicentini è che il Costo torni la via più panoramica verso il fresco e non sia più un incubo per le famiglie che si mettono in auto”. E che i bar lungo la strada rimangano tali e non pit stop dove declamare le proprie imprese, magari dopo aver fatto sobbalzare qualche automobilista atterrito.