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Le Province a Roma: "Soldi o scuole chiuse"

pubblicato il 18/05/2017
Giovedì 18 maggio al Teatro Quirino: centinaia di Sindaci e consiglieri da tutta Italia chiedono soldi per i servizi.

Una giornata memorabile, con centinaia di Sindaci e Consiglieri provenienti da tutta Italia che hanno invaso Roma per la giornata di mobilitazione decisa dell’Upi ed in particolar modo dal Presidente Achille Variati e denominata emblematicamente “Il taglio che paghi tu”.

Il Teatro Quirino, scelto come una sorta di Aventino, presentava alle 10.30 un colpo d’occhio straordinario, gremito da centinaia di amministratori partiti all’alba da tutta Italia per testimoniare un’emergenza che riguarda tutto il Paese. Una protesta che nel pomeriggio è diventata confronto e proposta con il Parlamento attraverso l’incontro con la Presidente della Camera onorevole Laura Boldrini ed i capigruppo di maggioranza ed opposizione.

“Siamo stati chiamati da Sindaci – sottolinea Variati – a guidare i nostri territori, ma il criterio per l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica non può essere quello di tagliare i servizi e i diritti dei cittadini”. Il Presidente dell’Upi e Sindaco di Vicenza, dopo aver aperto la giornata di mobilitazione delle Province italiane, ha poi ricordato: “In questo teatro c’è il Paese reale, ci sono amministratori, unico caso in Italia, che hanno scelto di servire gratuitamente le loro Comunità, ci sono tanti dipendenti, molti dei quali, a causa della situazione critica dei bilanci, non ricevono più lo stipendio. Il fatto è che i tagli irragionevoli sulle Province ci stanno mettendo in ginocchio. Abbiamo uno squilibrio di bialncio per la sola spesa per le funzioni fondamentali di 650 milioni di euro. Nel giro di 4 anni i nostri investimenti sono crollati del 62%. Sono cifre che spiegano chiaramente perché siamo arrivati ad una vera e propria emergenza sicurezza sui 130mila chilometri di strade e sulle 51mila scuole superiori. Un’emergenza reale a cui Governo e Parlamento devono dare risposte”.

L’Upi ed ilsuo Presidente, però, non si fermeranno al successo di questa mobilitazione. “Il confronto prosegue. In questi giorni stiamo avendo diversi incontri con i parlamentari e i rappresentanti del Governo e ci sembra di cogliere i primi segnali di comprensione circa la necessità di assicurare a Province e Città Metropolitane le risorse necessarie per garantire i sevizi essenziali. Sono, siamo determinati a portare avanti le nostre ragioni perché ci sentiamo responsabili della sicurezza dei nostri cittadini e della crescita scolastica dei nostri ragazzi”.

“Siamo grati alla Presidente Boldrini perché l’incontro di oggi non è stato affatto formale e per avere compreso che la giornata di mobilitazione ha il solo scopo di portare al centro dell’attenzione e dell’agenda politica la grave situazione di emergenza che si è creata e che mette a rischio la stessa sicurezza die cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’incontro con la Presidente della Camera On. Laura Boldrini, nell’ambito delle iniziative della giornata di mobilitazione promossa da Upi  per richiamare l’attenzione sulle conseguenze che i tagli imposti dalle manovre economiche alle Province provocano su cittadini e comunità.

“Compito delle istituzioni della Repubblica – ha detto il Presidente Variati alla Presidente Boldrini – è dare risposte adeguate alle giuste richieste dei cittadini, che si vedono privati, a causa dei tagli imposti dalle manovre economiche alle Province, di diritti fondamentali, come il diritto allo studio, alla mobilità, alla sicurezza.  Servizi cui noi non possiamo fare fronte perché ci sono state sottratte le risorse che servirebbero a garantirli.  Questo senso di frustrazione porta poi i cittadini a non avere più fiducia nelle istituzioni. Per questo siamo grati alle Presidente Boldrini per il suo determinante sostegno e ci auguriamo il suo appello sia colto dal Parlamento, che in questi giorni sta decidendo le misure da inserire nella cosiddetta manovrina. Come abbiamo condiviso con la stessa Presidente Boldrini, la nostra è una battaglia di civiltà”.

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