determina

                   PROVINCIA DI VICENZA
                  Contrà Gazzolle n. 1 – 36100 VICENZA C. Fisc. P. IVA 00496080243




                DETERMINAZIONE N° 178 DEL 02/03/2018

                          Servizio VIA VINCA


     OGGETTO: ESCLUSIONE PROCEDURA DI VIA ART. 19 D.LGS. 152/2006 E S.M.E I. -
     DITTA: FURGONI CAV. EUGENIO S.R.L
     PROGETTO: SVOLGIMENTO CAMPAGNA MOBILE DI IMPIANTO RECUPERO
     RIFIUTI NON PERICOLOSI PRESSO IL CANTIERE DI DEMOLIZIONE DI
     PROPRIETÀ IMMOBILIARE F.D.B. S.A.S.
     LOCALIZZAZIONE INTERVENTO: COMUNE DI CHIAMPO

                            IL DIRIGENTE
     Vista la documentazione presentata in data 6 dicembre 2017, prot. n. 82917, da parte della ditta
     FURGONI CAV. EUGENIO S.R.L. con sede legale in via Roma n.27 in comune di Crespadoro e
     sede operativa in via Pace n.104 in comune di Chiampo, relativa al progetto di un “ Svolgimento
     campagna mobile di impianto recupero rifiuti non pericolosi presso il cantiere di demolizione di
     proprietà Immobiliare F.D.B. S.A.S..” richiedendo, contestualmente, l’attivazione della procedura di
     verifica ai sensi dell’art.19 del D.Lgs. 152/2006 .;
     Dato atto che il progetto proposto rientra nella tipologia progettuale indicata al punto 7. progetti di
     infrastrutture, lettera z.b) “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità
     complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante operazioni di cui all'allegato C, lettere da R1 a R9,
     della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.” dell'allegato IV della parte seconda
     del D.Lgs. 152/2006 e s.m.e i.;
     Tenuto conto che la verifica per tali progetti rientra tra le competenze inpiduate in capo alla
     Provincia dalla Legge Regionale n. 4/2016, con riferimento alla tipologia degli interventi, come
     inpiduati negli allegati III e IV alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006;
     Dato atto che, ai sensi dell’art. 19 c.2 del D.Lgs 152/2006, è stata effettuata tempestiva
     pubblicazione sul sito provinciale dello studio preliminare ambientale e che ne è stata data
     informativa al pubblico sul sito web della Provincia in data 22-12-2017 , contestualmente alla
     comunicazione di avvio procedimento alle amministrazioni e agli enti interessati per le opportune
     valutazioni di competenza;
     Considerato che il citato art. 19 prevede che l'autorità competente, verificato che il progetto non
     abbia possibili effetti negativi e significativi sull'ambiente, dispone l'esclusione dalla procedura di
     valutazione ambientale e, se del caso, impartisce le necessarie prescrizioni, ovvero, se il progetto ha
     possibili impatti negativi e significativi sull'ambiente, applica le disposizioni del comma 9 del
     presente articolo;




copia informatica per consultazione
     Tenuto conto che non sono pervenute, ai sensi dell'art.19 c.4 del D.Lgs. n. 152/2006;
     Dato atto che il Comitato tecnico provinciale VIA, nella seduta del giorno 28-02-2018, ha disposto
     l'esclusione dalla procedura di valutazione ambientale con le prescrizioni contenute nel parere
     08/2018 allegato al presente provvedimento per costituirne parte integrante e sostanziale;
     Ritenuto di far proprie le citate prescrizioni/al fine di mitigare gli impatti ambientali e monitorare
     nel tempo la situazione aziendale;
     Dato atto che non è oggetto della presente procedura la verifica della conformità urbanistica/edilizia
     dell'intervento e tenuto conto che rimangono in capo alle autorità competenti il rilascio di eventuali
     pareri, nulla osta, autorizzazioni e assensi comunque denominati necessari per l'autorizzazione
     dell'intervento;
     Vista l’istruttoria del Comitato tecnico provinciale VIA conservata agli atti;
     Viste le norme di procedura di VIA di cui al D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.;
     Visto che il presente provvedimento viene emanato nel rispetto della tempistica prevista dal
     succitato D.Lgs. 152/2006 e dal Regolamento sui procedimenti amministrativi di competenza della
     Provincia di Vicenza (Deliberazione di Consiglio n. 37/2013) che è di giorni 80 ID PROC 45;
     Vista la Legge Regionale 4 del 18 febbraio 2016 “Disposizioni in materia di valutazione di impatto
     ambientale e di competenze in materia di autorizzazione integrata ambientale”;
     Visti gli artt. 151 comma 4 e 107 del D.Lgs. n. 267/2000;
     Richiamata la Deliberazione del Consiglio Provinciale n.25 del 17/07/2017 con la quale è stato
     approvato il Bilancio di Previsione 2017-2019;
     Visto che con Decreto Presidenziale n. 65 del 01/08/2017 è stato approvato il Piano Esecutivo di
     Gestione 2017/19;

                         DETERMINA

      1. che il progetto della ditta FURGONI CAV. EUGENIO S.R.L. con sede legale in via Roma
        n.27 in comune di Crespadoro e sede operativa in via Pace n.104 in comune di Chiampo,
        relativa al progetto di un “ Svolgimento campagna mobile di impianto recupero rifiuti non
        pericolosi presso il cantiere di demolizione di proprietà Immobiliare F.D.B. S.A.S..” è
        escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui al D.Lgs. n. 152/06 e
        alla L.R. 4/2016 e s.m.i. con le prescrizioni riportate nel parere 08/2018 allegato alla
        presente determinazione per costituirne parte integrante e sostanziale;

      2. che il Responsabile del procedimento provvederà alla pubblicazione del presente
        provvedimento sul sito di questa Provincia e, in modo sintetico, sul Bollettino Ufficiale della
        Regione Veneto;

      3. che il presente provvedimento verrà pubblicato ai sensi dell'art. 23 D.Lgs. 33/2013;

      4. di trasmettere il presente provvedimento alla ditta e consulente, al comune di Chiampo, ad
        ARPAV, all’ULSS n.8 ;
      5. Di attestare che il presente provvedimento non comporta spese, minori entrate, nè riflessi
        diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio della Provincia (ai
        sensi art 49 del TUEL come modificato dalla Legge 213/2012).

      6. di dare atto che al presente provvedimento sarà data esecuzione ad avvenuta pubblicazione
        all'albo pretorio on line.




copia informatica per consultazione
                              INFORMA
        Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso avanti al Tribunale Amministrativo
        Regionale per il Veneto, nel termine di 60 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione
        del presente atto, ovvero in alternativa ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni
        dalla data di ricevimento della comunicazione del presente atto.
        Rimangono in capo alle autorità competenti il rilascio di eventuali ulteriori pareri, nulla osta,
        autorizzazioni e assensi comunque denominati, necessari per l'attuazione dell'intervento.

     Vicenza, 02/03/2018



                                      Sottoscritta dal Dirigente
                                       (MACCHIA ANGELO)
                                        con firma digitale




     ---
     Responsabile del Procedimento: Andrea BALDISSERI




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                DETERMINAZIONE N° 178 DEL 02/03/2018


     OGGETTO: ESCLUSIONE PROCEDURA DI VIA ART. 19 D.LGS. 152/2006 E S.M.E I. -
     DITTA:   FURGONI     CAV.    EUGENIO       S.R.L
     PROGETTO: SVOLGIMENTO CAMPAGNA MOBILE DI IMPIANTO RECUPERO
     RIFIUTI NON PERICOLOSI PRESSO IL CANTIERE DI DEMOLIZIONE DI
     PROPRIETÀ     IMMOBILIARE     F.D.B.      S.A.S..
     LOCALIZZAZIONE INTERVENTO: COMUNE DI CHIAMPO




                   CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE


     Si certifica che copia della presente determinazione è pubblicata all'albo pretorio di questa
     Provincia per 15 giorni dal 05/03/2018.


     Vicenza, 05/03/2018




                                    Sottoscritto dall'addetto alla pubblicazione
                                           (POLO PAOLA)
                                          con firma digitale




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                FURGONI CAV. EUGENIO S.R.L.
                            PARERE N. 08/2018

     Oggetto: Svolgimento campagna mobile di impianto recupero rifiuti non pericolosi presso il cantiere di
     demolizione di proprietà Immobiliare F.D.B. S.A.S..
     PROPONENTE:            FURGONI CAV. EUGENIO srl
     SEDE LEGALE:           Via Roma, 27 – Crespadoro
     SEDE INTERVENTO:         Via Pace, 104 – Chiampo
     TIPOLOGIA ATTIVITÀ:        Campagna mobile di recupero di rifiuti non pericolosi.
     PROCEDIMENTO:           Verifica di assoggettabilità a VIA.
     MOTIVAZIONE V.I.A:        ALLEGATO IV alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. - 7. Progetti di
                      infrastrutture. z.b) Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non
                      pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante
                      operazioni di cui all'allegato C, lettere da R1 a R9, della parte quarta del
                      decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
     COMUNE INTERESSATO:        \\\
     DATA DOMANDA:           06 dicembre 2017
     DATA PUBBLICAZIONE:        22 dicembre 2017
     DATA INTEGRAZIONI:        25 gennaio 2018

     DOCUMENTAZIONE TECNICA ED ELABORATI GRAFICI PRESENTATI
      - STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE ai sensi degli artt. 12 - 19 D. Igs. 152/2006 e s.m.i.
      - RELAZIONE TECNICA
      - PLANIMETRIA D'INTERVENTO E LAYOUT IMPIANTO con sezioni e schemi di progetto
       autorizzato
      - PROGRAMMA DI CONTROLLO ai sensi dell'art. 26 comma 7 L R. 3/2000 e s.m.i.
      - VALUTAZIONE PREVISIONALE IMPATTO ACUSTICO
      - DICHIARAZIONE DI NON AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA
       AMBIENTALE
      - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA.

                                 PREMESSE
     La ditta proponente dispone di un impianto mobile autorizzato per la frantumazione ed il recupero dei rifiu-
     ti da demolizione, utilizzabile anche per la riduzione volumetrica delle rocce da scavo, autorizzato ai sensi
     dell’art. 208 comma 15 D. lgs. 152/06 e s.m.i.
     La ditta richiedente è stata incaricata di predisporre una campagna con impianto mobile di frantumazione al
     fine del recupero dei rifiuti inerti prodotti dalla demolizione di un vetusto fabbricato ad uso produttivo –re-
     sidenziale (ex Conceria Dalle Barbe srl e abitazioni annesse) di proprietà dell’Immobiliare F.D.B. sas,
     L’area di interesse si pone tra Via Pace n.104 e il fiume Chiampo a sud.
     La pratica ha ottenuto parere idraulico positivo dal Genio Civile di Vicenza, per quanto riguarda la riduzio-
     ne in altezza dei muri dell’edificio sul lato dell’argine del T. Chiampo fino ad un’altezza dal piede di circa 2,0
     metri, e il progetto di un riempimento a sostegno del muro residuo, in attesa di un suo futuro rifacimento,
     con formazione di rilevato con pista sommitale di ampiezza 4,0 m, ai fini dell’accessibilità di mezzi di manu-
     tenzione all’alveo fluviale. Tale riempimento è stato previsto con materiali inerti frantumati provenienti dal
     trattamento in sito dei materiali della demolizione degli edifici stessi.
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     La presente campagna di recupero in situ di rifiuti di demolizione si svolge presso il sito di proprietà
     dell’Immobiliare F.D.B. sas. La superficie dell’area è di circa 1.500 metri quadri.
     Attualmente sia i fabbricati della F.D.B. Sas che i fabbricati produttivi direttamente in appoggio sia a nord
     ovest che a sud est (di altra proprietà, Immobiliare L.O.D. srl) sono stati demoliti, a meno di un edificio resi-
     denziale non soggetto ad Ordinanza sindacale né ad autorizzazione idraulica, di altra proprietà.
     Parte dei cumuli esistenti e di quelli di progetto sono posti su aree date in disponibilità all’Impresa Furgoni
     srl da parte della proprietà confinante, Immobiliare L.O.D. srl.

                              UBICAZIONE
     L’intervento in progetto si realizza nel sito di Via della Pace n. 104, in Comune di Chiampo e l’area di cantie -
     re si situa nel fondovalle del T. Chiampo, tra 156 e 158 m s.l.m. alla sinistra idrografica del T. Chiampo in
     adiacenza all’alveo attivo.
     L’area in oggetto confina a nordovest con altra proprietà (ex Scamosceria LOMAR srl e altra conceria, ora Im -
     mobiliare L.O.D. srl), a nord est con Via Pace e con il parcheggio a servizio del campo di calcio comunale, a
     sud est con altra proprietà (ex Conceria ora dell’Immobiliare L.O.D. srl) e a sud ovest con il fiume. Il quartie-
     re era la vecchia zona industriale all’ingresso di Chiampo che per la sua ubicazione, allungata in direzione
     nordovest-sudest tra la viabilità principale di fondovalle (Strada Provinciale n. 31 “Valdichiampo”, in prece-
     denza S.P. n. 43) e l’alveo del T. Chiampo, non è mai stata modificata, fino all’abbandono e dismissione attua-
     le.
     A nord di quest’area nel fondovalle si sono sviluppati nuovi insediamenti residenziali e commerciali, oltre al
     nuovo complesso sportivo comunale con campo di calcio e servizi annessi, mentre a sud ovest verso le pen-
     dici collinari si ha l’area cimiteriale di Chiampo, il Santuario della Grotta di Lourdes e l’area conventuale dei
     frati francescani, circondata da aree verdi e di posteggio.
     L’edificio ex Conceria Dalla Barba, di proprietà dell’Immobiliare F.D.B. sas di Dalla Barba Renato & C., ha in
     pianta una forma circa a “F” con un cortile avente accesso da Via Pace, n.104, dove si affacciano anche n. 2
     edifici ad uso uffici/residenziale (di proprietà del sig. Dalla Barba Renato e del sig. Dalla Barba Stefano).




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                              Ortofoto del sito

                QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO

     STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE REGIONALE, PROVINCIALE E COMUNALE
     Gli strumenti di pianificazione presi in considerazione dallo studio riguardano:
     • Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (P.T.R.C.) della Regione Veneto;
     • Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) della Provincia di Vicenza;
     • Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) del Comune di Chiampo;
     • Piano degli Interventi (P.I.) del Comune di Chiampo;
     • Piano Regionale di Tutela delle Acque;
     • Piano Regionale di gestione dei Rifiuti urbani e Speciali;
     • Rete Natura 2000.
     I riferimenti programmatici sopra indicati rappresentano un quadro generale sufficientemente descritto, per
     il quale si ritengono comunque necessari taluni approfondimenti, necessari a definire una corretta gestione
     delle acque meteoriche di dilavamento:
     - non è stata analizzata la Tav. 36 del PTA relativa alle “Zone Omogenee di protezione dall’inquinamento”.
     In detta Tavola l’area interessata dall’intervento è all’interno delle zone omogenee di protezione – zona della
     ricarica; occorre, inoltre, che sia stabilita la congruità del progetto con quanto indicato nelle NTA in tema di
     salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee, nonché, a livello autorizzativo, il rapporto tra l’intervento
     proposto con il “Vincolo Paesaggistico-corsi d’acqua ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs 42/2004” le “Fasce di
     rispetto Regio decreto 25 luglio 1904, n. 523”.
     Tali aspetti dovranno essere poi trasposti all’interno del Quadro progettuale e del Quadro Ambientale -
     Ambiente idrico. Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto.


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                            VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

                  QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
     DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
     Il recupero del materiale di demolizione dei fabbricati è lo scopo per cui si richiede autorizzazione alla
     campagna di recupero. La lavorazione ed il recupero in cantiere dei materiali da demolizione in sito è stata
     valutata positivamente per i seguenti obiettivi:
     · si favorisce la possibilità del recupero in situ del materiale riciclato per le opere idrauliche in progetto;
     · si limita l’attività di trasporto dei rifiuti in impianti esterni, con gli impatti connessi.
     I rifiuti da demolizione recuperati saranno per la maggior parte impiegati nel medesimo cantiere per il
     livellamento dell’area e per creare un riempimento a sostegno del muro spondale del Torrente Chiampo in
     precarie condizioni di stabilità, come richiesto dal Genio Civile di Vicenza di cui all’Autorizzazione idraulica
     prot. 253158 del 29/06/16 (vedasi Allegato 6).
     Il rimanente materiale riciclato sarà messo a disposizione della ditta proprietaria e verrà utilizzato per la
     realizzazione delle sottofondazioni di un parcheggio in Via Torino a Chiampo in area censita al catasto al
     foglio 6 mappali 515-621 di proprietà dell’ Immobiliare F.D.B. S.a.s. che dista meno di 1 km dal sito.
     La campagna di trattamento dei rifiuti di demolizione avrà inizio appena ottenuto il favorevole giudizio di
     compatibilità ambientale del progetto.

     Si riporta un estratto del
     progetto di demolizione con
     inpiduazione      delle
     proprietà e tipologie di
     edifici presenti prima della
     demolizione        degli
     stessi.Attualmente sia i
     fabbricati della F.D.B. Sas
     che i fabbricati produttivi
     direttamente in appoggio sia a nord ovest che a sud est (di altra proprietà, Immobiliare L.O.D. srl) sono stati
     demoliti, a meno di un edificio residenziale non soggetto ad Ordinanza sindacale né ad autorizzazione
     idraulica, di altra proprietà.
     La superficie dell’area F.D.B. Sas è di circa 1.500 metri quadri.
     Data la limitata estensione dell’intervento in esame, sia in termini spaziali che temporali (con due settimane
     di lavorazione previste nelle condizioni atmosferiche idonee), e delle modalità operative che la ditta adotterà
     nello svolgimento della campagna mobile (riportate nei prossimi capitoli) si ritiene l’intervento compatibile
     con le prescrizioni della pianificazione di settore.
     I rifiuti che si intendono sottoporre a procedura di recupero sono materiali inerti provenienti dalla
     demolizione di n° 3 fabbricati, di cui n.1 ad uso produttivo e n.2 ad uso residenziale in Via Pace 104, già
     eseguita. Si trattava di immobili costruiti nel decennio 1950-1960 con tipologie edilizie standard date da
     colonne e travi di cemento armato, con tamponamenti di blocco di cemento e mattonelle, impalcati e solette
     di latero-cemento e copertura con struttura portante in travi reticolari di ferro. La copertura esterna parte in
     eternit e parte in laterizio è già stata oggetto di bonifica e smaltimento nel 2015.


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                                                   La demolizione ha
                                                   interessato  solo le
                                                   strutture fuori terra,
                                                   mantenendo invariate
                                                   le    pavimentazioni
                                                   preesistenti. I materiali
                                                   frantumati sono stati
                                                   raccolti sul sito, in
                                                   quanto è pavimentato e
                                                   dotato di rete di raccolta
                                                   delle acque di dilavamento
                                                   (in passato delle acque di
                                                   processo) e allaccio alla
                                                   fognatura    industriale
                                                   esistente entro l’area, in
                                                   gestione ad Acque del
     Chiampo SpA.


     DESCRIZIONE DEL CICLO DI LAVORAZIONE
     La campagna di recupero rifiuti da demolizione avverrà mediante l’utilizzo del frantoio mobile modello
     FUEGO F100C matricola 06016 prodotto dalla ditta GASPARIN OMG di Trevignano (TV),, autorizzato con
     Deliberazione della Giunta Regione Veneto n°662 del 20/03/2007 e successivo rinnovo autorizzazione
     all’esercizio provvedimento n° 43 del 20/03/2012 della Provincia di Vicenza e rinnovo autorizzazione
     all’esercizio provvedimento n° 212 del 14/12/2016 della Provincia di Vicenza, per trattare e quindi recuperare
     i seguenti codici CER:




     La modalità di recupero autorizzata è R5, per il riciclaggio/recupero di sostanze inorganiche, costituita dalla
     pulizia risultante in un recupero del suolo e dal riciclaggio dei materiali da costruzione inorganici.
     L’impianto FUEGO F100C preposto all’intervento è un frantoio mobile su cingoli adatto per la
     frantumazione di perse tipologie di materiali dalle rocce da cava fino ad arrivare ai rifiuti da demolizioni
     edili, avente una potenzialità nominale pari a 220 t/h. L’alimentazione del frantoio può essere garantita
     mediante carico con scavatrice o pala caricatrice. Nel primo caso, il carico può essere effettuato lateralmente
     o posteriormente e l’operatore della scavatrice deve avere la visuale libera fino alla sommità
     dell’alimentatore, mentre nel secondo caso il carico può essere effettuato lateralmente o posteriormente con
     pala avente una larghezza massima di 2000 mm.


                                                            Pag. 5 di 14


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     La   pezzatura   massima    del
     materiale da frantumare in
     ingresso del frantoio deve essere
     di 400-500 mm e una pezzatura
     minima di 30 mm per il
     riciclaggio di cemento e mattoni,
     di 35 mm per roccia calcarea e/o
     arenaria e di 50 mm per roccia
     dura    tipo   basalto    e/o
     granito.Prima di iniziare le
     operazioni di macinazione e di
     immettere il materiale grezzo nel
     frantoio, si rimuovono da esso gli
     oggetti metallici già asportabili
     (tondini    sporgenti,    etc.).
     L’ulteriore   separazione   degli
     oggetti metallici di dimensioni
     ridotte    viene    effettuato
     direttamente    dal   separatore
     magnetico a nastro installato sul
     macchinario.     Durante     il
     funzionamento della macchina
     viene attivato anche l’impianto di
     nebulizzazione dell’acqua atto
     all’idratazione del materiale prima del trattamento (frantumazione) per il contenimento/abbattimento delle
     polveri in fase di carico, scarico e lavorazione del materiale.

     La quantità prevista di rifiuto da recuperare, da un calcolo eseguito relativamente al dimensionamento delle
                                         opere in elevazione in c.a., calcolando
                                         il  vuoto  per   pieno,  corretto
                                         successivamente sulla base dei cumuli
                                         di detrito effettivi, viene stimato in
                                         circa 1.700 m3, che tenuto conto di un
                                         fattore di conversione di 1,5 ton/m3
                                         corrispondono   a  circa  2.550,00
                                         tonnellate.Dalla verifica preliminare
                                         del materiale per la campagna oggetto
                                         del presente studio, si valutano
     sommariamente i seguenti quantitativi di rifiuto.
     Tali quantità sono chiaramente indicative e potranno variare nel corso della campagna esecutrice anche in
     base alla capacità di selezionare meccanicamente le tipologie di materiali (pezzi di plinti/travi piuttosto che
     resti di muratura in laterizio). Gli edifici produttivi sono stati oggetto di analisi preliminari di
     caratterizzazione da parte del laboratorio specializzato ECAM RICERT srl di Monte di Malo (VI) nel 2015,
     mediante prelievo di un campione medio delle murature (campione B1 PARETE) e delle pavimentazioni
     (campioneB2 PAVIMENTO) presenti. I campioni, prelevati dai tecnici del laboratorio in data 02/03/2015,


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     sono stati classificati come RIFIUTO SPECIALE NON PERICOLOSO, CER 170904. Sono state
     successivamente demolite solo le strutture fuori terra (pareti, tramezzi, murette).
     I materiali di demolizione oggetto della campagna di recupero con impianto mobile del proponente saranno
     comunque sottoposti a nuove analisi, come da Programma di Controllo allegato.
     Tutti i rifiuti inerti di demolizione dell’area in Via Pace 104 verranno convertiti in un riciclato idoneo
     all’utilizzo come rilevato nell’ambito del progetto autorizzato di “Riempimento a sostegno del muro
     attualmente in precarie condizioni in attesa di un rifacimento futuro”; tale riciclato secondo il progetto deve
     avere “granulometria pari o inferiore a 10÷15 cm di diametro.
     Dall’attività di trattamento, frantumazione e selezione dei rifiuti inerti di demolizione, potranno prodursi le
     seguenti tipologie di rifiuti speciali che saranno avviate a recupero/smaltimento in impianti autorizzati.
     I rifiuti saranno stoccati separatamente in base al CER di identificazione, all’interno di cassoni
     opportunamente identificati posti nell’area, secondo l’elaborato di Layout allegato (Elaborato n.3), oppure a
     cumulo sul piazzale pavimentato (ad esempio nel caso del CER 170201), con carico diretto sul mezzo di
     trasporto. Il loro avvio a recupero/smaltimento avverrà a riempimento del relativo cassone, e al termine della
     campagna di recupero dei rifiuti di demolizione.
     I prodotti ottenuti dall’attività di recupero dei rifiuti di demolizioni non rispondenti ai requisiti come
     materia prima secondaria (si veda paragrafo seguente). saranno anch’essi gestiti come rifiuti, e condotti a
     centri autorizzati per il loro definitivo recupero/smaltimento, con il codice CER 191212.
     Materie prime secondarie
     L’impianto mobile di proprietà garantisce l’ottenimento di Materia Prima Secondaria con caratteristiche
     conformi all’allegato C della Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 15 Luglio
     2005, n. UL/2005/5205, costituite da Aggregato riciclato conforme alle caratteristiche prestazionali tecniche
     degli aggregati riciclati descritti nella Circolare suddetta.
     Le verifiche di compatibilità ambientale sono effettuate mediante esecuzione del test di cessione previsto in
     allegato 3 del D.M. 05/02/1998, come modificato con D.M. 186/2006 e verifica del rispetto dei limiti.
     Operativamente il materiale frantumato delle dimensioni idonee al progetto di riutilizzo nel “Riempimento
     a sostegno del muro attualmente in precarie condizioni in attesa di un rifacimento futuro” (Arch. Forti,
     28.04.2016) sarà depositato nei pressi dell’impianto sulla pavimentazione esistente, che possiede una rete di
     caditoie e canalette di raccolta e invio alla fognatura industriale, presente in sito, in attesa della
     caratterizzazione chimico fisica di verifica.
     I cumuli del materiale trattato da analizzare saranno segnalati da adeguata cartellonistica e ad ottenimento
     della verifica di accettabilità degli aggregati riciclati secondo l’Allegato C alla Circolare ministeriale n. 5205
     del 2005 i materiali verranno prelevati e andranno a costituire il riempimento di sostegno dietro il muro di
     sponda del T. Chiampo, come da Autorizzazione
     idraulica prot. 253158 del 29/06/16 del Genio Civile di Vicenza e il livellamento dell’area.
     I volumi previsti di riutilizzo sono:
     · riutilizzo per rilevato = 450 mc pari a 675 ton;
     · riutilizzo per livellamento (spessore circa 50 cm) = 700 mc pari a 1050 ton.
     Le eccedenze, di 550 mc pari a 825 ton, rimarranno a disposizione della proprietà Immobiliare F.D.B. Sas, che
     ne prevede il riutilizzo per la realizzazione di un parcheggio in Via Torino a Chiampo (VI).
     Modalità di esercizio
     Il recupero dei rifiuti da demolizione per la produzione di materia prima secondaria attraverso l’impianto
     mobile di proprietà prevede le seguenti fasi:
     1) Macinazione;
     2) Vagliatura;
     3) Selezione granulometrica;
     4) Separazione della frazione metallica e delle altre frazioni indesiderate
     Di seguito si riporta lo schema a blocchi del ciclo di recupero:
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     Al termine dell’analisi sopra riportata si ritiene necessario richiedere le seguenti integrazioni:
     1. verifica della destinazione dello scarico della rete acque meteoriche presente nei piazzali, corredata da
     planimetria della rete acque meteoriche;
     2. preciso riferimento dei punti dell’all. 1 sub. 1 del DM 05/02/1998 cui fanno riferimento le MPS che la ditta
     dichiara di produrre in quanto nella relazione tecnica viene indicata solamente la produzione di MPS
     conformi all’all. C della Circolare del Ministro dell’Ambiente e del Territorio del 15/07/2005 n. UL/2005/5205.
     3. documentazione attestante il tipo di demolizione effettuata (selettiva – non selettiva);
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     4. quantità massima di rifiuti giornaliera sottoposta a trattamento;
     5. rivedere la codifica dei rifiuti prodotti dall’attività in quanto l’identificazione con i c.e.r. 17.xx.xx non è
     corretta. I rifiuti prodotti nella campagna mobile devono essere codificati con i codici C.E.R. 19.12.xx in
     quanto rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti non specificati altrimenti. Qualora non sia
     possibile inpiduare un codice C.E.R. ricompreso all’interno delle voci 19.12.xx, potrà essere attribuito un
     codice C.E.R. perso, ritenuto più appropriato per identificare il rifiuto;
     6. la zona destinata al deposito MPS in attesa analisi può ospitare 1500 ton ed il crono-programma riporta la
     presenza di due cumuli di MPS, necessari al fine di permettere il deposito temporaneo, prima degli impieghi
     previsti, in attesa dei risultati delle analisi. Risulta necessario un approfondimento dedicato alle modalità di
     stoccaggio provvisorio dei materiali trattati in attesa di esito analitico. In particolare sarà da dimostrare che i
     volumi dedicati permettono: l'impiego dei materiali solo post-analisi e l'applicazione di modalità di
     campionamento che garantiscano circa la rappresentatività campionaria, cosa non semplice per i cumuli in
     crescita. Le integrazioni fornite hanno soddisfatto quanto richiesto

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.
                                111
                  QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE
     COMPONENTI AMBIENTALI ANALIZZATE NELLO STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
     CARATTERIZZAZIONE DELL'ARIA E DEL CLIMA
     La componente atmosfera e la qualità dell’aria non subiranno interferenze dall’attuazione del trattamento in
     progetto, che si svolgerà nell’arco di soli tre giorni. Le emissioni di natura polverulenta prodotte dal tratta -
     mento (frantumazione, vagliatura e selezione) si possono assumere trascurabili in quanto è previsto l’utilizzo
     di un impianto di nebulizzazione dei materiali da trattare. Le emissioni prodotte dai motori a scoppio dei
     macchinari in uso del cantiere saranno contenute, trattandosi di mezzi soggetti a revisione e controllo perio -
     dico dei gas prodotti, con utilizzo solo all’interno del cantiere, e in prossimità ad una viabilità (Via Pace, S.P.
     n. 31 Valdichiampo) ad alta presenza di traffico di mezzi pesanti.

                            VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

     CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE IDRICO
     Le lavorazioni in progetto non interesseranno in alcun modo la qualità delle acque superficiali presenti, in
     quanto le condotte di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento dell’area di cantiere, completamente
     pavimentata perché le demolizioni hanno riguardato solo le strutture fuori terra, afferiscono alla fognatura
     industriale presente nell’area (gestore Acque del Chiampo SpA) e non sono previsti effluenti o reflui verso
     l’esterno dell’area. Al termine del cantiere tutti i rifiuti saranno allontanati in idonei impianti e solo i
     materiali che verranno caratterizzati come materia prima secondaria resteranno in sito.
     Inoltre il consumo di acqua per l’impianto di nebulizzazione avverrà tramite punti di approvvigionamento
     dell’acquedotto presenti in sito.
     Le integrazioni richieste nel Quadro Progettuale, con riferimento alla gestione delle acque meteoriche, saran-
     no considerate anche ai fini del presente paragrafo.

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.
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     CARATTERIZZAZIONE DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO
     L’area di studio si inserisce nel quadro di un complesso vallivo pianeggiante di origine fluviale (sistema del
     torrente Chiampo) che costituisce la superficie di un materasso alluvionale di età olocenica colmante il fondo
     della vallata. Più precisamente l’area in oggetto è situata all’estremità sud del territorio comunale di Chiam-
     po, in sinistra idrografica del Torrente omonimo.
     Il livello della falda freatica, la cui direttrice di scorrimento segue l'andamento della valle, presso il sito in
     esame si attesta tra i 5 e i 10 m da p.c.
     L’area dove verrà impiegato l’impianto mobile di Furgoni srl è una ex area edificata, con ex edifici produttivi
     e residenziali ora demoliti, completamente pavimentata e recintata.
     Il sito si può quindi definire “impermeabilizzato” e isolato dalle alluvioni del T. Chiampo del suolo/sotto -
     suolo sottostante.
     Nel sito è inoltre presente una serie di caditoie e rete di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento con
     scarico in fognatura industriale.
     L’utilizzo dell’impianto e la presenza di rifiuti di demolizione già caratterizzati, aventi un eluato che rispetta
     i limiti normativi (All. 3 D.M. 05/02/1998 e s.m.i), non costituisce in alcun modo un elemento di perturbazio -
     ne o inquinamento delle acque sotterranee presenti al di sotto del sito in esame.
     L’impianto non interferisce con le acque sotterranee, sia per la qualità che per i quantitativi della falda, in
     quanto, come sopra accennato, non sono previsti prelievi o dispersioni (essendo presente una pavimentazio -
     ne su tutta l’area, servita di canalette e rete di raccolta e invio in fognatura delle acque di dilavamento).
     Anche se il sito è posto a distanza inferiore a 200 metri da pozzi a servizio di pubblico acquedotto questi
     sono posti a monte in senso idrogeologico, quindi le lavorazioni previste sia per tipologia di rifiuti trattati
     (inerti che non producono percolati) sia per la durata temporale ristretta non possono interferire con i prelie-
     vi ad uso umano (Inoltre l’opera di presa più vicina, in Via Pieve Bassa, ha un cono di richiamo dei pompag-
     gi che non arriva a superare l’alveo drenante del T. Chiampo).
     In buona sostanza, considerato che:
     1. i rifiuti prodotti dalla demolizione delle strutture fuori terra sono stati oggetto di preventiva caratterizza -
     zione, che li ha valutati come rifiuti non pericolosi, e che ha mostrato un eluato conforme all’Allegato 3 del
     D.M. 186/2006 di modifica del D.M. 05/02/1998;
     2. i rifiuti oggetto di recupero sono rifiuti inerti e non producono percolato;
     3. tutta l’area è fornita di pavimentazione, parte in cemento e parte in asfalto, quindi si può considerare im-
     permeabilizzata;
     4. l’area è parimenti fornita di caditoie e pozzi di raccolta delle acque di dilavamento, che erano al servizio
     delle attività produttive dimesse dell’area (ex Conceria Dalla Barba), e che sono tutt’ora collegati alla rete di
     fognatura industriale esistente;
     5. non si ha utilizzo della risorsa acque sotterranee nel corso dei lavori giacchè nel cantiere in oggetto è pre -
     visto l’utilizzo di acqua dalla presa dell’acquedotto pubblico presente in sito per alimentare l’impianto di ab-
     battimento delle polveri prodotte (costituito da idroeiettori posizionati sulla tramoggia, sul nastro trasporta-
     tore principale e allo scarico; Le quantità utilizzate non sono elevate considerata la durata limitata dell’attivi-
     tà prevista per un massimo di tre giorni per 5/6 ore al giorno);
     6.non si considera come consumo di suolo l’esecuzione della campagna con impianto mobile, dato che la in -
     stallazione è prevista in un’area già occupata prima da vecchi stabilimenti industriali, ed ora dai prodotti del-
     la demolizione selettiva degli stessi; inoltre l’esecuzione della campagna mobile sarà il primo passo per una
     riqualificazione urbanistica dell’area in esame ormai in degrado,
     Il Proponente afferma che impiegando un impianto mobile di recupero di inerti su area siffatta vengono ap-
     plicate le indicazioni e prescrizioni del Piano di Tutela delle Acque e della altre disposizioni normative vi -
     genti, non risultando quindi, per le matrici suolo e sottosuolo di competenza, elementi di incompatibilità tra
     l’attività di progetto e la situazione del sito.

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     Rilevato che nel Piano di controllo della iniziativa non si fa cenno alcuno ad analisi chimiche per la verifica
     di qualità del sedime finale dei lavori ai sensi del D. Lgs. 152/06, atteso che parte del lotto è stato per anni
     sede di un insediamento produttivo di conceria, si ritiene di valutare, in concerto con ARPAV, la possibilità
     di far integrare il protocollo delle verifiche ambientali finali con una serie di campionamenti del suolo/sotto -
     suolo con annessa determinazione di un set analitico adeguato alla fattispecie, nonché, stante la presenza di
     un pozzo di emungimento utilizzato durante la ex attività produttiva del sito, risultano importanti le infor -
     mazioni sulla effettuata chiusura geologica del pozzo al fine di escludere la possibilità di veicolazione verso
     le acque profonde di contaminazione, tanto più data la prossimità con pozzo approvvigionamento.

                                VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

     CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO ACUSTICO
     Dai dati macchina dell’impianto e di gestione dell’impianto il tecnico specializzato ha effettuato la
     valutazione previsionale acustica delle lavorazioni in progetto, senza considerare la presenza dei cumuli di
     rifiuti e MPS a scopo cautelativo.
     Il “clima acustico” attuale dell’area interessata dall’intervento è stato misurato in data 10/11/2017 (in
     continuo) e 16/11/2017 (presso i principali ricettori sensibili) con monitoraggi di tipo spot, comunque per un
     periodo di tempo sufficiente a caratterizzare il clima acustico dell’area oggetto di indagine .
     Dalla estrazione dei dati rilevati e dal loro trattamento si rileva come il traffico veicolare, in particolare il
     traffico di mezzi pesanti, lungo la viabilità provinciale sia un notevole fattore di inquinamento acustico. In
     particolare dalle misurazioni puntuali effettuate presso i ricettori sensibili si evince che il rumore residuo,
     epurato dal contributo del traffico veicolare, rientra nei limiti di zona previsti dal piano di Classificazione
     Acustica comunale, mentre è sempre superato il limite di immissione diurno se si considera il LAeq rilevato
     in dB(A) (Livello di rumore globale su TM).
     Dall’allegata relazione tecnica dell’Ing. Mazzucato (Elaborato n.5) si riscontra che presso i ricettori
     considerati, si avrà il superamento dei limiti assoluti di immissione, emissione e differenziale previsti nel
     periodo diurno.
     Pertanto essendo le lavorazioni in progetto di tipo temporaneo, e previsto che la posizione e l’altezza dei
     cumuli di progetto sia finalizzata in parte, anche alla mitigazione visiva ed acustica del cantiere, è opportuno
     da parte della ditta committente, fare specifica richiesta di deroga al Comune di Chiampo, per superamento
     dei limiti di zona. Si indichi, nel caso, nella domanda di deroga ai limiti di norma, i tempi, gli orari
     giornalieri e le modalità di lavoro, le macchine e attrezzature utilizzate nell’attività e eventuali dispositivi di
     mitigazione atti a ridurre le emissioni sonore prodotte dalle lavorazioni.

                                VALUTAZIONE
     Si ravvisano aspetti di criticità e quindi si passa a proporre le prescrizioni/raccomandazioni che si ritengono utili o ne-
     cessari per una corretta gestione della problematica emersa.

     CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO DA AGENTI FISICI
     Il presente aspetto non risulta trattato e/o esaminato.

                                VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.



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     CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO PAESAGGISTICO
     La zona in cui si inserisce l’intervento non è caratterizzata dalla presenza di qualità sceniche e panoramiche
     di rilievo. Gli elementi del territorio che qualificano dal punto visivo il contesto in esame sono la copertura
     forestale che riveste i versanti della fascia collinare e le aree boscate conservatesi nell’ambito pedecollinare.
     Si riscontrano superfici prative in buona parte incolte ed invase dalla vegetazione spontanea.
     Altro elemento da rilevare, sono le componenti storico-culturali del territorio rurale inpiduabili nei caratte-
     ristici nuclei rurali (contrade), nei muri a secco che delimitano le superfici coltivate nella zona collinare, nei
     capitelli e nelle chiesette.
     Si evidenzia che gli interventi in progetto sono finalizzati all’ultimazione dell’intervento di demolizione di
     una vecchia zona industriale attualmente in uno stato di evidente degrado. Al completamento dei lavori si
     avrà pertanto un sostanziale miglioramento della qualità visiva, soprattutto da chi usufruisce del parcheggio
     del Santuario della grotta di Lourdes.

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

     CARATTERIZZAZIONE DELL’IMPATTO VIABILISTICO
     Per quanto riguarda il sistema viario si riscontra la presenza di un’arteria ad alto traffico veicolare, la Strada
     provinciale n.31 Valdichiampo, che costituisce il raccordo tra alta e bassa valle del Chiampo per tutti i
     trasporti. L’ingresso al cantiere è posto in prospicienza alla S.P. n.31.
     Per quanto riguarda il traffico ingente si può affermare che tale aspetto non subirà aggravi a causa
     dell’attività di campagna di trattamento inerti con impianto mobile, in quanto grazie al trattamento e
     recupero in posto del materiale di demolizione selettiva già presente, verrà contenuto l’incremento del
     traffico pesante, evitando i carichi del rifiuto diretto ad impianto esterno di trattamento e recupero.
     Saranno oggetti di trasporto solo i modesti quantitativi di rifiuti ferrosi, plastici, ecc prodotti dall’attività.
     L’eccedenza di MPS di circa 550 mc rimarrà a disposizione della proprietà immobiliare F.D.B. Sas presso il
     cantiere, in attesa delle autorizzazioni del cantiere di riutilizzo, presso Via Torino in Comune di Chiampo.
     Per quanto riguarda l’accesso all’area dalla S.P. 31 particolare cura verrà posta da parte dell’impresa nel
     segnalare la presenza dell’ingresso cantiere, e nelle fasi di trasporto dell’impianto mobile in cantiere. Allo
     scopo verranno scelte le fasce orarie diurne a minore transito.

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

     CARATTERIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI, FLORA, FAUNA
     L’assetto produttivo collinare della valle del Chiampo è agro forestale, in cui prevalgono le superfici boscate
     frammiste a quelle a seminativo e prato stabile. Si riscontra la presenza di formazioni forestali eterogenee
     con presenza di castagno, roverella e carpino, con l’ingresso della robinia in seguito al sistema perturbato che
     si è venuto a creare. L’ambiente fluviale adiacente all’area di indagine è caratterizzato dalla presenza di
     piccole e limitate formazioni ripariali formate da ontano nero (Alnus glutinosa), pioppo bianco (Populus
     alba), il pioppo nero (Populus nigra), il salice bianco (Salix alba) e l'ontano bianco (Alnus incana).
     Data la natura della campagna con impianto mobile in oggetto, in un’area completamente edificata, oggetto
     di demolizione, e che verrà condotta per un limitato numero di giorni, circa 12 giorni lavorativi, senza
     interferire con l’argine attuale fluviale si ritiene che le componenti vegetazionali e la flora non avranno
     elementi di disturbo.
     Un grosso fattore limitante per la fauna è costituito dalla pressione antropica del fondovalle, dove il
     paesaggio agrario è stato fortemente compromesso da insediamenti industriali a forte impatto ambientale. Si
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     sono inoltre ridotti fortemente i corridoi ecologici rappresentati da siepi ripariali e frangivento. La fauna è
     quindi presente in esemplari numericamente importanti solo nella fascia collinare e submontana del
     Comune di Chiampo.
     Data la natura della campagna con impianto mobile in oggetto, in un’area completamente edificata, oggetto
     di demolizione, e che verrà condotta per un limitato numero di giorni, circa 12 giorni lavorativi, senza
     interferire con l’alveo fluviale naturale si ritiene che le componenti biotiche e la fauna non avranno elementi
     di disturbo.
     La campagna con impianto mobile in oggetto della presente relazione verrà a posizionarsi sopra un’area
     produttiva edificata già esistente, e di recente demolita, esterna ad elementi compresi nella rete ecologica del
     Comune di Chiampo (si rimanda agli elaborati di pianificazione territoriale ed urbanistica già indicati in
     Capitolo 3). La posizione dell’impianto è inoltre a significativa distanza dalle aree ritenute di interesse
     naturalistico all’interno del Comune di Chiampo, come riportato nel portale cartografico della Regione
     Veneto; inoltre l’area non ricade all’interno di aree SIC e/o ZPS appartenenti alla rete Natura 2000.

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.

     CARATTERIZZAZIONE DEGLI IMPATTI SULLA SALUTE DEI LAVORATORI E DELLE PERSONE
     La probabilità che si verifichino incidenti legati all’installazione ed esercizio dell’impianto mobile in esame
     sono caratterizzati da bassissima probabilità in quanto lo stesso, conforme CE, opererà in area recintata e
     pavimentata. Guasti fortuiti dei macchinari sono facilmente gestibili mediante interventi manutentivi da
     effettuarsi regolarmente, i macchinari utilizzati dovranno rispettare le prescrizioni del D.P.R. 459/1996 per le
     macchine in possesso della marcatura CE.
     Per quanto riguarda altri potenziali impatti (acustico e polveri), si rimansda alle considerazioni riportate nei
     paragrafi precedenti.

                              VALUTAZIONE
     Non si ravvisano particolari elementi che evidenzino impatti aggiuntivi e significatici sull'ambiente determinati
     dall’intervento.


                   VALUTAZIONE FINALE D’IMPATTO
                              CONCLUSIONI
     Il progetto in esame non si pone in contrasto ovvero in condizioni di interferenze rispetto ad altri piani,
     progetti o interventi in zone limitrofe, né questi ultimi possono interagire con l’intervento oggetto del parere.
     Non si ravvedono condizioni di contrasto ovvero ostative circa i vincoli territoriali vigenti.
     Il grado di approfondimento documentale, anche dopo l’invio delle specifiche integrazioni richieste, la
     tipologia degli elaborati e l’accuratezza degli elementi ivi riportati possono essere considerati adeguati alle
     finalità che il proponente intende conseguire.
     Non si ritiene di richiedere ulteriori integrazioni, approfondimenti o chiarimenti di sorta.
     Non sussistono osservazioni contrarie alla realizzazione del progetto.
     La considerazione degli impatti, riferibili alle specifiche attività oggetto dell’istanza, porta a ritenere come il
     progetto non comporta pressioni o effetti significativi per l’ambiente.
     Parimenti il progetto non determina alcun impatto aggiuntivo significativo rispetto all’esercizio delle altre
     attività in atto, necessitando tuttavia di alcune specifiche prescrizioni al fine di consentire un adeguato


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                  PROVINCIA DI VICENZA
                        AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO
                         SETTORE AMBIENTE - SERVIZIO VIA
                             Partita IVA e Codice Fiscale: 00496080243
                  Domicilio fiscale e Uffici: Palazzo Godi - Nievo, Contra’ Gazzolle 1 – 36100 VICENZA




     monitoraggio finalizzato alla verifica dei dati progettuali proposti, in tema di contenimento degli impatti in
     tema di inquinamento acustico, emissioni di polveri e gestione delle acque meteoriche di dilavamento.
     Rispetto al territorio circostante l’iniziativa in esame va interpretata positivamente, sussistendo un’assenza di
     rischi ambientali, sanitari ed ecologici
                           Tutto ciò premesso, si esprime
                           PARERE FAVOREVOLE
            Alla esclusione dalla procedura V.I.A., subordinandolo alle prescrizioni di seguito citate.

     1) L’azienda è impegnata ad acquisire dalle autorità competenti le autorizzazioni necessarie per l’esercizio
     dell’attività; in particolare per quanto riguarda la gestione/recupero dei rifiuti; preliminarmente all’avvio
     dei lavori la ditta dovrà relazionarsi con l'Amministrazione Comunale per eventuali autorizzazioni in
     deroga ai limiti di rumore.
     2) I sistemi di gestione delle emissioni di polveri in atmosfera dovranno essere costantemente gestiti in
     modo tale da garantire nel tempo l’efficienza prevista in progetto; al fine di limitare l'emissione di polveri
     sarà necessario prevedere azioni di umidificazione delle strade di cantiere nelle giornate secche e/o ventose.
     3) La gestione della campagna di recupero dovrà essere conforme a quanto previsto dalla DGRV 1773/2012.
     4) Si dovrà provvedere costantemente alla prevista azione di ricopertura dei cumuli di rifiuti che dovranno
     essere effettuata con idonei teli di contenimento.
     5) Nel caso di ritrovamenti occasionali di rifiuti o serbatoi interrati contenenti idrocarburi (o altre sostanze
     chimiche) e nel caso di trasformatori elettrici se esistenti e si mettano in atto tutti i presidi ambientali atti a
     scongiurare ogni possibile contaminazione del suolo e dell’immediato sottosuolo, dandone tempestiva
     comunicazione ad ARPAV ed al Comune.
     6) L’azienda dovrà procedere ad inpiduare ed attuare un’idonea procedura di formazione del personale
     addetto alla selezione-trattamento dei rifiuti, tenendo conto degli aspetti ambientali e di sicurezza/rischio
     segnalati; di tale definizione dovrà essere dato riscontro in occasione della presentazione del certificato di
     collaudo finalizzato all’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio

     Vicenza, 28 febbraio 2018

       F.to Il Segretario                                    F.to Il Presidente
      Dott.ssa Silvia Chierchia                                  Andrea Baldisseri




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