Provincia di Vicenza

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La sintesi degli interventi del Presidente Schneck e del Presidente del Consiglio Gasparotto

31/01/2009

Sintesi della dichiarazione del Presidente della Provincia Attilio Schneck:

Siamo coinvolti in questo dibattito sulle Province non tanto e non solo come amministratori pro-tempore della Provincia di Vicenza, ma in un contesto più ampio di rappresentanti dei cittadini in un sistema istituzionale complesso. L'ente Provincia non ha solo un significato storico, ma anche e soprattutto un'identità territoriale da cui non si può prescindere.

Il 52% del Pil in Italia è assorbito dalla spesa pubblica. È un dato che fa riflettere, ma altrettanto devono far riflettere altri due numeri: 100 milioni è il costo delle Province, 2miliardi e 500milioni è il costo del Parlamento.

Se l'abolizione delle Province fosse la ricetta per risollevare le sorti economiche del nostro Paese e per far sì che la spesa pubblica incida sul Pil tanto quanto incide in altri Stati Europei, saremmo i primi a dire che sì, la Provincia va abolita.

Ma siamo convinti che non sia così. Anzi.

Solo chi non ha mai fatto l'amministratore può fare una simile dichiarazione e può sostenere l'utilità dell'abolizione di questo importante ente intermedio.

È necessaria piuttosto la rivisitazione della funzione che le Province hanno.

Sempre più la Regione delega le Province su settori su cui è chiaro che non riuscirebbe a dare una risposta concreta in quanto troppo lontana dal cittadino. In questo senso, si sta realizzando quel decentramento che da tempo auspichiamo quale cura a tanti sprechi.

Ma è necessario che assieme alla delega delle funzioni arrivino alle Province anche le risorse per poter svolgere al meglio queste funzioni.

Oggi le entrate della Provincia si limitano a due grandi serbatoi: l'imposta sulla trascrizione delle auto e l'addizionale all'energia elettrica. E con questi due soli capitoli di entrata la Provincia di Vicenza riesce ad avere una autonomia finanziaria pari al 78%. Ciò vuol dire che riusciamo a gestire un'area vasta come la Provincia in buona parte con i soldi che arrivano direttamente dai cittadini di questo territorio, i quali hanno scelto chi li deve amministrare, i quali potranno esprimere il loro apprezzamento per ciò che facciamo, o criticarci per ciò che non facciamo o facciamo male. Cosa che invece i cittadini non possono fare con tanti Presidenti e consiglieri di Enti che non hanno scelto né voluto, persone che non sono state elette ma imposte dalla politica e che solo alla politica devono una risposta, non ai cittadini.

I settori di intervento della Provincia sono tanti e importanti.

Le Province si occupano di lavoro, di strade, di scuole, di turismo, di ambiente, di agricoltura, coordinano le Protezioni Civili, fanno formazione. Chi potrebbe sostituirsi alle Province con la stessa efficacia? Chi potrebbe muoversi con la stessa sinergia con enti di rilievo provinciale quali la Prefettura, le parti sociali, le associazioni di categoria, gli ordini professionali?

Di certo non la Regione, troppo lontana dal cuore dei suoi territori. Di certo non i Comuni, spesso troppo piccoli, come tanti comuni vicentini, che non hanno la forza economica né le capacità di occuparsi di questioni di ampio respiro.

La Provincia, con i Comuni, è il fulcro del cambiamento in senso federalista, come lo è stata per il decentramento amministrativo.

La Provincia, e in particolar modo la Provincia di Vicenza, sa bene cosa significhino il principio di sussidiarietà e solidarietà,  se è vero che fornisce assistenza tecnica e legale ai piccoli Comuni del territorio, che oggi non hanno la possibilità di ricorrere all'ausilio di un professionista o di un legale.

Questo è il ruolo della Provincia: il coordinamento. Dando gli indirizzi generali ai Sindaci, che considero dei veri e propri missionari per il delicato ruolo che hanno. Non è un ombrello di protezione quello che offriamo, ma un coordinamento.

La Provincia è il Territorio. Se davvero si vuole snellire l'apparato, riducendo nel contempo i costi dell'amministrazione, bisogna cambiare indirizzo.

Se davvero si vuole abolire la Provincia, si pensi a chi la può sostituire, in che modo e con che costi.

Sono certo che nessuno è in grado di sostituire la Provincia senza aumentarne il costo almeno di dieci volte.

Piuttosto, è il non-federalismo che genera costi. Perché è giusto che esistano regole uguali per tutti. Ma è ingiusto che queste regole non vengano da tutti seguite. Che i bilanci siano così diseguali. Che ogni ente vada per conto suo.

L'intero sistema deve crescere. E l'unica via è il federalismo.

Sintesi della dichiarazione del Presidente del Consiglio Valter Gasparotto:

Come Consiglio e Giunta Provinciale abbiamo accolto di buon grado l'invito del Presidente Nazionale dell'Upi per questa giornata, che non vuole essere di protesta ma bensì di mobilitazione, per ribadire l'importante ruolo che le Province svolgono quali enti indispensabili per il coordinamento di area vasta e per ribadire altresì che il federalismo che oggi, faticosamente, sta muovendo i primi passi non può prescindere dal ruolo dell'Ente Provincia.

Questa è una giornata per ricordare il nostro quotidiano impegno verso il territorio e la centralità delle nostre istituzioni, chiamate a dare risposte concrete alla crisi in atto attraverso in servizi che offrono ai cittadini, è una giornata per parlare delle vere questioni che interessano le nostre comunità.

Noi oggi siamo a chiedere , come recita l'ordine del giorno, un forte riordino istituzionale che consenta di semplificare la pubblica amministrazione individuando le funzioni fondamentali e le relative risorse di Comuni, Province e Regioni, razionalizzando, se del caso, sforbiciando, tutti quegli enti e strutture che non hanno una diretta legittimazione democratica e che non sono quindi responsabili nei confronti dei cittadini.


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