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Be@ctive, la scuola vicentina sbarca su internet

pubblicato il 16/10/2015
La Provincia lancia un nuovo modello di “scuola aperta”. Cinque istituti tester: Quadri di Vicenza, Masotto di Noventa Vicentina, Da Vinci di Arzignano, Tron di Schio e Da Ponte di Bassano del Grappa.

La scuola vicentina sbarca su internet con lezioni on line, approfondimenti, forum, app.

E' questo il risultato del progetto Be@ctive tecnologia a servizio della didattica, promosso dalla Provincia di Vicenza a cui hanno aderito cinque licei scientifici del territorio: il Quadri di Vicenza, il Masotto di Noventa Vicentina, il Da Vinci di Arzignano, il Tron di Schio e il Da Ponte di Bassano del Grappa. I protagonisti si sono confrontati questa mattina nella Sala Rossa della Provincia, dove si è tenuto l'incontro conclusivo del progetto.

Nel concreto, la Provincia ha messo a disposizione 60mila euro, 40mila dei quali provenienti dall'Agenzia Nazionale Giovani. Gli istituti li hanno utilizzati per acquisto di strumentazione informatica e soprattutto per corsi di formazione sull'uso di Moodle, piattaforma e-learning gratuita di supporto alla didattica.

Docenti e studenti hanno interpretato il progetto integrando la piattaforma con altre tecnologie e altri software, come il registro elettronico, le lim, google app, e dando vita ad una scuola aperta, come ha ben detto la referente provinciale del progetto Elisabetta Bolisani, “che non inizia e non finisce in classe, ma continua fuori con approfondimenti, chiarimenti, confronti tra studenti e insegnanti e con l'integrazione tra le materie e le conoscenze”.

Non hanno nascosto entusiasmo i docenti referenti degli istituti coinvolti, per un progetto che ha sfidato i ragazzi, nativi digitali, in un ambiente a loro famigliare: la tecnologia. “Abbiamo usato moodle come base per costruire assieme la conoscenza -ha spiegato Michele Ceron del Liceo Masotto- La piattaforma è nata infatti per organizzare corsi a distanza, e come prima cosa è stata utile per caricare lezioni on line, ma da lì siamo partiti per farla diventare una “classe aperta” dove approfondire le lezioni da casa, continuare le discussioni da riprendere il giorno dopo a scuola, supportare chi ha bisogno di chiarimenti ulteriori.”

Grazie anche a questo progetto, ha raccontato Eleonora Schiavo dirigente del Da Vinci, uno studente impossibilitato a recarsi a scuola ha potuto seguire le lezioni in parte da casa, in parte dall'ospedale ed è stato promosso con la media dell'otto.

“E' la scuola di tutti -ha sottolineato il consigliere provinciale delegato all'istruzione Maria Cristina Franco- la scuola che si mette a disposizione anche di chi ha difficoltà, di chi è assente o di chi ha bisogno di un ripasso in più. Ho sostenuto questo progetto come rappresentante delle istituzioni, ma ancor più come insegnante, convinta che sia un nostro dovere offrire a tutti i ragazzi le stesse opportunità, mettere tutti nelle stesse condizioni di apprendimento. La tecnologia è un supporto prezioso, ma lo è ancor più la volontà di docenti e studenti di mettere in comune le conoscenze.”

Ecco quindi la prossima sfida lanciata dalla Franco: non più e non solo interazione tra studenti e docenti di uno stesso istituto, ma tra istituti diversi, in una piattaforma ad accesso libero per tutti, perché la conoscenza sia ancor più patrimonio comune. Un obiettivo ambizioso, già accettato dai referenti di progetto (oltre al già citato Ceron per il Masotto, Rosamaria Colombara per il Da Vinci, Stefania Tonellotto per il Da Ponte, Bruno Loregian per il Quadri e Giorgio Pizzolato per il Tron) e che ha trovato terreno fertile nel buon numero di dirigenti scolastici e docenti presenti stamattina in Provincia, i quali uscendo hanno commentato “qui si fa la Buona Scuola”.

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