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Retrone: progetto di riqualificazione con parco urbano

19/12/2008

Niente più paura esondazioni dopo che sarà realizzato il progetto di riqualificazione del Retrone così come concordato da Provincia, Comune di Creazzo e Consorzio di Bonifica e presentato questa mattina in Sala Giunta a Palazzo Nievo.

Si tratta, per ora, di un progetto preliminare del valore di due milioni di euro, grazie al quale verranno realizzate opere di natura idraulica, di riqualificazione fluviale e di fruizione paesaggistica.

Diviso in due stralci funzionali, si sono per ora concordati gli interventi di un primo stralcio del valore di un milione di euro, suddivisi tra Provincia di Vicenza (100mila euro), Comune di Creazzo (100mila euro), Consorzio di Bonifica (100mila euro), Regione Veneto (700mila euro, che già sono stati assegnati alla Regione dal Ministero per l'Ambiente).

In particolare, verranno realizzate aree di invaso recuperando anse e risorgive. Suggestivi angoli di verde che in momenti di particolare piovosità fungeranno da bacini contro le esondazioni del Retrone.

"È un progetto strategico -ha commentato l'Assessore Provinciale alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari- perché risolve non solo un problema idraulico in una zona densamente abitata, ma perché propone anche un polmone di verde alle porte della città. Un ambiente naturale dove sarà piacevole passeggiare, che rientra in un programma più ampio di parchi periurbani che, come Provincia, stiamo sostenendo e sviluppando alle porte della città."

La volontà di sistemare quest'area, come ha ricordato il Presidente del Consorzio di Bonifica Riviera Berica Antonio Nani, è nata molti anni fa, dopo le esondazioni del 1966, del 1992, del 1998, solo per ricordare le più note. "C'era necessità di intervenire -ha spiegato Nani- con piccole laminazioni, per creare invasi a monte in grado di trattenere l'acqua e rilasciarla dolcemente verso valle, quindi verso il capoluogo vicentino." Da qui ad un progetto più ampio di riqualificazione anche paesaggistica e naturalistica dell'area il passo è stato breve. "Siamo in una zona di pregio ambientale -ha sottolineato il Sindaco del Comune di Creazzo Gervaso Cortiana- riconosciuta come parco urbano anche nel nostro piano regolatore. Grazie a questo intervento restituiremo ai nostri concittadini, e non solo, un'area dove ristabilire un contatto con la natura."

Soddisfazione è stata espressa anche dai pescatori, visto che il miglioramento dell'ecosistema fluviale significherà anche ripopolamento della fauna ittica e dell'avifauna. "Sempre di più -ha affermato il Presidente del Bacino di Pesca zona B Antonio Dalla Valle- i pescatori svolgono un ruolo di sentinelle dei fiumi, e sempre di più si fanno essi stessi promotori di iniziative a favore del rispetto e della tutela dell'ambiente. Il progetto di riqualificazione del Retrone va proprio in questa direzione, per questo non possiamo che ringraziare chi l'ha pensato e lo realizzerà."

La sinergia tra Provincia, Consorzio e Comune è stata da stimolo alla Regione per riconoscere la valenza al progetto e compartecipare alla spesa in maniera pesante. Già all'inizio del nuovo anno si darà il via alla progettazione definitiva ed esecutiva. I lavori dovrebbero iniziare dopo l'estate del 2009, e concludersi nel giro di un anno.

Il progetto

Il primo stralcio funzionale,redatto dal Consorzio di Bonifica Riviera Berica, ricade nel comune di Creazzo, si estende dalla zona degli impianti sportivi di Creazzo fino al ponte di via Spino e, dopo il  ponte, comprende anche una vecchia ansa situata sulla sinistra idrografica del fiume Retrone.

In particolare, si prevede la realizzazione delle seguenti opere:

  • 2 aree di invaso temporaneo  
  • recupero di 3 anse e risorgive
  • manufatti idraulici, pista di servizio
  • aree di sosta attrezzata
  • riordino vegetazione
  • cartellonistica didattica
  • interventi a favore dell'ittiofauna
  • attracco canoe

Aree di invaso temporaneo

Per mitigare il rischio idraulico nel territorio comunale di Creazzo e ridare nel contempo un beneficio a scala di bacino all'intero fiume Retrone, si prevede la creazione di invasi temporanei in cui le piene possono espandersi laminando in questo modo i picchi di portata. Il volume complessivamente a disposizione per l'invaso risulta pari a circa 51.600 m³, su un'area totale di circa 43.000 m. La realizzazione delle zone di invaso temporaneo impone la costruzione, in alcuni tratti, di modeste arginature per delimitare le zone esondabili e garantire la necessaria sicurezza idraulica delle aree contermini.

Recupero  anse e risorgive

L'intervento si pone l'obiettivo di migliorare le caratteristiche dell'ecosistema fluviale, recuperando parte delle dinamiche naturali e creando zone adatte alla vita e alla riproduzione della fauna ittica e dell'avifauna. Verranno in particolare recuperate alcune anse dell'originale tracciato del fiume, riaprendo alcuni tratti ancora visibili (e con presenza di acqua per lo più stagnante), attraverso un'opera di pulizia e, ove necessario, di aumento della sezione. Solo in alcuni tratti si rende necessaria la formazione ex-novo dell'alveo. A questo scopo risulta importante anche la pulizia e il recupero di due risorgive presenti in prossimità del fiume, poste un centinaio di metri a valle del ponte in via Spino.

Da sottolineare che in quest'area, raro o addirittura unico caso in Italia, le anse sono di proprietà demaniale, mentre altrove negli anni passati sono state vendute a privati.

Manufatti idraulici

Immediatamente a monte della confluenza tra Retrone e roggia Casalina e immediatamente a valle della zona di invaso "A", è prevista la realizzazione di una rampa

Nella foto, da sinistra: Paolo Pellizzari, Gervaso Cortiana, Antonio Nani


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