Salvare la castagna d'acqua dalle nutrie e ora pure del gambero killer della Louisiana. Specie fioristica peculiare del lago di Fimon - unico sito di crescita accertato all'interno del territorio vicentino - la Trapa Natans L. è ridotta oggi a poche decine di esemplari causa l'azione predatoria di due animali diversi per tipologia e categoria ma simili nella capacità di riprodursi a ritmi vertiginosi e nella predilezione per questo vegetale di cui sono ghiottissime. "Non bastava la nutria - allarga le braccia sconsolato l'Assessore Provinciale ai Beni Ambientali e alle Risorse idriche Paolo Pellizzari - ora dobbiamo guardarci pure da questo gambero rosso della Louisiana, che sta colonizzando il lago in modo rapido. È un'altra bomba ecologica che ci ritroviamo fra le mani e che ci apprestiamo ad affrontare per disinnescarla il prima possibile". Portato in Italia per essere allevato, questa varietà di gambero rosso si segnala per la sua adattabilità a gli ambienti umidi e per la sua vorace aggressività. "Come sempre succede in questi casi - dice Francesco Nassi , coordinatore degli interventi a Fimon e in tutte le acque del Basso Vicentino - questi animali esotici poi vengono rilasciati in altre acque senza rendersi conto del fatto che per i nostri habitat sono dei veri e propri killer, anche perché, con la loro abitudine di scavare tane profonde, mettono a rischio argini e rive". Immessi nel lago di Bolsena e poi celermente arrivati al nord, come Attila stanno distruggendo tutto ciò che trovano, piante, avannotti e uova delle specie originari. Senza contare che per la loro capacità di vivere anche in acque povere di ossigeno e di assimilare metalli pesanti, rischiano di diventare delle vere e proprie minacce per la nostra salute. Tra le azioni in cantiere, oltre al controllo della loro popolazione da parte della Polizia Provinciale, la posa di reti attorno agli esemplari rimasti di castagna d'acqua. "Da studi e monitoraggi svolti le colonie di queste piante sul bacino del lago sono in costante regressione. Pertanto, dopo aver proceduto a un censimento delle macchie più consistenti, abbiamo deciso di affidare la loro protezione a barriere realizzate con reti metalliche leggere sostenute da pali di legno infissi nel fondo. L'intervento è stato affidato al Bacino di Pesca zona B assieme al contributo per l'acquisto del materiale.