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Edilizia scolastica: la Provincia non ha mancato in nulla

pubblicato il 14/03/2013

A seguito dell'intenso mercoledì scolastico vissuto dalla Provincia di Vicenza, iniziato con una serie di articoli giornalistici e culminato nell'incontro a palazzo Nievo tra una delegazione di studenti e la vice-commissaria Francesca Galla, riteniamo opportuno intervenire per alcune precisazioni. Da sempre la voce “edilizia scolastica” è tra le più pesanti del bilancio provinciale, seconda solo a quella relativa alla viabilità. Scendendo nel dettaglio delle cifre, dal 2007 al 20012 sono stati investiti negli istituti superiori 1,5 milioni di euro l'anno per la manutenzione straordinaria e 600mila per la manutenzione ordinaria. In totale, dunque, più di 12,6 milioni di euro per sistemare le scuole, ristrutturarle, adeguarle alla normativa della sicurezza e soprattutto alle esigenze dei ragazzi e degli insegnanti. Ricordo che i plessi scolatici non riguardano solo la città ma tutto il territorio provinciale e chi ha rilasciato certe dichiarazioni o se ne è dimenticato o lo ignora. Lo sottolineiamo senza spirito polemico, visto che ad esempio in tema di nuovi siti questo Ente non è stato certo a guardare, realizzandone anche di recente tra l'Altopiano e il Basso Vicentino. Abbiamo guardato con attenzione a tutto il territorio, cercando di sopperire ai vincoli del Patto di Stabilità senza diminuire l'impegno che da decenni perseguiamo, vale a dire quello di dare scuole non solo più sicure ma anche più moderne e funzionali ai nostri ragazzi, il nostro futuro sotto tutti gli aspetti. Vale come detto anche per la manutenzione, che ha interessato tutti gli istituti del territorio. Tanto per citarne alcuni, pensiamo agli investimenti per il “Corradini” di Thiene, per l'ex “Trentin” ed il “Sartori” di Lonigo, per il complesso di Santa Caterina a Vicenza, per la succursale del “Piovene”, per la palestra del “Fusinieri”, per il “Lioy”.

Detto questo e allargando la risposta alle richieste (e al comunicato) degli studenti, è opportuno ribadire che l'azione di monitoraggio svolta dai tecnici della Provincia e del Global Service non si limita alle eccezionalità, ma è costante. Se dopo la scossa sismica del maggio dello scorso anno non c'è stata aula o vano scolastico che non sia stato controllato a fondo, prima e dopo di allora le uscite del nostro personale a seguito delle segnalazioni di dirigenti scolatici, consigli di istituto e studenti stessi sono state una prassi consolidata. Come ha ribadito nel corso dell'incontro odierno anche la dirigente Maria Elisabetta Bolisani, la Provincia di Vicenza ha continuato responsabilmente a fare il proprio dovere in materia nonostante il decreto Salva-Italia e il successivo commissariamento l'abbiano svuotata di funzioni. Questo significa che continuiamo a monitorare anche il fondo che affidiamo a ogni scuola, sempre e comunque nel rispetto dell'autonomia del loro sistema. Da parte nostra lasciamo alle autorità scolastiche piena libertà circa la determinazione delle priorità da affrontare, ritenendo anacronistico e antieconomico intervenire direttamente per sostituire una maniglia o un vetro rotti. Da parte nostra abbiamo già chiesto i bilanci, ma non per punire semplicemente per un'analisi condivisa,  essenziale in tema di distribuzione corretta delle risorse e per individuare eventuali possibilità di risparmio, ad esempio con appalto comuni, per utilizzare al meglio quanto a disposizione. C'è ascolto da parte nostra e la decisione di incontrare questa mattina anche la componente studentesca lo conferma. Alla Scuola vicentina abbiamo dimostrato di crederci da sempre, con i fatti e con milioni di euro investiti in maniera intelligente e puntuale. Senza bacchette magiche, ma con un'opera di programmazione costante. Dimenticare, peggio ignorare tutto questo – compreso la politica delle cittadelle scolastiche che a Vicenza, come a Schio e a Bassano del Grappa, hanno dato risposte funzionali a situazioni annose e talora obsolete - ci sembra poco corretto e francamente ingeneroso.