Provincia di Vicenza

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Con i "pozzi bevitori" più facile dare carica alla falda

30/01/2009

L'Assessorato alle Risorse Idriche della Provincia di Vicenza detta la cura al problema dell'impoverimento delle falde: i pozzi bevitori. I primi due saranno realizzati a Cornedo, grazie ad un accordo tra Provincia, Comune e Consorzio di Bonifica Riviera Berica.

E proprio questi tre enti, rappresentati dall'Assessore Paolo Pellizzari, dal Vicesindaco Massimo Sbicego e dal Presidente Antonio Nani, hanno sottoscritto questa mattina l'accordo che stabilisce i distinti ruoli in una operazione resa possibile grazie alla sinergia e alla stretta collaborazione.

La  Provincia mette infatti  a disposizione 30mila euro,  il Comune di Cornedo ha individuato le due aree dove realizzare i pozzi e il  Consorzio Riviera Berica realizzerà le opere.

Il primo pozzo è previsto a lato della strada comunale dei Ferrosi, in località Giarette, mentre il secondo è a lato della strada provinciale per Priabona, in località Tezzon. L'acqua necessaria sarà prelevata dalla roggia irrigua dei Lecchi, gestita dal Consorzio di Riviera Berica, tramite idonea tubazione. L'intervento non sarà visibile dall'esterno, quindi non avrà alcun impatto sul paesaggio, ma con adeguate garanzie di sicurezza.

Il pozzo bevitore è una tecnica sperimentale di infiltrazione complementare ai classici sistemi di ricarica che necessitano di ampie superfici di terreno. In questo caso sono sufficienti piccole aree ove sia possibile costruire un sistema disperdente che si affida a strutture verticali del diametro di due metri e profondità sei, collegati alla rete irrigua o a rogge con acque di buona qualità.

Grazie a questi due pozzi si pensa di infiltrare da 400mila a 600mila metricubi di acqua l'anno.

"Numeri importanti -ha sottolineato l'Assessore Pellizzari- se si considera che le piogge ridotte e concentrate, l'aumento delle superfici impermeabilizzate, lo sfruttamento elevato delle risorse idriche sotterranee ha portato ad un impoverimento della falda pari, nel Bacino del Bacchiglione, a meno 70milioni di metricubi d'acqua, mentre nel bacino dell'Agno-Chiampo ha causato la preoccupante estinzione di molte risorgive".

"Si pensi -ha commentato Nani- che negli anni passati a Brendola e Almisano, solo per fare due esempi, bisognava frenare l'abbondanza d'acqua, oggi bisogna abbassare i pozzi per riuscire a prelevarla".

Valutato il problema "acqua" nella sua gravità, la Provincia di Vicenza ha innanzitutto istituito un apposito referato alle risorse idriche, per sottolineare l'importanza che attribuisce alla gestione delle acque nell'ambito delle politiche del territorio. Ha approvato una delibera quadro per la pianificazione delle risorse idriche nel territorio vicentino ed ha redatto un piano di ricarica cofinanziato dalla Regione Veneto per 300mila euro.

"A Cornedo -ha specificato l'Assessore Pellizzari- realizziamo il primo di una serie di interventi che interesseranno anche altri territori idonei allo scopo per ricchezza d'acqua e substrato ghiaioso, come Castelgomberto e Brogliano. Interventi piccoli, dal punto di vista economico, ma indispensabili, perché non si può progettare opere da milioni di euro e lasciare che la falda si impoverisca irrimediabilmente nell'attesa di trovare i fondi per realizzarle. In questo modo diamo risposte concrete, immediate."

Strategica, in questo senso, la figura di Massimo Sbicego, Vicesindaco a Cornedo e consigliere provinciale, che ha potuto capire le esigenze della Provincia nella ricerca del terreno e mettere a disposizione in tempi celeri un'area comunale. "È un intervento che ha anche un valore educativo -ha affermato Sbicego- si parla tanto di problema acqua, di impoverimento delle falde, ma si fa poi poco nel concreto. Così invece diamo un segnale forte ai cittadini, realizzando interventi specifici ed efficaci".

Una volta che i pozzi saranno funzionanti, verrà effettuato uno specifico piano di monitoraggio sull'andamento della falda per conoscere e valutare la qualità e quantità dell'acqua immessa. 


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